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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000 &#187; Europa</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
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		<title>Imprese e fondi Ue: online motore di ricerca</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/07/imprese-e-fondi-ue-online-motore-di-ricerca/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 16:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un motore di ricerca, messo a punto dalla Commissione europea, consentirà di analizzare i finanziamenti distribuiti alle imprese sul territorio UE. L’obiettivo è la trasparenza ed entro il 2011 on-line anche i Fes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>trasparenza</strong> è una priorità per le istituzioni, che proseguono nel percorso di pubblicazione e <strong>condivisione delle informazioni</strong> e delle decisioni prese: in questa ottica, la <strong>Commissione europea</strong> che ha realizzato un <strong><a href="http://ec.europa.eu/contracts_grants/beneficiaries_it.htm" target="_blank">motore di ricerca</a></strong> capace di restituire con pochi semplici click l&#8217;<strong>elenco dei finanziamenti</strong> ottenuti dalle aziende UE dal 2007 ad oggi.</p>
<p>Chiaramente, la <strong>ricerca</strong> potrà essere più granulare e fornire informazioni su una specifica azienda, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Associazione">associazione</a> e istituzione pubblica o in base ad altri criteri definiti dall&#8217;utente.</p>
<p>Dalle informazioni reperibili tramite il motore di ricerca &#8211; che trattano il 20% del bilancio dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione europea</a>, pari a finanziamenti per 48 miliardi di euro &#8211; si evince un <strong>bilancio negativo dell&#8217;Italia</strong> rispetto alle altre nazioni Ue.</p>
<p>Nello specifico, il Belpaese ha ottenuto dalla Ue un totale di quasi <strong>5 miliardi</strong> di euro per 15.700 operazioni, mentre ad esempio la <strong>Francia</strong> dal 2007 ha ottenuto 8,18 miliardi di euro per 10 mila operazioni.</p>
<p>Meno progetti, ma più soldi quindi. Stesso discorso anche per la <strong>Germania</strong>, che ottiene 7 miliardi per 10.700 progetti, per il Regno Unito, con 6,2 miliari e 8647 progetti e per la Spagna, che distribuisce 4,2 miliardi in soli 4681 progetti.</p>
<p>Unico paese, che come l&#8217;Italia registra una media per progetto piuttosto scarsa risulta il <strong>Belgio</strong>, che spalma i suoi 6 miliardi di finanziamenti in quasi 22 mila interventi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/finanziamenti/news/7391/imprese-e-fondi-ue-online-motore-di-ricerca.html">PMI.it</a></p>
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		<title>Sms, Adusbef: imporre limite ai costi</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/06/sms-adusbef-imporre-limite-ai-costi/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori), dopo che la Corte di Giustizia Ue ha stabilito la legittimità ai limiti massimi delle tariffe, hanno proposto un tetto anche per gli sms, più cari in Italia che nel resto d'Europa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Elio Lannutti</strong>, presidente dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Associazione">Associazione</a> per la difesa dei consumatori e degli utenti bancari, finanziari ed assicurativi (<strong>Adusbef</strong>) e <strong>Rosario Trifiletti</strong>, presidente di <strong>Federconsumatori</strong>, hanno lanciato il monito agli operatori di telefonia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">mobile</a> affinché vengano finalmente livellati gli alti costi degli <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">sms</a></strong>, che per gli utenti italiani sono tra i più alti d&#8217;Europa.</p>
<p><!--@banner-->La proposta nasce a seguito della pronuncia da parte della <strong>Corte di giustizia Ue</strong> che ha stabilito, proprio oggi, che la <strong>Commissione europea</strong> ha imposto &#8220;legittimamente&#8221; limiti massimi alle tariffe applicate dagli operatori europei per il roaming sulle telefonate internazionali. A contestare la validità del regolamento adottato da Bruxelles su questa materia erano stati quattro operatori (<strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/vodafone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Vodafone">Vodafone</a></strong>, <strong>Telefonica 02</strong>, <strong>T-<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">Mobile</a></strong> e <strong>Orange</strong>) davanti all&#8217;Alta Corte di giustizia di Inghilterra e Galles, la quale a sua volta aveva investito della questione i giudici del Lussemburgo.</p>
<p>Nella sentenza odierna, la Corte Ue ha indicato che la Commissione ha agito nell&#8217;ambito delle sue competenze, nell&#8217;interesse dei consumatori e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Ora però, secondo gli esponenti delle due associazioni, è il momento di guardare anche alle tariffe degli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">sms</a>.</p>
<p>Tanto più che una ricerca del professor <strong>Srinivasan Keshav</strong> dell&#8217;università canadese di Waterloo (uno studio citato in più di una occasione dal senatore americano <strong>Herb Kohl</strong>) avrebbe dimostrato che i cosiddetti <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">sms</a> navigherebbero nelle <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/reti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Reti">reti</a> telefoniche senza apportare alcun costo reale per le compagnie telefoniche attraverso la tecnica del &#8220;<strong>piggybacking</strong>&#8220;, ovvero un sistema con il quale il carico utile di byte viene trasportato &#8220;in groppa&#8221; ai pacchetti di controllo inviati dai cellulari verso i ripetitori. In sostanza lo spazio allocato sarebbe, in realtà, sempre presente, anche quando gli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">sms</a> non vengono inviati e quindi il loro costo sarebbe molto vicino allo zero per il gestore telefonico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2382/sms-adusbef-imporre-limite-ai-costi.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Expo Shangai, inaugurato portale cinese del turismo in Italia</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/05/expo-shangai-inaugurato-portale-cinese-del-turismo-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Siti internet]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato presentato a Shanghai, presso la sala conferenze del padiglione italiano installato in occasione dell'Expo 2010, il sito www.yidalinihao.com (che significa "Ciao Italia") destinato a tutti i cinesi che vogliono venire in Italia per vacanza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sito realizzato appositamente dal punto di vista della percezione e delle abitudini del <strong>turista cinese</strong> e non la traduzione in cinese di un sito italiano. È questo lo spirito di <a title="Ciao Italia" href="http://www.yidalinihao.com/" target="_blank">Yidalinihao.com</a>, il nuovo <strong>portale del turismo</strong> cinese in Italia.</p>
<p><!--@banner--></p>
<p>È stato presentato oggi a <strong>Shanghai</strong>, presso il padiglione italiano dell&#8217;Expo &#8211; così riferisce &#8220;<a title="Il Predellino" href="http://www.ilpredellino.it/" target="_blank">Il Predellino</a>&#8220;, il quotidiano online del Pdl &#8211; in una sala &#8220;gremita all&#8217;inverosimile&#8221;.</p>
<p>La nutrita partecipazione è dovuta, in larga parte, al successo avuto dallo stesso padiglione italiano, sia per le curiose soluzioni architettoniche, sia per i contenuti. A complimentarsi ufficialmente per la realizzazione sono stati <strong>Han Zheng</strong>, sindaco di Shanghai e <strong>Josè Villareal</strong>, Commissario Generale del padiglione degli Stati Uniti che, alla vigilia dell&#8217;arrivo all&#8217;Expo di <strong>Hilary Clinton</strong>, ha visitato la struttura in acciaio realizzata dall&#8217;architetto <strong>Giampaolo Imbrighi</strong>, congratulandosi con il Commissario <strong>Quintieri</strong> «per il talento e la creatività» dimostrata dal suo staff.</p>
<p>Il sito sarà prima di tutto uno strumento di lavoro per i tour operator cinesi. Il mercato del turismo, per quanto riguarda il flusso di cinesi che intendono viaggiare all&#8217;estero, è infatti completamente <strong>regolato dal governo</strong>. Il settore &#8220;outgoing&#8221; è costituito dalle agenzie turistiche autorizzate cinesi (se ne contano più di 600) che sono tutte, almeno formalmente, pubbliche.</p>
<p>«Secondo l&#8217;ultimo dato disponibile (2008) &#8211; scrive il Predellino &#8211; a fronte di un <strong>leggero calo della presenza</strong> di turisti cinesi in <strong>Europa</strong>, c&#8217;è un aumento delle presenze in Italia che ha tutte le risorse per essere una delle mete più gettonate da parte del turismo cinese, recuperando le posizioni che le spettano».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2366/shangai-inaugurato-portale-del-turismo-in-italia.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>WiFi pubblici fuorilegge in Italia?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wireless]]></category>

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		<description><![CDATA[In Europa la diffusione degli hot post wireless gratuiti è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad Internet con molta facilità. Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “Decreto Pisanu“, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.oneadsl.it/wp-content/oneadsl.it_uploads/2008/10/wifi_area.gif" alt="WiFi pubblico" width="230" height="230" /></p>
<p>In Europa la diffusione degli <strong>hot post <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/wi-fi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Wireless">wireless</a> gratuiti</strong> è molto alta. Chi viaggia non ha mai grandi difficoltà a trovare un punto d’accesso gratuito e questo permette ai turisti o agli abitanti del luogo di accedere ad <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> con molta facilità.</p>
<p>Non è così in Italia soprattutto a causa delle limitazioni del “<strong>Decreto Pisanu</strong>“, di cui abbiamo parlato molte volte, che di fatto impone macchinosi iter per l’utilizzo degli accessi pubblici, tali da pregiudicare la diffusione degli hot <strong>spot WiFi</strong>.</p>
<p><a id="more-4977"></a></p>
<p>C’è però probabilmente chi snobba questo decreto e secondo <a title="US Ahead of Europe in Open WiFi Percentage" href="http://wefiblog.blogspot.com/2010/01/us-ahead-of-europe-in-open-wi-fi.html">WeFi</a>, un noto portale dove vengono catalogati gli <strong>hot spot <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/wi-fi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Wireless">wireless</a> pubblici</strong> mondiali, in Italia il 30% del totale degli hot spot WiFi è aperto all’uso pubblico senza dunque richiesta di registrazione o inserimento password.</p>
<p>Vien da se che proprio in base al <strong>Decreto Pisanu</strong>, questo 30% è molto probabilmente fuorilegge.</p>
<p>E proprio da qui ci ricolleghiamo a quanto riportammo poco più di un mesetto fa quando affrontammo il problema della <strong>mancata diffusione del WiFi pubblico</strong> proprio a causa di questa limitazione.</p>
<p>Questo 30% è il segnale che agli italiani il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/wi-fi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Wireless">wireless</a> piace e che vogliono più punti d’accesso WiFi gratuiti in giro per le città, senza però dover ogni volta intraprendere iter burocratici complessi e inutili.</p>
<p>Il <strong>Decreto Pisanu</strong> è stato <a title="Decreto Pisanu rinnovato" href="http://www.oneadsl.it/12/01/2010/decreto-pisanu-rinnovato-per-un-altro-anno/">rinnovato ancora di un anno</a>, a quando quindi una vera riforma per il WiFi pubblico in Italia?</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.oneadsl.it/13/01/2010/wifi-pubblici-fuorilegge-in-italia/" target="_blank">Oneadsl.it</a></p>
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		<title>E-Procurement nel settore pubblico</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/08/e-procurement-nel-settore-pubblico/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 14:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gustavo Mastrobuoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’e-Procurement (o Electronic Procurement), in italiano: “approvvigionamento elettronico”, indica quell’insieme di tecnologie, procedure, e modalità organizzative, che consentono l’acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete Internet e della presenza sul mercato di molteplici tecnologie abilitanti a sostegno del paradigma del commercio elettronico. Nell’ambito delle pressanti esigenze di contenimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/e_procurement.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-739" style="border: 0px;" title="e_procurement" src="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/e_procurement.jpg" alt="e_procurement" width="198" height="198" /></a>L’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a> (o Electronic Procurement), in italiano: “approvvigionamento elettronico”, indica quell’insieme di tecnologie, procedure, e modalità organizzative, che consentono l’acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e della presenza sul mercato di molteplici tecnologie abilitanti a sostegno del paradigma del commercio elettronico. Nell’ambito delle pressanti esigenze di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, le Pubbliche Amministrazioni hanno intrapreso molteplici iniziative di innovazione nella gestione di alcuni processi con l’obiettivo di contenere la spesa e migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, orientandola all’innovazione e al cambiamento, secondo i canoni dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-gov/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Government">e-Government</a>.</p>
<p>Indicato fra i settori chiave a favore dell’attuazione dei piani per lo sviluppo dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-gov/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Government">e-Government</a>, l’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a> ha per oggetto la gestione dell’intero processo di approvvigionamento attraverso strumenti informatici e telematici. Infatti, l’obiettivo generale dell’acquisto di beni e servizi per via telematica è quello di uniformare l’azione della Pubblica Amministrazione ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, al fine di contenere la spesa pubblica e di rendere più efficiente ed innovativo l’Ente pubblico.</p>
<p>In particolare, l’introduzione di questo strumento nelle politiche di acquisto del settore pubblico, è orientata al perseguimento di alcuni obiettivi fondamentali:</p>
<ul>
<li>Programmazione dei fabbisogni;</li>
<li>Razionalizzazione della spesa di beni e servizi;</li>
<li>Semplificazione e standardizzazione delle procedure di acquisto;</li>
<li>Conseguimento di economie di scala;</li>
<li>Maggiore trasparenza delle procedure di gara sia verso i fornitori che verso i cittadini;</li>
<li>Miglioramento della responsabilizzazione e del controllo della spesa;</li>
<li>Incremento della specializzazione delle competenze;</li>
<li>Maggiore efficienza nell’interazione fra Amministrazione e mercato.</li>
</ul>
<p>Lo scenario ipotizzabile di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a> può coprire diverse fattispecie:</p>
<ul>
<li>Tra aziende (secondo il paradigma del “commercio elettronico” o Business to Business &#8211; B2B),</li>
<li>Tra aziende e privati (Business to Consumer &#8211; B2C),</li>
<li>Tra aziende e istituzioni pubbliche (Business to Government &#8211; B2G).</li>
</ul>
<p>Nel caso in cui gli appalti telematici siano utilizzati per gestire ed aggiudicare gare pubbliche di appalto si è coniato il nuovo termine di public <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a>, il quale in Italia risponde alla normativa in materia di pubblici appalti emanati dai due principali strumenti legislativi: l’originario Decreto del Presidente della Repubblica n.101 del 2002, il “Nuovo Codice degli Appalti”, ovvero il Decreto Legislativo n.163 del 12 Aprile 2006. Successivamente, la Legge n.296 del 27 Dicembre 2006 (La Legge “Finanziaria”) introduceva il Consolidamento del ruolo delle Centrali di acquisto Regionali, ed infine, il Decreto Legislativo n.6 del 26 Gennaio 2007 chiariva le disposizioni correttive ed integrative al Codice Appalti. In Europa la cosa si complica un pochino di più con una Direttiva attuativa (la Direttiva 2004/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio) che in realtà è stata solo “parzialmente” recepita dall’ordinamento nazionale, e che in alcuni casi risulta addirittura in contrasto con la nostra normativa.</p>
<p>La normativa italiana prevede diversi strumenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a> pubblico, ovvero che identificano sub procedure concorsuali modulate in virtù della tutela più o meno accentuata del principio di evidenza pubblica:</p>
<ul>
<li>Le aste elettroniche;</li>
<li>I sistemi dinamici di acquisizione (convenzioni, gruppi di acquisto, accordi quadro, richieste di offerta, etc);</li>
<li>Le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici;</li>
<li>Il mercato elettronico (Marketplace o “negozi virtuali”).</li>
</ul>
<p>Tipicamente, i siti web dedicati all’erogazione dei servizi di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-Procurement</a> sono costituiti da una piattaforma informatica integrata attraverso la quale gli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/enti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Enti">Enti</a> appaltanti possono effettuare acquisti di beni o servizi da Fornitori Abilitati attraverso una Gara Telematica. Le procedure del sistema consentono anche l’individuazione del contraente per la stipula dei contratti.<br />
Lo strumento telematico di negoziazione utilizzato nelle Gare Telematiche garantisce la parità di condizioni dei partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e di semplificazione delle procedure, nonché delle disposizioni, anche tecniche, di recepimento della normativa comunitaria sulle firme elettroniche e sulla documentazione amministrativa.</p>
<p>L’accesso tramite l’Account da parte degli Utenti al Sistema comporta l’accettazione di tutte le disposizioni contenute nelle Regole che governano la piattaforma.  Pertanto, l’accesso al Sistema implica che gli utenti autorizzati abbiano piena consapevolezza delle responsabilità e delle conseguenze di natura civile e penale previste in caso di dichiarazioni mendaci, falsità in atti ed uso di atti falsi ai sensi e per gli effetti del Decreto del Presidente della Repubblica n.445 del 28 Dicembre 2000. Qualora emerga la non veridicità del contenuto delle dichiarazioni fornite dall’utente decadrà la sua facoltà di accedere al sistema.</p>
<p>L’accesso e la partecipazione alle Gare telematiche sono riservati ai soli soggetti abilitati conformemente a quanto disposto dal Bando di abilitazione e dalle presenti Regole e deve avvenire nel rispetto dello stesso, dei documenti della procedura nonché delle istruzioni pubblicate all’interno del Sistema. Al fine di poter utilizzare il Sistema, gli Utenti dovranno dotarsi, a propria cura e spese, della strumentazione tecnica ed informatica software ed <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/hardware/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with hardware">hardware</a>, inclusi gli strumenti di Firma digitale ed i collegamenti alle linee di telecomunicazione, necessari per il collegamento alla rete <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a> e, in generale, per compiere le attività all’interno del Sistema. L’identità dei fornitori e compratori è certificata dall’utilizzo di strumenti di firma digitale, cioè di una firma elettronica qualificata.</p>
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		<title>LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ed i FINANZIAMENTI COMUNITARI&#8230; con il supporto ELGI tutto più semplice</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2009/07/le-pubbliche-amministrazioni-ed-i-finanziamenti-comunitari-con-il-supporto-elgi-tutto-piu-semplice/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 14:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Da Bormida</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Unione Europea offre agli Enti Pubblici ed alle Pubbliche Amministrazioni di tutte le dimensioni un’ampia gamma di finanziamenti ed opportunità funzionali alla realizzazione di progetti innovativi e di elevata qualità nei più diversificati settori: dalle politiche energetiche ed ambientali ai temi della salute, del turismo, della sicurezza, dello sport, dei giovani, delle pari opportunità, dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.i2000segnala.it/wp-content/uploads/2009/07/EU-Flag1.jpg"></a>L’<strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione Europea</a></strong> offre agli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/enti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Enti">Enti</a> Pubblici ed alle Pubbliche Amministrazioni di tutte le dimensioni <strong>un’ampia gamma di finanziamenti ed opportunità funzionali</strong> alla realizzazione di progetti innovativi e di elevata qualità nei più diversificati settori: dalle <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/politiche-energetiche/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Politiche energetiche">politiche energetiche</a> ed ambientali ai temi della salute, del turismo, della sicurezza, dello sport, dei giovani, delle pari opportunità, dalla cultura al settore formativo ed educativo, dalle politiche sociali alla pianificazione urbana e territoriale, alla mobilità e trasporti, alla Società dell’Informazione, e così via.</p>
<p>La Commissione europea, infatti, gestisce un’ampia gamma di programmi di finanziamento rivolti alle autorità locali, regionali e nazionali ed agli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/enti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Enti">enti</a> pubblici in generale: si pensi, a titolo esemplificativo, ai vari programmi di cooperazione transfrontaliera (Italia-Austria, Italia &#8211; Francia Marittimo, Italia-Francia Alcotra, Italia-Grecia, Italia-Slovenia, Italia-Svizzera), di cooperazione transnazionale (Europa Centrale , Europa Sud-Est, MED 2007-2013, Spazio Alpino) e di cooperazione interregionale (INTERACT II, INTERREG IV C, Espon 2013, URBACT II).</p>
<p>Per mezzo dei contributi comunitari erogati dalla Commissione Europea tramite bandi specifici per ciascuno di tali programmi, e della conseguente partecipazione a network europei di eccellenza, <strong>le Pubbliche Amministrazioni vengono supportate</strong> nell’ideazione, elaborazione, sperimentazione ed adozione di tecnologie, metodologie e prassi innovative nei più diversi campi di attività, e possono operare in una dimensione internazionale, collaborare e confrontarsi con partner stranieri, conoscere esperienze avanzate, sperimentare le migliori prassi già adottate in altri Stati e, in sintesi, contribuire all’elaborazione e attuazione di soluzioni originali in risposta a bisogni territoriali specifici.</p>
<p>Purtroppo, però, in <strong>Italia </strong>accade troppo di frequente che <strong>le opportunità offerte dal mondo dei finanziamenti comunitari non vengano colte dalle Pubbliche Amministrazioni</strong>, soprattutto a causa della carenza di strutture e figure professionali competenti in grado di reperire tempestivamente le informazioni su eventuali finanziamenti, di redigere i progetti, di mantenere relazioni con la Commissione europea, di gestire concretamente le proposte finanziate. Il risultato è la perdita di un’occasione di miglioramento e di sviluppo, oltre che di inserimento dell’ente in un circuito internazionale di eccellenza, con le ovvie ricadute in termini di perdita di competitività, fattore sempre più determinante anche per le realtà pubbliche.</p>
<p>In un’epoca in cui la capacità di internazionalizzarsi, di ampliare le proprie prospettive e di rinnovamento giocano un ruolo fondamentale, anche <strong>le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad aggiornarsi ed adeguare i propri strumenti</strong> e le proprie politiche al contesto sopranazionale, con un approccio aperto di confronto con gli altri Paesi, in vista sia dell’apprendimento ed adozione delle buone prassi sviluppate in altri contesti, sia del trasferimento del proprio bagaglio di esperienze e know-how. Conseguentemente, affinché le Pubbliche Amministrazione possano accedere ed agire efficacemente nel mondo dei finanziamenti comunitari e, conseguentemente, sfruttare appieno le opportunità che quest’ultimo è in grado di offrire agli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/enti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Enti">enti</a> pubblici, <strong>è consigliabile che le stesse si avvalgano del supporto di validi consulenti e professionisti</strong>, che, per un verso, le assistano sia nella <strong>preparazione e presentazione di proposte progettuali</strong>, che nelle fasi di <strong>negoziazione davanti alla CE</strong> e di concreta gestione delle attività progettuali (Project and Financial Management), e, per altro verso, in una prospettiva a medio termine, forniscano ai pubblici amministratori le competenze necessarie per la preparazione e gestione con successo di progetti finanziati dalla Commissione Europea.</p>
<p>Proprio su queste basi poggiano i servizi offerti da aziende come la  Elgi Consulting (<a href="http://www.elgiconsulting.com" target="_blank">www.elgiconsulting.com</a>), che da oltre 15 anni si occupa con successo e con un approccio integrato di tutte le procedure per ottenere, gestire ed implementare il finanziamento comunitario, impegnandosi efficacemente per trovare ed utilizzare sorgenti di finanziamento, sviluppare e sostenere progetti vincenti, assicurare l’utilizzo efficiente e focalizzato dei fondi ricevuti.</p>
<p>La Elgi, infatti, è in grado di assistere la Pubblica Amministrazione che si affacci nel contesto dei programmi comunitari in un duplice modo. Per un verso, con una rete di oltre 800 partner attivi, è in grado di introdurre le Pubbliche Amministrazioni a nuovi partner forti per progetti complessi e di alto valore (a titolo esemplicativo si possono ricordare ARISTHOT, ISAAC, ePartecipate) ed a padroneggiare ogni fase della creazione delle partnership, dall’acquisizione di finanziamenti iniziali fino al raggiungimento degli obiettivi finali dell’ente.</p>
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		<title>Fattura elettronica, pubblica amministrazione e open source</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 11:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Moniaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla ricerca di uno standard per la fattura elettronica nella pubblica amministrazione, dove oggi regnano i formati proprietari. Da alcuni anni si sente parlare in Italia di uno &#8220;standard CBI&#8221; per la fattura elettronica, buono anche per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Ma sembra proprio che sia stato un abbaglio. È quanto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla ricerca di uno standard per la fattura elettronica nella pubblica amministrazione, dove oggi regnano i formati proprietari</strong>.</p>
<p><strong>Da alcuni anni si sente parlare in Italia</strong> di uno &#8220;standard CBI&#8221; per la fattura elettronica, buono anche per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/fatturazione-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Fatturazione elettronica">fatturazione elettronica</a> verso la Pubblica Amministrazione. Ma sembra proprio che sia stato un abbaglio.</p>
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<p>È quanto si desume dalle <strong>analisi dello SCIC</strong> (lo Steering Committee Interassociativo ACMI-AITI-ANDAF su Corporate Payments &amp; Financial Supply Chain) che raggruppa le associazioni professionali e manageriali dei direttori amministrativi e finanziari, dei credit manager e dei tesorieri d&#8217;impresa.</p>
<p>Lo SCIC è intervenuto di recente per la seconda volta sul tema della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/fatturazione-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Fatturazione elettronica">fatturazione elettronica</a> verso la Pubblica Amministrazione. Dopo aver indirizzato a ottobre dello scorso anno ai ministri Tremonti e Brunetta un sostanzioso documento sulle esigenze generali delle imprese, ha infatti rappresentato di recente agli uffici legislativi impegnati nella redazione del testo del Decreto col quale si fisseranno le regole tecniche, che quello del CBI <strong>è un formato proprietario</strong>.</p>
<p>Questo comporta <strong>problemi di riconoscibilità reciproca</strong> con altre comunità di business, di gestione evolutiva del formato (a cui, diversamente dagli standard, gli utilizzatori non partecipano), di trasparenza nelle decisioni di aggiungere o togliere campi o di stringere alleanze, di estensibilità ad altri documenti dei riferimenti supportati, di apertura alla concorrenza e via dicendo.</p>
<p>La differenza è notevole sia per i provider di soluzioni software e di servizi sia per gli utilizzatori finali. Nella sostanza, <strong>il formato proprietario non soddisfa</strong> i requisiti di indipendenza e di interoperabilità.</p>
<p>Chi dovesse adottare ugualmente il formato proprietario si troverebbe nella spiacevole situazione di dipendere da chi detiene il governo delle regole e di non poter scambiare automaticamente fatture nei rapporti con imprese che, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, hanno sviluppato le loro piattaforme <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a> usando standard riconosciuti. Insomma, <strong>un&#8217;ulteriore motivo di frammentazione</strong> del nascente mercato dei servizi per la generazione e lo scambio di documenti digitali.</p>
<p>Al momento, <strong>gli unici standard che utilizzano la sintassi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/xml/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with XML">XML</a></strong> (il linguaggio scelto dalla UE per l&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-gov/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Government">e-Government</a> e per la Single Euro Payments Area) pubblicati e manutenzionati da organismi ufficialmente riconosciuti sono il Cross Industry Invoice 1.1, emesso da <a href="http://www.unece.org/cefact" target="_blank">UN/CEFACT</a>, e UBL 2.0, emesso da <a href="http://www.oasis-open.org/" target="_blank">OASIS</a>.</p>
<p>Tuttavia, <strong>solo UBL trova da anni applicazione</strong> tra le imprese e dal 2005 è usato dalla Danimarca per la fatturazione verso la Pubblica Amministrazione, poi seguita da Svezia, Islanda e Norvegia. L&#8217;UBL è stato inoltre utilizzato nei progetti europei di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/e-procurement/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with E-Procurement">e-procurement</a> delle organizzazioni statali e regionali (Progetto PEPPOL, in Italia ne sono parte CONSIP, CSI Piemonte e INTERCENT-ER).</p>
<p>Anche ENEA ricorre da tempo a UBL per <strong>supportare le <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pmi/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Piccole e Medie Imprese">piccole e medie imprese</a></strong> nel trasferimento di tecnologie volte a favorire processi di filiera o di distretto. Diversamente da CII, oltre alla fattura, lo standard UBL offre la bellezza di ulteriori 30 documenti elettronici normalizzati, tutti coerenti e concatenabili, mediante cui ingegnerizzare i processi di supply chain e di regolamento amministrativo.</p>
<p>Ma non finisce qui. UBL consente di <strong>mantenere l&#8217;interoperabilità</strong> anche nel caso in cui, per ragioni locali o di specifiche comunità di business, sia necessario aggiungere o togliere alcune informazioni al formato standard originario; e questo, anche in relazione ai diversi contesti contrattuali di cui gli scambi di documenti sono espressione.</p>
<p>Non a caso, il CEN (Comité Europeen de Normalization), ha elaborato i requisisti per l&#8217;interoperabilità (<a href="http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=30097" target="_blank">Business Interoperability interfaces</a>) <strong>sfruttando la semantica UBL</strong>.</p>
<p> Fonte:[<em>ZEUS News</em> - <a href="http://www.zeusnews.com/">www.zeusnews.com</a>]</div>
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		<title>CNIPA: presentata la relazione annuale sull’informatizzazione della PA.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 06:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Risultati buoni, ma c’è ancora tanto da fare Come ogni anno il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (Cnipa) ha realizzato la relazione sul processo di informatizzazione della PA. La relazione 2006 è stata presentata a Roma lo scorso 4 luglio 2007 e da essa è emerso che, grazie all’intervento del digitale, è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risultati buoni, ma c’è ancora tanto da fare Come ogni anno il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (Cnipa) ha realizzato la relazione sul processo di informatizzazione della PA. La<br />
relazione 2006 è stata presentata a Roma lo scorso 4 luglio 2007 e da essa è emerso che, grazie all’intervento del digitale, è stata migliorata l’efficienza del grado di informatizzazione della PA italiana, ma che è ora necessario “mettere in sicurezza l’apparato informatico pubblico”, ovvero portare a termine tutti gli interventi necessari che vanno “dalla razionalizzazione delle infrastrutture di calcolo, alla gestione sicura e consapevole dei dati, alla qualificazione del personale preposto, alla gestione operativa delle applicazioni, alla continuità di servizio e alla sua qualità, alla stabilità dei finanziamenti per le infrastrutture comuni”.</p>
<p>Secondo quanto affermato dal presidente del Cnipa, Livio Zoffoli, “l’informatizzazione della PA ha fatto passi da gigante. Secondo una recente rilevazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/istat/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ISTAT">ISTAT</a>, l’Italia si colloca ben sopra la media europea in materia di disponibilità di servizi pubblici in rete, con una crescita di 9 punti in due anni, mentre l’offerta si presenta ancora disomogenea in termini di qualità e completezza”. Nel rapporti si legge che nel 2006 si è rilevato un aumento pari all’11%del numero dei servizi disponibili in rete, per un totale di 260 milioni di transazioni effettuate on line nel 2006 e che è stato introdotto l’utilizzo su vasta scala del cedolino elettronico, che garantisce grandi risparmi in termini di spesa. Parallelamente è cresciuto anche il ricorso alla posta elettronica, ma la maggiore novità del 2006 è stata la nascita della PEC (posta elettronica certificata). Nessuna modifica sostanziale è stata rilevata a livello di infrastrutture tecnologiche, ma si è verificata un cambiamento significativo nelle infrastrutture di rete, con 4 postazioni di lavoro su 5 che sono collegate in rete locale e 2 su 3 in rete geografica con connessioni in banda larga a <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">Internet</a>.</p>
<p>Zoffoli, tuttavia, ha sottolineato che “c’è ancora tanto da fare”, poiché è “necessario affiancare gli investimenti tecnologici con riforme organizzative, risorse esperte di comunicazione, capacità redazionali”. E’ arrivato il momento, secondo Zoffoli, di imprimere “una decisa svolta, ponendo le amministrazioni in condizione di non poter ulteriormente rimandare l’effettivo passaggio ai sistemi informatizzati, passaggio che non presenta più ostacoli normativi, organizzativi ed economici di particolare rilievo”. Tra gli interventi più importanti che il Cnipa sottolinea compare la &#8220;dematerializzazione”, ossia la trasformazione dei processi di gestione cartacea dei documenti in un sistema completamente elettronico, a partire dall’attività di scambio tra le diverse PA: “I processi di gestione cartacea dei documenti – ha spiegato Zoffoli – sono caratterizzati da eccessiva onerosità, difficoltà di condivisione e archiviazione, mancanza di trasparenza, tempi di ricerca elevati, facilità di errori e smarrimenti” e tutto ciò si determina come uno spreco incalcolabile a livello di spesa e di ambiente. “Si stima – ha continuato il presidente del Cnipa &#8211; che le amministrazioni centrali si scambino annualmente 100 milioni di documenti, di cui 20 milioni per raccomandata. Il solo costo diretto di spese postali è di oltre 160 milioni di euro, pressoché interamente risparmiabili. Ed è solo una piccola parte dell’intero vantaggio complessivo, che si esprime soprattutto nell’eliminazione di onerosi adempimenti, quali confezionamento, trasporto, spedizione”.</p>
<p>A partire da queste considerazioni, il Cnipa ha sottolineato che i primi interventi da mettere in atto devono essere volti: al miglioramento dell’efficienza, da perseguire attraverso interventi integrati che agiscano simultaneamente sui processi, sulle tecnologie, sulla crescita delle risorse umane. all’intensificazione dell’attività divulgativa e formativa sull’applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale. alla gestione dello sviluppo in sicurezza, poiché lo sviluppo che ha  caratterizzato gli ultimi anni ha costruito molti sistemi, ma non ha messo in atto, se non in casi molto specifici, i necessari elementi di robustezza e stabilità. “Dobbiamo avere la fantasia di immaginare come sarà lo Stato di domani – ha concluso Zoffoli &#8211; impegnandoci a utilizzare nel modo migliore la competenze tecniche di cui si dispone, per operare nel giorno dopo giorno e per disegnare i vari scenari che potranno presentarsi, per effetto dei mutamenti in Europa e nel<br />
resto del mondo e per le ricadute sul nostro lavoro.</p>
<p>E’ possibile scaricare l’intera Relazione annuale del 2006 sul sito del CNIPA all’indirizzo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Internet">internet</a> <a href="http://www.cnipa.gov.it" target="_blank">http://www.cnipa.gov.it</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.consulentelavoro.com" target="_blank">www.consulentelavoro.com</a></p>
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		<title>Google dovrà cambiare il nome di Gmail in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 09:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa la più probabile conseguenza di una decisione delle autorià europee  che accolgono il ricorso di un imprenditore tedesco Bruxelles &#8211; Gmail, il servizio di webemail di Google, potrebbe presto essere rinominato, almeno in quei paesi europei in cui è attualmente offerto. Parrebbe infatti, lo riporta Ars Technica, che le autorità europee abbiano deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa la più probabile conseguenza di una decisione delle autorià europee  che accolgono il ricorso di un imprenditore tedesco Bruxelles &#8211; Gmail, il servizio di webemail di Google, potrebbe presto essere rinominato, almeno in quei paesi europei in cui è attualmente offerto. Parrebbe infatti, lo riporta Ars Technica, che le autorità europee abbiano deciso di dar ragione ad un imprenditore tedesco che chiedeva di imporre un cambio di denominazione. È stato proprio l’imprenditore, Daniel Giersch, a rendere noto il giudizio delle autorità di Bruxelles: Giersch gestisce il servizio <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/g-mail/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with G-mail">G-Mail</a> tedesco, un servizio che consiste anche nella fornitura di email ai propri clienti. Dopo aver vinto in tribunale in Germania, costringendo Google a denominare “Googlemail” il servizio offerto agli utenti tedeschi, ora Giersch sarebbe anche riuscito a convincere le autorità europee dei danni che la somiglianza dei trademark può arrecare. Ars ricorda come già nel Regno Unito per motivi similari Google abbia dovuto ripiegare sulla denominazione Google Mail ancora nel 2005. Il che fa pensare che l’azienda possa non voler ricorrere contro la decisione europea e preferisca invece adattarsi. Secondo Geirsch “il comportamento di Google (che lo ha portato in tribunale, ndr.) è molto minaccioso, molto aggressivo e del tutto sleale. Per me, è molto diabolico” (“very evil”, con riferimento alla policy ufficiale dell’azienda Google, quella basata sul non essere “evil”).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.punto-informatico.it" target="_blank">www.punto-informatico.it</a></p>
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