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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000 &#187; Unione Europea</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
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		<title>Imprese e fondi Ue: online motore di ricerca</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 16:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un motore di ricerca, messo a punto dalla Commissione europea, consentirà di analizzare i finanziamenti distribuiti alle imprese sul territorio UE. L’obiettivo è la trasparenza ed entro il 2011 on-line anche i Fes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>trasparenza</strong> è una priorità per le istituzioni, che proseguono nel percorso di pubblicazione e <strong>condivisione delle informazioni</strong> e delle decisioni prese: in questa ottica, la <strong>Commissione europea</strong> che ha realizzato un <strong><a href="http://ec.europa.eu/contracts_grants/beneficiaries_it.htm" target="_blank">motore di ricerca</a></strong> capace di restituire con pochi semplici click l&#8217;<strong>elenco dei finanziamenti</strong> ottenuti dalle aziende UE dal 2007 ad oggi.</p>
<p>Chiaramente, la <strong>ricerca</strong> potrà essere più granulare e fornire informazioni su una specifica azienda, associazione e istituzione pubblica o in base ad altri criteri definiti dall&#8217;utente.</p>
<p>Dalle informazioni reperibili tramite il motore di ricerca &#8211; che trattano il 20% del bilancio dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione europea</a>, pari a finanziamenti per 48 miliardi di euro &#8211; si evince un <strong>bilancio negativo dell&#8217;Italia</strong> rispetto alle altre nazioni Ue.</p>
<p>Nello specifico, il Belpaese ha ottenuto dalla Ue un totale di quasi <strong>5 miliardi</strong> di euro per 15.700 operazioni, mentre ad esempio la <strong>Francia</strong> dal 2007 ha ottenuto 8,18 miliardi di euro per 10 mila operazioni.</p>
<p>Meno progetti, ma più soldi quindi. Stesso discorso anche per la <strong>Germania</strong>, che ottiene 7 miliardi per 10.700 progetti, per il Regno Unito, con 6,2 miliari e 8647 progetti e per la Spagna, che distribuisce 4,2 miliardi in soli 4681 progetti.</p>
<p>Unico paese, che come l&#8217;Italia registra una media per progetto piuttosto scarsa risulta il <strong>Belgio</strong>, che spalma i suoi 6 miliardi di finanziamenti in quasi 22 mila interventi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/finanziamenti/news/7391/imprese-e-fondi-ue-online-motore-di-ricerca.html">PMI.it</a></p>
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		<title>ARRIVA IL PASSAPORTO CON FIRMA E IMPRONTE DIGITALI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 08:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vecchio passaporto addio: arriva il passaporto di ultima generazione. Con impronta digitale e firma elettronica. Da oggi, tutti gli Uffici emittenti in Italia e all&#8217;estero rilasceranno il passaporto di nuovo tipo. (Anche se in certe questure sono gia&#8217; attivi ndr) Il 25 giugno, infatti, e&#8217; scaduta la proroga concessa dall&#8217;Unione Europea che rappresentava il termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vecchio passaporto addio: arriva il passaporto di ultima generazione. Con impronta digitale e firma elettronica. Da oggi, tutti gli Uffici emittenti in Italia e all&#8217;estero rilasceranno il passaporto di nuovo tipo. (Anche se in certe questure sono gia&#8217; attivi ndr)</p>
<p>Il 25 giugno, infatti, e&#8217; scaduta la proroga concessa dall&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione Europea</a> che rappresentava il termine ultimo concesso all&#8217;Italia per recepire tutte le novita&#8217; previste dal regolamento europeo.Ma cosa cambia per i cittadini? In sostanza, per tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, esclusi i minori di 12 anni, il passaporto di vecchio tipo viene sostituito dal nuovo modello unificato di 48 pagine, della durata di 10 anni e del costo di 42,50 euro. Nei nuovi documenti di viaggio e&#8217; previsto l&#8217;inserimento della foto, della firma digitalizzata e anche impronte digitali. Sul passaporto dovranno comparire le impronte del dito indice di tutte e due le mani, prima la destra e poi la sinistra.</p>
<p>Solo gli uffici di polizia, questure e commissariati, sono abilitati a rilevarle. Per i minori di 14 anni, compariranno i dati dei genitori.Naturalmente i passaporti in corso di validita&#8217; restano utilizzabili fino alla loro data di scadenza. Ma per chi deve rinnovare il documento, il libretto di 32 pagine va in pensione. Sara&#8217; possibile, inoltre, richiedere un passaporto temporaneo della durata massima di 12 mesi al costo di 5,20 euro: quest&#8217;ultimo e&#8217; un documento di viaggio d&#8217;emergenza di sole 16 pagine, rilasciato qualora si verifichi un&#8217;impossibilita&#8217; temporanea di acquisire le impronte; il libretto ha caratteristiche di sicurezza semplificate e non contiene il microprocessore come i nuovi passaporti. Il nuovo corso era partito circa un anno fa, quando il rilascio del passaporto di ultima generazione scatto&#8217; a Grosseto e Potenza.</p>
<p>Da oggi, tutte le questure d&#8217;Italia rilasciano il passaporto biometrico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.newsbox.it/news/?id=8007">NewsBox</a></p>
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		<title>La Telemedicina nelle Marche: interviste agli esperti nel mondo della Ricerca, della Sanità e della Formazione</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel case history sulle politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel case history sulle <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/casehistory/1625/la-politica-europea-nella-telemedicina.html" target="_blank">politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina</a>, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che fanno fatica a proseguire come sistema integrato. Peraltro, oltre all&#8217;innovazione che la telemedicina adduce l&#8217;argomento politicamente più forte è come sostenere il costo sociale della sanità su una popolazione sempre più anziana (aspettative di vita ormai vicino ai 90 anni) con scarso ricambio generazionale e forte utilizzo di giovani con contratti precari. Ecco allora che diventa strategico avere servizi medico-sociali diffusi nel territorio e strutture ospedaliere di qualità elevata in poli urbani, ricche di tecnologie e professionalità. La telemedicina può senzaltro contribuire a questo modello di assistenza delocalizzata a patto che il sistema mobilità sia efficiente e utilizzi mezzi senza fare economie; la rapidità dell&#8217;intervento deve far parte del progetto integrato territorio-presidio sanitario di eccellenza.</p>
<p>Per illustrare le attività e i progetti di telemedicina che si stanno sviluppando nella <strong>Regione Marche</strong> che peraltro attraverso il suo Presidente, on. le Gianfranco Spacca, si è candidata come polo nazionale per lo sviluppo della domotica, che può avvalersi anche dei servizi della medicina a distanza, abbiamo contattato tre esperti, in campi diversi (Ricerca, Sanità, Formazione). Il primo esperto è <strong>Aldo Franco Dragoni</strong>, professore di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">Informatica</a> all&#8217;Università Politecnica delle Marche, dove insegna &#8220;Fondamenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">Informatica</a>&#8221; e &#8220;Sistemi Operativi in tempo reale&#8221;. Come ricercatore è stato particolarmente attivo nel campo dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente alle applicazioni di tecnologie informatiche in ambito sanitario. Ha pubblicato una novantina di articoli fra riviste specialistiche e atti di convegni internazionali.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa del futuro della telemedicina?</strong></p>
<p>Il futuro della telemedicina è in quella che a me piace oggi definire &#8220;NetMedicine&#8221;, cioè la consulenza medica erogata mediante la Rete delle Reti. Oggi non esiste applicazione di &#8220;telemedicina&#8221; fruita se non per via digitale attraverso i protocolli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> HTTP-TCP-IP, oppure SMTP-TCP-IP, sotto la riservatezza garantita dal protocollo SSL. Per questo a me piace parlare piuttosto di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> Medicina, perché il prefisso &#8220;tele&#8221; richiama concetti ormai insignificanti, come l&#8217;erogazione via etere mediante satelliti piuttosto che ponti radio. Viviamo ormai in un mondo iperconnesso e sia l&#8217;informazione point-to-point che quella trasmessa in broadcast viaggia quasi esclusivamente su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a>.</p>
<p><strong>Descriva un esempio pratico affinché possiamo ancorare il nuovo termine ad un avvenimento</strong></p>
<p>Le farò un esempio. In campo medico, il dato diagnostico digitale raccolto in Africa, nello Zambia e salvato in un &#8220;file&#8221; nel disco fisso di un PC &#8220;client&#8221;, viene opportunamente crittografato e poi &#8220;uploadato&#8221; sul PC &#8220;server&#8221; dello studio medico che si trova ad Ancona, dove viene esaminato mediante opportuni programmi &#8220;viewer&#8221; che girano sui PC client degli specialisti. Da questi partono poi i referti, allegati, per esempio, a messaggi di posta elettronica indirizzati ai richiedenti zambiani. Le tratte che il segnale digitale percorre in entrambe le direzioni sono molteplici e di varia natura fisica. Per esempio, in partenza dall&#8217;ospedale zambiano potremmo avere un doppino telefonico, oppure un ponte radio verso la più vicina stazione della compagnia telefonica, oppure ancora addirittura un collegamento satellitare! Arrivato in Italia, il &#8220;file&#8221; potrebbe viaggiare sulla rete gestita dal GARR* ed essere instradato fino al server dello studio medico, dal quale potrebbe poi ripartire per essere trasmesso sullo smartphone dello specialista mediante la copertura UMTS. Il referto, prodotto direttamente sul server dello studio al quale il medico accede mediante il suo cellulare, potrebbe poi essere reinstradato su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> fino all&#8217;ospedale zambiano seguendo pressappoco il percorso inverso di quello seguito all&#8217;andata dal dato diagnostico. Ciò che accumuna tutte le tratte è che esse trasportano lo stesso tipo di pacchetti di dati, secondo protocolli di comunicazioni che sono sempre gli stessi e valgono su tutto il pianeta! E, ovviamente, la comunicazione bidirezionale appena descritta funziona anche fra paziente e medico che lavorano e risiedono nello stesso quartiere (con nessuna differenza e pochi passaggi in meno). Per questo oggi non abbiamo più scuse tecniche a che il referto di qualunque esame non venga recapitato direttamente sul PC del medico di famiglia o dello stesso assistito, se lo volesse; si capisce con quale risparmio collettivo di tempo, denaro, emissione di CO2, polveri sottili ed alberi abbattuti! Il vero punto cruciale dal punto di vista tecnico è la banda di comunicazione, cioè la cosiddetta &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/banda-larga/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Banda Larga">banda larga</a>&#8221;. Così come la robustezza di una catena è pari a quella del suo anello più debole, così qui la capacità trasmissiva del canale che s&#8217;instaura fra medico e paziente è quella della tratta più debole. Se la scatola telefonica fuori del padiglione dell&#8217;ospedale zambiano è arrugginita o l&#8217;antenna del ponte radio è stata ruotata dal vento forte della notte, allora il trasferimento del file fino allo studio medico anconetano potrebbe durare giorni o, più probabilmente,interrompersi ed il servizio potrebbe cadere.</p>
<p><strong>Ciò che dice ha grosse valenze sociali ed economiche e poi se non c&#8217;è un&#8217;attenta organizzazione e monitoraggio, e credo anche ruoli professionali, c&#8217;è il rischio che una banalità determini un danno (sulla salute la tempestività è un valore non trascurabile). Ma di ciò che ha illustrato ha qualche progetto in cantiere?</strong></p>
<p>I progetti specifici di cui mi chiede sono talmente tanti che ci vorrebbero molte interviste per parlarne. Accenno solo che i più interessanti derivano proprio dalle &#8220;contaminazioni&#8221; fra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e Medicina. Mi riferisco innanzitutto alla serissima questione dell&#8217;Interoperabilità fra i sistemi (che essendo interconnessi devono parlare gli stessi linguaggi e dare agli stessi termini gli stessi significati), ma anche a recenti fenomeni come il &#8220;social networking&#8221; (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Facebook">Facebook</a>, Twitter etc.) che sbarca in campo medico. Il primo è un problema che va risolto mediante la definizione e l&#8217;uso di standards internazionali, il secondo è un fenomeno che va studiato.</p>
<p>Dalla ricerca e dalle tendenze anche del WEB 2.0 che il prof. Dragoni ci ha descritto andiamo al prof. <strong>Roberto Antonicelli</strong> direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC e del Centro di Telemedicina dell&#8217;Istituto Scientifico INRCA Ancona. È, inoltre, professore a.c. presso la Scuola di Specializzazione di Cardiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p><strong>In ambito della Telemedicina, la Telecardiologia è uno degli interventi più utilizzati e noti. Può illustrare quali sono i servizi erogati dal suo Istituto?</strong></p>
<p>Uno dei principali problemi risiede nell&#8217;enorme &#8220;gap&#8221; tra le promesse teoriche e le realizzazioni pratiche. In una situazione che in campo nazionale è ancora così povera di realizzazioni concrete, la Regione Marche si è distinta per alcune iniziative che a livello del territorio hanno avuto un notevole riscontro pratico. L&#8217;Istituto Scientifico INRCA di Ancona circa 10 anni fa ha dotato la sua U.O. di Cardiologia-UTIC di un Centro di Telecardiologia. Questa Struttura, funzionalmente collegata con l&#8217;UTIC, ha implementato innovativi modelli assistenziali ed in particolare ha attuato un progetto di Teleprotezione cardiologica di soggetti anziani ospiti di Case di Riposo e a tutt&#8217;oggi offre questo servizio anche a Farmacie, Medici di base e singoli utenti che ne facciano richiesta. Ogni utente collegato dispone di un terminale ECG a 12 derivazioni che in pochi minuti consente, anche a personale non specializzato, di effettuare un ECG e trasmetterlo con una normale telefonata, sia in caso d&#8217;emergenza che in condizione d&#8217;elezione. Tenendo presente da un lato l&#8217;elevata morbilità cardiovascolare della popolazione anziana, dall&#8217;altro la frequente condizione di disabilità che è connaturata alla condizione anziana, s&#8217;intuisce facilmente quanto questo modello di tele-assistenza cardiologica possa essere utile agli anziani cardiopatici ospiti in queste strutture (spesso localizzate in zone disagiate e scarsamente collegate) ed i notevoli risparmi anche economici che questi innovativi modelli assistenziali possono generare nel sistema sanitario nazionale.</p>
<p><strong>Data la relativa semplicità d&#8217;uso e il potenziale minor costo, potrebbe anche dar origine, a chi ha strutture da riqualificare e in aree interne, a nuovi servizi per malattie croniche e anziani autosufficienti?</strong></p>
<p>Sono progetti possibili, la tecnologia c&#8217;è già, poi forse mancano le norme che disciplinano un nuovo modello di servizi fra il territorio e le strutture sanitarie classiche.</p>
<p><strong>Un altro servizio che state erogando?</strong></p>
<p>Vorrei descrivere un modello molto interessante, la cosiddetta &#8220;dimissione protetta&#8221;. Soggetti cardiopatici ricoverati presso l&#8217;U.O. di Cardiologia, vengono precocemente dimessi ed inseriti in un programma domiciliare di controllo cardiologico mediante trasmissione elettiva ed eventualmente d&#8217;emergenza del tracciato ECG con un colloquio con lo specialista ospedaliero. Questo modello ha dato interessantissimi risultati specie nella gestione a domicilio di soggetti anziani affetti da insufficienza cardiaca cronica e da aritmie cardiache. In particolare si è potuta dimostrare una significativa riduzione delle re-ospedalizzazioni con un netto miglioramento della qualità di vita dei soggetti così seguiti.</p>
<p><strong>Nel campo sanitario qual è l&#8217;evoluzione della telemedicina?</strong></p>
<p>Il principale sviluppo della telemedicina &#8220;tradizionale&#8221; è verso nuove metodiche di video-cumunicazione fino alla creazione di un vero e proprio nuovo Video-Call Centre che è in grado di garantire un elevato livello di servizio di assistenza sanitaria &#8220;remota&#8221;, avvalendosi dell&#8217;utilizzo di sofisticati strumenti di telemonitoraggio che associano alla videocomunicazione tra paziente e struttura medica, il telemonitoraggio e la trasmissione di dati clinici quali pressione arteriosa (BP), frequenza cardiaca, SpO2, temperatura, elettrocardiogramma (ECG), auscultazione a distanza, peso ed altro ancora. Il sistema prevede un centro di ascolto ed una postazione di monitoraggio dei dati clinici. La postazione lato paziente, oltre alle funzioni di video-comunicazione previste per l&#8217;home care sociale, è in grado di collegare gli apparati biomedicali necessari per lo svolgimento delle funzioni di tele-monitoraggio in tempo reale. Il sistema è stato progettato con l&#8217;obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti che necessitano di visite periodiche; grazie a tale sistema si possono evitare scomodi e ripetuti trasferimenti presso strutture sanitarie in quanto i pazienti possono essere visitati dal medico senza muoversi da casa o facendo riferimento alla struttura più vicina alla propria abitazione. Il paziente entra in contatto visivo interattivo con il medico e viene guidato dallo stesso durante una visita remota. Il paziente o chi lo assiste, seguendo le istruzioni del medico, provvede al rilevamento dei parametri vitali di interesse semplicemente posizionando i sensori medicali. Il medico, avvalendosi del collegamento visivo, è in grado di riscontrare lo stato di salute del paziente (colorito, stato d&#8217;animo, presenza di ferite od altro, ecc.) e di guidare lo stesso nel posizionare i sensori necessari per il rilevamento dei parametri vitali: bracciale per la pressione, sensore per la saturimetria, termometro, ecc.. I dati anagrafici del paziente ed i risultati delle analisi effettuate nel corso dei controlli periodici a distanza vengono memorizzati in un database al quale il medico può accedere in qualunque momento anche tramite un palmare che sia collegato ad <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> (Wi-Fi,GPRS,UMTS ). Abbiamo recentemente sperimentato un &#8220;braccialetto&#8221;, simile ad un orologio per monitorare eventuali cadute accidentali. Si chiama <strong>MoCaWatch (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">Mobile</a> Care Watch)</strong>. In pratica è un dispositivo in grado di controllare in maniera automatica lo stato di salute di una persona, attraverso la rilevazione di parametri fisiologici (frequenza cardiaca, attività fisica, rilevatore di caduta, temperatura epidermica e ambientale, ecc.). Il sistema può inviare un allarme a richiesta con la pressione di un pulsante, oppure automaticamente in occasione di situazioni anomale (stato febbrile, caduta, frequenza cardiaca eccessiva, condizioni di forte stress, ecc.). L&#8217;allarme viene trasferito dal bracciale a un comune telefono cellulare dotato di interfaccia Bluetooth che invia la richiesta di aiuto attraverso un SMS o una chiamata vocale pre-registrata a un centro servizi in grado di gestire la situazione o a una lista predefinita di numeri di telefono (familiari e amici). La notifica di allarme contiene informazioni utili al trattamento del problema: il tipo di anomalia, i valori dei parametri fisiologici fuori dalla norma e la localizzazione geografica della persona, se disponibile. È semplice da usare; i sensori sono sul polso, è alimentato da una batteria ricaricabile, non altera le abitudini di chi lo indossa, sostituisce un orologio (pronuncia l&#8217;ora quando si preme un pulsante), è compatibile con la maggioranza di telefoni cellulari dotati di interfaccia Bluetooth e non richiede installazione di software sul cellulare. La Telecardiologia nelle Marche rappresenta ormai una consolidata realtà sia nel campo della ricerca che dell&#8217;assistenza, ponendosi come avanzato modello di gestione ospedaliera pubblica.</p>
<p>Dopo la ricerca tecnologica e la sperimentazione medica che mi sembra stiano facendo discreti risultati e, anche se lentamente, si stanno diffondendo nel territorio non poteva mancare un elemento centrale per consolidare la telemedicina: la formazione. Il prof. <strong>Mauro Barchiesi</strong> è il nostro ultimo intervistato, docente a tempo indeterminato del MIUR, con un&#8217;esperienza quasi ventennale in ambito didattico-formativo che ha studiato e lavorato molto in Inghilterra collaborando con i colleghi d&#8217;oltremanica all&#8217;analisi e studio del servizio sanitario britannico denominato NHS e dello stesso sistema ospedaliero. Da quasi cinque anni è docente all&#8217;UNIVPM, Facoltà di Medicina e Chirurgia e si occupa di Medical Clinical English.</p>
<p><strong>L&#8217;UNIVPM ha vinto un progetto comunitario sul Programma &#8220;Leonardo Da Vinci&#8221; in ambito dell&#8217;elearning sanitario, di che si tratta?</strong></p>
<p>Sì, il progetto approvato dall&#8217;ISFOL di Roma (Istituto per Lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) si intitola &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">INTERNET</a> USE IN LIFELONG LEARNING OF EUROPEAN NURSES AND ALLIED HEALTH PROFESSIONALS&#8221;, Partenariati Multilaterali 2009, con il contemporaneo coinvolgimento di altre tre Università, ovvero Liverpool, Granada e Thessaloniki. Il progetto, a cui ha collaborato anche il prof. Salvatore Amoroso, docente di Farmacologia, ha come finalità quello di migliorare la qualità dei modelli formativi per gli operatori delle professioni sanitarie a partire da un&#8217;approfondita analisi e studio delle piattaforme esistenti. Questo avverrà anche grazie alla cooperazione tra tutte le istituzioni accademiche coinvolte nel progetto con l&#8217;obiettivo principale dello studio delle applicazioni didattiche disponibili in forma interattiva e online e, il tutto, all&#8217;interno di una prospettiva europea comune per l&#8217;istruzione e la formazione degli infermieri e professionisti della salute. Verrà, inoltre, posta in essere una valutazione di come viene fornita l&#8217;assistenza sanitaria e la formazione degli operatori all&#8217;interno dei diversi stati membri europei partecipanti al progetto. Infine, si può già anticipare che, dopo un biennio di lavoro (fino a metà 2011), sarà elaborato un dettagliato report per sviluppare uno strumento didattico-formativo basato sull&#8217;ICT, possibilmente sito web o software dedicato, che possa interagire e supportare la cosiddetta formazione continua in medicina e infermieristica e che rimane l&#8217;obiettivo finale, a lungo termine, di tutti i partner coinvolti nel progetto.</p>
<p>Mi pare che anche le Marche con queste professionalità in questi settori possano avere una chanche per creare uno sviluppo globale dell&#8217;ICT e dei servizi indotti che esso apporta.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/2212/p3/la-telemedicina-nelle-marche.html" target="_blank">www.pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>WiFi pubblici fuorilegge in Italia?</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/01/wifi-pubblici-fuorilegge-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[In Europa la diffusione degli hot post wireless gratuiti è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad Internet con molta facilità. Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “Decreto Pisanu“, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.oneadsl.it/wp-content/oneadsl.it_uploads/2008/10/wifi_area.gif" alt="WiFi pubblico" width="230" height="230" /></p>
<p>In <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/europa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Europa">Europa</a> la diffusione degli <strong>hot post wireless gratuiti</strong> è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> con molta facilità.</p>
<p>Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “<strong>Decreto Pisanu</strong>“, di cui abbiamo parlato molte volte, che di fatto impone macchinosi iter per l’utilizzo degli accessi pubblici, tali da pregiudicare la diffusione degli hot <strong>spot WiFi</strong>.</p>
<p><a id="more-4977"></a></p>
<p>C’è però probabilmente chi snobba questo decreto e secondo <a title="US Ahead of Europe in Open WiFi Percentage" href="http://wefiblog.blogspot.com/2010/01/us-ahead-of-europe-in-open-wi-fi.html">WeFi</a>, un noto portale dove vengono catalogati gli <strong>hot spot wireless pubblici</strong> mondiali, in Italia il 30% del totale degli hot spot WiFi è aperto all’uso pubblico senza dunque richiesta di registrazione o inserimento password.</p>
<p>Vien da se che proprio in base al <strong>Decreto Pisanu</strong>, questo 30% è molto probabilmente fuorilegge.</p>
<p>E proprio da qui ci ricolleghiamo a quanto riportammo poco più di un mesetto fa quando affrontammo il problema della <strong>mancata diffusione del WiFi pubblico</strong> proprio a causa di questa limitazione.</p>
<p>Questo 30% è il segnale che agli italiani il wireless piace e che vogliono più punti d’accesso WiFi gratuiti in giro per le città, senza però dover ogni volta intraprendere iter burocratici complessi e inutili.</p>
<p>Il <strong>Decreto Pisanu</strong> è stato <a title="Decreto Pisanu rinnovato" href="http://www.oneadsl.it/12/01/2010/decreto-pisanu-rinnovato-per-un-altro-anno/">rinnovato ancora di un anno</a>, a quando quindi una vera riforma per il WiFi pubblico in Italia?</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.oneadsl.it/13/01/2010/wifi-pubblici-fuorilegge-in-italia/" target="_blank">Oneadsl.it</a></p>
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		<title>Cash Mobile, nuova proposta di pagamento via sms</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/01/cash-mobile-nuova-proposta-di-pagamento-via-sms/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 11:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novità sul fronte dei pagamenti tramite cellulare. Un'azienda milanese si fa avanti con una nuova tecnologia, anche alla luce della direttiva europea che innalza il tetto massimo per i pagamenti mobili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Sarà il 2010 l’anno del boom per i <strong>pagamenti mobili</strong>, perché solo a novembre è stata recepita la direttiva europea Payment Service, che li abilita. Adesso gli operatori stanno ultimando la fase di rodaggio».</p>
<p>Sono le parole di <strong>Carlo Maria Medaglia</strong>, il direttore di <strong>RfidLab</strong>, il laboratorio dell’Università la Sapienza di Roma, in merito alla decisione dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione Europea</a> di <strong>innalzare a 150 euro</strong> (rispetto ai precedenti 15 euro) il limite per i pagamenti mobili. Inoltre, la direttiva specifica che ora i pagamenti potranno essere gestiti anche dagli operatori telefonici e non solo dalle banche.</p>
<p>Insieme alle soluzioni già disponibili tramite sim card (<a title="Poste Italiane, al via i pagamenti col cellulare" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/944/p1/poste-italiane-al-via-i-pagamenti-col-cellulare.html?mobile=0" target="_blank">Poste Mobile</a> e <strong>Noverca</strong>) o alle <strong>tecnologie di prossimità</strong>, come quelle sviluppate proprio da RfidLab, una nuova idea per i pagamenti via cellulare viene da <strong>4Tech+</strong>, piccola azienda milanese, che punta su un sistema chiamato Cash <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">Mobile</a>.</p>
<p>Si tratta di un servizio che si interfaccia con qualsiasi infrastruttura di pagamento (banche, società di carte di credito, Paypal, Pos) basato su un&#8217;<strong>architettura client-server</strong>.</p>
<p>Nel dettaglio il cliente si registra sul servizio Cash-<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">Mobile</a> inserendo via web (o in altro modo) i dati personali e il proprio numero di rete cellulare. Quindi riceve un sms contenente il link per scaricare il client, un software scritto in Java, che si installa sul terminale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">mobile</a>.</p>
<p>Al primo avvio si completa la procedura di registrazione con l&#8217;impostazione, da parte del cliente, di un proprio pin. A questo punto l&#8217;applicazione client è abilitata e si può cominciare ad effettuare transazioni.</p>
<p>Il cliente deve <strong>solo inserire il pin</strong> e dare conferma. Non deve digitare importi, navigare tra menù o ricordare procedure particolari. Il sistema è <strong>basato su crittografia</strong> a doppia chiave asimmetrica e non fa circolare alcun dato sensibile.</p>
<p>Nella speranza che si trovi un <strong>sistema standard</strong>, senza limitazioni, occorre ricordare che non tutti i sistemi mettono al riparo dal pericolo che il proprio cellulare diventi, in questo modo, un più interessante bottino di un ipotetico ladro.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/2157/cash-mobile-nuova-proposta-di-pagamento-via-sms.html" target="_blank">pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>E-Procurement nel settore pubblico</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/08/e-procurement-nel-settore-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 14:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Mastrobuoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’e-Procurement (o Electronic Procurement), in italiano: “approvvigionamento elettronico”, indica quell’insieme di tecnologie, procedure, e modalità organizzative, che consentono l’acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete Internet e della presenza sul mercato di molteplici tecnologie abilitanti a sostegno del paradigma del commercio elettronico. Nell’ambito delle pressanti esigenze di contenimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/e_procurement.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-739" style="border: 0px;" title="e_procurement" src="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/e_procurement.jpg" alt="e_procurement" width="198" height="198" /></a>L’e-Procurement (o Electronic Procurement), in italiano: “approvvigionamento elettronico”, indica quell’insieme di tecnologie, procedure, e modalità organizzative, che consentono l’acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e della presenza sul mercato di molteplici tecnologie abilitanti a sostegno del paradigma del commercio elettronico. Nell’ambito delle pressanti esigenze di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, le Pubbliche Amministrazioni hanno intrapreso molteplici iniziative di innovazione nella gestione di alcuni processi con l’obiettivo di contenere la spesa e migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, orientandola all’innovazione e al cambiamento, secondo i canoni dell’e-Government.</p>
<p>Indicato fra i settori chiave a favore dell’attuazione dei piani per lo sviluppo dell’e-Government, l’e-Procurement ha per oggetto la gestione dell’intero processo di approvvigionamento attraverso strumenti informatici e telematici. Infatti, l’obiettivo generale dell’acquisto di beni e servizi per via telematica è quello di uniformare l’azione della Pubblica Amministrazione ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, al fine di contenere la spesa pubblica e di rendere più efficiente ed innovativo l’Ente pubblico.</p>
<p>In particolare, l’introduzione di questo strumento nelle politiche di acquisto del settore pubblico, è orientata al perseguimento di alcuni obiettivi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Programmazione dei fabbisogni;</li>
<li>Razionalizzazione della spesa di beni e servizi;</li>
<li>Semplificazione e standardizzazione delle procedure di acquisto;</li>
<li>Conseguimento di economie di scala;</li>
<li>Maggiore trasparenza delle procedure di gara sia verso i fornitori che verso i cittadini;</li>
<li>Miglioramento della responsabilizzazione e del controllo della spesa;</li>
<li>Incremento della specializzazione delle competenze;</li>
<li>Maggiore efficienza nell’interazione fra Amministrazione e mercato.</li>
</ul>
<p>Lo scenario ipotizzabile di e-Procurement può coprire diverse fattispecie:</p>
<ul>
<li>Tra aziende (secondo il paradigma del “commercio elettronico” o Business to Business &#8211; B2B),</li>
<li>Tra aziende e privati (Business to Consumer &#8211; B2C),</li>
<li>Tra aziende e istituzioni pubbliche (Business to Government &#8211; B2G).</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui gli appalti telematici siano utilizzati per gestire ed aggiudicare gare pubbliche di appalto si è coniato il nuovo termine di public e-Procurement, il quale in Italia risponde alla normativa in materia di pubblici appalti emanati dai due principali strumenti legislativi: l’originario Decreto del Presidente della Repubblica n.101 del 2002, il “Nuovo Codice degli Appalti”, ovvero il Decreto Legislativo n.163 del 12 Aprile 2006. Successivamente, la Legge n.296 del 27 Dicembre 2006 (La Legge “Finanziaria”) introduceva il Consolidamento del ruolo delle Centrali di acquisto Regionali, ed infine, il Decreto Legislativo n.6 del 26 Gennaio 2007 chiariva le disposizioni correttive ed integrative al Codice Appalti. In <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/europa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Europa">Europa</a> la cosa si complica un pochino di più con una Direttiva attuativa (la Direttiva 2004/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio) che in realtà è stata solo “parzialmente” recepita dall’ordinamento nazionale, e che in alcuni casi risulta addirittura in contrasto con la nostra normativa.</p>
<p>La normativa italiana prevede diversi strumenti di e-Procurement pubblico, ovvero che identificano sub procedure concorsuali modulate in virtù della tutela più o meno accentuata del principio di evidenza pubblica:</p>
<ul>
<li>Le aste elettroniche;</li>
<li>I sistemi dinamici di acquisizione (convenzioni, gruppi di acquisto, accordi quadro, richieste di offerta, etc);</li>
<li>Le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici;</li>
<li>Il mercato elettronico (Marketplace o “negozi virtuali”).</li>
</ul>
<p>Tipicamente, i siti web dedicati all’erogazione dei servizi di e-Procurement sono costituiti da una piattaforma <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> integrata attraverso la quale gli Enti appaltanti possono effettuare acquisti di beni o servizi da Fornitori Abilitati attraverso una Gara Telematica. Le procedure del sistema consentono anche l’individuazione del contraente per la stipula dei contratti.<br />
Lo strumento telematico di negoziazione utilizzato nelle Gare Telematiche garantisce la parità di condizioni dei partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e di semplificazione delle procedure, nonché delle disposizioni, anche tecniche, di recepimento della normativa comunitaria sulle firme elettroniche e sulla documentazione amministrativa.</p>
<p>L’accesso tramite l’Account da parte degli Utenti al Sistema comporta l’accettazione di tutte le disposizioni contenute nelle Regole che governano la piattaforma.  Pertanto, l’accesso al Sistema implica che gli utenti autorizzati abbiano piena consapevolezza delle responsabilità e delle conseguenze di natura civile e penale previste in caso di dichiarazioni mendaci, falsità in atti ed uso di atti falsi ai sensi e per gli effetti del Decreto del Presidente della Repubblica n.445 del 28 Dicembre 2000. Qualora emerga la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni fornite dall’utente decadrà la sua facoltà di accedere al sistema.</p>
<p>L’accesso e la partecipazione alle Gare telematiche sono riservati ai soli soggetti abilitati conformemente a quanto disposto dal Bando di abilitazione e dalle presenti Regole e deve avvenire nel rispetto dello stesso, dei documenti della procedura nonché delle istruzioni pubblicate all’interno del Sistema. Al fine di poter utilizzare il Sistema, gli Utenti dovranno dotarsi, a propria cura e spese, della strumentazione tecnica ed <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> software ed <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/hardware/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with hardware">hardware</a>, inclusi gli strumenti di Firma digitale ed i collegamenti alle linee di telecomunicazione, necessari per il collegamento alla rete <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e, in generale, per compiere le attività all’interno del Sistema. L’identità dei fornitori e compratori è certificata dall’utilizzo di strumenti di firma digitale, cioè di una firma elettronica qualificata.</p>
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		<title>La ricetta delle 5 i &#8211; In un momento storico difficile, un piacevole antidoto per riassaporare il gusto del business.</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/07/la-ricetta-delle-5-i/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca B.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo pochi anni fa salutavamo il secolo che si chiudeva con qualche nostalgia giustamente accompagnata da una forte dose di entusiasmo per l’avvento di quegli eccezionali anni DUEMILA, sognati fin da quando eravamo piccoli come fantascienza su un orizzonte temporale lontano ed inimmaginabile qualche decennio prima. Abbiamo assistito a generazioni intere dei nostri nonni, bisnonni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="La ricetta delle 5 i " href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/idea.jpg"></a></p>
<p><a title="Idea delle 5 1" href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/idea1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-731" style="margin: 2px 3px; border: 0px;" title="idea delle 5 i" src="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/idea1-257x300.jpg" alt="idea delle 5 i" width="180" height="210" /></a>Solo pochi anni fa salutavamo il secolo che si chiudeva con qualche nostalgia giustamente accompagnata da una forte dose di entusiasmo per l’avvento di quegli eccezionali anni DUEMILA, sognati fin da quando eravamo piccoli come fantascienza su un orizzonte temporale lontano ed inimmaginabile qualche decennio prima. Abbiamo assistito a generazioni intere dei nostri nonni, bisnonni e per non allontanarsi troppo persino dei nostri fratelli maggiori che si erano riscattate nel mondo del lavoro, con la fatica e la convinzione che l’impegno profuso li avrebbe condotti, prima o poi, al raggiungimento di obiettivi sfidanti di crescita economica e sociale. Il boom economico del dopoguerra aveva favorito i più intraprendenti ed aveva lasciato innumerevoli speranze a tutti coloro che, pur non anelando all’ettaro cubico di dollari di <strong>zio Paperone</strong>, erano riusciti a “costruirsi una posizione” perlomeno stabile.</p>
<p>A voler tentare di descrivere il percorso da “<strong>manuale del successo</strong>” fino al secolo scorso, potremmo essere piuttosto attendibili nell’affermare che i canoni da seguire erano sempre gli stessi, adeguatamente proporzionati alla frazione di secolo in cui ci si colloca: avanzare negli studi, che fossero classici, generici o di specializzazione, applicarsi quanto più possibile per ottenere risultati migliori della media, aprirsi ad esperienze concrete di apprendimento sul campo, il tutto ben mixato con il concetto ormai tramontato di umiltà e costanza per ottenere una buona ricetta di base per il futuro!</p>
<p>L’Italia del lavoro fotografata oggi da <strong>Bankitalia</strong> è invece il quadro poco promettente di un paese immobile connotato da un’invadente precarietà in tutti i settori professionali. Con il passare degli anni la possibilità di muoversi sulla scala sociale si è drasticamente ridotta: nei nove anni tra il ‘95 e il 2004, infatti, la mobilità è stato un fenomeno che ha interessato meno di un quarto delle famiglie italiane, con circa l’11% che è  precipitato in una classe inferiore. Il dato più significativo riguarda il 44% delle famiglie italiane che sono rimaste nel segmento più basso della società, senza mai distaccarsi, neanche per un anno o due, dalla classe più povera.</p>
<p><a href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/jobs_search.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-734" style="margin: 5px 6px; border: 0px;" title="jobs_search" src="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/jobs_search.jpg" alt="jobs_search" width="102" height="76" /></a>Così la sfida sociale non può assurgere più a primario obiettivo delle generazioni entranti nel mondo del lavoro, che si trovano smarrite alla ricerca di certezze, prima lavorative e conseguentemente personali. Mentre fino agli anni ’80-’90 le università producevano schiere di dottori, ingegneri, avvocati che ancor prima di conseguire il titolo di laurea avevano firmato un contratto con aziende prestigiose attente a reperire i potenziali manager negli atenei, oggi per un neolaureato è eccezionale già solo il fatto di poter trovare un posto da laureato e sempre più raro ed improbabile che il titolo richiesto sia proprio quello per cui si sono spesi anni sui libri. Il giovane studioso che arrotonda con il lavoro al call center, osservando al suo fianco il “nonpiùtantogiovaneplurilaureatotrentennedisoccupato”, preferisce sognare le carriere facili – tali appaiono nell’immaginario collettivo &#8211; di modella, cantante, show men e show women, con l’illusione che solo così aumenti la probabilità di emanciparsi ed accedere alle classi superiori.</p>
<p>Ma se è vero che la crisi porta progressi, come ci insegna una mente illuminata quale quella di Einstein, è allora necessario scoprire la nuova ricetta per il futuro professionale ed uscire da questa crisi riciclandosi su <strong>nuove professioni</strong>, adattando le proprie competenze alle esigenze emergenti dell’individuo, afferrando opportunità inconsuete e fuori dai binari tradizionali. I settori cui rivolgere lo sguardo sono molteplici e molte sono le mode importate dall’estero: dall’ecomanager, al personal shopper, al travel designer e perché no… il wedding &amp; event planner. Il comune denominatore di questi mestieri consiste nel mettersi al servizio del cliente, quasi sempre motivato dalla mancanza di tempo sufficiente e dal desiderio di raggiungere il top dell’offerta disponibile sul mercato, offrendogli una vastità di servizi, comfort e lussuose coccole.</p>
<p>E proprio il segmento del lusso è, infatti, il target privilegiato di agenzie di servizi che assecondano, e anzi sempre più alimentano, i bisogni ed i desideri di schiere di consumatori. Non è certo facile suggerire le professioni del futuro su cui puntare a rischio zero e ritorno di investimento alto ma sull’esperienza diretta di Miss Wedding, agenzia nata nello scorso anno per l’organizzazione di matrimoni ed eventi privati, si vuole fornire la ricetta che per MW è risultata vincente.</p>
<p>In bocca al lupo e buon appetito!</p>
<p><strong>LA RICETTA DELLE 5  i</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Intuizione</strong><br />
Si dovrebbe provare a sgombrare la testa da schemi e condizionamenti esterni di qualsiasi tipo, lasciando libera la mente di immaginare nuove soluzioni, nuovi mondi, percorsi alternativi.</p>
<p><strong>Iniziativa </strong><br />
Senza passare una vita intera a riflettere sulle nascenti intuizioni continuando a fantasticare sull’immortale chiosco in riva al mare, bisogna togliere l’ancora ed una volta per tutte passare all’azione sviluppando l’idea che appare più convincente.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a></strong><br />
Piacere mi chiamo “www…”<br />
Dopo la rivoluzione tecnologica del secolo scorso e con il progressivo consolidarsi degli scambi commerciali on-line, non possiamo permetterci di immaginare un futuro professionale dissociato da <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a>. Il nostro principale biglietto da visita è ormai quell’entità chiamata Sito: ogni attività nasce insieme ad un sito che la rappresenta, ogni rapporto commerciale passa attraverso l’immagine trasmessa dal proprio sito. Esplorare le infinite potenzialità del web è, oggi più che mai, diventato il fattore per il successo di un’iniziativa. Nella fase di start up di qualsiasi attività imprenditoriale dobbiamo annoverare l’investimento di risorse nel mondo web, che si tratti di pubblicità attraverso un sito, di un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/blog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with BLOG">blog</a>, del posizionamento nei portali, nei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Network">network</a>… insomma tutto ciò che orbita intorno al prezioso www è diventato indispensabile per farsi conoscere in tempi rapidi e cogliere la giusta onda del mercato.</p>
<p><strong>Internazionale</strong><br />
Nell’imperfetto mondo della globalizzazione dobbiamo sfruttare i vantaggi da questa offerti, aprendoci a possibilità di sviluppo e commercio in contesti tanto distanti territorialmente quanto vicini per esigenze ed ampliare la nostra quota di mercato a sviluppi internazionali.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Insistenza</strong><br />
Insistere, tener duro, incaponirsi, continuare a credere rappresentano il sale del nuovo modo di fare lavoro, impresa e business in un mercato sempre più concorrenziale ed in un mondo in cui il consumatore ha sviluppato un estremo scetticismo. Perciò per non perdere mai di vista il vostro obiettivo e la carica che vi ha spinto a vestire i panni dell’imprenditore, segnatevi su un notebook i vostri sogni, gli obiettivi, i desideri che vi motivano perché arriverà -ahimè- il giorno in cui tornerà utile rileggerli per superare il più che prevedibile sconforto!</p>
<p>E, last but not least, non vogliamo tenervi segreta la sesta i per rendere la ricetta infallibile. <strong>i come <a title="Accedi al sito istituzionale di Infromatica 2000" href="http://www.i2000.it">i2000</a></strong> che nell’esperienza concreta di<a title="Accedi al sito di MissWedding [Wedding Planner in Rome]" href="http://www.misswedding.it"><strong> Miss Wedding</strong> </a>rappresenta il valore aggiunto rispetto alla concorrenza, la sintesi perfetta tra esperienza pluriennale ed orientamento al futuro tradotta in tecnologia, immagine, comunicazione, innovazione e simpatia! Grazie!</p>
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		<title>LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ed i FINANZIAMENTI COMUNITARI&#8230; con il supporto ELGI tutto più semplice</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/07/le-pubbliche-amministrazioni-ed-i-finanziamenti-comunitari-con-il-supporto-elgi-tutto-piu-semplice/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 14:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Da Bormida</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Unione Europea offre agli Enti Pubblici ed alle Pubbliche Amministrazioni di tutte le dimensioni un’ampia gamma di finanziamenti ed opportunità funzionali alla realizzazione di progetti innovativi e di elevata qualità nei più diversificati settori: dalle politiche energetiche ed ambientali ai temi della salute, del turismo, della sicurezza, dello sport, dei giovani, delle pari opportunità, dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/EU-Flag1.jpg"></a>L’<strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione Europea</a></strong> offre agli Enti Pubblici ed alle Pubbliche Amministrazioni di tutte le dimensioni <strong>un’ampia gamma di finanziamenti ed opportunità funzionali</strong> alla realizzazione di progetti innovativi e di elevata qualità nei più diversificati settori: dalle politiche energetiche ed ambientali ai temi della salute, del turismo, della sicurezza, dello sport, dei giovani, delle pari opportunità, dalla cultura al settore formativo ed educativo, dalle politiche sociali alla pianificazione urbana e territoriale, alla mobilità e trasporti, alla Società dell’Informazione, e così via.</p>
<p>La Commissione europea, infatti, gestisce un’ampia gamma di programmi di finanziamento rivolti alle autorità locali, regionali e nazionali ed agli enti pubblici in generale: si pensi, a titolo esemplificativo, ai vari programmi di cooperazione transfrontaliera (Italia-Austria, Italia &#8211; Francia Marittimo, Italia-Francia Alcotra, Italia-Grecia, Italia-Slovenia, Italia-Svizzera), di cooperazione transnazionale (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/europa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Europa">Europa</a> Centrale , <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/europa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Europa">Europa</a> Sud-Est, MED 2007-2013, Spazio Alpino) e di cooperazione interregionale (INTERACT II, INTERREG IV C, Espon 2013, URBACT II).</p>
<p>Per mezzo dei contributi comunitari erogati dalla Commissione Europea tramite bandi specifici per ciascuno di tali programmi, e della conseguente partecipazione a <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Network">network</a> europei di eccellenza, <strong>le Pubbliche Amministrazioni vengono supportate</strong> nell’ideazione, elaborazione, sperimentazione ed adozione di tecnologie, metodologie e prassi innovative nei più diversi campi di attività, e possono operare in una dimensione internazionale, collaborare e confrontarsi con partner stranieri, conoscere esperienze avanzate, sperimentare le migliori prassi già adottate in altri Stati e, in sintesi, contribuire all’elaborazione e attuazione di soluzioni originali in risposta a bisogni territoriali specifici.</p>
<p>Purtroppo, però, in <strong>Italia </strong>accade troppo di frequente che <strong>le opportunità offerte dal mondo dei finanziamenti comunitari non vengano colte dalle Pubbliche Amministrazioni</strong>, soprattutto a causa della carenza di strutture e figure professionali competenti in grado di reperire tempestivamente le informazioni su eventuali finanziamenti, di redigere i progetti, di mantenere relazioni con la Commissione europea, di gestire concretamente le proposte finanziate. Il risultato è la perdita di un’occasione di miglioramento e di sviluppo, oltre che di inserimento dell’ente in un circuito internazionale di eccellenza, con le ovvie ricadute in termini di perdita di competitività, fattore sempre più determinante anche per le realtà pubbliche.</p>
<p>In un’epoca in cui la capacità di internazionalizzarsi, di ampliare le proprie prospettive e di rinnovamento giocano un ruolo fondamentale, anche <strong>le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad aggiornarsi ed adeguare i propri strumenti</strong> e le proprie politiche al contesto sopranazionale, con un approccio aperto di confronto con gli altri Paesi, in vista sia dell’apprendimento ed adozione delle buone prassi sviluppate in altri contesti, sia del trasferimento del proprio bagaglio di esperienze e know-how. Conseguentemente, affinché le Pubbliche Amministrazione possano accedere ed agire efficacemente nel mondo dei finanziamenti comunitari e, conseguentemente, sfruttare appieno le opportunità che quest’ultimo è in grado di offrire agli enti pubblici, <strong>è consigliabile che le stesse si avvalgano del supporto di validi consulenti e professionisti</strong>, che, per un verso, le assistano sia nella <strong>preparazione e presentazione di proposte progettuali</strong>, che nelle fasi di <strong>negoziazione davanti alla CE</strong> e di concreta gestione delle attività progettuali (Project and Financial Management), e, per altro verso, in una prospettiva a medio termine, forniscano ai pubblici amministratori le competenze necessarie per la preparazione e gestione con successo di progetti finanziati dalla Commissione Europea.</p>
<p>Proprio su queste basi poggiano i servizi offerti da aziende come la  <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/elgi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Elgi">Elgi</a> Consulting (<a href="http://www.elgiconsulting.com" target="_blank">www.elgiconsulting.com</a>), che da oltre 15 anni si occupa con successo e con un approccio integrato di tutte le procedure per ottenere, gestire ed implementare il finanziamento comunitario, impegnandosi efficacemente per trovare ed utilizzare sorgenti di finanziamento, sviluppare e sostenere progetti vincenti, assicurare l’utilizzo efficiente e focalizzato dei fondi ricevuti.</p>
<p>La <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/elgi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Elgi">Elgi</a>, infatti, è in grado di assistere la Pubblica Amministrazione che si affacci nel contesto dei programmi comunitari in un duplice modo. Per un verso, con una rete di oltre 800 partner attivi, è in grado di introdurre le Pubbliche Amministrazioni a nuovi partner forti per progetti complessi e di alto valore (a titolo esemplicativo si possono ricordare ARISTHOT, ISAAC, ePartecipate) ed a padroneggiare ogni fase della creazione delle partnership, dall’acquisizione di finanziamenti iniziali fino al raggiungimento degli obiettivi finali dell’ente.</p>
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		<title>Fattura elettronica, pubblica amministrazione e open source</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 11:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Moniaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla ricerca di uno standard per la fattura elettronica nella pubblica amministrazione, dove oggi regnano i formati proprietari. Da alcuni anni si sente parlare in Italia di uno &#8220;standard CBI&#8221; per la fattura elettronica, buono anche per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Ma sembra proprio che sia stato un abbaglio. È quanto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla ricerca di uno standard per la fattura elettronica nella pubblica amministrazione, dove oggi regnano i formati proprietari</strong>.</p>
<p><strong>Da alcuni anni si sente parlare in Italia</strong> di uno &#8220;standard CBI&#8221; per la fattura elettronica, buono anche per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Ma sembra proprio che sia stato un abbaglio.</p>
<div id="bodyArt">
<p>È quanto si desume dalle <strong>analisi dello SCIC</strong> (lo Steering Committee Interassociativo ACMI-AITI-ANDAF su Corporate Payments &amp; Financial Supply Chain) che raggruppa le associazioni professionali e manageriali dei direttori amministrativi e finanziari, dei credit manager e dei tesorieri d&#8217;impresa.</p>
<p>Lo SCIC è intervenuto di recente per la seconda volta sul tema della fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Dopo aver indirizzato a ottobre dello scorso anno ai ministri Tremonti e Brunetta un sostanzioso documento sulle esigenze generali delle imprese, ha infatti rappresentato di recente agli uffici legislativi impegnati nella redazione del testo del Decreto col quale si fisseranno le regole tecniche, che quello del CBI <strong>è un formato proprietario</strong>.</p>
<p>Questo comporta <strong>problemi di riconoscibilità reciproca</strong> con altre comunità di business, di gestione evolutiva del formato (a cui, diversamente dagli standard, gli utilizzatori non partecipano), di trasparenza nelle decisioni di aggiungere o togliere campi o di stringere alleanze, di estensibilità ad altri documenti dei riferimenti supportati, di apertura alla concorrenza e via dicendo.</p>
<p>La differenza è notevole sia per i provider di soluzioni software e di servizi sia per gli utilizzatori finali. Nella sostanza, <strong>il formato proprietario non soddisfa</strong> i requisiti di indipendenza e di interoperabilità.</p>
<p>Chi dovesse adottare ugualmente il formato proprietario si troverebbe nella spiacevole situazione di dipendere da chi detiene il governo delle regole e di non poter scambiare automaticamente fatture nei rapporti con imprese che, in Italia, in <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/europa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Europa">Europa</a> e nel resto del mondo, hanno sviluppato le loro piattaforme ICT usando standard riconosciuti. Insomma, <strong>un&#8217;ulteriore motivo di frammentazione</strong> del nascente mercato dei servizi per la generazione e lo scambio di documenti digitali.</p>
<p>Al momento, <strong>gli unici standard che utilizzano la sintassi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/xml/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with XML">XML</a></strong> (il linguaggio scelto dalla UE per l&#8217;e-Government e per la Single Euro Payments Area) pubblicati e manutenzionati da organismi ufficialmente riconosciuti sono il Cross Industry Invoice 1.1, emesso da <a href="http://www.unece.org/cefact" target="_blank">UN/CEFACT</a>, e UBL 2.0, emesso da <a href="http://www.oasis-open.org/" target="_blank">OASIS</a>.</p>
<p>Tuttavia, <strong>solo UBL trova da anni applicazione</strong> tra le imprese e dal 2005 è usato dalla Danimarca per la fatturazione verso la Pubblica Amministrazione, poi seguita da Svezia, Islanda e Norvegia. L&#8217;UBL è stato inoltre utilizzato nei progetti europei di e-procurement delle organizzazioni statali e regionali (Progetto PEPPOL, in Italia ne sono parte CONSIP, CSI Piemonte e INTERCENT-ER).</p>
<p>Anche ENEA ricorre da tempo a UBL per <strong>supportare le piccole e medie imprese</strong> nel trasferimento di tecnologie volte a favorire processi di filiera o di distretto. Diversamente da CII, oltre alla fattura, lo standard UBL offre la bellezza di ulteriori 30 documenti elettronici normalizzati, tutti coerenti e concatenabili, mediante cui ingegnerizzare i processi di supply chain e di regolamento amministrativo.</p>
<p>Ma non finisce qui. UBL consente di <strong>mantenere l&#8217;interoperabilità</strong> anche nel caso in cui, per ragioni locali o di specifiche comunità di business, sia necessario aggiungere o togliere alcune informazioni al formato standard originario; e questo, anche in relazione ai diversi contesti contrattuali di cui gli scambi di documenti sono espressione.</p>
<p>Non a caso, il CEN (Comité Europeen de Normalization), ha elaborato i requisisti per l&#8217;interoperabilità (<a href="http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=30097" target="_blank">Business Interoperability interfaces</a>) <strong>sfruttando la semantica UBL</strong>.</p>
<p> Fonte:[<em>ZEUS News</em> - <a href="http://www.zeusnews.com/">www.zeusnews.com</a>]</div>
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		<title>Domini internet .eu europei, si parte.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2005 13:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte il 7 dicembre la campagna di registrazione dei domini Internet .EU per gli appartenenti ai 25 paesi membri dell&#8217;Ue. Ecco come funziona. Il consorzio EURid, l’associazione non profit per la gestione del nuovo registro Internet europeo, fondata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dai registri di Belgio e Svezia, ha battezzato l&#8217;evento con lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte il 7 dicembre la campagna di registrazione dei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Domini">domini</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> .EU per gli appartenenti ai 25 paesi membri dell&#8217;Ue. Ecco come funziona.</p>
<p>Il consorzio <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/eurid/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with EURid">EURid</a>, l’associazione non profit per la gestione del nuovo registro <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> europeo, fondata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dai registri di Belgio e Svezia, ha battezzato l&#8217;evento con lo slogan &#8220;.eu, your european identity&#8221;, a conferma che la nascita del dominio europeo segna una tappa importante in quel processo di integrazione iniziato nel 1948 a l&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/aia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Aia">Aia</a> con il primo &#8220;Congresso del movimento europeo&#8221;.</p>
<p>Ma come funziona la procedura di registrazione? Vediamola passo per passo.</p>
<p><strong>I <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Domini">domini</a> .EU possono essere prenotati da</strong>:<br />
• imprese con sede legale, amministrazione centrale o sede d&#8217;affari principale nel territorio della Comunità Europea;</p>
<p>• organizzazioni con sede nel territorio della Comunità Europea;</p>
<p>• persone fisiche residenti nel territorio della Comunità Europea.</p>
<p>Prima della totale liberalizzazione delle registrazioni dei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Domini">domini</a> .EU ci sarà una fase, denominata <strong>sunrise period (7 dicembre 2005 &#8211; 6 aprile 2006)</strong> per permettere a chi vanta diritti prioritari di richiedere i <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Domini">domini</a> in anticipo rispetto all&#8217;inizio delle registrazioni.</p>
<p>Il sunrise period consiste di due fasi, ognuna della durata di due mesi. Le registrazioni libere avranno inizio dopo quattro mesi (dal 7 aprile 2006) rispetto all&#8217;inizio del sunrise.</p>
<p><strong>Durante la prima fase</strong> (dal 7 dicembre 2005) potranno essere registrati i nomi a dominio corrispondenti a:</p>
<p>• nome completo di un Ente Pubblico;</p>
<p>• acronimo secondo cui un Ente Pubblico è comunemente conosciuto;</p>
<p>• nomi geografici che definiscono territori governati da Enti Pubblici;</p>
<p>• marchi registrati comunitari o nazionali.</p>
<p><strong>Durante la seconda fase</strong> (dal 7 febbraio 2006) potranno essere registrati i nomi a dominio corrispondenti a:</p>
<p>• nomi protetti da leggi nazionali degli stati membri;</p>
<p>• ragioni sociali;</p>
<p>• titoli distintivi che caratterizzano il diritto d&#8217;autore;</p>
<p>• marchi non registrati;</p>
<p>• nomi commerciali e di prodotto.</p>
<p>Durante il sunrise period l&#8217;assegnazione dei nomi agli aventi diritto sarà eseguita con il criterio della priorità temporale della richiesta (first come, first served), e sarà attivato un meccanismo di prenotazione dei nomi a dominio.</p>
<p>La rivendicazione in fase di sunrise permette di richiedere un nome a dominio esattamente coincidente con il titolo rivendicato, e non solo sue parti.</p>
<p>Nel caso delle ragioni sociali, è ammessa l&#8217;esclusione della forma societaria (es. srl, spa).</p>
<p>Nel caso di marchi e/o altri diritti figurativi, questi sono accettati solo se il segno comprende esclusivamente il nome rivendicato, ovvero se il nome è predominante, e può essere chiaramente distinto dal segno completo.</p>
<p>La rivendicazione può essere effettuata solamente dal titolare del diritto presentato, o da un licenziatario autorizzato; nel caso in cui il titolare abbia subito variazioni societarie, ovvero il titolo sia stato ceduto o licenziato, è necessario presentare apposita documentazione aggiuntiva per dimostrare il fatto.</p>
<p>La documentazione da produrre per l’attestazione della base legale in virtù della quale si potranno vantare dei diritti su un dato nome a dominio è la seguente:</p>
<p>• Marchi registrati: Certificato di Registrazione rilasciato da ufficio OHIM (Office for Harmonization in the Internal Market) di Alicante se marchio comunitario, da ufficio WIPO (World Intellectual Property Organization) se marchio internazionale, da ufficio marchi e brevetti del paese se marchio nazionale in paese Ue.</p>
<p>• Ragioni sociali: Visura Camerale o Certificato Iscrizione alla <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/cciaa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with CCIAA">CCIAA</a>.</p>
<p>• Marchi non registrati, nomi commerciali o di prodotti &#8211; più in generale tutti gli elementi d’identificazione commerciale: occorre distinguere tra il caso in cui sia obbligatorio o possibile registrare l’elemento presso un Registro Ufficiale (caso A), oppure no (caso B).</p>
<p><strong>Caso A</strong></p>
<p>Presentare un estratto del registro ufficiale (indicante data e denominazione commerciale) e prova del pubblico utilizzo.</p>
<p><strong>Caso B</strong></p>
<p>In questo caso occorre:</p>
<p>1.     Un AFFIDAVIT firmato da un&#8217;autorità competente, da un legale professionista o da un rappresentante professionista, attestante che il tipo di diritto prioritario rivendicato dal richiedente è protetto ai sensi delle leggi del relativo stato membro, e comprendente: i riferimenti alle disposizioni legali applicabili, a documenti accademici e a decisioni del tribunale; le condizioni richieste per tale protezione.</p>
<p>2.     La PROVA che il nome completo in relazione al quale si rivendica un diritto prioritario soddisfa tutte le condizioni stabilite in tali leggi, documenti accademici e decisioni di tribunale, e che il nome in questione è protetto dal diritto prioritario rivendicato.</p>
<p>Il 7 aprile 2006 ci sarà infine l&#8217;apertura totale delle registrazioni. Chiunque, con il solo limite della maggiore età e della residenza in uno degli stati membri Ue, potrà registrare un numero illimitato di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/domini/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Domini">domini</a> a targa .EU.</p>
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