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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000 &#187; Digitale</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 16:33:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ARRIVA IL PASSAPORTO CON FIRMA E IMPRONTE DIGITALI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 08:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vecchio passaporto addio: arriva il passaporto di ultima generazione. Con impronta digitale e firma elettronica. Da oggi, tutti gli Uffici emittenti in Italia e all&#8217;estero rilasceranno il passaporto di nuovo tipo. (Anche se in certe questure sono gia&#8217; attivi ndr) Il 25 giugno, infatti, e&#8217; scaduta la proroga concessa dall&#8217;Unione Europea che rappresentava il termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vecchio passaporto addio: arriva il passaporto di ultima generazione. Con impronta <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> e firma elettronica. Da oggi, tutti gli Uffici emittenti in Italia e all&#8217;estero rilasceranno il passaporto di nuovo tipo. (Anche se in certe questure sono gia&#8217; attivi ndr)</p>
<p>Il 25 giugno, infatti, e&#8217; scaduta la proroga concessa dall&#8217;Unione Europea che rappresentava il termine ultimo concesso all&#8217;Italia per recepire tutte le novita&#8217; previste dal regolamento europeo.Ma cosa cambia per i cittadini? In sostanza, per tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, esclusi i minori di 12 anni, il passaporto di vecchio tipo viene sostituito dal nuovo modello unificato di 48 pagine, della durata di 10 anni e del costo di 42,50 euro. Nei nuovi documenti di viaggio e&#8217; previsto l&#8217;inserimento della foto, della firma digitalizzata e anche impronte digitali. Sul passaporto dovranno comparire le impronte del dito indice di tutte e due le mani, prima la destra e poi la sinistra.</p>
<p>Solo gli uffici di polizia, questure e commissariati, sono abilitati a rilevarle. Per i minori di 14 anni, compariranno i dati dei genitori.Naturalmente i passaporti in corso di validita&#8217; restano utilizzabili fino alla loro data di scadenza. Ma per chi deve rinnovare il documento, il libretto di 32 pagine va in pensione. Sara&#8217; possibile, inoltre, richiedere un passaporto temporaneo della durata massima di 12 mesi al costo di 5,20 euro: quest&#8217;ultimo e&#8217; un documento di viaggio d&#8217;emergenza di sole 16 pagine, rilasciato qualora si verifichi un&#8217;impossibilita&#8217; temporanea di acquisire le impronte; il libretto ha caratteristiche di sicurezza semplificate e non contiene il microprocessore come i nuovi passaporti. Il nuovo corso era partito circa un anno fa, quando il rilascio del passaporto di ultima generazione scatto&#8217; a Grosseto e Potenza.</p>
<p>Da oggi, tutte le questure d&#8217;Italia rilasciano il passaporto biometrico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.newsbox.it/news/?id=8007">NewsBox</a></p>
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		<title>Il sostenibile peso della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove e come conservare i dati in modo che siano facilmente consultabili, aggregabili e sicuri. Le pratiche più evolute di storage, dalle soluzioni as-a-service alla virtualizzazione, passando per la deduplicazione e per gli annosi aspetti legali della conservazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esperimenti in corso al Large Hadron Collider sotto il Cern di Ginevra generano 40 terabyte di dati ogni secondo. Una mole che nessuno è al momento in grado di archiviare in vista dell&#8217;analisi. Nell&#8217;attesa che l&#8217;industria dello storage trovi la soluzione, gli scienziati si accontentano di salvare il salvabile e lasciare andare quello che proprio non sta nelle memorie dei data center ginevrini e di quelli sparsi in tutto il mondo e ad essi collegati. Sperando ovviamente che tra i dati persi non si nasconda il misterioso e ricercato bosone di Higgs.<br />
Problemi dall&#8217;ordine di grandezza unici nel loro genere ma nella sostanza non troppo dissimili da quelli che deve affrontare ogni azienda, quali che siano le sue dimensioni, e naturalmente anche la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a>. Anzi soprattutto la P.A. che da sempre è tra i principali generatori di informazioni da conservare e che da qualche anno si sta organizzando per rendere i dati sempre più facilmente disponibili ai cittadini. Già questo basterebbe a rendere chiaro che l&#8217;archiviazione di un&#8217;enorme e sempre crescente quantità dati di per sé è un problema sufficiente a complicare la vita di tutti i responsabili dell&#8217;It pubblico o privato. Ma l&#8217;information overload in salsa pubblica ha delle caratteristiche particolari, che prendono la forma dell&#8217;indispensabile contesto legale di tutela e sicurezza delle informazioni che soprattutto vincola le pratiche di conservazione con una cogenza particolarmente rilevante.</p>
<p>Il problema che oggi affrontano i responsabili della conservazione può essere così descritto: tanti dati già registrati, spesso in formati diversi tra loro, e molti di più in arrivo a ciclo continuo – globalmente i dati raddoppiano ogni 18 mesi, quindi tra tre anni si dovrà gestire una mole quattro volte quella odierna, e tre anni dopo saranno sedici volte tanto &#8211; il tutto con la necessità di non perderli, poterne certificare la correttezza e possibilmente (ma non ce ne occuperemo in questa cover story) di renderli disponibili per la loro consultazione e analisi. Come fare? Le soluzioni che si profilano più vantaggiose sono quelle che prevedono l&#8217;esternalizzazione dello storage, in macchine che risiedono fuori dalle mura degli uffici pubblici, spesso in configurazione cloud (cioè riposte non su un particolare server ma in un gruppo di database che ottimizzano il flusso in base alle esigenze del cliente) come promosso dal governo Britannico e da quello <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/usa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with USA">Usa</a>. Nel Regno Unito si sta predisponendo una infrastruttura cloud computing per l&#8217;archiviazione dove convergeranno tutte le banche dati del settore pubblico. Obama ha invece affidato al chief information officer federale, Vivek Kundra, il compito di pubblicizzare l&#8217;offerta di soluzioni cloud governative e incrementarle. Google sta attrezzando insieme al governo federale dei server per una &#8220;nuvola&#8221; appositamente configurata per le particolari esigenze di sicurezza.<br />
Uno degli studi più aggiornati del settore è quello realizzato dall&#8217;istituto indipendente The Info Pro, che ogni anno pubblica lo Storage <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/networking/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Networking">Networking</a> Heat Index, che scatta l&#8217;istantanea delle tendenze nel settore. Oltre a confermare la predisposizione all&#8217;esternalizzazione degli archivi e l&#8217;adozione di soluzioni cloud e modulari come lo storage as a aservice, l&#8217;indice rileva una soluzione chiesta con sempre maggiore insistenza dal mercato pubblico e privato: la deduplicazione. Se infatti uno dei mantra dello storage negli anni scorsi era stato &#8220;ridondanza&#8221;, e cioè la duplicazione dei dati per garantirne la sopravvivenza in caso di guasto ai database, oggi il problema è opposto. La ridondanza, indispensabile dal punto di vista teorico, in pratica ha raddoppiato dati già presenti identici in diversi database della P.A., sommandoli al flusso di nuovi dati da archiviare e, questi sì, duplicare. Robert Stevenson, responsabile dell&#8217;indice, ha dichiarato che è il quinto anno consecutivo che la voce deduplicazione è presente tra le esigenze dei manager della conservazione dati, ma quest&#8217;anno sembra essere diventata un&#8217;urgenza imprescindibile. I server aziendali e pubblici sono intasati da copie di copie di copie. Bisogna cancellarne qualcuna, anzi possibilmente tutte tranne due, l&#8217;originale e la sua copia di sicurezza indispensabile in caso di disaster recovery. In sintesi le operazioni di deduplicazione prevedono un software che segmenta il flusso dei dati in arrivo, identifica i segmenti di dati e li confronta con i segmenti di dati già memorizzati. Se un segmento in ingresso è un doppione, non viene più immagazzinato una seconda volta ma viene creato solamente un riferimento ad esso. Si può deduplicare in-line, cioè processando i dati in ingresso e rigettando i doppioni prima di registrarli su disco; oppure post-processo, confrontandoli dopo averli registrati e cancellando dal disco magnetico quelli già presenti nel database. La deduplicazione è una soluzione apprezzata dal mercato ma ancora poco diffusa nel settore pubblico. Ci sono però delle felici eccezioni, anche in Italia (Comune di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a>), che dimostrano che lo strumento è particolarmente efficace, arrivando ad abbattere i costi di conservazione e trasmissione dati. Dal punto di vista tecnologico la P.A. nostrana viaggia a due velocità in tema di soluzioni per lo storage. Sanità (dove l&#8217;adozione dei microfilm per le cartelle risolveva una parte dei problemi di spazio in archivio quando ancora non si chiamava storage) e fisco adottano soluzioni al passo con gli ultimi aggiornamenti del mercato; la P.A. locale e centrale invece ha ritmi molto più rilassati nella maggior parte dei casi. Il motivo della differenza è tutto nell&#8217;importanza e nella quantità di dati trattati. La situazione non è drammatica, le soluzioni tecnologiche di certo non mancano e tra i responsabili della conservazione e quelli dell&#8217;It degli uffici pubblici c&#8217;è sensibilità al problema e discreta conoscenza dei rimedi. Dal punto di vista normativo, non meno importante, l&#8217;Italia vive invece una condizione contraddittoria, come conferma Marco Donnamaria, direttore vendite e marketing di IDM, che muovendosi da anni nel mercato dello storage per il settore pubblico ha una notevole esperienza di norme e leggi in materia. “Il paradosso che viviamo in Italia è quello di essere stati tra i primi a partire e tra gli ultimi ad arrivare. Nel 2002 l&#8217;allora Ministro per l&#8217;innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, lanciò le basi legislative per la dematerializzazione e le indicazioni sulla conservazione con la norma per il protocollo informatico, ponendo la nostra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> in vantaggio non solo su quelle di altri Paesi europei ma anche del settore privato, che si adeguò nel 2004”. Purtroppo però una parte delle disposizioni in materia sono rimaste sulla carta e la stessa carta normativa si è nel tempo aggravata di modifiche e aggiunte non sempre coerenti o implementabili nel corpo giuridico per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>. Come è accaduto recentemente con le modifiche al codice di amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> entrate in vigore il 19 febbraio. Modifiche che complicano la gestione dei dati appesantendo il contesto <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di ristrettezze tipiche del vecchio mondo cartaceo, introducendo artificiose distinzioni tra le varie copie digitali di un originale cartaceo e di un originale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>. Modifiche che vanno a loro volta modificate come richiesto (vedi intervista) da un consorzio trasversale di attori coinvolti nel mercato che va dagli operatori e responsabili della conservazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> (Anorc) ad Assintel, l&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Associazione">associazione</a> di imprese <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">Ict</a> di Confcommercio, per evitare che il sistema già congestionato si paralizzi, e che la P.A. italiana si isoli dal resto del mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> prigioniera di una normativa sorda alle regole del contesto cui si applica.<br />
<strong>IL CASO &#8211; Marche: archivi più flessibili grazie a NetApp</strong><br />
Ridondanza e virtualizzazione. Sono queste le parole d&#8217;ordine che hanno caratterizzato l&#8217;intervento di NetApp a beneficio di Astea, società ex municipalizzata che fornisce energia e acqua potabile a 11 comuni tra Ancona e Macerata, che conta circa un centinaio di postazioni e gestisce una quindicina di server fisici assieme a un numero in crescita costante di server virtuali. Per far fronte a un volume sempre maggiore di spazio disponibile per archiviare le informazioni passate, presenti e future del sistema e l’esigenza di avere copie in breve tempo NetApp ha realizzato un ambiente storage ridondante per i dati di produzione, sia per quanto riguarda i file che i blocchi (unità logiche), eliminando lo storage interno ai server. Astea è ora in grado di gestire la ridondanza dei collegamenti tra server e storage con una soluzione ibrida i-SCSI e Fibre Channel grazie a uno switch gigabyte ethernet che ha permesso di ottenere la completa ridondanza senza dover acquistare uno switch Fibre Channel, soluzione possibile solo grazie all’architettura NetApp. In questo modo si è ottenuta la ridondanza di cui c&#8217;era bisogno a livello di storage, e la possibilità di replicare velocemente i dati in ambiente di “stage” senza passare per le macchine. Infine, per quanto riguarda la gestione clienti sviluppata dalla società Engineering su database Oracle, Astea ha ottenuto grazie alle soluzioni NetApp un consolidamento della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Posta Elettronica">posta elettronica</a>, del file server e in ultimo la gestione di un ambiente di macchine virtuali. Consolidamento della connessione ibrida i-SCSI e Fibre Channel nella quale NetApp è risultata eccellente per le esigenze di consolidamento dei dati di Astea.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3519/">eGov</a></p>
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		<title>Digitale terrestre, primi blackout</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 17:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un blackout televisivo di un&#8217;ora e 32 minuti, ovvero il più lungo da quando è entrato in funzione il digitale terrestre. L&#8217;oscuramento del segnale Rai si è registrato in tutta la città di Torino, in parte della provincia, a Cuneo e in qualche altra zona della Regione. Il problema, stando a quanto dichiarato dalla Rai, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>blackout televisivo</strong> di un&#8217;ora e 32 minuti, ovvero il più lungo da quando è entrato in funzione il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> terrestre. L&#8217;oscuramento del segnale Rai si è registrato in tutta la città di <strong>Torino</strong>, in parte della provincia, a <strong>Cuneo</strong> e in qualche altra zona della Regione.</p>
<p><!--@banner-->Il problema, stando a quanto dichiarato dalla <strong>Rai</strong>, è stato causato da un violento <strong>sbalzo di tensione</strong> elettrica sulla rete del gestore nazionale che alimenta l&#8217;impianto principale Rai del Piemonte occidentale.</p>
<p>Resta da capire come mai l&#8217;<strong>Enel</strong>, che serve diverse emittenti, abbia avuto difficoltà a far entrate in azione stabilizzatori e gruppi elettrogeni solo nel caso della Rai, causando lo spegnimento selettivo di tutti gli apparati trasmittenti di proprietà dell&#8217;azienda pubblica.</p>
<p>Durante il blackout, la maggior parte delle persone sintonizzate sulla <strong>partita di calcio dell&#8217;Italia</strong> ai Mondiali sudafricani, si è riversata nei bar e nei locali che erano collegati tramite satellite. Per il servizio tecnico di assistenza (<strong>Raiway</strong>) è stato un evento imprevedibile, mai accaduto negli ultimi vent&#8217;anni.</p>
<p>Ad andare in tilt però non è stato solo l&#8217;evento clou della giornata e cioè la partita della nazionale italiana, ma tutte le altre trasmissioni della televisione pubblica, ad eccezione della programmazione di <strong>Rai Storia</strong>.</p>
<p>Senza immagini anche il <a title="Mondiali di calcio, i maxischermi dei comuni" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/2390/mondiali-di-calcio-i-maxischermi-dei-comuni.html" target="_blank">maxi-schermo allestito</a> in piazza San Carlo. I centralini sono stati ovviamente subissati di telefonate di protesta da parte di telespettatori e tifosi e, con il passare dei minuti, le lamentele si sono trasferite sul web con centinaia di post su <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Facebook">Facebook</a></strong> e <strong>blog</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/2401/digitale-terrestre-primi-blackout.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Google digitalizza le biblioteche di Roma e Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie ad un accordo con il Governo italiano, Google selezionerà un totale di un milione di titoli tra le opere delle Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze per avviarli alla scansione digitale e alla pubblicazione online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, nel corso della riunione di ieri del Consiglio Europeo dei Ministri della Cultura, ha illustrato l&#8217;<strong>accordo</strong> che il <strong>Governo italiano</strong> ha siglato con <strong>Google</strong> per la <strong>digitalizzazione</strong> di un milione di opere delle <strong>Biblioteche Nazionali</strong> di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a> e Firenze.</p>
<p>Google raccoglierà i volumi d&#8217;interesse, evitando le opere &#8220;orfane&#8221;, cioè quelle di cui si ignorano i titoli dei diritti e quelle che sono <strong>ancora protette da copyright</strong> (ovvero non sono ancora passati 70 anni dalla morte dell&#8217;autore).</p>
<p>In realtà, nel secondo caso, la digitalizzazione potrebbe essere solamente rimandata per lasciare spazio ad una riflessione approfondita in sede nazionale ed europea con gli esponenti delle categorie professionali interessate. Qualora venissero individuati meccanismi che soddisfino tutte le esigenze in gioco, non è escluso che Google possa essere autorizzato a mettere le mani anche su opere tutt&#8217;ora in commercio.</p>
<p>Per realizzare quest&#8217;opera di digitalizzazione, il colosso di Mountain View ha pensato di creare un <strong>centro di scannerizzazione</strong> ad hoc, sul territorio italiano. A lavoro ultimato, Google donerà una copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di tutti i libri acquisiti alle due Biblioteche, restituendo gli originali.</p>
<p><strong>I costi dell&#8217;operazione saranno a carico di Google</strong>, così come quelli del trasporto dei volumi dalle Biblioteche al centro e ritorno. Dopo la prima fase di digitalizzazione, sarà poi la volta della pubblicazione tramite il <strong>canale libri</strong> dello stesso motore di ricerca.</p>
<p>Presto, il Sapere contenuto nei testi selezionati da <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a> e da Firenze, andrà ad arricchire il già folto numero di volumi presenti nell&#8217;archivio <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> di Big G. Con il &#8220;<strong>programma Partner</strong>&#8220;, che riguarda le opere ancora protette dal diritto d&#8217;autore e che consente agli stessi di decidere quale percentuale dei propri libri rendere disponibile (anche solo poche righe), Google ha reso la ricerca dei testi davvero completa: grazie a questo sistema è possibile trovare i libri e sapere dove acquistarli o prenderli in prestito, senza ledere alcun diritto dell&#8217;autore e anzi, favorendo la diffusione del suo testo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2339/google-digitalizza-biblioteche-di-roma-e-firenze.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>La Rai presenta le sue innovazioni tecnologiche</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/04/la-rai-presenta-le-sue-innovazioni-tecnologiche/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani alle 16, presso la sala degli Arazzi della sede Rai di viale Mazzini, saranno annunciate alla stampa le principali attività sviluppate dalla direzione strategie tecnologiche e dal centro ricerche dell&#8217;emittente pubblica italiana. Con l&#8217;occasione verrà presentata la pubblicazione &#8220;2010: Pensare digitale&#8220;, un&#8217;anteprima di tutte le innovazioni mediatiche che la Rai utilizzerà nel corso dell&#8217;anno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani alle 16, presso la sala degli Arazzi della <strong>sede Rai</strong> di viale Mazzini, saranno annunciate alla stampa le principali attività sviluppate dalla <strong>direzione strategie tecnologiche</strong> e dal <strong>centro ricerche</strong> dell&#8217;emittente pubblica italiana.</p>
<p>Con l&#8217;occasione verrà presentata la pubblicazione &#8220;<strong>2010: Pensare <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a></strong>&#8220;, un&#8217;anteprima di tutte le innovazioni mediatiche che la Rai utilizzerà nel corso dell&#8217;anno.</p>
<p>Si parlerà quindi di &#8220;<strong>Open Internet Tv</strong>&#8220;, applicazione correlata al progetto Rai-IpTv, annunciata già a novembre del 2009 durante l&#8217;expobit di Catania e ora diventata realtà con la possibilità di aggiungere, oltre al palinsesto corrente del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> terrestre o satellitare, quello di contenuti andati in onda nell’ultima settimana e di un catalogo su richiesta di produzioni, film, fiction e sport.</p>
<p>Ampio spazio anche alla &#8220;<strong>Voice broadband Tv</strong>&#8221; che consente l’accesso a nuovi contenuti ed a servizi interattivi della Tv e di Internet, anche attraverso un comando vocale. In generale, questi ed altri servizi sono stati frutto di una collaborazione della Rai con altri broadcaster quali il network inglese <strong>BBC</strong>, la nipponica <strong>NHK</strong> (azienda statale radio televisiva del Giappone) e altre aziende italiane e straniere.</p>
<p>Durante la presentazione saranno proiettati il filmato &#8220;Torino 4K&#8221;, la prima produzione televisiva Rai in altissima definizione (<strong>standard 4K</strong>), ed un programma televisivo in stereoscopia 3D &#8220;Sette luoghi, otto minuti, una città&#8221;.</p>
<p>Lo standard delle immagini per la proiezione cinematografica &#8220;4K&#8221; è l&#8217;ultima frontiera per la fruizione del cinema <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> ed eleva la risoluzione ad un numero di pixel pari a 4096 orizzontali per 2160 verticali (un totale di 8,85 Megapixels) che rappresenta <strong>quattro volte la risoluzione 2K</strong> del formato in alta definizione.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2315/la-rai-presenta-le-sue-innovazioni-tecnologiche.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Digitale terrestre, i videoregistratori dimenticati dal ministero</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo switch off delle trasmissioni analogiche su tutto il territorio italiano, previsto per la fine del 2012, si scontra ora con il problema dei vecchi videoregistratori che hanno bisogno anch'essi di un decoder]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il legislatore che ha mandato &#8220;fuori legge&#8221; la tv senza decoder <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> incorporato si è letteralmente dimenticato del fatto che i <strong>videoregistratori</strong> presenti nella maggior parte delle case italiane, dopo lo <strong>switch off</strong> non sono più in grado di registrare le trasmissioni tv con la semplicità di una volta.</p>
<p>Qualora, aguzzato l&#8217;ingegno, il consumatore fosse riuscito ad aggirare il problema utilizzando diversi espedienti, registrare un programma e nel frattempo vederne un altro sarebbe comunque impossibile.</p>
<p>Una pratica a cui sono abituati quasi tutti i possessori di dispositivi di videoregistrazione casalinghi, ma che è stata inspiegabilmente trascurata dal <strong>ministero delle comunicazioni</strong> e dalla maggior parte dei mezzi di stampa generalisti.</p>
<p>Gli utenti hanno spesso scoperto il <strong>problema</strong> a switch off avvenuto e, alcuni, hanno optato per l&#8217;aggiunta di un decoder a monte del vecchio videoregistratore, dopo quella già fatta sulla vecchia tv. Questo significa avere <strong>4 telecomandi</strong> per due soli dispositivi (uno per la tv, uno per il primo decoder, uno per il videoregistratore, uno per il secondo decoder). Le complicazioni non finiscono qui poiché, oltre al problema logistico dei due box in più (anche se esistono alcuni zapper molto poco ingombranti), ci sono cavi e collegamenti che si moltiplicano.</p>
<p>Per non parlare della difficoltà che potrebbe avere una persona anziana che dovrebbe puntare l&#8217;ora di registrazione sul videoregistratore, il canale da registrare sul rispettivo decoder, quindi accendere la tv e fare zapping con l&#8217;altro decoder.</p>
<p>Il rinnovo dell&#8217;accoppiata tv-videoregistratore, acquistando <strong>dispositivi digitali che integrino entrambi un decoder</strong>, sarebbe ovviamente la soluzione migliore, ma probabilmente la <strong>più costosa</strong>. Intanto, nell&#8217;<a title="Digitale, la guida " href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/2120/digitale-la-guida-postuma-della-regione-lazio.html" target="_blank">opuscolo inviato alle famiglie</a>, ad esempio dalla Regione Lazio, non v&#8217;è analisi né traccia del problema.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2289/dvb-t-videoregistratori-dimenticati-dal-ministero.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Vivifacile&#8221;, il nuovo sistema di comunicazione integrata con la P.A e i suoi servizi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 22 marzo via al sito che permetterà di accedere a tutti servizi delle amministrazioni. Il ministro della PA e Innovazione: "Daremo vita a un Internet delle prestazioni pubbliche"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="articleAbstract">Il Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l’Innovazione Renato Brunetta ha presentato in questi giorni “<em>Vivifacile &#8211; La <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> per te</em>”, il nuovo servizio di comunicazione integrata con la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> destinato a cittadini, professionisti e imprese.</div>
<div>Con la nascita di “Vivifacile”<strong> il cittadino ha finalmente la possibilità di far convergere in un’unica piattaforma tutti i differenti strumenti di comunicazione (telefonia cellulare, applicazioni Internet e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Posta Elettronica">posta elettronica</a>) con cui già abitualmente dialoga con la PA.</strong> Ma a loro volta, anche le pubbliche amministrazioni potranno comunicare e coordinarsi facendo convergere nello stesso portale tutti i servizi offerti online.</div>
<div>Disponibile online dal prossimo 22 marzo all’indirizzo <a href="www.vivifacile.gov.it ">www.vivifacile.gov.it </a>e diviso in tre aree specifiche (“cittadini”, “professionisti” e “imprese”), il portale “<strong>Vivifacile” è la porta d’ingresso verso aree tematiche differenti: la scuola, la salute, la previdenza, la mobilità, il fisco.</strong> Il cittadino potrà registrarsi sia dalla propria postazione online sia attraverso il telefono utilizzando Linea Amica, sia presso gli uffici preposti (ad esempio le segreterie scolastiche). All’interno del portale, il cittadino potrà personalizzare la schermata in homepage, selezionando i servizi a cui abitualmente accede con maggior frequenza. Le informazioni richieste potranno essere ricevute nella maniera ritenuta più comoda dall’utente: <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Posta Elettronica">posta elettronica</a>, telefono cellulare o fisso. <strong>Gli utenti potranno registrarsi e fruire da subito dei servizi scuola-famiglia (prenotazione colloqui, pagellino elettronico, assenze e ritardi).</strong></div>
<p><strong>Entro il prossimo autunno crescerà significativamente l’offerta di contenuti e servizi</strong>, in particolar modo, nelle aree: salute e previdenza (servizi INPS, posizione contributiva e dati pensione), mobilità (pagamento pratiche, consultazione dati patente), giustizia (concorsi, esami, assunzioni, bandi di gara, decreti e circolari) e fisco (dichiarazione dei redditi, modelli). Il servizio “Vivifacile” potrà diventare il nucleo intorno al quale far gravitare tutto ciò che può essere gestito a distanza, senza la necessità di far materialmente spostare i cittadini-clienti. Una rivoluzione già operativa che punta a contaminare virtuosamente l’intero mondo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>.</p>
<p>La convergenza con i servizi di telefonia cellulare è già stata concordata con i quattro gestori (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telecom-italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Telecom italia">Telecom Italia</a>, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/vodafone/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Vodafone">Vodafone</a>, Wind, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/h3g/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with H3G">H3G</a>) mediante la firma di un Protocollo d’intesa e sarà effettivamente disponibile dalla fine di aprile. Essa presenta vantaggi sia per l’accesso che per l’uso e consente di realizzare servizi centrati sulle esigenze dei cittadini e non su quelle delle pubbliche amministrazioni. Già oggi molte di queste ultime dispongono di efficienti servizi offerti on-line, sia di telefonia cellulare che su internet, ma ciascuno di questi non integra i canali di comunicazione, non fa interagire le applicazioni delle diverse amministrazioni e richiede ogni volta una specifica registrazione. Alla crescita dell’offerta, pertanto, cresce la complicazione per il cittadino: perché costringe a scegliere il canale di domanda e risposta; perché si hanno diversi sistemi di registrazione (tante password da ricordare e tesserini da conservare); perché ogni amministrazione spesso chiede più volte gli stessi dati e fornisce risposte diverse.</p>
<p>Con “Vivifacile” tutto viene unificato tutto è più semplice. Una rivoluzione già operativa che punta a contaminare virtuosamente l’intero mondo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.municipia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?uid=UOMFS0Mn7lTAqAIQ&amp;page=magazine&amp;iss=19065&amp;dli=24376486&amp;srv=21&amp;art=40034">Municipia.it</a><!--p echo " -";--></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Telemedicina nelle Marche: interviste agli esperti nel mondo della Ricerca, della Sanità e della Formazione</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/la-telemedicina-nelle-marche-interviste-agli-esperti-nel-mondo-della-ricerca-della-sanita-e-della-formazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel case history sulle politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel case history sulle <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/casehistory/1625/la-politica-europea-nella-telemedicina.html" target="_blank">politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina</a>, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che fanno fatica a proseguire come sistema integrato. Peraltro, oltre all&#8217;innovazione che la telemedicina adduce l&#8217;argomento politicamente più forte è come sostenere il costo sociale della sanità su una popolazione sempre più anziana (aspettative di vita ormai vicino ai 90 anni) con scarso ricambio generazionale e forte utilizzo di giovani con contratti precari. Ecco allora che diventa strategico avere servizi medico-sociali diffusi nel territorio e strutture ospedaliere di qualità elevata in poli urbani, ricche di tecnologie e professionalità. La telemedicina può senzaltro contribuire a questo modello di assistenza delocalizzata a patto che il sistema mobilità sia efficiente e utilizzi mezzi senza fare economie; la rapidità dell&#8217;intervento deve far parte del progetto integrato territorio-presidio sanitario di eccellenza.</p>
<p>Per illustrare le attività e i progetti di telemedicina che si stanno sviluppando nella <strong>Regione Marche</strong> che peraltro attraverso il suo Presidente, on. le Gianfranco Spacca, si è candidata come polo nazionale per lo sviluppo della domotica, che può avvalersi anche dei servizi della medicina a distanza, abbiamo contattato tre esperti, in campi diversi (Ricerca, Sanità, Formazione). Il primo esperto è <strong>Aldo Franco Dragoni</strong>, professore di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">Informatica</a> all&#8217;Università Politecnica delle Marche, dove insegna &#8220;Fondamenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">Informatica</a>&#8221; e &#8220;Sistemi Operativi in tempo reale&#8221;. Come ricercatore è stato particolarmente attivo nel campo dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente alle applicazioni di tecnologie informatiche in ambito sanitario. Ha pubblicato una novantina di articoli fra riviste specialistiche e atti di convegni internazionali.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa del futuro della telemedicina?</strong></p>
<p>Il futuro della telemedicina è in quella che a me piace oggi definire &#8220;NetMedicine&#8221;, cioè la consulenza medica erogata mediante la Rete delle Reti. Oggi non esiste applicazione di &#8220;telemedicina&#8221; fruita se non per via <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> attraverso i protocolli Internet HTTP-TCP-IP, oppure SMTP-TCP-IP, sotto la riservatezza garantita dal protocollo SSL. Per questo a me piace parlare piuttosto di Internet Medicina, perché il prefisso &#8220;tele&#8221; richiama concetti ormai insignificanti, come l&#8217;erogazione via etere mediante satelliti piuttosto che ponti radio. Viviamo ormai in un mondo iperconnesso e sia l&#8217;informazione point-to-point che quella trasmessa in broadcast viaggia quasi esclusivamente su Internet.</p>
<p><strong>Descriva un esempio pratico affinché possiamo ancorare il nuovo termine ad un avvenimento</strong></p>
<p>Le farò un esempio. In campo medico, il dato diagnostico <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> raccolto in Africa, nello Zambia e salvato in un &#8220;file&#8221; nel disco fisso di un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Client">client</a>&#8221;, viene opportunamente crittografato e poi &#8220;uploadato&#8221; sul <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> &#8220;server&#8221; dello studio medico che si trova ad Ancona, dove viene esaminato mediante opportuni programmi &#8220;viewer&#8221; che girano sui <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Client">client</a> degli specialisti. Da questi partono poi i referti, allegati, per esempio, a messaggi di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Posta Elettronica">posta elettronica</a> indirizzati ai richiedenti zambiani. Le tratte che il segnale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> percorre in entrambe le direzioni sono molteplici e di varia natura fisica. Per esempio, in partenza dall&#8217;ospedale zambiano potremmo avere un doppino telefonico, oppure un ponte radio verso la più vicina stazione della compagnia telefonica, oppure ancora addirittura un collegamento satellitare! Arrivato in Italia, il &#8220;file&#8221; potrebbe viaggiare sulla rete gestita dal GARR* ed essere instradato fino al server dello studio medico, dal quale potrebbe poi ripartire per essere trasmesso sullo smartphone dello specialista mediante la copertura UMTS. Il referto, prodotto direttamente sul server dello studio al quale il medico accede mediante il suo cellulare, potrebbe poi essere reinstradato su Internet fino all&#8217;ospedale zambiano seguendo pressappoco il percorso inverso di quello seguito all&#8217;andata dal dato diagnostico. Ciò che accumuna tutte le tratte è che esse trasportano lo stesso tipo di pacchetti di dati, secondo protocolli di comunicazioni che sono sempre gli stessi e valgono su tutto il pianeta! E, ovviamente, la comunicazione bidirezionale appena descritta funziona anche fra paziente e medico che lavorano e risiedono nello stesso quartiere (con nessuna differenza e pochi passaggi in meno). Per questo oggi non abbiamo più scuse tecniche a che il referto di qualunque esame non venga recapitato direttamente sul <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> del medico di famiglia o dello stesso assistito, se lo volesse; si capisce con quale risparmio collettivo di tempo, denaro, emissione di CO2, polveri sottili ed alberi abbattuti! Il vero punto cruciale dal punto di vista tecnico è la banda di comunicazione, cioè la cosiddetta &#8220;banda larga&#8221;. Così come la robustezza di una catena è pari a quella del suo anello più debole, così qui la capacità trasmissiva del canale che s&#8217;instaura fra medico e paziente è quella della tratta più debole. Se la scatola telefonica fuori del padiglione dell&#8217;ospedale zambiano è arrugginita o l&#8217;antenna del ponte radio è stata ruotata dal vento forte della notte, allora il trasferimento del file fino allo studio medico anconetano potrebbe durare giorni o, più probabilmente,interrompersi ed il servizio potrebbe cadere.</p>
<p><strong>Ciò che dice ha grosse valenze sociali ed economiche e poi se non c&#8217;è un&#8217;attenta organizzazione e monitoraggio, e credo anche ruoli professionali, c&#8217;è il rischio che una banalità determini un danno (sulla salute la tempestività è un valore non trascurabile). Ma di ciò che ha illustrato ha qualche progetto in cantiere?</strong></p>
<p>I progetti specifici di cui mi chiede sono talmente tanti che ci vorrebbero molte interviste per parlarne. Accenno solo che i più interessanti derivano proprio dalle &#8220;contaminazioni&#8221; fra Internet e Medicina. Mi riferisco innanzitutto alla serissima questione dell&#8217;Interoperabilità fra i sistemi (che essendo interconnessi devono parlare gli stessi linguaggi e dare agli stessi termini gli stessi significati), ma anche a recenti fenomeni come il &#8220;social <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/networking/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Networking">networking</a>&#8221; (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Facebook">Facebook</a>, Twitter etc.) che sbarca in campo medico. Il primo è un problema che va risolto mediante la definizione e l&#8217;uso di standards internazionali, il secondo è un fenomeno che va studiato.</p>
<p>Dalla ricerca e dalle tendenze anche del WEB 2.0 che il prof. Dragoni ci ha descritto andiamo al prof. <strong>Roberto Antonicelli</strong> direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC e del Centro di Telemedicina dell&#8217;Istituto Scientifico INRCA Ancona. È, inoltre, professore a.c. presso la Scuola di Specializzazione di Cardiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p><strong>In ambito della Telemedicina, la Telecardiologia è uno degli interventi più utilizzati e noti. Può illustrare quali sono i servizi erogati dal suo Istituto?</strong></p>
<p>Uno dei principali problemi risiede nell&#8217;enorme &#8220;gap&#8221; tra le promesse teoriche e le realizzazioni pratiche. In una situazione che in campo nazionale è ancora così povera di realizzazioni concrete, la Regione Marche si è distinta per alcune iniziative che a livello del territorio hanno avuto un notevole riscontro pratico. L&#8217;Istituto Scientifico INRCA di Ancona circa 10 anni fa ha dotato la sua U.O. di Cardiologia-UTIC di un Centro di Telecardiologia. Questa Struttura, funzionalmente collegata con l&#8217;UTIC, ha implementato innovativi modelli assistenziali ed in particolare ha attuato un progetto di Teleprotezione cardiologica di soggetti anziani ospiti di Case di Riposo e a tutt&#8217;oggi offre questo servizio anche a Farmacie, Medici di base e singoli utenti che ne facciano richiesta. Ogni utente collegato dispone di un terminale ECG a 12 derivazioni che in pochi minuti consente, anche a personale non specializzato, di effettuare un ECG e trasmetterlo con una normale telefonata, sia in caso d&#8217;emergenza che in condizione d&#8217;elezione. Tenendo presente da un lato l&#8217;elevata morbilità cardiovascolare della popolazione anziana, dall&#8217;altro la frequente condizione di disabilità che è connaturata alla condizione anziana, s&#8217;intuisce facilmente quanto questo modello di tele-assistenza cardiologica possa essere utile agli anziani cardiopatici ospiti in queste strutture (spesso localizzate in zone disagiate e scarsamente collegate) ed i notevoli risparmi anche economici che questi innovativi modelli assistenziali possono generare nel sistema sanitario nazionale.</p>
<p><strong>Data la relativa semplicità d&#8217;uso e il potenziale minor costo, potrebbe anche dar origine, a chi ha strutture da riqualificare e in aree interne, a nuovi servizi per malattie croniche e anziani autosufficienti?</strong></p>
<p>Sono progetti possibili, la tecnologia c&#8217;è già, poi forse mancano le norme che disciplinano un nuovo modello di servizi fra il territorio e le strutture sanitarie classiche.</p>
<p><strong>Un altro servizio che state erogando?</strong></p>
<p>Vorrei descrivere un modello molto interessante, la cosiddetta &#8220;dimissione protetta&#8221;. Soggetti cardiopatici ricoverati presso l&#8217;U.O. di Cardiologia, vengono precocemente dimessi ed inseriti in un programma domiciliare di controllo cardiologico mediante trasmissione elettiva ed eventualmente d&#8217;emergenza del tracciato ECG con un colloquio con lo specialista ospedaliero. Questo modello ha dato interessantissimi risultati specie nella gestione a domicilio di soggetti anziani affetti da insufficienza cardiaca cronica e da aritmie cardiache. In particolare si è potuta dimostrare una significativa riduzione delle re-ospedalizzazioni con un netto miglioramento della qualità di vita dei soggetti così seguiti.</p>
<p><strong>Nel campo sanitario qual è l&#8217;evoluzione della telemedicina?</strong></p>
<p>Il principale sviluppo della telemedicina &#8220;tradizionale&#8221; è verso nuove metodiche di video-cumunicazione fino alla creazione di un vero e proprio nuovo Video-Call Centre che è in grado di garantire un elevato livello di servizio di assistenza sanitaria &#8220;remota&#8221;, avvalendosi dell&#8217;utilizzo di sofisticati strumenti di telemonitoraggio che associano alla videocomunicazione tra paziente e struttura medica, il telemonitoraggio e la trasmissione di dati clinici quali pressione arteriosa (BP), frequenza cardiaca, SpO2, temperatura, elettrocardiogramma (ECG), auscultazione a distanza, peso ed altro ancora. Il sistema prevede un centro di ascolto ed una postazione di monitoraggio dei dati clinici. La postazione lato paziente, oltre alle funzioni di video-comunicazione previste per l&#8217;home care sociale, è in grado di collegare gli apparati biomedicali necessari per lo svolgimento delle funzioni di tele-monitoraggio in tempo reale. Il sistema è stato progettato con l&#8217;obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti che necessitano di visite periodiche; grazie a tale sistema si possono evitare scomodi e ripetuti trasferimenti presso strutture sanitarie in quanto i pazienti possono essere visitati dal medico senza muoversi da casa o facendo riferimento alla struttura più vicina alla propria abitazione. Il paziente entra in contatto visivo interattivo con il medico e viene guidato dallo stesso durante una visita remota. Il paziente o chi lo assiste, seguendo le istruzioni del medico, provvede al rilevamento dei parametri vitali di interesse semplicemente posizionando i sensori medicali. Il medico, avvalendosi del collegamento visivo, è in grado di riscontrare lo stato di salute del paziente (colorito, stato d&#8217;animo, presenza di ferite od altro, ecc.) e di guidare lo stesso nel posizionare i sensori necessari per il rilevamento dei parametri vitali: bracciale per la pressione, sensore per la saturimetria, termometro, ecc.. I dati anagrafici del paziente ed i risultati delle analisi effettuate nel corso dei controlli periodici a distanza vengono memorizzati in un database al quale il medico può accedere in qualunque momento anche tramite un palmare che sia collegato ad Internet (Wi-Fi,GPRS,UMTS ). Abbiamo recentemente sperimentato un &#8220;braccialetto&#8221;, simile ad un orologio per monitorare eventuali cadute accidentali. Si chiama <strong>MoCaWatch (Mobile Care Watch)</strong>. In pratica è un dispositivo in grado di controllare in maniera automatica lo stato di salute di una persona, attraverso la rilevazione di parametri fisiologici (frequenza cardiaca, attività fisica, rilevatore di caduta, temperatura epidermica e ambientale, ecc.). Il sistema può inviare un allarme a richiesta con la pressione di un pulsante, oppure automaticamente in occasione di situazioni anomale (stato febbrile, caduta, frequenza cardiaca eccessiva, condizioni di forte stress, ecc.). L&#8217;allarme viene trasferito dal bracciale a un comune telefono cellulare dotato di interfaccia Bluetooth che invia la richiesta di aiuto attraverso un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">SMS</a> o una chiamata vocale pre-registrata a un centro servizi in grado di gestire la situazione o a una lista predefinita di numeri di telefono (familiari e amici). La notifica di allarme contiene informazioni utili al trattamento del problema: il tipo di anomalia, i valori dei parametri fisiologici fuori dalla norma e la localizzazione geografica della persona, se disponibile. È semplice da usare; i sensori sono sul polso, è alimentato da una batteria ricaricabile, non altera le abitudini di chi lo indossa, sostituisce un orologio (pronuncia l&#8217;ora quando si preme un pulsante), è compatibile con la maggioranza di telefoni cellulari dotati di interfaccia Bluetooth e non richiede installazione di software sul cellulare. La Telecardiologia nelle Marche rappresenta ormai una consolidata realtà sia nel campo della ricerca che dell&#8217;assistenza, ponendosi come avanzato modello di gestione ospedaliera pubblica.</p>
<p>Dopo la ricerca tecnologica e la sperimentazione medica che mi sembra stiano facendo discreti risultati e, anche se lentamente, si stanno diffondendo nel territorio non poteva mancare un elemento centrale per consolidare la telemedicina: la formazione. Il prof. <strong>Mauro Barchiesi</strong> è il nostro ultimo intervistato, docente a tempo indeterminato del MIUR, con un&#8217;esperienza quasi ventennale in ambito didattico-formativo che ha studiato e lavorato molto in Inghilterra collaborando con i colleghi d&#8217;oltremanica all&#8217;analisi e studio del servizio sanitario britannico denominato NHS e dello stesso sistema ospedaliero. Da quasi cinque anni è docente all&#8217;UNIVPM, Facoltà di Medicina e Chirurgia e si occupa di Medical Clinical English.</p>
<p><strong>L&#8217;UNIVPM ha vinto un progetto comunitario sul Programma &#8220;Leonardo Da Vinci&#8221; in ambito dell&#8217;elearning sanitario, di che si tratta?</strong></p>
<p>Sì, il progetto approvato dall&#8217;ISFOL di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a> (Istituto per Lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) si intitola &#8220;INTERNET USE IN LIFELONG LEARNING OF EUROPEAN NURSES AND ALLIED HEALTH PROFESSIONALS&#8221;, Partenariati Multilaterali 2009, con il contemporaneo coinvolgimento di altre tre Università, ovvero Liverpool, Granada e Thessaloniki. Il progetto, a cui ha collaborato anche il prof. Salvatore Amoroso, docente di Farmacologia, ha come finalità quello di migliorare la qualità dei modelli formativi per gli operatori delle professioni sanitarie a partire da un&#8217;approfondita analisi e studio delle piattaforme esistenti. Questo avverrà anche grazie alla cooperazione tra tutte le istituzioni accademiche coinvolte nel progetto con l&#8217;obiettivo principale dello studio delle applicazioni didattiche disponibili in forma interattiva e online e, il tutto, all&#8217;interno di una prospettiva europea comune per l&#8217;istruzione e la formazione degli infermieri e professionisti della salute. Verrà, inoltre, posta in essere una valutazione di come viene fornita l&#8217;assistenza sanitaria e la formazione degli operatori all&#8217;interno dei diversi stati membri europei partecipanti al progetto. Infine, si può già anticipare che, dopo un biennio di lavoro (fino a metà 2011), sarà elaborato un dettagliato report per sviluppare uno strumento didattico-formativo basato sull&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a>, possibilmente sito web o software dedicato, che possa interagire e supportare la cosiddetta formazione continua in medicina e infermieristica e che rimane l&#8217;obiettivo finale, a lungo termine, di tutti i partner coinvolti nel progetto.</p>
<p>Mi pare che anche le Marche con queste professionalità in questi settori possano avere una chanche per creare uno sviluppo globale dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/ict/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with ICT">ICT</a> e dei servizi indotti che esso apporta.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/2212/p3/la-telemedicina-nelle-marche.html" target="_blank">www.pubblicaamministrazione.net</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Balzo del Gambero del Codice dell’Amministrazione Digitale!</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/il-balzo-del-gambero-del-codice-dell%e2%80%99amministrazione-digitale/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Codice amministrazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Firma Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione Tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo di modifica al CAD contiene norme pericolosissime per il futuro della digitalizzazione documentale e, se venisse approvato senza profonde rivisitazioni, si rischia la paralisi nei processi di conservazione sostitutiva.
Vogliamo veramente burocratizzare anche il documento informatico?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto modo di leggere con attenzione lo <strong>Schema di Decreto Legislativo recante modifiche al Codice dell’Amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">Digitale</a> ai sensi dell’articolo 33 della Legge 18 Giugno 2009, n. 69</strong> in via di approvazione in Consiglio dei Ministri. In tempi strettissimi si sta procedendo verso una riforma del Codice che potrebbe avere un impatto fortemente negativo sia sui progetti già in atto di digitalizzazione documentale e sia su quelli in fieri. Alcuni principi contenuti nel testo che si intende approvare rischiano (in maniera consapevole, ma credo più che altro inconsapevole) di provocare una desolante paralisi di tutti i sistemi di conservazione sostitutiva di documenti, non soltanto amministrativi, ma anche contabili, fiscali, del lavoro e assicurativi.<br />
Proviamo, quindi, a fare ordine, così da capire cosa sta succedendo e magari sollecitare chi di dovere ad un ripensamento in extremis su alcuni pericolosissimi concetti che si vorrebbero inserire nel testo di modifica e ricondurre così sui giusti binari <strong>una riforma che doveva avere uno spirito di semplificazione e che, invece, così formulata rischia di spingere l’Italia verso una incredibile burocrazia documentale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>.</strong></p>
<p>Prima di tutto è necessario ricordare che l’art. 33 della L. 69/2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009) prevedeva una delega al Governo per modificare solo alcuni e specifici aspetti del Codice dell’amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> e, in particolare, il testo dell’articolo precisava questo:</p>
<ol>
<li>Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all&#8217;articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, <strong>entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge</strong>, su proposta del Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a> e l&#8217;innovazione, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell&#8217;amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
<ul>
<li>a) prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l&#8217;erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le pubbliche amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del codice;</li>
<li>b) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l&#8217;incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione;</li>
<li>c) individuare meccanismi volti a quantificare i mancati risparmi derivati dall&#8217;inottemperanza alle disposizioni del codice al fine di introdurre decurtazioni alle risorse finanziarie assegnate o da assegnare alle amministrazioni inadempienti;</li>
<li>d) prevedere l&#8217;affidamento temporaneo delle funzioni di cui all&#8217;articolo 17 del codice ad altre strutture in caso di mancata istituzione del centro di competenza;</li>
<li>e) <strong>modificare la normativa in materia di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a> al fine di semplificarne l&#8217;adozione e l&#8217;uso da parte della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">pubblica amministrazione</a>, dei cittadini e delle imprese, garantendo livelli di sicurezza non inferiori agli attuali;</strong></li>
<li>f) prevedere il censimento e la diffusione delle applicazioni informatiche realizzate o comunque utilizzate dalle pubbliche amministrazioni e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;</li>
<li>g) individuare modalità di verifica dell&#8217;attuazione dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/innovazione-tecnologica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Innovazione Tecnologica">innovazione tecnologica</a> nelle pubbliche amministrazioni centrali e delle ulteriori funzioni di cui all&#8217;articolo 16 del codice con l&#8217;introduzione di forme di monitoraggio che includano valutazioni sull&#8217;impatto tecnologico, nonché sulla congruenza e compatibilità delle soluzioni adottate, prevedendo l&#8217;affidamento al CNIPA delle relative attività istruttorie;</li>
<li>h) disporre l&#8217;implementazione del riuso dei programmi informatici di cui all&#8217;articolo 69 del codice, prevedendo a tal fine che i programmi sviluppati per le amministrazioni pubbliche presentino caratteri di modularità ed intersettorialità;</li>
<li>i) introdurre specifiche disposizioni volte a rendere la finanza di progetto strumento per l&#8217;accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l&#8217;utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali;</li>
<li>l) indicare modalità di predisposizione di progetti di investimento in materia di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/innovazione-tecnologica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Innovazione Tecnologica">innovazione tecnologica</a> e di imputazione della spesa dei medesimi che consentano la complessiva ed organica valutazione dei costi e delle economie che ne derivano;</li>
<li>m) <strong>prevedere l&#8217;obbligo dell&#8217;utilizzo delle procedure e delle reti informatiche nelle comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni, di qualsiasi livello, tra loro, con i propri dipendenti e con i concessionari di pubblici servizi;</strong></li>
<li>n) prevedere la pubblicazione di indicatori di prestazioni nei siti delle pubbliche amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;</li>
<li>o) equiparare alle pubbliche amministrazioni le società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico;</li>
<li>p) <strong>prevedere che tutte le pubbliche amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 eroghino i propri servizi, ove possibile, nelle forme informatiche e con le modalità telematiche, consolidando inoltre i procedimenti informatici già implementati, anche in collaborazione con soggetti privati;</strong></li>
<li>q) <strong>introdurre nel codice ulteriori disposizioni volte ad implementare la sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni</strong>, anche in relazione al Sistema pubblico di connettività.</li>
</ul>
</li>
<li>All&#8217;attuazione della delega di cui al presente articolo le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.</li>
</ol>
<p>Dalla lettura del lungo testo contenuto nell’art. 33 si evince chiaramente che nella delega, da una parte si è voluto prevedere un apparato sanzionatorio e, quindi, delle forme di controllo e di incentivo sull’operato delle amministrazioni pubbliche impegnate lungo la strada della digitalizzazione; dall’altra parte, senza <span style="text-decoration: underline;">prevedere nella delega modifiche particolari nella specifica regolamentazione dei processi documentali elettronici e negli strumenti da utilizzare</span>, si è voluto incentivare l’utilizzo sicuro delle tecnologie informatiche nelle comunicazioni tra PA, tra PA e dipendenti e tra PA e cittadini/imprese. Anche le modifiche in materia di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a> avrebbero dovuto essere funzionali a un miglioramento nella usability di tale strumento, non certo si voleva delegare il Governo a operare una delicatissima e complessa modifica nella regolamentazione degli effetti formali e probatori della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a> e delle firme elettroniche!<br />
E, invece, il testo partorito in pochissimi mesi di lavoro (<em>c’erano 18 mesi a disposizione dall’entrata in vigore della legge, perché proprio con le controverse materie della Società del’Informazione continuiamo a regolamentare in fretta e furia e senza un minimo di attenzione?)</em> è un guazzabuglio di modifiche e novità nell’impianto sistematico del Codice, senza né un capo, né una coda e soprattutto senza che il Governo avesse la delega specifica dal Parlamento per poterlo fare!</p>
<p>Non si discutono le modifiche al CAD contenute nello Schema di Decreto in materia di sanzioni, controlli e né tantomeno le specifiche a attente normative in materia di sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a>. Qui ci siamo e il Governo sta seguendo correttamente i binari indicati nella delega. E su queste materie ci saranno buone novità contenute nel testo di modifica. Ma tali buone novità e l’onesta e corretta opera di semplificazione rischiano di essere vanificate, anzi totalmente invalidate da incredibili e dissennate modifiche all’intero assetto normativo del CAD in materia di documento informatico, firme elettroniche, processi di copia e conservazione digitali. E tutte queste modifiche – si ripete &#8211; sono totalmente fuori delega e, quindi, devono considerarsi contra legem! Quindi, non soltanto sono dannose, ma sono anche totalmente in antitesi con lo spirito e gli obiettivi dichiarati nella delega contenuta nell’art. 33 della L. 69/2009.<br />
Non si discutono le modifiche al CAD contenute nello Schema di Decreto in materia di sanzioni, controlli e né tantomeno le specifiche a attente normative in materia di sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a>. Qui ci siamo e il Governo sta seguendo correttamente i binari indicati nella delega. E su queste materie ci saranno buone novità contenute nel testo di modifica. Ma tali buone novità e l’onesta e corretta opera di semplificazione rischiano di essere vanificate, anzi totalmente invalidate da incredibili e dissennate modifiche all’intero assetto normativo del CAD in materia di documento informatico, firme elettroniche, processi di copia e conservazione digitali. E tutte queste modifiche – si ripete &#8211; sono totalmente fuori delega e, quindi, devono considerarsi contra legem! Quindi, non soltanto sono dannose, ma sono anche totalmente in antitesi con lo spirito e gli obiettivi dichiarati nella delega contenuta nell’art. 33 della L. 69/2009.</p>
<p>Proviamo sinteticamente a spiegare cosa sta succedendo, con la accorata speranza che chi di dovere verifichi, intervenga e blocchi questa scellerata azione di vero e proprio boicottaggio al CAD.<br />
Già nei primissimi articoli del CAD si interviene e si introducono nuove definizioni, quali la <strong>copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> di documento informatico </strong>(che è la copia di un documento informatico con contenuto identico, ma diversa sequenza di valori binari) e il<strong> duplicato informatico</strong> (che è il duplicato esatto del documento originale informatico, ma che – udite udite – avrà l’aggiunta di ulteriori valori necessari per distinguerlo dall’originale!). E già iniziano i paradossi: <strong>si cerca di far percorrere al documento informatico le strade tortuose del documento cartaceo</strong>. Esiste l’originale e la copia nel mondo cartaceo? Bene, allora li introduciamo pure nel mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>, dimenticando la storia del diritto dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> e le stesse caratteristiche (e i relativi vantaggi) della digitalizzazione documentale che permettono di ottenere tanti originali informatici da mantenere su diversi supporti, ai fini di una corretta conservazione (e anche in adempimento alla normativa sulla protezione dei dati personali)!<br />
Finita qui? Magari! Siamo purtroppo solo all’inizio di una profonda opera di frettolosa rivisitazione di discipline e concetti sui quali, finalmente e a fatica, si era arrivati a un minimo di chiarezza.</p>
<p>Continuiamo, dunque. Con l’entrata in vigore del CAD, seguendo lo spirito della delega che lo aveva animato (Legge delega 29 luglio 2003, n. 229), il legislatore aveva cercato di mettere ordine tra i concetti di firma elettronica e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a> e di provare in qualche modo a trovare una strada possibile di coordinamento con la direttiva comunitaria 1999/93/CE in materia di firme elettroniche (la quale ha uno spirito profondamente diverso rispetto alla nostra normativa, perseguendo principi e interessi dettati da una attenzione particolare al commercio elettronico tra privati, piuttosto che agli interessi della PA <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>). Pertanto, animato dalla volontà di semplificare, il legislatore di allora aveva pensato (in bene o in male) di fare uscire dal nostro ordinamento il concetto di “<strong>firma elettronica avanzata</strong>” e di limitare il concetto della firma elettronica essenzialmente a due tipologie di firma, regolamentandone i relativi effetti formali e probatori:</p>
<ul>
<li><strong>la firma elettronica</strong> (alla quale erano riconducibili quella cd. semplice e quella avanzata presenti nella normativa comunitaria)</li>
<li><strong>la firma elettronica qualificata</strong> (alla quale è riconducibile la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Firma Digitale">firma digitale</a>).</li>
</ul>
<p>Ebbene, con una spericolata azione normativa (si ripete ancora una volta, totalmente fuori delega!) la firma elettronica avanzata che era in precedenza uscita dalla porta, viene oggi fatta rientrare dalla finestra! Alla faccia della semplificazione!!! Ora cittadini, imprese e Pa dovranno cimentarsi nel nuovo, difficile e creativo gioco <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> del “<strong>che firma è e che valore ha questa firma”?</strong> Infatti, oltre ad aver introdotto la firma elettronica avanzata, il testo che si dovrebbe approvare a giorni in Consiglio dei Ministri ha dovuto modificare gli articoli 20 e 21 del CAD, attribuendo ai documenti informatici con diversi tipi di firme differenti valori formali e probatori! W la semplificazione all’italiana!<br />
Ma sono le pesantissime modifiche agli <strong>articoli 22</strong> (rubricato adesso copie informatiche di documenti analogici) e 23 (rubricato copie analogiche di documenti informatici) che raggiungono l’inverosimile e rischiano di paralizzare qualsiasi processo di digitalizzazione documentale nelle Pa e nelle imprese. Non si può approfondire, ma di fatto si vuole far passare il concetto che, senza la figura del pubblico ufficiale che attesti l’autenticità della copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a> di documento analogico (originale unico o non unico che sia) <strong>la conformità di ogni archivio informatico sostitutivo potrà essere sempre disconosciuta!<br />
</strong><br />
Quindi, è vero che si sottolinea nel testo di riforma che le copie informatiche possono essere conservate al posto dei relativi originali analogici, ma chi si azzarderà più a sviluppare processi del genere, senza un notaio? E che fine ha fatto lo spirito di semplificazione? Perché non si introduce almeno<strong> il concetto di certificazione del processo di conservazione da parte del pubblico ufficiale?</strong> O si vogliono bloccare tutti i processi di conservazione sostitutiva già avviati con successo in Italia?</p>
<p>Nel nuovo <strong>art. 23-bis</strong> (rubricato documenti amministrativi informatici) il testo di modifica poi si diverte a tracciare la strada del particolare e innovativo <strong>documento analogico informatico</strong>; parliamo, <strong>cioè, del documento che si dimentica di essere informatico e segue la strada tipica degli originali e delle copie cartacee</strong>! Vogliamo avvantaggiarci del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> oppure vogliamo fare finta che con la Società dell’Informazione non è cambiato nulla e dobbiamo fare i duplicati con timbro e affidarne l’autenticazione al burocrate di turno, dimenticandoci la funzione delle firme digitali e delle marche temporali e soprattutto trascurando il fatto che nel mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> la copia di un bit è esattamente identica al suo originale? <strong>E che senso ha sottolineare che il responsabile della conservazione deve preoccuparsi di conservare l’originale informatico?</strong> Vogliamo, forse, mettere in cassaforte un server e un formato documentale, dimenticandoci del rischio di brevissima obsolescenza tecnologica tipico del mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a>?<br />
Stiamo giocando a fare a cazzotti con i principi fondamentali del diritto dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Informatica">informatica</a>?</p>
<p>Non posso andare avanti e ci sarebbe tanto altro da dire. L’essenziale è che si intervenga al più presto e si rimeditino certi improvvisati concetti che non so bene a chi giovino (in verità, qualche sospetto l’abbiamo un po’ tutti!) e che rischiano realmente di far procedere questa riforma “a balzi” sì, ma all’indietro, come un gambero…e sono certo che non è questo lo spirito dell’importante riforma immaginata dai Ministri Brunetta e Calderoli, i quali faticosamente cercano, anche attraverso gli innovativi strumenti digitali, di spianare le strada amministrativa e liberarla da inutili orpelli e giri a vuoto.</p>
<p><strong>Ovviamente, come <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Associazione">Associazione</a> ANORC, dichiariamo la nostra massima disponibilità a dare una mano in questa difficile strada di cambiamento e a partecipare attivamente a tavoli di confronto che evitino di commettere errori irreparabili lungo le autostrade della digitalizzazione documentale</strong>.</p>
<p>&gt;&gt; <strong><a href="http://www.anorc.it/documenti/Testo.pdf">Clicca qui </a>per leggere il testo del decreto legislativo di modica del Codice dell’Amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">Digitale</a></strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>A cura dell’avv. Andrea Lisi</strong> – Digital&amp;Law Department (</span><a href="www.studiolegalelisi.it"><span style="color: #000080;">www.studiolegalelisi.it</span></a><span style="color: #000080;">)<br />
Presidente <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Associazione">Associazione</a> Nazionale Operatori e Responsabili della Conservazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> dei documenti (</span><a href="www.anorc.it"><span style="color: #000080;">www.anorc.it</span></a><span style="color: #000080;">)</span></p>
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		<title>E&#8217; il 2010: comincia l&#8217;era dell&#8217;ebook</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Moniaci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ebook non si ferma più. É una crescita vertiginosa quella che sta facendo segnare in tutto il mondo il libro elettronico. Un successo che non ammette dubbi e che è sancito dai dati diffusi dall&#8217; International digital pubblishing forum, l&#8217;organo ufficiale statunitense per il monitoraggio del settore. Nel terzo trimestre del 2009 il fatturato mondiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ebook non si ferma più. É una crescita vertiginosa quella che sta facendo segnare in tutto il mondo il libro elettronico. Un successo che non ammette dubbi e che è sancito dai dati diffusi dall&#8217; International digital pubblishing forum, l&#8217;organo ufficiale statunitense per il monitoraggio del settore.</p>
<p>Nel terzo trimestre del 2009 il fatturato mondiale della vendita di Ebook ha raggiunto i <strong>46 milioni e mezzo di euro</strong>, contro i 14 milioni dello stesso periodo del 2008, con una <strong>crescita clamorosa del 228%</strong>. Anche in Italia il mercato di questa nuova tecnologia è in grande crescita, sebbene con le dovute proporzioni rispetto al mercato americano. Nei primi 9 mesi del 2009 le vendite di Ebook nel Belpaese sono cresciute del 61% rispetto al 2008 con un fatturato di un milione di euro.</p>
<p>Gli Ebook, dunque, cominciano a catturare l&#8217;attenzione di un numero sempre maggiore di persone. Per ora i “numeri” sembrano essere ancora esigui: negli Stati Uniti vale oggi l’1,5% delle vendite e in Italia, secondo le stime dell’Ufficio studi Aie, il segmento è in crescita, coprendo oggi lo 0,04% del mercato. Ma sono in molti a credere che il 2010 sarà l’anno della svolta.<strong> E negli Stati Uniti, già per questo Natale si prevede che il lettore per Ebook, l&#8217;Ereader, sarà uno dei regali più gettonati.</strong> Lo sviluppo di questa nuova tecnologia che può rivoluzionare il modo di leggere richiederà ancora molte risorse, investimenti e nuove competenze professionali ed editoriali, ma anche la diffusione della cultura di come si legge un Ebook. In questo, diversi incontri sul tema si sono tenuti in occasione della <strong>fiera “Più Libri Più Liberi” di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/roma/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Roma">Roma</a>.</strong> Nel corso della tre giorni ben <strong>4500 curiosi hanno sperimentato gli e-Book</strong>, esposti in uno spazio loro dedicato, l&#8217;Ebook corner, in cui esperti del settore hanno spiegato e indottrinato il pubblico sul libro elettronico. “È un pubblico di curiosi davvero vario quello dell&#8217;Ebook corner – ha spiegato Cristina Mussinelli, consulente AIE per l&#8217;editoria <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Digitale">digitale</a> – Si va dalle giovani coppie alle mamme trascinate dai figli, dagli addetti ai lavori attirati dalla nuova tecnologia a cinquantenni attenti alle innovazioni”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.adginforma.it/E-il-2010-comincia-lera-dellebook.html">Agenda del Giornalista Informa</a></p>
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