<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000 &#187; Google</title>
	<atom:link href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.i2000segnala.it</link>
	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 16:33:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Il sostenibile peso della memoria</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/06/il-sostenibile-peso-della-memoria/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/06/il-sostenibile-peso-della-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anci]]></category>
		<category><![CDATA[Client]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Enti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Intel]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
		<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Posta Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=987</guid>
		<description><![CDATA[Dove e come conservare i dati in modo che siano facilmente consultabili, aggregabili e sicuri. Le pratiche più evolute di storage, dalle soluzioni as-a-service alla virtualizzazione, passando per la deduplicazione e per gli annosi aspetti legali della conservazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esperimenti in corso al Large Hadron Collider sotto il Cern di Ginevra generano 40 terabyte di dati ogni secondo. Una mole che nessuno è al momento in grado di archiviare in vista dell&#8217;analisi. Nell&#8217;attesa che l&#8217;industria dello storage trovi la soluzione, gli scienziati si accontentano di salvare il salvabile e lasciare andare quello che proprio non sta nelle memorie dei data center ginevrini e di quelli sparsi in tutto il mondo e ad essi collegati. Sperando ovviamente che tra i dati persi non si nasconda il misterioso e ricercato bosone di Higgs.<br />
Problemi dall&#8217;ordine di grandezza unici nel loro genere ma nella sostanza non troppo dissimili da quelli che deve affrontare ogni azienda, quali che siano le sue dimensioni, e naturalmente anche la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a>. Anzi soprattutto la P.A. che da sempre è tra i principali generatori di informazioni da conservare e che da qualche anno si sta organizzando per rendere i dati sempre più facilmente disponibili ai cittadini. Già questo basterebbe a rendere chiaro che l&#8217;archiviazione di un&#8217;enorme e sempre crescente quantità dati di per sé è un problema sufficiente a complicare la vita di tutti i responsabili dell&#8217;It pubblico o privato. Ma l&#8217;information overload in salsa pubblica ha delle caratteristiche particolari, che prendono la forma dell&#8217;indispensabile contesto legale di tutela e sicurezza delle informazioni che soprattutto vincola le pratiche di conservazione con una cogenza particolarmente rilevante.</p>
<p>Il problema che oggi affrontano i responsabili della conservazione può essere così descritto: tanti dati già registrati, spesso in formati diversi tra loro, e molti di più in arrivo a ciclo continuo – globalmente i dati raddoppiano ogni 18 mesi, quindi tra tre anni si dovrà gestire una mole quattro volte quella odierna, e tre anni dopo saranno sedici volte tanto &#8211; il tutto con la necessità di non perderli, poterne certificare la correttezza e possibilmente (ma non ce ne occuperemo in questa cover story) di renderli disponibili per la loro consultazione e analisi. Come fare? Le soluzioni che si profilano più vantaggiose sono quelle che prevedono l&#8217;esternalizzazione dello storage, in macchine che risiedono fuori dalle mura degli uffici pubblici, spesso in configurazione cloud (cioè riposte non su un particolare server ma in un gruppo di database che ottimizzano il flusso in base alle esigenze del cliente) come promosso dal governo Britannico e da quello Usa. Nel Regno Unito si sta predisponendo una infrastruttura cloud computing per l&#8217;archiviazione dove convergeranno tutte le banche dati del settore pubblico. Obama ha invece affidato al chief information officer federale, Vivek Kundra, il compito di pubblicizzare l&#8217;offerta di soluzioni cloud governative e incrementarle. Google sta attrezzando insieme al governo federale dei server per una &#8220;nuvola&#8221; appositamente configurata per le particolari esigenze di sicurezza.<br />
Uno degli studi più aggiornati del settore è quello realizzato dall&#8217;istituto indipendente The Info Pro, che ogni anno pubblica lo Storage <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/networking/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Networking">Networking</a> Heat Index, che scatta l&#8217;istantanea delle tendenze nel settore. Oltre a confermare la predisposizione all&#8217;esternalizzazione degli archivi e l&#8217;adozione di soluzioni cloud e modulari come lo storage as a aservice, l&#8217;indice rileva una soluzione chiesta con sempre maggiore insistenza dal mercato pubblico e privato: la deduplicazione. Se infatti uno dei mantra dello storage negli anni scorsi era stato &#8220;ridondanza&#8221;, e cioè la duplicazione dei dati per garantirne la sopravvivenza in caso di guasto ai database, oggi il problema è opposto. La ridondanza, indispensabile dal punto di vista teorico, in pratica ha raddoppiato dati già presenti identici in diversi database della P.A., sommandoli al flusso di nuovi dati da archiviare e, questi sì, duplicare. Robert Stevenson, responsabile dell&#8217;indice, ha dichiarato che è il quinto anno consecutivo che la voce deduplicazione è presente tra le esigenze dei manager della conservazione dati, ma quest&#8217;anno sembra essere diventata un&#8217;urgenza imprescindibile. I server aziendali e pubblici sono intasati da copie di copie di copie. Bisogna cancellarne qualcuna, anzi possibilmente tutte tranne due, l&#8217;originale e la sua copia di sicurezza indispensabile in caso di disaster recovery. In sintesi le operazioni di deduplicazione prevedono un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> che segmenta il flusso dei dati in arrivo, identifica i segmenti di dati e li confronta con i segmenti di dati già memorizzati. Se un segmento in ingresso è un doppione, non viene più immagazzinato una seconda volta ma viene creato solamente un riferimento ad esso. Si può deduplicare in-line, cioè processando i dati in ingresso e rigettando i doppioni prima di registrarli su disco; oppure post-processo, confrontandoli dopo averli registrati e cancellando dal disco magnetico quelli già presenti nel database. La deduplicazione è una soluzione apprezzata dal mercato ma ancora poco diffusa nel settore pubblico. Ci sono però delle felici eccezioni, anche in Italia (Comune di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a>), che dimostrano che lo strumento è particolarmente efficace, arrivando ad abbattere i costi di conservazione e trasmissione dati. Dal punto di vista tecnologico la P.A. nostrana viaggia a due velocità in tema di soluzioni per lo storage. Sanità (dove l&#8217;adozione dei microfilm per le cartelle risolveva una parte dei problemi di spazio in archivio quando ancora non si chiamava storage) e fisco adottano soluzioni al passo con gli ultimi aggiornamenti del mercato; la P.A. locale e centrale invece ha ritmi molto più rilassati nella maggior parte dei casi. Il motivo della differenza è tutto nell&#8217;importanza e nella quantità di dati trattati. La situazione non è drammatica, le soluzioni tecnologiche di certo non mancano e tra i responsabili della conservazione e quelli dell&#8217;It degli uffici pubblici c&#8217;è sensibilità al problema e discreta conoscenza dei rimedi. Dal punto di vista normativo, non meno importante, l&#8217;Italia vive invece una condizione contraddittoria, come conferma Marco Donnamaria, direttore vendite e marketing di IDM, che muovendosi da anni nel mercato dello storage per il settore pubblico ha una notevole esperienza di norme e leggi in materia. “Il paradosso che viviamo in Italia è quello di essere stati tra i primi a partire e tra gli ultimi ad arrivare. Nel 2002 l&#8217;allora Ministro per l&#8217;innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, lanciò le basi legislative per la dematerializzazione e le indicazioni sulla conservazione con la norma per il protocollo informatico, ponendo la nostra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> in vantaggio non solo su quelle di altri Paesi europei ma anche del settore privato, che si adeguò nel 2004”. Purtroppo però una parte delle disposizioni in materia sono rimaste sulla carta e la stessa carta normativa si è nel tempo aggravata di modifiche e aggiunte non sempre coerenti o implementabili nel corpo giuridico per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>. Come è accaduto recentemente con le modifiche al codice di amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> entrate in vigore il 19 febbraio. Modifiche che complicano la gestione dei dati appesantendo il contesto <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di ristrettezze tipiche del vecchio mondo cartaceo, introducendo artificiose distinzioni tra le varie copie digitali di un originale cartaceo e di un originale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>. Modifiche che vanno a loro volta modificate come richiesto (vedi intervista) da un consorzio trasversale di attori coinvolti nel mercato che va dagli operatori e responsabili della conservazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> (Anorc) ad Assintel, l&#8217;associazione di imprese Ict di Confcommercio, per evitare che il sistema già congestionato si paralizzi, e che la P.A. italiana si isoli dal resto del mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> prigioniera di una normativa sorda alle regole del contesto cui si applica.<br />
<strong>IL CASO &#8211; Marche: archivi più flessibili grazie a NetApp</strong><br />
Ridondanza e virtualizzazione. Sono queste le parole d&#8217;ordine che hanno caratterizzato l&#8217;intervento di NetApp a beneficio di Astea, società ex municipalizzata che fornisce energia e acqua potabile a 11 comuni tra Ancona e Macerata, che conta circa un centinaio di postazioni e gestisce una quindicina di server fisici assieme a un numero in crescita costante di server virtuali. Per far fronte a un volume sempre maggiore di spazio disponibile per archiviare le informazioni passate, presenti e future del sistema e l’esigenza di avere copie in breve tempo NetApp ha realizzato un ambiente storage ridondante per i dati di produzione, sia per quanto riguarda i file che i blocchi (unità logiche), eliminando lo storage interno ai server. Astea è ora in grado di gestire la ridondanza dei collegamenti tra server e storage con una soluzione ibrida i-SCSI e Fibre Channel grazie a uno switch gigabyte ethernet che ha permesso di ottenere la completa ridondanza senza dover acquistare uno switch Fibre Channel, soluzione possibile solo grazie all’architettura NetApp. In questo modo si è ottenuta la ridondanza di cui c&#8217;era bisogno a livello di storage, e la possibilità di replicare velocemente i dati in ambiente di “stage” senza passare per le macchine. Infine, per quanto riguarda la gestione clienti sviluppata dalla società Engineering su database Oracle, Astea ha ottenuto grazie alle soluzioni NetApp un consolidamento della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Posta Elettronica">posta elettronica</a>, del file server e in ultimo la gestione di un ambiente di macchine virtuali. Consolidamento della connessione ibrida i-SCSI e Fibre Channel nella quale NetApp è risultata eccellente per le esigenze di consolidamento dei dati di Astea.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3519/">eGov</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/06/il-sostenibile-peso-della-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Microsoft Office 2010 è ufficialmente sul mercato</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/06/microsoft-office-2010-e-ufficialmente-sul-mercato/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/06/microsoft-office-2010-e-ufficialmente-sul-mercato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 08:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[Utenti]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=980</guid>
		<description><![CDATA[Microsoft ha annunciato la disponibilità a livello mondiale di Microsoft Office 2010, Visio 2010 e Project 2010. La nuova release viene offerta al mondo delle piccole imprese, ai professionisti e all&#8217;utenza consumer attraverso differenti forme di acquisto, senza dimenticare le possibilità offerte dalle innovative Office Web Apps. Tre le versioni sul mercato: l&#8217;edizione Office 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13141/il-primo-giorno-sul-mercato-di-office-2010/">annunciato</a> la disponibilità a livello mondiale di <strong>Microsoft Office 2010, Visio 2010 e Project 2010</strong>. La nuova release viene offerta al mondo delle <strong>piccole imprese, ai professionisti e all&#8217;utenza consumer</strong> attraverso <strong>differenti forme di acquisto</strong>, senza dimenticare le possibilità offerte dalle innovative <strong>Office Web Apps</strong>.</p>
<p>Tre le versioni sul mercato: l&#8217;edizione Office 2010 <strong><a href="http://microsoftstore.it/shop/it-IT/Microsoft/Office-Home-and-Student-2010">Home and Student</a></strong>, che comprende Word, Excel, PowerPoint e OneNote (139 euro), Office 2010 <strong><a href="http://microsoftstore.it/shop/it-IT/Microsoft/Office-Home-and-Business-2010">Home and Business</a></strong> (369 euro), che include anche Outlook e <strong><a href="http://microsoftstore.it/shop/it-IT/Microsoft/Office-Professional-2010">Office 2010 Professional</a></strong> (699 euro) che comprende anche Access e Publisher 2010.</p>
<p>Oltre alla tradizionale edizione su supporto fisico, Office 2010 risulta per la prima volta nella sua storia attivabile anche tramite <strong>Product Key Card</strong>. L&#8217;offerta è riservata a coloro che hanno trovato il pacchetto in versione dimostrativa pre-caricato all&#8217;interno di un computer acquistato di recente.</p>
<p>Inoltre, è possibile optare per un facile e veloce <strong>acquisto online</strong>, direttamente dal sito office.com usufruendo della <strong>tecnologia Click-to-Run</strong>, che consente di installare ed eseguire Office in pochi minuti.</p>
<p>Alle versioni desktop si affiancano le oramai famose <strong>Office Web Apps</strong>, attraverso le quali gli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> avranno presto la libertà di visualizzare, modificare e condividere &#8220;on the cloud&#8221; i documenti Office 2010, tramite <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> Live SkyDrive</strong>. Infine, sul <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> Phone Marketplace è disponibile la <strong>versione mobile per tutti i telefoni <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> Mobile 6.5</strong>.</p>
<p>Office 2010, in congiunzione con le Office Web Apps, <strong>punta quindi fortemente sulla collaborazione</strong>, consentendo agli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> e ai gruppi di lavoro di condividere idee e informazioni non solo attraverso il Pc ma anche <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e i dispositivi mobili.</p>
<p>La speranza da parte di Microsoft è riuscire a contrastare gli applicativi di produttività online, quali Google Apps, e l&#8217;avanzare delle suite per l&#8217;ufficio gratuite, Open Office in primis.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/software/news/7265/e-arrivato-office-2010.html">PMI.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/06/microsoft-office-2010-e-ufficialmente-sul-mercato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google rinuncia a Windows, ma Microsoft non ci sta</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/06/google-rinuncia-a-windows-ma-microsoft-non-ci-sta/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/06/google-rinuncia-a-windows-ma-microsoft-non-ci-sta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=969</guid>
		<description><![CDATA[La polemica ha preso piede con la notizia emersa sul Financial Times: Google sta operando una eliminazione sistematica delle postazioni Windows dalla propria azienda, portando così tutti i propri dipendenti sulla dicotomia Mac OS/Linux. Una scelta motivata, un&#8217;operazione simbolica e radicale, un dito puntato contro Redmond. Ma Microsoft risponde e spiega perchè Google stia portando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polemica ha preso piede con la notizia <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13048/google-vieta-windows-per-motivi-di-sicurezza/">emersa</a> sul Financial Times: <strong>Google sta operando una eliminazione sistematica delle postazioni <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> dalla propria azienda</strong>, portando così tutti i propri dipendenti sulla dicotomia Mac OS/Linux. Una scelta motivata, un&#8217;operazione simbolica e radicale, un dito puntato contro Redmond. Ma Microsoft risponde e spiega perchè Google stia portando all&#8217;opinione pubblica un messaggio sbagliato. In ballo v&#8217;è una questione fondamentale per qualsiasi azienda: <strong>è possibile fare a meno di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a>?</strong> È possibile fare totale affidamento ad una soluzione alternativa? Dove stanno realmente risparmio e sicurezza?</p>
<p>Google avrebbe iniziato nel Gennaio scorso a <strong>rimuovere le installazioni <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a></strong> per un motivo specifico: il noto attacco subito in Cina ad inizio anno è avvenuto a causa di una vulnerabilità ignota in <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/explorer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Explorer">Explorer</a> 6, il che avrebbe messo in serio pericolo tanto la proprietà intellettuale del gruppo, quanto gli stessi dati degli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> che si servono di Google per i propri servizi. I fatti specifici accaduti in Cina non hanno avuto spiegazione definitiva (tirati in ballo hacker e università, non si è però giunti all&#8217;identificazione di un colpevole e Google ha deciso infine di spostare il proprio motore di ricerca su server di Hong Kong), ma le ripercussioni interne sono state forti e tali da sfociare nella decisione di evitare qualsiasi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> Microsoft all&#8217;interno degli uffici del gruppo.</p>
<p>La vicenda non può però essere interpretata come l&#8217;inizio di una nuova era perchè il caso Google, nella sua peculiarità, si configura più come un unicum che non come scintilla in grado di scatenare una sequela di emuli. <strong>Google, infatti, professa da tempo la propria fede nel mondo open source</strong> e questo tipo di filosofia, unitamente alla disponibilità di grande esperienza informatica al proprio interno, non può che sfociare in una decisione di questo tipo (filologicamente addirittura tardiva). Inoltre le accuse di Google si basano su di un problema nato da una postazione con <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/explorer/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Explorer">Explorer</a> 6 su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> XP, una configurazione notoriamente pericolosa ed oggi del tutto superata in qualità dall&#8217;abbinata IE8/<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> 7. Infine Google ha tutto l&#8217;interesse a dimostrare da protagonista come l&#8217;opzione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> possa essere una opzione evitabile grazie alle soluzioni nuove che il mercato sta proponendo (in primis il futuro Chrome OS).</p>
<p>Per le aziende Google propone quindi lidi sicuri e magari applicazioni &#8220;cloud&#8221;, così da risparmiare negli investimenti iniziali e garantire all&#8217;azienda un futuro più sicuro. Ma Microsoft non è ovviamente d&#8217;accordo e rispedisce al mittente ogni accusa.</p>
<p>La prima risposta è affidata a <strong>Brandon LeBlanc</strong>, il quale tramite il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> Team Blog <a href="http://windowsteamblog.com/windows/b/bloggingwindows/archive/2010/06/01/windows-and-security-setting-the-record-straight.aspx">chiede</a> al Financial Times di attenersi ai fatti invece di avventurarsi in conclusioni affrettate. LeBlanc ricorda infatti che <strong>i difetti nel codice sono qualcosa di inevitabile</strong> e di dimostrato anche su Mac OS, anche su Linux, anche su Safari, anche su Chrome. LeBlanc, anzi, elenca tutto quel che <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> è in grado di proporre in tema di sicurezza e fornisce tutti i link necessari per approfondire l&#8217;argomento oltre le semplici conclusioni a cui si potrebbe giungere dopo l&#8217;iniziativa Google. E affida il giudizio anche a gruppi terzi, quali Cisco, dai quali giungerebbe il plauso per gli investimenti infusi in sicurezza e sviluppo del codice.</p>
<p>Una guerra verbale che si fa direttamente guerra di mercato, insomma: su queste diatribe si costruisce l&#8217;immagine e la forza del brand, con Google pronta ad andare all&#8217;attacco e Microsoft ben disposta per organizzare una rocciosa difesa fatta di numeri, dimostrazioni e testimonianze.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/sicurezza/news/7176/google-fa-a-meno-di-windows.html">PMI.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/06/google-rinuncia-a-windows-ma-microsoft-non-ci-sta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google digitalizza le biblioteche di Roma e Firenze</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/05/google-digitalizza-le-biblioteche-di-roma-e-firenze/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/05/google-digitalizza-le-biblioteche-di-roma-e-firenze/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto D'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=954</guid>
		<description><![CDATA[Grazie ad un accordo con il Governo italiano, Google selezionerà un totale di un milione di titoli tra le opere delle Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze per avviarli alla scansione digitale e alla pubblicazione online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, nel corso della riunione di ieri del Consiglio Europeo dei Ministri della Cultura, ha illustrato l&#8217;<strong>accordo</strong> che il <strong>Governo italiano</strong> ha siglato con <strong>Google</strong> per la <strong>digitalizzazione</strong> di un milione di opere delle <strong>Biblioteche Nazionali</strong> di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a> e Firenze.</p>
<p>Google raccoglierà i volumi d&#8217;interesse, evitando le opere &#8220;orfane&#8221;, cioè quelle di cui si ignorano i titoli dei diritti e quelle che sono <strong>ancora protette da copyright</strong> (ovvero non sono ancora passati 70 anni dalla morte dell&#8217;autore).</p>
<p>In realtà, nel secondo caso, la digitalizzazione potrebbe essere solamente rimandata per lasciare spazio ad una riflessione approfondita in sede nazionale ed europea con gli esponenti delle categorie professionali interessate. Qualora venissero individuati meccanismi che soddisfino tutte le esigenze in gioco, non è escluso che Google possa essere autorizzato a mettere le mani anche su opere tutt&#8217;ora in commercio.</p>
<p>Per realizzare quest&#8217;opera di digitalizzazione, il colosso di Mountain View ha pensato di creare un <strong>centro di scannerizzazione</strong> ad hoc, sul territorio italiano. A lavoro ultimato, Google donerà una copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di tutti i libri acquisiti alle due Biblioteche, restituendo gli originali.</p>
<p><strong>I costi dell&#8217;operazione saranno a carico di Google</strong>, così come quelli del trasporto dei volumi dalle Biblioteche al centro e ritorno. Dopo la prima fase di digitalizzazione, sarà poi la volta della pubblicazione tramite il <strong>canale libri</strong> dello stesso motore di ricerca.</p>
<p>Presto, il Sapere contenuto nei testi selezionati da <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a> e da Firenze, andrà ad arricchire il già folto numero di volumi presenti nell&#8217;archivio <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di Big G. Con il &#8220;<strong>programma Partner</strong>&#8220;, che riguarda le opere ancora protette dal diritto d&#8217;autore e che consente agli stessi di decidere quale percentuale dei propri libri rendere disponibile (anche solo poche righe), Google ha reso la ricerca dei testi davvero completa: grazie a questo sistema è possibile trovare i libri e sapere dove acquistarli o prenderli in prestito, senza ledere alcun diritto dell&#8217;autore e anzi, favorendo la diffusione del suo testo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2339/google-digitalizza-biblioteche-di-roma-e-firenze.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/05/google-digitalizza-le-biblioteche-di-roma-e-firenze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Explorer sta perdendo la guerra</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/05/explorer-sta-perdendo-la-guerra/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/05/explorer-sta-perdendo-la-guerra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 08:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Explorer]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=946</guid>
		<description><![CDATA[Le ultime statistiche parlano di una vera e propria emorragia di utenti per il browser Microsoft. I software di navigazione alternativi sono sempre più popolari: Google Chrome sugli scudi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft dovrà davvero superare se stessa con lo sviluppo di <a href="http://punto-informatico.it/2833700/PI/News/primi-vagiti-ie.aspx" target="_blank">Internet Explorer 9</a>, offrendo agli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> vecchi e nuovi caratteristiche innovative che la concorrenza non immagina. L&#8217;alternativa è che il trend di costante ridimensionamento del market share di IE continui senza posa, trasformando quello che era il browser web più popolare in <strong>un semplice comprimario in un mercato in pieno boom</strong>. Per ora, la sua fetta di mercato è calata sotto il 60 per cento, dicono <a href="http://www.i4u.com/article33718.html" target="_blank">le statistiche</a> più recenti.</p>
<p>Stando ai numeri di <em>NetMarketshare</em>, infatti, tra giugno 2009 e aprile 2010 IE ha perso più dell&#8217;8 per cento, passando dal 68,32 al 59,95 per cento. Un autentico bagno di sangue insomma, a cui hanno fatto da contraltare la crescita moderata di Mozilla Firefox (+2 per cento), Safari (+1 per cento circa) e le performance più che ottime del nuovo arrivato Google Chrome (dal 2,4 al 6,7 per cento di share).</p>
<p>I &#8220;piccoli&#8221; browser alternativi (alcuni dei quali open source) registrano guadagni altrettanto piccoli ma sufficienti, presi nell&#8217;insieme, ad <strong>assestare un durissimo colpo</strong> alla popolarità in calo costante del browser &#8220;standard&#8221; dei sistemi operativi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a>.</p>
<p>Stando alle singole versioni di IE utilizzate, inoltre, <em>Net Application</em> comunica che ad aprile 2010 il vetusto IE6 <a href="http://arstechnica.com/microsoft/news/2010/05/chrome-continues-surge-as-ie-drops-below-60-market-share.ars" target="_blank">continua a rappresentare</a> il 17,58 per cento del mercato contro il 12,50 di IE7 e il 24,66 per cento di IE8 (più un 3 per cento di IE8 usato in modalità compatibile).</p>
<p>La continua presenza di IE6 nelle statistiche &#8211; nonostante l&#8217;impossibilità di visualizzare siti altamente popolari come <a href="http://punto-informatico.it/2801571/PI/News/google-addio-ie6.aspx" target="_blank">YouTube di Google</a> &#8211; viene come al solito giustificata con l&#8217;esistenza di un parco macchine su cui si trova ancora installato <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/windows/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Windows">Windows</a> XP (non aggiornato) e <strong>l&#8217;esigenza di compatibilità</strong> di talune aziende, istituzioni e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> con applicazioni e <em>appliance</em> specifiche.</p>
<p>Fonte: <a href="http://punto-informatico.it/2876233/PI/News/explorer-sta-perdendo-guerra.aspx">Punto-informatico.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/05/explorer-sta-perdendo-la-guerra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brunetta si allea con Google e Microsoft</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/03/brunetta-si-allea-con-google-e-microsoft/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/03/brunetta-si-allea-con-google-e-microsoft/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Utenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=877</guid>
		<description><![CDATA[La scorsa settimana il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha annunciato di aver sottoscritto importanti accordi con 2 big dell&#8217;informatica del calibro di Google e Microsoft. Con Google il Ministro ha sottoscritto un Protocollo d&#8217;intesa finalizzato allo sviluppo di una serie di progetti di innovazione dei servizi online della PA. L&#8217;obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana il Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione Renato Brunetta ha annunciato di aver sottoscritto importanti accordi con 2 big dell&#8217;informatica del calibro di Google e Microsoft.</p>
<p>Con <strong>Google</strong> il Ministro ha sottoscritto un Protocollo d&#8217;intesa finalizzato allo sviluppo di una serie di progetti di innovazione dei servizi online della PA. L&#8217;obiettivo è quello di fornire il know how di Google in materia di search e di utilizzo strategico delle nuove tecnologie digitali per aiutare la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> a migliorare il proprio posizionamento nei motori di ricerca e permettere ai cittadini di reperire più facilmente informazioni attraverso i portali e i siti web della PA.</p>
<p>Google supporterà la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> nell&#8217;analisi dell&#8217;attuale livello di gradimento e di fruibilità delle principali informazioni e dei servizi on line per il cittadino offerti dai portali della PA. A tal fine verrà sottoposta a verifica e valutazione la lista di servizi chiave, utilizzando strumenti di Google quali &#8220;Google Analytics&#8221; e &#8220;Google Statistiche di Ricerca&#8221;, con l&#8217;obiettivo finale di aumentare la soddisfazione degli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> verso i servizi e le informazioni offerti online dalla PA. Oggi il web &#8211; più di qualunque altro mezzo &#8211; è infatti in grado di fornire dati e metriche relativi alla fruizione di servizi e contenuti e alla loro reperibilità online. Per il settore pubblico, questi dati sono di primaria importanza per poter innovare i propri servizi e migliorare l&#8217;accesso ai propri canali di comunicazione con il cittadino.</p>
<p>La collaborazione tra il Ministero di Brunetta e Google consentirà a quest&#8217;ultima di offrire un contributo importante per modernizzare la capacità della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> di comunicare in rete e di ottimizzare la penetrazione dei suoi servizi web, rendendoli più agevoli da reperire da parte degli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a>. Ad esempio gli strumenti di Google permetteranno alla PA di capire quali sono i servizi più ricercati, i siti più popolari e quelli contenenti informazioni di pubblica utilità più facilmente reperibili attraverso il motore di ricerca. Queste informazioni verranno fornite nella massima trasparenza verso i cittadini, tramite la pubblicazione di queste reportistiche all&#8217;interno di portali come &#8220;Linea Amica&#8221;, &#8220;Portale del Cittadino&#8221; e &#8220;Innovazione Pa&#8221; e con l&#8217;intento di fornire modelli per altri siti della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> locale e centrale.</p>
<p>Un altro aspetto del progetto prevede che Google renda disponibili i tool gratuiti di &#8220;Google Maps&#8221; e &#8220;Google Custom Search Engine&#8221; e le relative API (interfacce per la realizzazione di applicazioni ad hoc basate sulle due tecnologie) supportando la PA nella realizzazione di progetti pilota di search e georeferenziazione, che permetteranno ai cittadini di reperire con maggiore facilità informazioni legate alla propria area territoriale. Infine, l&#8217;intesa prevede la possibilità di attivare collaborazioni con strutture universitarie e/o centri di ricerca per il supporto nella diffusione delle tecnologie innovative oggetto del Protocollo d&#8217;intesa.</p>
<p>Un altro importante protocollo d&#8217;intesa è stato sottoscritto da Brunetta anche con <strong>Microsoft</strong>.</p>
<p>L’accordo, della durata di un anno, renderà più efficaci le interazioni dei cittadini con la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>, permettendo contemporaneamente una maggiore efficienza dei servizi gestiti online attraverso l’automazione e la digitalizzazione. Il comune obiettivo è quello di sviluppare azioni sinergiche per la promozione della società dell’informazione e lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore del web search, che possano incrementare la qualità e l’accessibilità dei servizi della PA. In questo modo i milioni di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> che ogni giorno utilizzano il motore di ricerca “Bing” di Microsoft saranno facilitati nel reperire in modo immediato e semplice gli indirizzi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> dei siti ufficiali del Governo e delle altre istituzioni nazionali. Microsoft Italia si è inoltre resa disponibile a condividere con il Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione, grazie alle esperienze e alle competenze maturate, i casi di successo a livello nazionale e internazionale in materia di ricerca dei servizi online, nei limiti e nel rispetto degli accordi di riservatezza ai quali tutte tali informazioni sono soggette.</p>
<p>Il protocollo d’intesa non comporterà alcun onere a carico del bilancio dello Stato e tutte le attività che verranno poste in essere nell’ambito dello stesso saranno realizzate a carico di Microsoft.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.municipia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?uid=UOMFS0Mn7lTAqAIQ&amp;page=magazine&amp;iss=19045&amp;dli=24171563&amp;srv=21&amp;art=39933" target="_blank">Municipia.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/03/brunetta-si-allea-con-google-e-microsoft/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OIX, la certificazione dell&#8217;identità online</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/03/oix-la-certificazione-dellidentita-online/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/03/oix-la-certificazione-dellidentita-online/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=879</guid>
		<description><![CDATA[Open Identity eXchange è un progetto di collaborazione tra Google, PayPal, Verisign ed altri partner che metterà a disposizione della Pubblica Amministrazione Usa una piattaforma di certificazione dell'identità online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ridurre le <strong>procedure di login</strong>, certificare l&#8217;identità, garantire la <strong>sicurezza degli account</strong> e dar così forma ad una procedura univoca per l&#8217;accesso ai servizi senza la necessità di una moltitudine di moduli da compilare con nome e password», è questo l&#8217;<a title="OIX, l'identità è certificata" href="http://business.webnews.it/news/leggi/12527/oix-lidentita-e-certificata" target="_blank">obiettivo di OIX</a> (<strong>Open Identity Exchange</strong>), la nuova piattaforma di certificazione dell&#8217;identità online che sta nascendo grazie alla collaborazione tra Google, PayPal, Equifax, VeriSign, Verizon, CA, e Booz Allen Hamilton.</p>
<div id="bannercontent"><script type="text/javascript"></script><script src="http://adserver.html.it/a.aspx?ZoneID=312&amp;Task=Get&amp;IFR=False&amp;PageID=64036&amp;SiteID=1&amp;Random=1268042242890"></script></div>
<p>Il gruppo, che raccoglie anche i contributi di altri partner è organizzato come entità non-profit e si propone come referente per il Governo Usa che faccia incontrare le soluzioni delle imprese del settore con le <strong>necessità della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a></strong> per le attività online.</p>
<p>In realtà esistono già alcuni meccanismi per risolvere il problema tecnico di utilizzare credenziali identificative su diversi siti web (<strong>OpenID</strong> su tutti), ma non sono ancora state fugate le perplessità circa il livello di sicurezza che questi sistemi garantirebbero.</p>
<p><a title="Open Identity eXchange" href="http://openidentityexchange.org/" target="_blank">OIX</a> invece incontra i requisiti stabiliti dall&#8217;<strong>Identity, Credential, and Access Management</strong> (ICAM) del <strong>Trust Framework Provider Adoption Process</strong> (TFPAP) dell&#8217;amministrazione USA.</p>
<p>La piattaforma inoltre potrebbe essere estesa, in maniera molto semplice, alle altre <strong>PA digitali</strong>. Tale facilitazione è favorita dal fatto che il progetto non è affatto chiuso (si chiama appunto &#8220;Open&#8221;) o localizzato, ma anzi si gioverebbe della partecipazione di altri partner mondiali che volessero dare il proprio contributo.</p>
<p><strong>Microsoft</strong>, ad esempio, ha già espresso la non ostilità al board OIX, mettendo da parte la rivalità storica con Google e prospettando un ingresso futuro nel progetto.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2241/oix-la-certificazione-dellidentita-online.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/03/oix-la-certificazione-dellidentita-online/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>eSociety: Anziani alla riscossa: tra gli over 60 cresce l’uso di internet. eCommerce, news e VoIP i servizi più usati</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/esociety-anziani-alla-riscossa-tra-gli-over-60-cresce-l%e2%80%99uso-di-internet-e-commerce-news-e-voip-i-servizi-piu-usati/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2010/02/esociety-anziani-alla-riscossa-tra-gli-over-60-cresce-l%e2%80%99uso-di-internet-e-commerce-news-e-voip-i-servizi-piu-usati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[eSociety]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[VoiP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=861</guid>
		<description><![CDATA[Sono ormai tanti gli anziani che hanno scoperto l’utilità delle nuove tecnologie, soprattutto del computer. Secondo i dati Istat, in quattro anni, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la percentuale maggiore di incremento nell&#8217;utilizzo di computer rispetto al resto della popolazione, con una media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai tanti gli anziani che hanno scoperto l’utilità delle nuove tecnologie, soprattutto del computer. Secondo i dati <strong>Istat</strong>, in quattro anni, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la percentuale maggiore di incremento nell&#8217;utilizzo di computer rispetto al resto della popolazione, con una media del +81% circa di utilizzatori.</p>
<p>Le cifre indicano un trend, hanno affermato i ricercatori, particolarmente significativo alla luce del costante invecchiamento della popolazione anche se, rispetto ai giovani, gli over-60 restano comunque la categoria che registra un accesso alle tecnologie più limitato.</p>
<p>Le statistiche Istat più recenti fotografano quindi una fascia di <strong>popolazione anziana sempre più tecnologica</strong>: l&#8217;uso del pc tra la popolazione di 60-64 anni è infatti passato dal 13,8% del 2005 al 25% nel 2009 e dal 5,5% al 9,9% per la fascia 65-74 anni. E nello stesso arco temporale l&#8217;uso di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> è &#8216;schizzato&#8217; dal 10,8% al 22,8% per i 60-64enni e dal 3,9% all&#8217;8,5% per i 65-74enni.</p>
<p>Fruire di servizi <strong>eCommerce</strong> o delle<strong> telefonate gratuite tramite il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/voip/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with VoiP">VoIP</a>, o preferire la lettura di giornali online</strong>, che risulta più agevole anche per via dei caratteri più grandi, sono tra le motivazioni che spingono gli anziani a rivolgersi al web.</p>
<p><strong>Più precisamente:</strong> inviano e ricevono mail (78% tra 60-64enni; 75% tra 65-74enni; 69,5% tra over 75); cercano informazioni su merci e servizi (per le tre fasce d&#8217;età rispettivamente il 66%, il 62% e il 54%); consultano <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> per apprendere (64,8%, 64,4%, 65,9%). Ma soprattutto leggono o scaricano giornali (51,2%, 47,9%, 50,8%), cercano informazioni sanitarie (47,5%, 42,1%, 44,5%) e telefonano via <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> (13,1%, 16,4%) o effettuano video-chiamate (11%, 11,6%).</p>
<p>I più abili sono diventati <strong>eShopper</strong>, ordinano o comprano merci e servizi: il 22,2% dei 60-64enni e il 15,4% dei 65-74eni. E non c’è da meravigliarsi se gli acquisti riguardano soprattutto viaggi e vacanze (43,3% per i 60-64enni e 30,7% per i 65-74enni) e attrezzature elettroniche come macchine fotografiche e videocamere (18,7% e 17,5%).</p>
<p> La ricercatrice Istat , <strong>Miria Savioli</strong>, ha precisato che le ragioni sono varie: esigenze pratiche legate alla quotidianità, appunto, ma anche, il fatto che si avvicina all&#8217;età anziana una quota sempre maggiore di soggetti a più elevato grado di istruzione. E poi a pesare è anche la diffusione stessa delle nuove tecnologie nelle famiglie: il 79% delle famiglie italiane con almeno un minore possiede un pc e i nonni, il più delle volte, imparano con i nipoti.</p>
<p> Ma c’è anche chi decide di <strong>frequentare delle scuole</strong>: nel 2009 ha partecipato a corsi per l&#8217;uso del pc il 43,4% dei 60-64enni e il 32,7% dei 65-74enni (la percentuale maggiore, 47,2%, si registra invece nella fascia 20-24 anni) e sono numerosi i corsi avviati da Regioni e Comuni e rivolti proprio ai più anziani.</p>
<p>Le aziende sembrano aver già fiutato il nuovo e promettente business ed è cominciata la corsa per la messa a punto di sistemi e computer sempre più “a misura d&#8217;anziano”.</p>
<p><strong>Emblematico il caso di Lello</strong> e <strong>Margot</strong>, settantenni napoletani in pensione, che hanno ripreso in mano penna e quaderno e una volta a settimana, frequentano il loro corso di computer patrocinato dal Comune per gli over-60.</p>
<p>Fino allo scorso anno, per loro pc e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> erano parole dal significato oscuro. Oggi, dopo essersi fatti regalare un computer dai figli, scrivono mail, usano la rete e, soprattutto, più volte a settimana si collegano via Skype con la figlia che vive in Spagna.</p>
<p><em>“Ho deciso di imparare a usare pc e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a></em> – ha detto Margot &#8211; <em>perché prima, quando non sapevo neppure come si accendesse un pc, mi sentivo in qualche maniera un&#8217;esclusa e fuori dal mondo”. </em></p>
<p>E l&#8217;esempio, per Margot, è arrivato dalla Tv: <em>“Guardo un programma e per saperne di più mi dicono di collegarmi al sito www&#8230;., ma io non sapevo neppure cosa fosse un &#8216;www&#8217;. Ora posso relazionarmi molto meglio, posso saperne di più in modo autonomo e non sento che gli altri sono sempre un passo avanti a me”. </em></p>
<p> Poi, orgogliosa, ha aggiunto: “<em>Ora uso Google per cercare informazioni e uso le mail ogni giorno”. </em></p>
<p>Ma la spinta fondamentale ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie è stata un&#8217;altra: “<em>Mia figlia vive in Spagna. Abbiamo sentito che con Skype ci si sente e vede a costi ridottissimi. Ho voluto subito imparare. Ora ci colleghiamo più volte a settimana, e rispetto alle telefonate risparmiamo tantissimo. Per noi è stata una vera salvezza”. </em></p>
<p> Stessa motivazione anche per il marito Lello, che ha spiegato: “<em>Ho saputo del corso da un&#8217;inserzione pubblicitaria sul quotidiano Il Mattino. Era da tempo che volevo frequentarne uno, ma i costi sono considerevoli. Questo corso, patrocinato dal Comune, è invece gratuito ed è fatto benissimo. Abbiamo colto l&#8217;occasione al volo. Proseguiremo fino a giugno e a ottobre, quando riprenderà, sicuramente continuerò a frequentarlo per saperne e imparare ancora. Ho sempre avuto il &#8216;pallino&#8217; di fare ricerche su <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a>, sugli argomenti che più mi interessano, ed ora finalmente posso”. </em></p>
<p>E poi, c’è un ultimo fattore: “<em><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a></em> – hanno detto Lello e Margot &#8211; <em>è anche un modo per socializzare, così come questi corsi pensati ad hoc per i più anziani”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.key4biz.it/News/2010/02/22/e-Society/Istat_eCommerce_voip_anziani_informatica_internet.html">key4biz.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2010/02/esociety-anziani-alla-riscossa-tra-gli-over-60-cresce-l%e2%80%99uso-di-internet-e-commerce-news-e-voip-i-servizi-piu-usati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Italia.it riapre i battenti</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/07/italiait-riapre-i-battenti/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2009/07/italiait-riapre-i-battenti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 08:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[E-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Enti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=645</guid>
		<description><![CDATA[Il portale del turismo italiano è tornato. Il logo &#8220;It&#8221;, che tanto aveva fatto discutere è scomparso, rimpiazzato da una scelta stilistica molto più sobria e minimalista. Il primo impatto con il nuovo sito Italia.it è di grande effetto, ma non per la grafica accattivante o per la particolare tecnologia delle pagine, bensì per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il portale del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/turismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Turismo">turismo</a> italiano è tornato. Il logo &#8220;It&#8221;, che tanto aveva fatto discutere è scomparso, rimpiazzato da una scelta stilistica molto più sobria e minimalista.</em></p>
<p>Il primo impatto con il <a title="Vai al sito Italia.it" href="http://www.italia.it/">nuovo sito Italia.it </a>è di grande effetto, ma non per la grafica accattivante o per la particolare tecnologia delle pagine, bensì per i <strong>contenuti fotografici</strong>. Il ministero del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/turismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Turismo">Turismo</a> ha infatti lasciato parlare la storia, la cultura, l&#8217;arte e i paesaggi dei luoghi del nostro paese per far leva sull&#8217;interesse dei navigatori.</p>
<p>Spicca su tutto la qualità fotografica del sito, i video proposti assomigliano molto a degli spot televisivi, mentre la parte interattiva dei <strong>tour virtuali</strong> adotta una soluzione a cui ci aveva già abituato l&#8217;applicazione Street View di Google. C&#8217;è poi uno spazio dove è possibile fare <strong>prenotazioni dirette</strong> per gli alberghi, con tanto di motore di ricerca e directory divisa per regione, provincia e città.</p>
<p>In realtà, precisa il ministro del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/turismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Turismo">Turismo</a> Maria Vittoria Brambilla, la versione che è andata online è una <strong>demo </strong>che intende assolvere esclusivamente la funzione di spot promozionale per il nostro Paese.</p>
<p>Lo staff ha voluto pertanto garantire un primo apporto alla stagione turistica in corso. Nel frattempo, la redazione di Italia.it si è messa al lavoro per dare attuazione a quello che è invece il progetto del nuovo portale dell&#8217;Italia, che sarà pronto in autunno e che dovrà rispondere a tutte le esigenze del turista che oggi naviga in rete.</p>
<p>Poco più di <strong>cinque milioni</strong> è lo stanziamento per il nuovo Italia.it (a fronte dei 45 milioni utilizzati in precedenza per il vecchio portale) che è stato realizzato in collaborazione con l’Aci. La parte promozionale, su cui la Brambilla ha puntato molto, vera novità del sito, permetterà a tutte le strutture ricettive di avere una propria pagina gratuita sul sito oltre che di effettuare direttamente le prenotazioni.</p>
<p>Fonte:  PA.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2009/07/italiait-riapre-i-battenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Presentato Mr.Mag, l’innovativo software per la gestione dei punti vendita</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/06/presentato-mr-mag-l%e2%80%99innovativo-software-per-la-gestione-dei-punti-vendita/</link>
		<comments>http://www.i2000segnala.it/2009/06/presentato-mr-mag-l%e2%80%99innovativo-software-per-la-gestione-dei-punti-vendita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 09:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Client]]></category>
		<category><![CDATA[DBMS]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica 2000]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Partita IVA]]></category>
		<category><![CDATA[Piccole e Medie Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[SMS]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.i2000segnala.it/?p=713</guid>
		<description><![CDATA[E’ stata ufficialmente presentata la nuova versione di Mr.Mag, il software che nasce con l&#8217;esclusivo obiettivo di agevolare la gestione delle attività commerciali, passando dalla vendita al banco fino ad arrivare ad una completa gestione del magazzino e delle merci. Tra i principali punti di forza del software si evidenziano la cura dell’usabilità e il dettaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="PaK Mr.Mag" href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/08/package_mrmag.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-714" style="margin: 2px 5px; border: 0px;" title="package_mrmag" src="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/08/package_mrmag.jpg" alt="package_mrmag" width="196" height="171" /></a>E’ stata ufficialmente presentata la nuova versione di Mr.Mag, il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> che nasce con l&#8217;esclusivo obiettivo di agevolare la <strong>gestione delle attività commerciali</strong>, passando dalla <strong>vendita al banco </strong>fino ad arrivare ad una completa <strong>gestione del magazzino e delle merci</strong>.</p>
<p>Tra i principali punti di forza del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> si evidenziano la cura dell’usabilità e il dettaglio delle funzionalità che sono state assicurate dalle analisi delle <strong>esigenze e dai successivi test effettuati direttamente da un team composto dai gestori di 6 attività commerciali</strong> selezionate dalle seguenti categorie merceologiche: Abbigliamento; HI-TECH; Cartolibreria; Distribuzioni Musicali; Grossisti.</p>
<p>L&#8217;interfaccia grafica del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> risulta intuitiva e di facile utilizzo, con le operazioni basate su procedure guidate che facilitano l&#8217;attività dell&#8217;utente e ne riducono al minimo gli errori.</p>
<p>Il sistema è di tipo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Client">client</a>/server ed è quindi utilizzabile con successo anche nelle LAN, qualora si disponga di un collegamento ad <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> sono disponibili anche le funzioni di aggiornamento automatico, localizzazione geografica dei clienti, dei fornitori e degli agenti, tramite Google Maps e il Controllo, della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/partita-iva/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Partita IVA">Partita Iva</a> tramite collegamento diretto con l’agenzia delle entrate</p>
<p><strong>Tra le principali funzionalità del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> Mr.Mag si evidenziano:</strong></p>
<ul>
<li>Multiazienda e Multiutente con gestione dei profili</li>
<li>Multimagazzino per azienda, documenti di carico e scarico interni</li>
<li>Gestione Articoli con Pluribarcode, creazione automatica articoli, da articoli simili</li>
<li>Creazione di articoli composti ( KIT ) da articoli in magazzino</li>
<li>Stampe completamente personalizzabili</li>
<li>Preventivi a cliente con creazione e gestione automatica dell’ordine con impegno della merce giacente in magazzino e lista merce da ordinare</li>
<li>Gestione documentale dei preventivi creati con programmi esterni, tipo Microsoft Office</li>
<li>Gestione degli ordini a fornitore con carico automatico in magazzino e gestione degli inevasi di ordine fornitore</li>
<li>Gestione dei listini, personalizzabili per tipologia cliente</li>
<li>Fatturazione immediata e differita con creazione automatica da ordini cliente, fogli lavoro, buoni lavoro.</li>
<li>Gestione degli agenti anche con vendita al banco</li>
<li>Vendita al banco sia in modalità Maschera che grafica con soluzione Touch Screen</li>
<li>Matrici per la gestione delle variabili sull’articolo (es: colore, taglia, tessuto, ecc..).</li>
<li>Gestione di prima contabilità, prima nota e scadenzario</li>
<li>Esportazione Dati in formato testo, Excel e CSV</li>
<li>Fidelizzazione del cliente, con tessere fidelity e offerte completamente personalizzabili</li>
<li>Invio automatico di SMS, Email, messaggi Vocali e FAX a Clienti e fornitori.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica-2000/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica 2000">Informatica 2000</a> che ha progettato e sviluppato questo innovativo sistema di gestione, dal 2009 ha cominciato a distribuire il  <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> a livello nazionale tramite canali indiretto ed ha cominciato ad attivare delle convenzioni con alcune associazioni di settore come la CNA di Rieti (<a href="http://www.cna.rieti.it/">www.cna.rieti.it</a>) per consentire agli associati di utilizzare il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/software/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with software">software</a> gratuitamente per il primo anno.</p>
<p> </p>
<p><em>Per <strong>maggiori dettagli sulle caratteristiche funzionali di Mr.Mag,</strong> si consiglia di visitare l’apposito sito web </em><a href="http://www.mrmag.it/"><em>www.mrmag.it</em></a><em>, da dove è anche possibile scaricarne una versione demo e richiedere una licenza gratuita della durata di 90 giorni.</em></p>
<p><em>Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 38 12 48 o inviare una email a </em><a href="mailto:direzionecommerciale@i2000.it"><em>direzionecommerciale@i2000.it</em></a><em>.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.i2000segnala.it/2009/06/presentato-mr-mag-l%e2%80%99innovativo-software-per-la-gestione-dei-punti-vendita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
