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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000 &#187; Posta Elettronica</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
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		<title>Posta elettronica certificata si è conclusa la fase sperimentale : ecco l&#8217;indirizzo per richiederla</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa la fase sperimentale per l’assegnazione gratuita delle caselle di Posta Elettronica Certificata (Pec) al Cittadino. In questo periodo sono state inoltrate all’Inps centinaia di domande, tramite il sito istituzionale www.inps.it. D’ora in avanti le richieste dovranno essere formulate direttamente al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, esclusivamente mediante accesso al sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa la fase sperimentale per l’assegnazione gratuita delle <a id="ed_Id_1" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=caselle+di+posta+elettronica&amp;af=5934&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eitalia%2Dnews%2Eit%2F%3Fidcnt%3D42262%26lang%3Dit&amp;re=&amp;ts=1278520222859&amp;hs=069cdd4a705f3a25e66bf44123f63375" target="_blank">caselle</a> di <a id="ed_Id_2" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=gestore+posta+certificata&amp;af=5934&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eitalia%2Dnews%2Eit%2F%3Fidcnt%3D42262%26lang%3Dit&amp;re=&amp;ts=1278520222859&amp;hs=5a5ddc88d80abe4829e30bf36e7f337e" target="_blank">Posta</a> <a id="ed_Id_3" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=caselle+di+posta+elettronica&amp;af=5934&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eitalia%2Dnews%2Eit%2F%3Fidcnt%3D42262%26lang%3Dit&amp;re=&amp;ts=1278520222859&amp;hs=069cdd4a705f3a25e66bf44123f63375" target="_blank">Elettronica</a> <a id="ed_Id_4" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=gestore+posta+certificata&amp;af=5934&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eitalia%2Dnews%2Eit%2F%3Fidcnt%3D42262%26lang%3Dit&amp;re=&amp;ts=1278520222859&amp;hs=5a5ddc88d80abe4829e30bf36e7f337e" target="_blank">Certificata</a> (<a id="ed_Id_5" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=pec+posta+elettronica+certificata&amp;af=5934&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Eitalia%2Dnews%2Eit%2F%3Fidcnt%3D42262%26lang%3Dit&amp;re=&amp;ts=1278520222859&amp;hs=d03f026fcc035b5463b55b46af90971e" target="_blank">Pec</a>) al Cittadino. In questo periodo sono state inoltrate all’Inps centinaia di domande, tramite il sito istituzionale www.inps.it. D’ora in avanti le richieste dovranno essere formulate direttamente al Ministero per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione, esclusivamente mediante accesso al sito ufficiale <a href="//servizi.inps.it/newportal/default.aspx?sURL=http%3a%2f%2fwww.postacertificata.gov.it+">www.postacertificata.gov.it</a> , secondo le modalità ivi indicate.<br />
Per quanto riguarda le richieste già pervenute, l’Inps continuerà a svolgere l’attività di riconoscimento del richiedente, provvedendo all’attivazione delle caselle come di consueto, informando dell’imminente migrazione presso il sistema del nuovo gestore, le cui istruzioni saranno comunicate successivamente.<br />
Tutte le caselle già attivate continueranno ad essere gestite dall’Istituto e non subiranno variazioni di alcun tipo fino alla <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> di migrazione presso il nuovo gestore, con la quale saranno comunicati tempi e modalità del trasferimento.<br />
Attraverso l’uso della Posta Elettronica Certificata, è possibile stabilire un canale di &#8220;Comunicazioni Elettroniche Certificate tra la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e Cittadini&#8221;, avente valenza legale alla pari di una tradizionale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> cartacea mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.</p>
<p>La Casella PEC al Cittadino consente lo scambio di messaggi di posta elettronica certificata esclusivamente con indirizzi PEC della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>. Tramite la PEC al Cittadino non è possibile scambiare messaggi con indirizzi di posta elettronica certificata che non siano quelli della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e con indirizzi di posta elettronica ordinaria.<br />
L&#8217;uso del servizio e&#8217; personale e riservato, e l’accesso alla propria casella di PEC al Cittadino avviene tramite le credenziali di accesso ai “Servizi al cittadino” del portale dell&#8217;INPS (codice fiscale e PIN). Non e&#8217; consentito accedere ad un&#8217;utenza PEC al Cittadino per conto di terzi o cedere la propria utenza PEC al Cittadino a terzi.<br />
E&#8217; possibile recedere dal servizio di PEC al cittadino in qualunque momento. In tal caso tutti i messaggi di posta elettronica certificata presenti nella casella PEC saranno cancellati, e tutte le comunicazioni tra il cittadino e la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> saranno nuovamente veicolate secondo le procedure tradizionali. Una nuova registrazione al servizio PEC al cittadino non sarà consentita prima che siano trascorsi sei mesi dalla data di recesso. </p>
<p>Fonte: <a href="http://www.italia-news.it/?idcnt=42262&amp;lang=it">Portale Italia</a></p>
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		<title>Il sostenibile peso della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove e come conservare i dati in modo che siano facilmente consultabili, aggregabili e sicuri. Le pratiche più evolute di storage, dalle soluzioni as-a-service alla virtualizzazione, passando per la deduplicazione e per gli annosi aspetti legali della conservazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esperimenti in corso al Large Hadron Collider sotto il Cern di Ginevra generano 40 terabyte di dati ogni secondo. Una mole che nessuno è al momento in grado di archiviare in vista dell&#8217;analisi. Nell&#8217;attesa che l&#8217;industria dello storage trovi la soluzione, gli scienziati si accontentano di salvare il salvabile e lasciare andare quello che proprio non sta nelle memorie dei data center ginevrini e di quelli sparsi in tutto il mondo e ad essi collegati. Sperando ovviamente che tra i dati persi non si nasconda il misterioso e ricercato bosone di Higgs.<br />
Problemi dall&#8217;ordine di grandezza unici nel loro genere ma nella sostanza non troppo dissimili da quelli che deve affrontare ogni azienda, quali che siano le sue dimensioni, e naturalmente anche la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a>. Anzi soprattutto la P.A. che da sempre è tra i principali generatori di informazioni da conservare e che da qualche anno si sta organizzando per rendere i dati sempre più facilmente disponibili ai cittadini. Già questo basterebbe a rendere chiaro che l&#8217;archiviazione di un&#8217;enorme e sempre crescente quantità dati di per sé è un problema sufficiente a complicare la vita di tutti i responsabili dell&#8217;It pubblico o privato. Ma l&#8217;information overload in salsa pubblica ha delle caratteristiche particolari, che prendono la forma dell&#8217;indispensabile contesto legale di tutela e sicurezza delle informazioni che soprattutto vincola le pratiche di conservazione con una cogenza particolarmente rilevante.</p>
<p>Il problema che oggi affrontano i responsabili della conservazione può essere così descritto: tanti dati già registrati, spesso in formati diversi tra loro, e molti di più in arrivo a ciclo continuo – globalmente i dati raddoppiano ogni 18 mesi, quindi tra tre anni si dovrà gestire una mole quattro volte quella odierna, e tre anni dopo saranno sedici volte tanto &#8211; il tutto con la necessità di non perderli, poterne certificare la correttezza e possibilmente (ma non ce ne occuperemo in questa cover story) di renderli disponibili per la loro consultazione e analisi. Come fare? Le soluzioni che si profilano più vantaggiose sono quelle che prevedono l&#8217;esternalizzazione dello storage, in macchine che risiedono fuori dalle mura degli uffici pubblici, spesso in configurazione cloud (cioè riposte non su un particolare server ma in un gruppo di database che ottimizzano il flusso in base alle esigenze del cliente) come promosso dal governo Britannico e da quello <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/usa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with USA">Usa</a>. Nel Regno Unito si sta predisponendo una infrastruttura cloud computing per l&#8217;archiviazione dove convergeranno tutte le banche dati del settore pubblico. Obama ha invece affidato al chief information officer federale, Vivek Kundra, il compito di pubblicizzare l&#8217;offerta di soluzioni cloud governative e incrementarle. Google sta attrezzando insieme al governo federale dei server per una &#8220;nuvola&#8221; appositamente configurata per le particolari esigenze di sicurezza.<br />
Uno degli studi più aggiornati del settore è quello realizzato dall&#8217;istituto indipendente The Info Pro, che ogni anno pubblica lo Storage <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/networking/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Networking">Networking</a> Heat Index, che scatta l&#8217;istantanea delle tendenze nel settore. Oltre a confermare la predisposizione all&#8217;esternalizzazione degli archivi e l&#8217;adozione di soluzioni cloud e modulari come lo storage as a aservice, l&#8217;indice rileva una soluzione chiesta con sempre maggiore insistenza dal mercato pubblico e privato: la deduplicazione. Se infatti uno dei mantra dello storage negli anni scorsi era stato &#8220;ridondanza&#8221;, e cioè la duplicazione dei dati per garantirne la sopravvivenza in caso di guasto ai database, oggi il problema è opposto. La ridondanza, indispensabile dal punto di vista teorico, in pratica ha raddoppiato dati già presenti identici in diversi database della P.A., sommandoli al flusso di nuovi dati da archiviare e, questi sì, duplicare. Robert Stevenson, responsabile dell&#8217;indice, ha dichiarato che è il quinto anno consecutivo che la voce deduplicazione è presente tra le esigenze dei manager della conservazione dati, ma quest&#8217;anno sembra essere diventata un&#8217;urgenza imprescindibile. I server aziendali e pubblici sono intasati da copie di copie di copie. Bisogna cancellarne qualcuna, anzi possibilmente tutte tranne due, l&#8217;originale e la sua copia di sicurezza indispensabile in caso di disaster recovery. In sintesi le operazioni di deduplicazione prevedono un software che segmenta il flusso dei dati in arrivo, identifica i segmenti di dati e li confronta con i segmenti di dati già memorizzati. Se un segmento in ingresso è un doppione, non viene più immagazzinato una seconda volta ma viene creato solamente un riferimento ad esso. Si può deduplicare in-line, cioè processando i dati in ingresso e rigettando i doppioni prima di registrarli su disco; oppure post-processo, confrontandoli dopo averli registrati e cancellando dal disco magnetico quelli già presenti nel database. La deduplicazione è una soluzione apprezzata dal mercato ma ancora poco diffusa nel settore pubblico. Ci sono però delle felici eccezioni, anche in Italia (Comune di Roma), che dimostrano che lo strumento è particolarmente efficace, arrivando ad abbattere i costi di conservazione e trasmissione dati. Dal punto di vista tecnologico la P.A. nostrana viaggia a due velocità in tema di soluzioni per lo storage. Sanità (dove l&#8217;adozione dei microfilm per le cartelle risolveva una parte dei problemi di spazio in archivio quando ancora non si chiamava storage) e fisco adottano soluzioni al passo con gli ultimi aggiornamenti del mercato; la P.A. locale e centrale invece ha ritmi molto più rilassati nella maggior parte dei casi. Il motivo della differenza è tutto nell&#8217;importanza e nella quantità di dati trattati. La situazione non è drammatica, le soluzioni tecnologiche di certo non mancano e tra i responsabili della conservazione e quelli dell&#8217;It degli uffici pubblici c&#8217;è sensibilità al problema e discreta conoscenza dei rimedi. Dal punto di vista normativo, non meno importante, l&#8217;Italia vive invece una condizione contraddittoria, come conferma Marco Donnamaria, direttore vendite e marketing di IDM, che muovendosi da anni nel mercato dello storage per il settore pubblico ha una notevole esperienza di norme e leggi in materia. “Il paradosso che viviamo in Italia è quello di essere stati tra i primi a partire e tra gli ultimi ad arrivare. Nel 2002 l&#8217;allora Ministro per l&#8217;innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, lanciò le basi legislative per la dematerializzazione e le indicazioni sulla conservazione con la norma per il protocollo informatico, ponendo la nostra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> in vantaggio non solo su quelle di altri Paesi europei ma anche del settore privato, che si adeguò nel 2004”. Purtroppo però una parte delle disposizioni in materia sono rimaste sulla carta e la stessa carta normativa si è nel tempo aggravata di modifiche e aggiunte non sempre coerenti o implementabili nel corpo giuridico per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> digitale. Come è accaduto recentemente con le modifiche al codice di amministrazione digitale entrate in vigore il 19 febbraio. Modifiche che complicano la gestione dei dati appesantendo il contesto digitale di ristrettezze tipiche del vecchio mondo cartaceo, introducendo artificiose distinzioni tra le varie copie digitali di un originale cartaceo e di un originale digitale. Modifiche che vanno a loro volta modificate come richiesto (vedi intervista) da un consorzio trasversale di attori coinvolti nel mercato che va dagli operatori e responsabili della conservazione digitale (Anorc) ad Assintel, l&#8217;associazione di imprese <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">Ict</a> di Confcommercio, per evitare che il sistema già congestionato si paralizzi, e che la P.A. italiana si isoli dal resto del mondo digitale prigioniera di una normativa sorda alle regole del contesto cui si applica.<br />
<strong>IL CASO &#8211; Marche: archivi più flessibili grazie a NetApp</strong><br />
Ridondanza e virtualizzazione. Sono queste le parole d&#8217;ordine che hanno caratterizzato l&#8217;intervento di NetApp a beneficio di Astea, società ex municipalizzata che fornisce energia e acqua potabile a 11 comuni tra Ancona e Macerata, che conta circa un centinaio di postazioni e gestisce una quindicina di server fisici assieme a un numero in crescita costante di server virtuali. Per far fronte a un volume sempre maggiore di spazio disponibile per archiviare le informazioni passate, presenti e future del sistema e l’esigenza di avere copie in breve tempo NetApp ha realizzato un ambiente storage ridondante per i dati di produzione, sia per quanto riguarda i file che i blocchi (unità logiche), eliminando lo storage interno ai server. Astea è ora in grado di gestire la ridondanza dei collegamenti tra server e storage con una soluzione ibrida i-SCSI e Fibre Channel grazie a uno switch gigabyte ethernet che ha permesso di ottenere la completa ridondanza senza dover acquistare uno switch Fibre Channel, soluzione possibile solo grazie all’architettura NetApp. In questo modo si è ottenuta la ridondanza di cui c&#8217;era bisogno a livello di storage, e la possibilità di replicare velocemente i dati in ambiente di “stage” senza passare per le macchine. Infine, per quanto riguarda la gestione clienti sviluppata dalla società Engineering su database Oracle, Astea ha ottenuto grazie alle soluzioni NetApp un consolidamento della posta elettronica, del file server e in ultimo la gestione di un ambiente di macchine virtuali. Consolidamento della connessione ibrida i-SCSI e Fibre Channel nella quale NetApp è risultata eccellente per le esigenze di consolidamento dei dati di Astea.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3519/">eGov</a></p>
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		<title>Pec-Day, da oggi email certificata per 50 mln di italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 09:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente piu&#8217; file alla posta e cataste di carta inutili: da oggi, giorno del Pec-Day, la casella di posta elettronica che ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento sarà attiva per 50 milioni di italiani, tutti i maggiorenni che possiedono il codice fiscale. Ma l&#8217;obiettivo, ha annunciato il ministro della Funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente piu&#8217; file alla posta e cataste di carta inutili: <strong>da oggi</strong>, giorno del Pec-Day, <strong>la casella di posta elettronica che ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento</strong> sarà attiva per 50 milioni di italiani, tutti i maggiorenni che possiedono il codice fiscale.<br />
Ma l&#8217;obiettivo, ha annunciato il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, è di arrivare entro l&#8217;anno a 10 milioni di utenti.<br />
Già oltre un milione di professionisti ne sono dotati (l&#8217;obbligo per loro è scattato a novembre scorso) e sono oltre 110 mila le imprese che hanno attivato un indirizzo.</p>
<p><strong>Per richiedere l&#8217;attivazione gratuita del servizio sarà sufficiente collegarsi al portale </strong><a href="http://www.postacertificata.gov.it" target="_blank"><strong>www.postacertificata.gov.it</strong></a><strong> e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta.</strong> Trascorse 24 ore dalla registrazione online (ed entro 3 mesi) ci si potrà quindi recare presso uno degli uffici postali abilitati per l&#8217;identificazione e firmare il modulo di adesione.<br />
Bisognerà portare con sè un documento di riconoscimento personale e uno comprovante il codice fiscale (codice fiscale in originale o tessera sanitaria) così come una fotocopia di entrambi i documenti, da consegnare.</p>
<p>Gli indirizzi Pec delle pubbliche amministrazioni sono invece disponibili <strong>sull&#8217;archivio informatico</strong> accessibile attraverso il sito <a href="http://www.indicepa.gov.it" target="_blank">www.indicepa.gov.it</a>, fonte ufficiale e riferimento per gli adempimenti previsti per le amministrazioni. E&#8217; stato inoltre sviluppato il sito <a href="http://www.paginepecpa.gov.it" target="_blank">www.paginepecpa.gov.it</a> per rendere piu&#8217; semplice la ricerca degli indirizzi Pec per il cittadino. Brunetta ha precisato che «il mancato assolvimento degli adempimenti relativi alla Pec influisce negativamente sulla misurazione della performance dei dirigenti che saranno penalizzati nella distribuzione dei premi di risultato».</p>
<p>Per accelerare la diffusione della Pec nella <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> il ministro ha affidato all&#8217;ispettorato della funzione pubblica <strong>l&#8217;attività di controllo e al Formez</strong> la realizzazione di un&#8217;indagine diretta a quantificare la dotazione effettiva della Pec nelle p.a. </p>
<p><strong>A poche ore dall&#8217;avvio, nonostante stia aumentando progressivamente il numero delle amministrazioni che si mettono in regola, ancora molte mancano all&#8217;appello.<br />
</strong>In particolare, in base ai dati forniti dal ministero, 29 amministrazioni centrali hanno pubblicato almeno una Pec, 12 si sono impegnate a farlo nelle prossime ore, mentre 7 risultano inadempienti Faticano ad allinearsi le Asl: sono dotate di almeno una casella di posta certificata 32 su 149.<br />
E lo stesso vale per le Università: solo 20 su 93 gli atenei virtuosi.<br />
Per quanto riguarda le Regioni, 9 sono quelle in regola (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Puglia, Umbria, Campania e Marche);. 4 si sono impegnate a pubblicare almeno una Pec nelle prossime ore (Molise, Sicilia, Veneto e Lazio) e 7 sono inadempienti (Abruzzo, Liguria, Piemonte, Sardegna, Toscana, Trentino-Alto Adige e Valle d&#8217;Aosta).<br />
Tra le province, 67 sono quelle virtuose, 23 si sono impegnate ad allinearsi e 19 non sono ancora dotate dell&#8217;e-mail certificata.<br />
Sono invece già dotati di almeno una Pec 80 comuni capoluogo, mentre 11 si sono impegnati a farlo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.primadanoi.it/notizia/5304-Pec-Day-da-oggi-email-certificata-per-50-mln-di-italiani">Primadanoi.it</a></p>
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		<title>Pec, solo 7 regioni su 20 in regola</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/04/pec-solo-7-regioni-su-20-in-regola/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 08:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte pubbliche amministrazioni risultano non aver ancora pubblicato sul proprio sito Internet e sull&#8217;indice delle Pubbliche Amministrazioni gli indirizzi di Posta elettronica certificata. È quello che emerge da un controllo effettuato dal ministero sull&#8217;attivazione o meno delle Pec da parte di tutte le PA italiane. Il codice dell&#8217;amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte pubbliche amministrazioni risultano non aver ancora pubblicato sul proprio sito <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e sull&#8217;indice delle Pubbliche Amministrazioni gli indirizzi di <strong>Posta elettronica certificata</strong>.</p>
<p>È quello che emerge da un <strong>controllo effettuato dal ministero</strong> sull&#8217;attivazione o meno delle Pec da parte di tutte le PA italiane. Il codice dell&#8217;amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005), infatti, prevede non solo che tutte le Pubbliche Amministrazioni istituiscano una casella di posta elettronica certificata per ogni registro di protocollo, ma anche l&#8217;obbligo di <strong>pubblicare gli indirizzi nell&#8217;indice</strong> online (<a title="Indice PA" href="http://www.indicepa.gov.it" target="_blank">indicepa.gov.it</a>), tenendolo aggiornato.</p>
<p>Il mancato assolvimento degli obblighi relativi alla Pec, secondo la riforma Brunetta, influirà negativamente ai fini della <strong>valutazione della performance</strong> individuale e organizzativa per la corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti degli uffici preposti.</p>
<p>A poter dormire sonni tranquilli sono solo sette regioni su 20. Più diligenti le province (62 con almeno una Pec e 47 senza Pec). I migliori sono stati i comuni capoluogo (71 dotati di Pec e 46 senza).</p>
<p>Ieri è stata inviata, in formato digitale, a tutte le amministrazioni, la <strong>seconda circolare sulla Pec</strong> (circolare n.2/2010/DDI) con la quale il ministro Brunetta ha ricordato nuovamente gli adempimenti relativi alla posta elettronica certificata.</p>
<p>Nell’ambito dell’iniziativa &#8220;<strong>Linea Amica</strong>&#8220;, è stato infine messo a disposizione un servizio di assistenza (<strong>numero verde</strong> 800.254.009) per facilitare l’attivazione e la pubblicazione degli indirizzi di Pec da parte delle singole amministrazioni che attualmente sono in ritardo rispetto agli obblighi di legge.</p>
<p>Fomte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2306/pec-solo-7-regioni-su-20-in-regola.html">Ppubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Certificati medici dei lavoratori pubblici, da giugno invio solo per via telematica</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 16:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire dal 19 giugno 2010 i certificati medici, in caso di assenza per malattia dei lavoratori pubblici, dovranno essere inviati esclusivamente per via telematica: scade in questa data, infatti, il periodo transitorio durante il quale è ancora possibile ai medici rilasciare il documento in forma cartacea. È stato il Ministero della salute, con decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 6px;" title="certificati medici on line" src="http://new.prontoconsumatore.it/15/images/stories/certificato.jpg" alt="certificati medici on line" width="131" height="84" />A partire dal 19 giugno 2010 i certificati medici, in caso di assenza per malattia dei lavoratori pubblici, dovranno essere inviati esclusivamente per via telematica: scade in questa data, infatti, il periodo transitorio durante il quale è ancora possibile ai medici rilasciare il documento in forma cartacea.</p>
<p>È stato il Ministero della salute, con decreto del 26 febbraio 2010, a definire le modalità tecniche per la predisposizione e l&#8217;invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al sistema di accoglienza centralizzata (SAC). Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare n.1/2010, ha dettato le relative indicazioni operative.</p>
<p>Nel corso della visita medica il lavoratore deve fornire la propria tessera sanitaria, da cui si desume il codice fiscale, e deve fornire l’indirizzo di reperibilità da inserire nel certificato, se diverso da quello di residenza in precedenza comunicato all’amministrazione. Può chiedere inoltre copia cartacea del certificato o che gli sia inviata copia alla propria casella di posta elettronica.</p>
<p>I lavoratori, quindi, non dovranno più provvedere, entro i due giorni lavorativi successivi all’inizio della malattia, ad inviare tramite raccomandata o recapitare le attestazioni di malattia alle proprie amministrazioni: l’invio telematico soddisfa tale l’obbligo (una volta ricevuto il certificato, infatti, l’Inps lo invia immediatamente per via telematica all’amministrazione di appartenenza del lavoratore). Rimane fermo, invece, l’obbligo di segnalare tempestivamante la propria assenza e l’indirizzo di reperibilità all’amministrazione per i successivi controlli medico fiscali. L’inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica è un illecito disciplinare e in caso di reiterazione comporta il licenziamento o, per i medici convenzionati, la decadenza della convenzione.</p>
<p>Fonte:  <a href="http://new.prontoconsumatore.it/15/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=30625:certificati-medici-dei-lavoratori-pubblici-da-giugno-invio-solo-per-via-telematica&amp;catid=55&amp;Itemid=2">Redazione Web Prontoconsumatore</a></p>
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		<title>ComUnica e Registro Imprese, addio alla carta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 08:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un paese abituato alla burocrazia, alle code chilometriche presso gli uffici pubblici e alle cartelle pazze, la data scelta per l&#8217;avvio dell&#8217;innovativo sistema di Comunicazione Unica online per le imprese, poteva far pensare ad un pesce d&#8217;aprile. Eppure, dal 1 aprile, aprire un’impresa con un unico click non solo è possibile, ma è diventato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un paese abituato alla burocrazia, alle code chilometriche presso gli uffici pubblici e alle cartelle pazze, la data scelta per l&#8217;avvio dell&#8217;innovativo <strong>sistema di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">Comunicazione</a> Unica online</strong> per le imprese, poteva far pensare ad un pesce d&#8217;aprile.</p>
<p>Eppure, dal 1 aprile, aprire un’impresa con un unico click non solo è possibile, ma è diventato addirittura <strong>obbligatorio</strong>. Infatti, in base a quanto stabilito dal comma 13 dell&#8217;art. 23 del D.L. 78/2009, convertito nella legge 102/09, l&#8217;iscrizione di un&#8217;impresa alla <strong>Camera di Commercio</strong>, all&#8217;<strong>Inps</strong>, all&#8217;<strong>Inail</strong> e all&#8217;<strong>Agenzia delle entrate</strong> (ed eventualmente al <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ministero-del-lavoro/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Ministero del Lavoro">ministero del lavoro</a>) è un&#8217;operazione da compiere tramite <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e verso un solo destinatario.</p>
<p>L&#8217;interlocutore è il <strong>nuovo Registro delle imprese online</strong> che si farà carico di trasmettere agli altri Enti le informazioni di competenza di ciascuno. La trasmissione ovviamente dovrà contenere tutte le informazioni fiscali, previdenziali e assicurative che fino a ieri dovevano essere inviate ad enti diversi con differenti modalità.</p>
<p>Il primo passo da compiere per avvalersi della nuova procedura online è quello di scaricare il <strong>software gratuito &#8220;ComUnica&#8221;</strong>, a disposizione degli utenti sul <a title="Registro delle Imprese" href="http://www.registroimprese.it/" target="_blank">sito del Registro delle imprese</a>. In alternativa e’ possibile utilizzare il software StarWeb, oppure prodotti compatibili proposti dal mercato.</p>
<p>Entro <strong>cinque giorni</strong> la Camera di commercio di competenza comunicherà l’iscrizione all’indirizzo di <strong>Posta elettronica certificata</strong> dell’impresa (e al mittente della pratica), ed entro <strong>sette giorni</strong> i singoli enti comunicheranno gli esiti di competenza, sia all’impresa che al Registro.</p>
<p>La <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">Comunicazione</a> Unica è stata sperimentata per un periodo di sei mesi, dal 1° ottobre 2009, con quasi 6.000 pratiche già inviate. Per <strong>Valerio Zappalà</strong>, direttore generale di <strong>Infocamere</strong> «Ci sarà un <strong>risparmio sotto tutti i punti di vista</strong>: per le aziende, che perderanno molto meno tempo di prima per fare le stesse cose; per le Camere di commercio, l’Inps, l’Inail e l’Agenzia delle entrate, che avranno bisogno di meno persone agli sportelli. Inoltre, tutti avranno meno bisogno di consumare carta e si risparmierà sugli archivi».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2282/comunica-e-registro-imprese-addio-alla-carta.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Il simbolo @ diventa un&#8217;opera d&#8217;arte: &#8220;acquistato&#8221; dal MoMa di New York</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 17:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per alcuni è solo il simbolo della posta elettronica. Per altri è un opera d&#8217;arte da esporre. Il MoMa di New York ha &#8220;acquistato&#8221; il simbolo @, la chiocciola che siamo abituati a inserire nell&#8217;indirizzo di posta elettornica. Il dipartimento di Dipartimento di Architettura e Design del museo d&#8217;arte moderna lo ha inserito nella propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per alcuni è solo il simbolo della posta elettronica. Per altri è un opera d&#8217;arte da esporre. Il MoMa di New York ha &#8220;acquistato&#8221; il simbolo @, la chiocciola che siamo abituati a inserire nell&#8217;indirizzo di posta elettornica.<br />
<strong>Il dipartimento di Dipartimento di Architettura e Design del museo d&#8217;arte moderna lo ha inserito nella propria collezione</strong>. La chiocciola entrerà a far parte delle migliaia di oggetti selezionati da una severa commissione di 25 specialisti che si riunisce ogni 3-4 mesi. E&#8217; un&#8217;opera innovativa? Ha portato un contributo alla società? Sono queste le domande che si sono posti i <em>guru</em> del design. E la risposta è stata una sola: sì.</p>
<p><strong>Per </strong><a href="http://www.moma.org/explore/inside_out/2010/03/22/at-moma/" target="_blank"><strong>la curatrice Paola Antonelli</strong></a><strong> si apre una nuova era</strong>. Finisce il possesso fisico dell&#8217;arte, la chiocciola del web appartiene a tutti ed è un simbolo che merita di essere tutelato da uno dei più importanti musei d&#8217;arte moderna del mondo.</p>
<p><strong>La Antonelli spiega anche la storia della chiocciola</strong>. Si scopre che il simbolo @ veniva usato dai mercanti veneziani del Cinquecento per rappresentare l’anfora (<a href="http://www.moma.org/explore/inside_out/inside_out/wp-content/uploads/2010/03/NYTimes.04lede_at_480.jpg" target="_blank">ecco l&#8217;immagine della lettera di un mercante dove sarebbe stato usato il simbolo della chiocciola</a>). Secondo altri, i latini usavano @ per unire le due parole &#8220;a&#8221; e &#8220;d&#8221; (verso). Nel linguaggio anglofono si trasformò &#8220;ad&#8221; in &#8220;at&#8221;, ossia presso. Nel 1885 apparve nei documenti contabili per indicare &#8220;al prezzo di&#8221;. Il simbolo viene definito per la prima volta nel 1894 <a href="http://books.google.com/books?id=Z_QUAAAAIAAJ&amp;printsec=frontcover&amp;dq=American+Dictionary+of+Printing+%26+Bookmaking&amp;source=bl&amp;ots=y2IfFs_HNh&amp;sig=ZDrGem1bjvC3NV2wudWVL9GUnmU&amp;hl=en&amp;ei=TpGmS_PuMcH7lwfr5510&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=3&amp;ved=0CBMQ6AEwAg#v=onepage&amp;q=commercial&amp;f=false" target="_blank">dall&#8217;American Dictionary of Printing &amp; Bookmaking</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;avvento sul web.</strong> Nel 1963 la chiocciola incontra il codice ASCII, nel 1971 l&#8217;ingegnere Ray Tomlinson la usò nella prima e-mail con il <a href="http://www.columbia.edu/acis/history/teletype.html" target="_blank">Model KSR 33 Teletype</a>.</p>
<p><strong>Diversi anche i modi di chiamare il simbolo @.</strong> Se per noi italiani è la &#8220;chiocciola&#8221;, per i tedeschi e i polacchi è &#8220;la coda di scimmia&#8221;, per i cinesi è il &#8220;topolino&#8221;, per i russi il &#8220;cane&#8221;, per i finlandesi è &#8220;miukumauku&#8221; che significa miagolio.</p>
<p><strong>Il simbolo @ è diventato così importante che per molti assume un significato quasi trascendentale</strong>. Tanto da diventare un oggetto tutelato da uno dei musei più importanti del mondo. La Antonelli, scrive <a href="http://www.nytimes.com/2010/03/22/arts/design/22iht-design22.html" target="_blank">The New York Times</a>, fa anche un paragone tra la @ e l&#8217;opera <a href="http://stevenkaplannewyork.blogspot.com/2008/08/on-tino-sehgal.html" target="_blank"><em>The Kiss </em>di Tino Sehgal</a>(due persone che si baciano in un lungo abbraccio). Per <em>The Kiss</em>, spiega, sono stati spesi 70mila dollari. La chiocciola, invece, è gratis.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95692">Il Messaggero</a></p>
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		<title>&#8220;Vivifacile&#8221;, il nuovo sistema di comunicazione integrata con la P.A e i suoi servizi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 22 marzo via al sito che permetterà di accedere a tutti servizi delle amministrazioni. Il ministro della PA e Innovazione: "Daremo vita a un Internet delle prestazioni pubbliche"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="articleAbstract">Il Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato in questi giorni “<em>Vivifacile &#8211; La <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> per te</em>”, il nuovo servizio di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> integrata con la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> destinato a cittadini, professionisti e imprese.</div>
<div>Con la nascita di “Vivifacile”<strong> il cittadino ha finalmente la possibilità di far convergere in un’unica piattaforma tutti i differenti strumenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> (telefonia cellulare, applicazioni <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e posta elettronica) con cui già abitualmente dialoga con la PA.</strong> Ma a loro volta, anche le pubbliche amministrazioni potranno comunicare e coordinarsi facendo convergere nello stesso portale tutti i servizi offerti online.</div>
<div>Disponibile online dal prossimo 22 marzo all’indirizzo <a href="www.vivifacile.gov.it ">www.vivifacile.gov.it </a>e diviso in tre aree specifiche (“cittadini”, “professionisti” e “imprese”), il portale “<strong>Vivifacile” è la porta d’ingresso verso aree tematiche differenti: la scuola, la salute, la previdenza, la mobilità, il fisco.</strong> Il cittadino potrà registrarsi sia dalla propria postazione online sia attraverso il telefono utilizzando Linea Amica, sia presso gli uffici preposti (ad esempio le segreterie scolastiche). All’interno del portale, il cittadino potrà personalizzare la schermata in homepage, selezionando i servizi a cui abitualmente accede con maggior frequenza. Le informazioni richieste potranno essere ricevute nella maniera ritenuta più comoda dall’utente: posta elettronica, telefono cellulare o fisso. <strong>Gli utenti potranno registrarsi e fruire da subito dei servizi scuola-famiglia (prenotazione colloqui, pagellino elettronico, assenze e ritardi).</strong></div>
<p><strong>Entro il prossimo autunno crescerà significativamente l’offerta di contenuti e servizi</strong>, in particolar modo, nelle aree: salute e previdenza (servizi INPS, posizione contributiva e dati pensione), mobilità (pagamento pratiche, consultazione dati patente), giustizia (concorsi, esami, assunzioni, bandi di gara, decreti e circolari) e fisco (dichiarazione dei redditi, modelli). Il servizio “Vivifacile” potrà diventare il nucleo intorno al quale far gravitare tutto ciò che può essere gestito a distanza, senza la necessità di far materialmente spostare i cittadini-clienti. Una rivoluzione già operativa che punta a contaminare virtuosamente l’intero mondo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>.</p>
<p>La convergenza con i servizi di telefonia cellulare è già stata concordata con i quattro gestori (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telecom-italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Telecom italia">Telecom Italia</a>, Vodafone, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/wind/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Wind">Wind</a>, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/h3g/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with H3G">H3G</a>) mediante la firma di un Protocollo d’intesa e sarà effettivamente disponibile dalla fine di aprile. Essa presenta vantaggi sia per l’accesso che per l’uso e consente di realizzare servizi centrati sulle esigenze dei cittadini e non su quelle delle pubbliche amministrazioni. Già oggi molte di queste ultime dispongono di efficienti servizi offerti on-line, sia di telefonia cellulare che su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a>, ma ciascuno di questi non integra i canali di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a>, non fa interagire le applicazioni delle diverse amministrazioni e richiede ogni volta una specifica registrazione. Alla crescita dell’offerta, pertanto, cresce la complicazione per il cittadino: perché costringe a scegliere il canale di domanda e risposta; perché si hanno diversi sistemi di registrazione (tante password da ricordare e tesserini da conservare); perché ogni amministrazione spesso chiede più volte gli stessi dati e fornisce risposte diverse.</p>
<p>Con “Vivifacile” tutto viene unificato tutto è più semplice. Una rivoluzione già operativa che punta a contaminare virtuosamente l’intero mondo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.municipia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?uid=UOMFS0Mn7lTAqAIQ&amp;page=magazine&amp;iss=19065&amp;dli=24376486&amp;srv=21&amp;art=40034">Municipia.it</a><!--p echo " -";--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale proposto dal Ministro Brunetta</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), proposto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta. Questo decreto legislativo segna il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo <strong>Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)</strong>, proposto dal Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione Renato Brunetta. Questo decreto legislativo segna il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e <strong>fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti nell’articolo 33 della legge n. 69 del 2009</strong>.</p>
<p>Dopo la Riforma Brunetta della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), <strong>l’approvazione del nuovo CAD (il vecchio Codice è stato pubblicato cinque anni fa con decreto legislativo n. 82 del 2005)</strong> va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato nel maggio 2008.</p>
<p>Questa riforma, resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. <strong>L’obiettivo è</strong> quindi quello di evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.</p>
<p><strong>Le principali novità riguardano:</strong></p>
<ul>
<li>la <strong>riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni</strong> attraverso l’istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a>, la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti, l’introduzione del protocollo informatico e del  fascicolo elettronico;</li>
<li>la <strong>semplificazione dei rapporti con i cittadini</strong> e con le imprese attraverso l’introduzione di forme di pagamenti informatici, lo scambio di dati tra imprese e PA, la diffusione e l’uso della PEC, l’accesso ai servizi in rete, l’utilizzo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a>, la dematerializzazione dei documenti e l’arricchimento dei contenuti dei siti istituzionali in termini di trasparenza;</li>
<li>la <strong>sicurezza e lo scambio dei dati</strong> attraverso la predisposizione, in caso di eventi disastrosi, di piani di emergenza per garantire la continuità operativa nella fornitura di servizi e lo scambio di dati tra PA e cittadini.</li>
</ul>
<p>Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale rende possibile la modernizzazione della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. Tra questi:</p>
<ul>
<li><strong>riduzione dei tempi</strong> fino all’80% per le pratiche amministrative;</li>
<li><strong>riduzioni dei costi della giustizia</strong>: nei sei mesi di sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo civile presso il Tribunale di Milano sono state effettuate 100.000 notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di euro;</li>
<li><strong>riduzione di circa 1 milione di pagine l’anno</strong> per l’effetto dell’avvio della dematerializzazione, con l’obiettivo al 2012 di ridurre di 3 milioni le pagine;</li>
<li><strong>risparmio del 90% dei costi di carta</strong> e del relativo impatto ecologico (uso e smaltimento) per circa 6 milioni di euro l’anno (solo acquisto senza smaltimento);</li>
<li>utilizzo diffuso della <strong>Posta Elettronica Certificata (PEC)</strong>, che produrrà un risparmio a regime di 200 milioni di euro per la riduzione delle raccomandate della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> ai cittadini, senza contare la riduzione dei tempi e degli spazi di archiviazione.</li>
</ul>
<p>Una volta completato l’iter di approvazione, il decreto legislativo avvierà un processo che consentirà di avere <strong>entro i prossimi 3 anni</strong> (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) un’amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata:</p>
<ul>
<li><em><strong>Entro 3 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta elettronica certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;</li>
<li><em><strong>Entro 4 mesi</strong></em> le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a>;</li>
<li><em><strong>Entro 6 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali;</li>
<li><em><strong>Entro 12 mesi</strong></em> saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti;</li>
<li><em><strong>Entro 15 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.</li>
</ul>
<h3>Per saperne di più</h3>
<ul>
<li><a title="file .pdf 408 Kb" href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/il_nuovo_cad.pdf">Il nuovo CAD</a></li>
<li><a title="file .jpg 112 Kb" href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/foto_cad.JPG">La foto della conferenza</a></li>
<li><a href="http://video.palazzochigi.it/brunetta20100219.asx">Il video della conferenza stampa</a></li>
</ul>
<p>Fonte: <em>Ministero per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> e l&#8217;innovazione  </em></p>
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		<title>La Telemedicina nelle Marche: interviste agli esperti nel mondo della Ricerca, della Sanità e della Formazione</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Banda Larga]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel case history sulle politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel case history sulle <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/casehistory/1625/la-politica-europea-nella-telemedicina.html" target="_blank">politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina</a>, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che fanno fatica a proseguire come sistema integrato. Peraltro, oltre all&#8217;innovazione che la telemedicina adduce l&#8217;argomento politicamente più forte è come sostenere il costo sociale della sanità su una popolazione sempre più anziana (aspettative di vita ormai vicino ai 90 anni) con scarso ricambio generazionale e forte utilizzo di giovani con contratti precari. Ecco allora che diventa strategico avere servizi medico-sociali diffusi nel territorio e strutture ospedaliere di qualità elevata in poli urbani, ricche di tecnologie e professionalità. La telemedicina può senzaltro contribuire a questo modello di assistenza delocalizzata a patto che il sistema mobilità sia efficiente e utilizzi mezzi senza fare economie; la rapidità dell&#8217;intervento deve far parte del progetto integrato territorio-presidio sanitario di eccellenza.</p>
<p>Per illustrare le attività e i progetti di telemedicina che si stanno sviluppando nella <strong>Regione Marche</strong> che peraltro attraverso il suo Presidente, on. le Gianfranco Spacca, si è candidata come polo nazionale per lo sviluppo della domotica, che può avvalersi anche dei servizi della medicina a distanza, abbiamo contattato tre esperti, in campi diversi (Ricerca, Sanità, Formazione). Il primo esperto è <strong>Aldo Franco Dragoni</strong>, professore di Informatica all&#8217;Università Politecnica delle Marche, dove insegna &#8220;Fondamenti di Informatica&#8221; e &#8220;Sistemi Operativi in tempo reale&#8221;. Come ricercatore è stato particolarmente attivo nel campo dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente alle applicazioni di tecnologie informatiche in ambito sanitario. Ha pubblicato una novantina di articoli fra riviste specialistiche e atti di convegni internazionali.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa del futuro della telemedicina?</strong></p>
<p>Il futuro della telemedicina è in quella che a me piace oggi definire &#8220;NetMedicine&#8221;, cioè la consulenza medica erogata mediante la Rete delle Reti. Oggi non esiste applicazione di &#8220;telemedicina&#8221; fruita se non per via digitale attraverso i protocolli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> HTTP-TCP-IP, oppure SMTP-TCP-IP, sotto la riservatezza garantita dal protocollo SSL. Per questo a me piace parlare piuttosto di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> Medicina, perché il prefisso &#8220;tele&#8221; richiama concetti ormai insignificanti, come l&#8217;erogazione via etere mediante satelliti piuttosto che ponti radio. Viviamo ormai in un mondo iperconnesso e sia l&#8217;informazione point-to-point che quella trasmessa in broadcast viaggia quasi esclusivamente su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a>.</p>
<p><strong>Descriva un esempio pratico affinché possiamo ancorare il nuovo termine ad un avvenimento</strong></p>
<p>Le farò un esempio. In campo medico, il dato diagnostico digitale raccolto in Africa, nello Zambia e salvato in un &#8220;file&#8221; nel disco fisso di un PC &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Client">client</a>&#8221;, viene opportunamente crittografato e poi &#8220;uploadato&#8221; sul PC &#8220;server&#8221; dello studio medico che si trova ad Ancona, dove viene esaminato mediante opportuni programmi &#8220;viewer&#8221; che girano sui PC <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Client">client</a> degli specialisti. Da questi partono poi i referti, allegati, per esempio, a messaggi di posta elettronica indirizzati ai richiedenti zambiani. Le tratte che il segnale digitale percorre in entrambe le direzioni sono molteplici e di varia natura fisica. Per esempio, in partenza dall&#8217;ospedale zambiano potremmo avere un doppino telefonico, oppure un ponte radio verso la più vicina stazione della compagnia telefonica, oppure ancora addirittura un collegamento satellitare! Arrivato in Italia, il &#8220;file&#8221; potrebbe viaggiare sulla rete gestita dal GARR* ed essere instradato fino al server dello studio medico, dal quale potrebbe poi ripartire per essere trasmesso sullo smartphone dello specialista mediante la copertura UMTS. Il referto, prodotto direttamente sul server dello studio al quale il medico accede mediante il suo cellulare, potrebbe poi essere reinstradato su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> fino all&#8217;ospedale zambiano seguendo pressappoco il percorso inverso di quello seguito all&#8217;andata dal dato diagnostico. Ciò che accumuna tutte le tratte è che esse trasportano lo stesso tipo di pacchetti di dati, secondo protocolli di comunicazioni che sono sempre gli stessi e valgono su tutto il pianeta! E, ovviamente, la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> bidirezionale appena descritta funziona anche fra paziente e medico che lavorano e risiedono nello stesso quartiere (con nessuna differenza e pochi passaggi in meno). Per questo oggi non abbiamo più scuse tecniche a che il referto di qualunque esame non venga recapitato direttamente sul PC del medico di famiglia o dello stesso assistito, se lo volesse; si capisce con quale risparmio collettivo di tempo, denaro, emissione di CO2, polveri sottili ed alberi abbattuti! Il vero punto cruciale dal punto di vista tecnico è la banda di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a>, cioè la cosiddetta &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/banda-larga/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Banda Larga">banda larga</a>&#8221;. Così come la robustezza di una catena è pari a quella del suo anello più debole, così qui la capacità trasmissiva del canale che s&#8217;instaura fra medico e paziente è quella della tratta più debole. Se la scatola telefonica fuori del padiglione dell&#8217;ospedale zambiano è arrugginita o l&#8217;antenna del ponte radio è stata ruotata dal vento forte della notte, allora il trasferimento del file fino allo studio medico anconetano potrebbe durare giorni o, più probabilmente,interrompersi ed il servizio potrebbe cadere.</p>
<p><strong>Ciò che dice ha grosse valenze sociali ed economiche e poi se non c&#8217;è un&#8217;attenta organizzazione e monitoraggio, e credo anche ruoli professionali, c&#8217;è il rischio che una banalità determini un danno (sulla salute la tempestività è un valore non trascurabile). Ma di ciò che ha illustrato ha qualche progetto in cantiere?</strong></p>
<p>I progetti specifici di cui mi chiede sono talmente tanti che ci vorrebbero molte interviste per parlarne. Accenno solo che i più interessanti derivano proprio dalle &#8220;contaminazioni&#8221; fra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e Medicina. Mi riferisco innanzitutto alla serissima questione dell&#8217;Interoperabilità fra i sistemi (che essendo interconnessi devono parlare gli stessi linguaggi e dare agli stessi termini gli stessi significati), ma anche a recenti fenomeni come il &#8220;social <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/networking/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Networking">networking</a>&#8221; (Facebook, Twitter etc.) che sbarca in campo medico. Il primo è un problema che va risolto mediante la definizione e l&#8217;uso di standards internazionali, il secondo è un fenomeno che va studiato.</p>
<p>Dalla ricerca e dalle tendenze anche del WEB 2.0 che il prof. Dragoni ci ha descritto andiamo al prof. <strong>Roberto Antonicelli</strong> direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC e del Centro di Telemedicina dell&#8217;Istituto Scientifico INRCA Ancona. È, inoltre, professore a.c. presso la Scuola di Specializzazione di Cardiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p><strong>In ambito della Telemedicina, la Telecardiologia è uno degli interventi più utilizzati e noti. Può illustrare quali sono i servizi erogati dal suo Istituto?</strong></p>
<p>Uno dei principali problemi risiede nell&#8217;enorme &#8220;gap&#8221; tra le promesse teoriche e le realizzazioni pratiche. In una situazione che in campo nazionale è ancora così povera di realizzazioni concrete, la Regione Marche si è distinta per alcune iniziative che a livello del territorio hanno avuto un notevole riscontro pratico. L&#8217;Istituto Scientifico INRCA di Ancona circa 10 anni fa ha dotato la sua U.O. di Cardiologia-UTIC di un Centro di Telecardiologia. Questa Struttura, funzionalmente collegata con l&#8217;UTIC, ha implementato innovativi modelli assistenziali ed in particolare ha attuato un progetto di Teleprotezione cardiologica di soggetti anziani ospiti di Case di Riposo e a tutt&#8217;oggi offre questo servizio anche a Farmacie, Medici di base e singoli utenti che ne facciano richiesta. Ogni utente collegato dispone di un terminale ECG a 12 derivazioni che in pochi minuti consente, anche a personale non specializzato, di effettuare un ECG e trasmetterlo con una normale telefonata, sia in caso d&#8217;emergenza che in condizione d&#8217;elezione. Tenendo presente da un lato l&#8217;elevata morbilità cardiovascolare della popolazione anziana, dall&#8217;altro la frequente condizione di disabilità che è connaturata alla condizione anziana, s&#8217;intuisce facilmente quanto questo modello di tele-assistenza cardiologica possa essere utile agli anziani cardiopatici ospiti in queste strutture (spesso localizzate in zone disagiate e scarsamente collegate) ed i notevoli risparmi anche economici che questi innovativi modelli assistenziali possono generare nel sistema sanitario nazionale.</p>
<p><strong>Data la relativa semplicità d&#8217;uso e il potenziale minor costo, potrebbe anche dar origine, a chi ha strutture da riqualificare e in aree interne, a nuovi servizi per malattie croniche e anziani autosufficienti?</strong></p>
<p>Sono progetti possibili, la tecnologia c&#8217;è già, poi forse mancano le norme che disciplinano un nuovo modello di servizi fra il territorio e le strutture sanitarie classiche.</p>
<p><strong>Un altro servizio che state erogando?</strong></p>
<p>Vorrei descrivere un modello molto interessante, la cosiddetta &#8220;dimissione protetta&#8221;. Soggetti cardiopatici ricoverati presso l&#8217;U.O. di Cardiologia, vengono precocemente dimessi ed inseriti in un programma domiciliare di controllo cardiologico mediante trasmissione elettiva ed eventualmente d&#8217;emergenza del tracciato ECG con un colloquio con lo specialista ospedaliero. Questo modello ha dato interessantissimi risultati specie nella gestione a domicilio di soggetti anziani affetti da insufficienza cardiaca cronica e da aritmie cardiache. In particolare si è potuta dimostrare una significativa riduzione delle re-ospedalizzazioni con un netto miglioramento della qualità di vita dei soggetti così seguiti.</p>
<p><strong>Nel campo sanitario qual è l&#8217;evoluzione della telemedicina?</strong></p>
<p>Il principale sviluppo della telemedicina &#8220;tradizionale&#8221; è verso nuove metodiche di video-cumunicazione fino alla creazione di un vero e proprio nuovo Video-Call Centre che è in grado di garantire un elevato livello di servizio di assistenza sanitaria &#8220;remota&#8221;, avvalendosi dell&#8217;utilizzo di sofisticati strumenti di telemonitoraggio che associano alla videocomunicazione tra paziente e struttura medica, il telemonitoraggio e la trasmissione di dati clinici quali pressione arteriosa (BP), frequenza cardiaca, SpO2, temperatura, elettrocardiogramma (ECG), auscultazione a distanza, peso ed altro ancora. Il sistema prevede un centro di ascolto ed una postazione di monitoraggio dei dati clinici. La postazione lato paziente, oltre alle funzioni di video-<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Comunicazione">comunicazione</a> previste per l&#8217;home care sociale, è in grado di collegare gli apparati biomedicali necessari per lo svolgimento delle funzioni di tele-monitoraggio in tempo reale. Il sistema è stato progettato con l&#8217;obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti che necessitano di visite periodiche; grazie a tale sistema si possono evitare scomodi e ripetuti trasferimenti presso strutture sanitarie in quanto i pazienti possono essere visitati dal medico senza muoversi da casa o facendo riferimento alla struttura più vicina alla propria abitazione. Il paziente entra in contatto visivo interattivo con il medico e viene guidato dallo stesso durante una visita remota. Il paziente o chi lo assiste, seguendo le istruzioni del medico, provvede al rilevamento dei parametri vitali di interesse semplicemente posizionando i sensori medicali. Il medico, avvalendosi del collegamento visivo, è in grado di riscontrare lo stato di salute del paziente (colorito, stato d&#8217;animo, presenza di ferite od altro, ecc.) e di guidare lo stesso nel posizionare i sensori necessari per il rilevamento dei parametri vitali: bracciale per la pressione, sensore per la saturimetria, termometro, ecc.. I dati anagrafici del paziente ed i risultati delle analisi effettuate nel corso dei controlli periodici a distanza vengono memorizzati in un database al quale il medico può accedere in qualunque momento anche tramite un palmare che sia collegato ad <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> (Wi-Fi,GPRS,UMTS ). Abbiamo recentemente sperimentato un &#8220;braccialetto&#8221;, simile ad un orologio per monitorare eventuali cadute accidentali. Si chiama <strong>MoCaWatch (Mobile Care Watch)</strong>. In pratica è un dispositivo in grado di controllare in maniera automatica lo stato di salute di una persona, attraverso la rilevazione di parametri fisiologici (frequenza cardiaca, attività fisica, rilevatore di caduta, temperatura epidermica e ambientale, ecc.). Il sistema può inviare un allarme a richiesta con la pressione di un pulsante, oppure automaticamente in occasione di situazioni anomale (stato febbrile, caduta, frequenza cardiaca eccessiva, condizioni di forte stress, ecc.). L&#8217;allarme viene trasferito dal bracciale a un comune telefono cellulare dotato di interfaccia Bluetooth che invia la richiesta di aiuto attraverso un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">SMS</a> o una chiamata vocale pre-registrata a un centro servizi in grado di gestire la situazione o a una lista predefinita di numeri di telefono (familiari e amici). La notifica di allarme contiene informazioni utili al trattamento del problema: il tipo di anomalia, i valori dei parametri fisiologici fuori dalla norma e la localizzazione geografica della persona, se disponibile. È semplice da usare; i sensori sono sul polso, è alimentato da una batteria ricaricabile, non altera le abitudini di chi lo indossa, sostituisce un orologio (pronuncia l&#8217;ora quando si preme un pulsante), è compatibile con la maggioranza di telefoni cellulari dotati di interfaccia Bluetooth e non richiede installazione di software sul cellulare. La Telecardiologia nelle Marche rappresenta ormai una consolidata realtà sia nel campo della ricerca che dell&#8217;assistenza, ponendosi come avanzato modello di gestione ospedaliera pubblica.</p>
<p>Dopo la ricerca tecnologica e la sperimentazione medica che mi sembra stiano facendo discreti risultati e, anche se lentamente, si stanno diffondendo nel territorio non poteva mancare un elemento centrale per consolidare la telemedicina: la formazione. Il prof. <strong>Mauro Barchiesi</strong> è il nostro ultimo intervistato, docente a tempo indeterminato del MIUR, con un&#8217;esperienza quasi ventennale in ambito didattico-formativo che ha studiato e lavorato molto in Inghilterra collaborando con i colleghi d&#8217;oltremanica all&#8217;analisi e studio del servizio sanitario britannico denominato NHS e dello stesso sistema ospedaliero. Da quasi cinque anni è docente all&#8217;UNIVPM, Facoltà di Medicina e Chirurgia e si occupa di Medical Clinical English.</p>
<p><strong>L&#8217;UNIVPM ha vinto un progetto comunitario sul Programma &#8220;Leonardo Da Vinci&#8221; in ambito dell&#8217;elearning sanitario, di che si tratta?</strong></p>
<p>Sì, il progetto approvato dall&#8217;ISFOL di Roma (Istituto per Lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) si intitola &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">INTERNET</a> USE IN LIFELONG LEARNING OF EUROPEAN NURSES AND ALLIED HEALTH PROFESSIONALS&#8221;, Partenariati Multilaterali 2009, con il contemporaneo coinvolgimento di altre tre Università, ovvero Liverpool, Granada e Thessaloniki. Il progetto, a cui ha collaborato anche il prof. Salvatore Amoroso, docente di Farmacologia, ha come finalità quello di migliorare la qualità dei modelli formativi per gli operatori delle professioni sanitarie a partire da un&#8217;approfondita analisi e studio delle piattaforme esistenti. Questo avverrà anche grazie alla cooperazione tra tutte le istituzioni accademiche coinvolte nel progetto con l&#8217;obiettivo principale dello studio delle applicazioni didattiche disponibili in forma interattiva e online e, il tutto, all&#8217;interno di una prospettiva europea comune per l&#8217;istruzione e la formazione degli infermieri e professionisti della salute. Verrà, inoltre, posta in essere una valutazione di come viene fornita l&#8217;assistenza sanitaria e la formazione degli operatori all&#8217;interno dei diversi stati membri europei partecipanti al progetto. Infine, si può già anticipare che, dopo un biennio di lavoro (fino a metà 2011), sarà elaborato un dettagliato report per sviluppare uno strumento didattico-formativo basato sull&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a>, possibilmente sito web o software dedicato, che possa interagire e supportare la cosiddetta formazione continua in medicina e infermieristica e che rimane l&#8217;obiettivo finale, a lungo termine, di tutti i partner coinvolti nel progetto.</p>
<p>Mi pare che anche le Marche con queste professionalità in questi settori possano avere una chanche per creare uno sviluppo globale dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a> e dei servizi indotti che esso apporta.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/2212/p3/la-telemedicina-nelle-marche.html" target="_blank">www.pubblicaamministrazione.net</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/02/la-telemedicina-nelle-marche-interviste-agli-esperti-nel-mondo-della-ricerca-della-sanita-e-della-formazione/feed/</wfw:commentRss>
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