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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Aug 2010 04:41:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ComUnica: 180mila imprese nate via Web</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 04:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agenzia delle Entrate]]></category>
		<category><![CDATA[E-Government]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Bilancio positivo per ComUnica, la nuova procedura telematica di avvio d&#8217;impresa, e di comunicazione nascita, cessazione o variazione dell&#8217;attività, inaugurata lo scorso primo aprile. I dati Unioncamere e Infocamere parlano chiaro: 182.581 imprese nate via Web, di cui oltre 103mila (57%) subito operative. Altre 624.677 pratiche telematiche hanno riguardato invece comunicazioni sullo stato dell &#8216; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bilancio positivo per <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2282/comunica-e-registro-imprese-addio-alla-carta.html" target="_blank">ComUnica</a></strong>, la nuova <strong><a href="http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/news/6692/comunicazione-unica-imprese-dall1-aprile.html" target="_blank">procedura telematica</a></strong> di avvio d&#8217;impresa, e di comunicazione nascita, cessazione o variazione dell&#8217;attività, inaugurata lo scorso primo aprile.</p>
<p>I <a href="http://www.unioncamere.gov.it/images/stories/documenti/doc/allegati2/Comunicati_stampa/com_comunica_27-08-2010.doc" target="_blank">dati Unioncamere e Infocamere</a> parlano chiaro: 182.581 imprese nate via Web, di cui oltre 103mila (57%) subito operative.</p>
<p>Altre 624.677 <strong>pratiche telematiche</strong> hanno riguardato invece comunicazioni sullo stato dell &#8216; impresa (cessazione o variazione dell&#8217;attività). In tutti, sono state dunque un milione circa le pratiche che hanno viaggiato in Rete, verso <strong>Camere di commercio</strong>, <strong>Inps</strong>, <strong>Inail</strong>, <strong>Agenzia delle Entrate</strong> e <strong>Registro Imprese</strong>.</p>
<p>Tra i soggetti coinvolti sono state soprattutto le <strong>società</strong> a ricorrere a ComUnica, inviando il <strong>67,4%</strong> di tutte le pratiche virtuali spedite online alle Camere di Commercio.</p>
<p>Per iscrizione, modifica o cancellazione &#8211; da parte di aziende e intermediari abilitati &#8211; si parla di una media di circa <strong>8mila richieste al giorno</strong>. Ha commentato così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello:«Dalla data di avvio al 31 luglio sono state oltre 945.000 le pratiche ComUnica inviate alle Camere di Commercio attraverso il sito <a href="http://www.registroimprese.it" target="_blank">www.registroimprese.it</a>, il che ci conferma quanto le aziende, soprattutto piccole e medie, considerino essenziale questo nuovo <strong>strumento di snellimento</strong> delle pratiche burocratiche e di semplificazione amministrativa».<span id="_marker"> </span></p>
<p>I <a href="http://www.unioncamere.gov.it/images/stories/documenti/doc/allegati2/Comunicati_stampa/com_comunica_27-08-2010.doc" target="_blank"><span style="color: #034ea2;">dati Unioncamere e Infocamere</span></a> parlano chiaro: 182.581 imprese nate via Web, di cui oltre 103mila (57%) subito operative.</p>
<p>Altre 624.677 <strong>pratiche telematiche</strong> hanno riguardato invece comunicazioni sullo stato dell &#8216; impresa (cessazione o variazione dell&#8217;attività). In tutti, sono state dunque un milione circa le pratiche che hanno viaggiato in Rete, verso <strong>Camere di commercio</strong>, <strong>Inps</strong>, <strong>Inail</strong>, <strong>Agenzia delle Entrate</strong> e <strong>Registro Imprese</strong>.</p>
<p>Tra i soggetti coinvolti sono state soprattutto le <strong>società</strong> a ricorrere a ComUnica, inviando il <strong>67,4%</strong> di tutte le pratiche virtuali spedite online alle Camere di Commercio.</p>
<p>Per iscrizione, modifica o cancellazione &#8211; da parte di aziende e intermediari abilitati &#8211; si parla di una media di circa <strong>8mila richieste al giorno</strong>. Ha commentato così il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello:«Dalla data di avvio al 31 luglio sono state oltre 945.000 le pratiche ComUnica inviate alle Camere di Commercio attraverso il sito <a href="http://www.registroimprese.it" target="_blank"><span style="color: #034ea2;">www.registroimprese.it</span></a>, il che ci conferma quanto le aziende, soprattutto piccole e medie, considerino essenziale questo nuovo <strong>strumento di snellimento</strong> delle pratiche burocratiche e di semplificazione amministrativa».</p>
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		<title>Web 2.0: 2010, anno del social business</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/08/web-2-0-2010-anno-del-social-business/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 08:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo recenti studi IDC, il modo di fare business è drasticamente cambiato nel 2010. Sempre più orietantato al Social Web, ha cambiato criteri e modalità di rapporto con clienti e fornitori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il consolidamento delle <strong>nuove tecnologie</strong> in azienda sono cambiati anche i criteri e i modelli di business. Soprattutto in questo 2010, recenti ricerche evidenziano come il paradigma del <strong>Social Web</strong> sia entrato nelle logiche d&#8217;impresa ed abbia profondamente modificato i rapporti con i clienti e i fornitori.</p>
<p>Soprattutto nelle <strong>modalità di comunicazione</strong>, il Web 2.0 ha &#8220;aggiornato&#8221; le<strong>modalità di relazione</strong>, rendendo quasi naturale l&#8217;utilizzo di strumenti e di piattaforme di collaborazione.</p>
<p>Questo è quanto emerge da una recente <a href="http://www.idc.com/research/socialbusiness.jsp">indagine</a>realizzata da <strong>IDC</strong>, che evidenzia come le<strong>piattaforme social </strong>siano cresciute del 55,9% tra il 2008 e il 2009 e stiano diventando indispensabili per il mercato del futuro.</p>
<p>Non solo: anche <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Utenti">utenti</a> e clienti si sono &#8220;evoluti&#8221;, affidandosi ormai naturalmente agli strumenti del <strong>Web 2.0</strong>. Il cambiamento culturale, organizzativo e di processo è quindi si sta completando, come tra l&#8217;altro dimostrano i volumi di vendite sempre più significativi.</p>
<p>Interessante il <strong>framework di social business</strong> sviluppato da IDC, che evidenzia quattro <a href="http://www.idg.com/www/pr.nsf/0/FF7F21E18D782BDA8525776C00480338?OpenDocument">elementi costitutivi</a> indispensabili per intraprendere qualsiasi iniziativa di social business: identificare i fattori di mercato, individuare gli obiettivi, stabilire i &#8220;social output&#8221; per supportare gli obiettivi, determinare quali piattaforme o applicazioni sono necessarie per creare gli output desiderati.</p>
<p>Fomte: <a href="http://www.pmi.it/project-management/news/7509/2010-anno-del-social-business-.html">PMI.it </a></p>
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		<title>Camera, online nuovo sito archivio storico</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/08/camera-online-nuovo-sito-archivio-storico/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[E-Government]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Archivio storico della Camera dei deputati si rinnova sia nell&#8217;architettura informatica del sito, sia nel numero di mezzi d&#8217;informazione. Infatti, da qualche ora, è possibile accedere, attraverso il link diretto o tramite il collegamento dalla home page della Camera dei Deputati, alle nuove pagine Internet dell&#8217;archivio. Il database conserva i documenti originali prodotti ed acquisiti dalla Camera dalle sue origini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Archivio storico</strong> della <strong>Camera dei deputati</strong> si rinnova sia nell&#8217;architettura informatica del sito, sia nel numero di mezzi d&#8217;informazione. Infatti, da qualche ora, è possibile accedere, attraverso il <a title="Archivio Storico della Camera dei deputati" href="http://archivio.camera.it/" target="_blank">link diretto</a> o tramite il collegamento dalla <a title="Archivio Storico della Camera dei deputati" href="http://www.camera.it/" target="_blank">home page</a> della Camera dei Deputati, alle nuove pagine Internet dell&#8217;archivio.</p>
<p>Il database conserva i documenti originali prodotti ed acquisiti dalla Camera dalle sue origini di assemblea rappresentativa del Regno di Sardegna, prevista dallo Statuto albertino del <strong>1848</strong>, fino a nostri giorni. Inoltre, sono presenti tutte le carte del Parlamento napoletano (1848-1849), istituito dalla Costituzione promulgata nel Regno di Napoli il 10 febbraio 1848.</p>
<p>Nel rinnovamento, la scelta è caduta su una tecnica che privilegia l&#8217;<strong>immediatezza della comunicazione</strong> audiovisiva e integra i testi con i documenti in formato immagine, i filmati e alcune innovative soluzioni grafiche multimediali.</p>
<p>Sono previste altre <strong>cinque sezioni</strong> dedicate, rispettivamente, alla storia e alle funzioni dell&#8217;Archivio storico; alle modalità di accesso alla consultazione dei documenti; al ricco patrimonio archivistico della Camera dei deputati che comprende, dal 1848 ad oggi, archivi istituzionali e privati; alle pubblicazioni e agli strumenti di ricerca archivistica e storiografica sulla rete.</p>
<p>Inoltre, attraverso l&#8217;icona &#8220;<strong>Architettura d&#8217;archivio</strong>&#8221; sono stati resi consultabili per la prima volta gli archivi digitali di due importanti fondi d&#8217;interesse architettonico relativi all&#8217;ampliamento di Palazzo Montecitorio per la costruzione, fra il 1902 ed il 1928, della nuova Aula, disegnata dall&#8217;architetto Ernesto Basile, e ai progetti presentati nell&#8217;ambito del concorso nazionale, bandito nel 1967, per la costruzione di un nuovo palazzo da destinare ad uffici e servizi della Camera.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2464/camera-online-nuovo-sito-archivio-storico.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Brunetta, tutti i dati sulla Pec</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/08/brunetta-tutti-i-dati-sulla-pec/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso di una conferenza tenutasi ieri a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta ha illustrato gli aggiornamenti sul numero di Pec attivate da cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche amministrazioni. Sarebbero oltre 18mila le caselle attivate solo dalla PA (11mila amministrazioni pubbliche coinvolte) mentre, sul fronte privato, sono almeno 400mila le imprese e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso di una conferenza tenutasi ieri a Palazzo Vidoni, il Ministro per la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e l&#8217;Innovazione <strong>Renato Brunetta</strong> ha illustrato gli aggiornamenti sul numero di <strong>Pec</strong> attivate da cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Sarebbero oltre 18mila le caselle attivate solo dalla PA (11mila amministrazioni pubbliche coinvolte) mentre, sul fronte privato, sono almeno 400mila le imprese e più di un milione i professionisti che già dispongono di una Pec.</p>
<p>A tre mesi dall&#8217;avvio, il ministro per la PA e l&#8217;Innovazione Renato Brunetta &#8211; insieme ai gestori del servizio <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telecom-italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Telecom italia">Telecom Italia</a></strong> e <strong>Poste Italiane</strong> - ha presentato i numeri di quella che, più propriamente, va sotto il nome di<strong>Cec-Pac</strong> (Comunicazione Elettronica Certificata tra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a> e Cittadino).</p>
<p>Brunetta lo ha dichiarato chiaramente: «L&#8217;obiettivo è di arrivare a 6 milioni di indirizzi entro il 2010».«È difficile riorganizzare il processo lavorativo intorno alla Pec, ma questa è la <strong>vera riforma della PA</strong>, il resto sono solipsismi», ha sottolineato.</p>
<p>Secondo i dati raccolti da DigitPA (ex Cnipa) i risultati sono in costante progressione: a oggi i professionisti in regola sono oltre il 50% del totale e si presume che, con l&#8217;avvicinarsi delle date in cui scadranno i termini per dotarsi di tale strumento, gli adempimenti faranno salire ancora di più la quota di distribuzione della Pec.</p>
<p>La conferenza stampa ha visto la partecipazione di Franco Bernabè, amministratore delegato <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telecom-italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Telecom italia">Telecom Italia</a> e Giovanni Cuturi, amministratore delegato Postecom. Insieme a loro erano presenti anche il presidente dell&#8217;Inps Antonio Mastrapasqua, il presidente dell&#8217;Inpdap Paolo Crescimbeni, il direttore centrale normativa dell&#8217;Agenzia delle entrate Arturo Betunio, il segretario generale dell&#8217;Aci Ascanio Rozera e la presidente del comitato unitario nazionale per gli ordini e i collegi professionali Marina Calderone.</p>
<p>Fomte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2463/brunetta-tutti-i-dati-sulla-pec.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Netiquette e business: come si comunica sul Web</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/07/netiquette-e-business-come-si-comunica-sul-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per i pochi che ancora non sapessero cosa sia, la Netiquette (Net, rete, +Etiquette, condotta) altro non è che l&#8217;insieme di regole di buon comportamento che ogni utente Internet dovrebbe rispettare. Il condizionale (purtroppo) è d&#8217;obbligo. Emerge da una convenzione ormai condivisa a livello globale e semplifica di molto le relazioni via web. Il mancato rispetto della Netiquette, oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i pochi che ancora non sapessero cosa sia, la <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/netiquette/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Netiquette">Netiquette</a></strong> (<em>Net</em>, rete, +<em>Etiquette</em>, condotta) altro non è che l&#8217;insieme di regole di buon comportamento che ogni utente Internet dovrebbe rispettare. Il condizionale (purtroppo) è d&#8217;obbligo. Emerge da una convenzione ormai condivisa a livello globale e semplifica di molto le relazioni via web.</p>
<p>Il <strong>mancato rispetto</strong> della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/netiquette/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Netiquette">Netiquette</a>, oltre che a far risultare l&#8217;utente grossolano e poco educato, può tradursi – quando si verifichi <strong>in ambito lavorativo</strong>, per quanto piccola l&#8217;azienda sia &#8211; in situazioni difficilmente gestibili, se non irrimediabilmente dannose.</p>
<p>Questo rischio è oggi aggravato da fatto che, oltre alla classica comunicazione via email, è sempre più frequente l&#8217;uso in ambito lavorativo di altri canali come chat, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/blog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with BLOG">blog</a> e forum di discussione, ciascuno dei quali porta dei rischi a sé.</p>
<p>In ogni caso, che si tratti di comunicazione uno-a-uno o uno-a-molti, <strong>le regole auree sono poche</strong> ed è facile rispettarle. Vediamo le più importanti per la vita aziendale in una <strong>Pmi</strong>, ovvero quelle connesse alle <strong>comunicazioni via email</strong>.</p>
<p><strong>1. Portare rispetto</strong>: sembra banale ma non lo è. Anche per iscritto, trattate gli altri, superiori, colleghi o collaboratori, nel modo in cui vorreste essere trattati da loro.</p>
<p><strong>2. Evitare toni accesi</strong>: la comunicazione via web amplifica i concetti, nel bene ma soprattutto nel male. Messaggi dal contenuto esplicitamente offensivo o di attacco, chiamati &#8220;flaming&#8221; in gergo tecnico, daranno inevitabilmente luogo a conflitti e faranno degenerare situazioni che, offline, potrebbero essere tranquillamente gestibili. Non rispondete a messaggi di attacco, neppure se provocati, e non scrivetene.</p>
<p><strong>3. Non scrivere in lettere maiuscolo</strong>: equivale a strillare, oltre che risultare irritante e poco leggibile. Meglio il grassetto, più elegante ed equilibrato. Se proprio non potete evitarlo, limitatevi a una o due parole di cui volete veramente sottolineare l&#8217;importanza.</p>
<p><strong>4. Evitare verbi all&#8217;infinito</strong>: valido soprattutto nelle comunicazioni top-down (da capo a collaboratore), frasi tipo <em>Prego predisporre report</em> o<em>Prego completare il documento</em> tendono a far sentire chi legge un mero esecutore anche quando ciò non è intenzione del mittente, a scapito del risultato finale.</p>
<p><strong>5. Curare ortografia ed errori di battitura</strong>: se la fretta e la disattenzione prevalgono, oltre che risultare fastidiosi alla lettura, gli errori renderanno meno efficace la comunicazione e daranno l&#8217;impressione che il messaggio non sia importante. Molti software, web-based e non, hanno un correttore ortografico incorporato che è bene tenere attivato. Anche <strong>le abbreviazioni sono da evitare</strong>: potranno essere evidenti per voi ma non necessariamente per chi riceve.</p>
<div id="contenuto">
<div>
<p><strong>6. Semplificare e sintetizzare</strong>: completate sempre il campo dell&#8217;oggetto con parole chiave, per ritrovare il messaggio dopo qualche tempo e inserite utili riferimenti, come rimandi a comunicazioni precedenti.</p>
<p><strong>7. Firmare</strong>: nome, acronimo o pseudonimo che sia, la vostra firma deve essere presente in calce a ogni messaggio per dare peso e accettare la responsabilità di quanto scritto.</p>
<p><strong>8. Preferire la parola</strong>: se possibile, non abusate dell&#8217;email e, soprattutto, non utilizzatela se lo stesso messaggio è trasferibile a voce (al telefono o face-to-face). Oltre al rischio di andare persa tra altre comunicazioni ed essere percepita con una priorità inferiore, l&#8217;email farà avvertire a chi la riceve una volontà di mantenere le distanze.</p>
<p><strong>9. Controllate i destinatari</strong>. Per non trovarvi in situazioni imbarazzanti, dei messaggi (attenzione a cliccare &#8220;Rispondi a tutti&#8221; con leggerezza) e i contenuti degli stessi.</p>
<p><strong>10. Evitate gli allegati troppo pesanti.</strong>. Il mancato rispetto della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/netiquette/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Netiquette">Netiquette</a> porta a un sentimento di disapprovazione generale con conseguente isolamento. Fate quindi attenzione a non incorrere in questo rischio e, se non lo avete ancora fatto, documentatevi sulla <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/netiquette/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Netiquette">Netiquette</a>, ad esempio consultando la <a href="http://www.nic.it/tutto-sul.it/netiquette" target="_blank">sezione dedicata</a> sul sito della <strong>Registration Authority Italiana</strong>.Una volta adottato un <strong>codice di comunicazione</strong> più educato e rispettoso, noterete immediatamente un miglioramento nelle risposte che ricevete (e del clima generale).</p>
<p>Fonte <a href="http://www.pmi.it/marketing/articoli/7319/netiquette-e-business-come-si-comunica-sul-web.html">PMI.it</a></p>
</div>
</div>
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		<title>USB 3.0 alla riscossa: la tecnologia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 14:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi anni, la tecnologia USB SuperSpeed, nota anche come USB 3.0, sarà ampiamente adottata in una vasta gamma di PC e periferiche per PC, in particolare nei sistemi di storage come gli hard disk esterni e i flash drive. La società di analisi In-Stat prevede che entro il 2012 oltre il 70% degli hard [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi anni, la tecnologia <strong>USB SuperSpeed</strong>, nota anche come <strong>USB 3.0</strong>, sarà <strong>ampiamente adottata in una vasta gamma di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> e periferiche per <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a>, in particolare nei sistemi di storage</strong> come gli hard disk esterni e i flash drive. La società di analisi <strong>In-Stat</strong> prevede che entro il 2012<strong> oltre il 70% degli hard disk esterni saranno dotati di interfaccia USB 3.0;</strong> percentuali simili riguarderanno <strong>notebook e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a> desktop</strong>. Entro il 2013, saranno commercializzati circa 200 milioni di flash drive a livello mondiale e nel complesso, entro il 2013 i prodotti USB 3.0 rappresenteranno il 25% di tutti i dispositivi commercializzati dotati di interfaccia USB.</p>
<h2>Un po&#8217; di storia</h2>
<p>Con oltre tre miliardi di dispositivi venduti solo nel 2008, <strong>USB (Universal Serial Bus) rappresenta l&#8217;interfaccia più popolare di sempre</strong>. È stata adottata ampiamente nei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pc/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with PC">PC</a>, nelle periferiche IT, nei dispositivi elettronici consumer, nelle comunicazioni e in campo automotive. Lo standard <strong>è presente sul mercato ormai da 14 anni:</strong> un tempo lunghissimo per il mondo dell&#8217;informatica, dove molti prodotti sono caratterizzati da un tempo di vita di qualche mese.</p>
<p>Le prime specifiche <strong>USB 1.0</strong> prevedevano una velocità di trasferimento dati teorica prima di soli <strong>1,5 Mb/s</strong> (187,5 KB/s), mentre la <strong>versione 1.1</strong> era caratterizzata da una velocità di <strong>12 MBit al secondo</strong>, ossia <strong>1,5 MB/s</strong>. Una simile velocità era del tutto insufficiente per il trasferimento dati verso gli hard disk. Per questo motivo, per diversi anni, USB è stato usato principalmente a sostituire le vecchie porte PS/2 per mouse e tastiera e per collegare periferiche minori. La tecnologia <strong>USB 2.0</strong>, introdotta nel 2001, presentava una velocità di trasferimento dati di <strong>480 MBit al secondo</strong>, ossia circa <strong>60 MB/s</strong>. Grazie a queste prestazioni, la tecnologia ha dato impulso alla diffusione degli hard disk esterni. Negli ultimi anni, passati senza evoluzioni significative della tecnologia, <strong>USB 2.0 ha incominciato a diventare un collo di bottiglia</strong>, soprattutto per le unità periferiche esterne.</p>
<p>Questo ha portato il consorzio USB alla decisione, nel <strong>2007, di sviluppare nuove specifiche</strong> per la tecnologia USB. Esse sono state presentate per la prima volta in occasione dell&#8217;<strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/intel/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Intel">Intel</a> Developer Forum,</strong> nell&#8217;autunno dello stesso anno<strong>.</strong> Si sono dovuti però attendere 3 anni prima di vedere i primi prodotti USB 3.0 sul mercato. <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/intel/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Intel">Intel</a></strong> e <strong>AMD</strong> hanno annunciato che <strong>i chipset con interfaccia USB 3.0 nativa non saranno disponibili prima del 2011</strong>. Questo fa sì che, nonostante i dati di mercato incoraggianti, dobbiamo attendere ancora prima che la tecnologia raggiunga il suo pieno potenziale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/hardware/articoli/7465/usb-30-alla-riscossa-la-tecnologia.html">PMI.it</a></p>
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		<title>Atti notarili, dalla carta al bit</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 05:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anci]]></category>
		<category><![CDATA[Firma Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione Tecnologica]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale diventa legge dello Stato la possibilità di firmare un atto notarile con firma digitale, evitando ogni passaggio su carta a tutto vantaggio di velocità e costi dell'operazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13387/anche-latto-notarile-diventa-digitale">pubblicazione</a> sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 110/2010 sancisce l&#8217;inizio delle nuove procedure con cui <strong>i notai potranno ora portare a termine gli atti senza dover passare per il supporto cartaceo</strong>. Il bit va a sostituire l&#8217;inchiostro a tutti gli effetti e d&#8217;ora in poi le procedure informatiche saranno contemplate dalla legge italiana per autenticare compravendite ed altre operazioni fino ad oggi conseguite secondo procedure tradizionali ed ereditate da un modello culturale e strumentale vecchio ormai di secoli.</p>
<p>«Non si tratta solo di documenti firmati digitalmente dalle parti e dai notai, ma di <strong>documenti di cui viene garantita la formazione e la successiva conservazione per un tempo illimitato con tecnologie sicure</strong> che ne assicurano anche la fruizione. In tal modo il notaio garantisce la sicurezza giuridica con le medesime modalità anche nel mondo del documento informatico»: <a href="http://www.notariato.it/it/primo-piano/notizie/archive/al-via-atto-pubblico-informatico.html">così</a> il Consiglio Nazionale del Notariato ha spiegato la riforma ai tempi della prima approvazione del decreto legislativo. La riforma ha mosso il primo passo nel momento in cui <strong>tutti i notai sono stati dotati di firma digitale</strong> e diventa ora concretamente accessibile dal momento in cui tutte le procedure sono state regolamentate e la legge promulgata.</p>
<p>Secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, d&#8217;ora in poi sarà possibile:</p>
<ul>
<li>«utilizzare l&#8217;atto notarile informatico per gli atti relativi all&#8217;<strong>acquisto casa, al mutuo o la costituzione di società</strong>»</li>
<li>«<strong>eliminare la carta nella fase di redazione</strong> e, in particolare, nella &#8220;conservazione&#8221; degli atti, con un notevole risparmio di costi relativi alla gestione documentale, che diventerà indubbiamente più semplice ed efficiente grazie al formato digitale»</li>
</ul>
<p>I clienti non saranno costretti ad avere una firma digitale per contrarre gli atti, ma <strong>sarà sufficiente passare per una &#8220;firma elettronica&#8221;</strong> (cioè una firma tradizionale, scannerizzata ed autenticata direttamente dal notaio). Le parti contraenti potranno scegliere liberamente se passare per la via digitale o per la via tradizionale cartacea, nella consapevolezza del fatto che d&#8217;ora in poi le due strade sono equiparate e l&#8217;opzione digitale potrà consentire nel tempo sostanziali risparmi tanto in relazione ai tempi di redazione degli atti, quanto in relazione a costi materiali e di archivio.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/leggi-e-norme/news/7455/atti-notarili-dalla-carta-al-bit.html">PMI.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ArtWireless, un mondo di servizi on-line per il sistema museale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 18:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[SMS]]></category>
		<category><![CDATA[Wireless]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa è stato presentato al Palazzo delle Esposizioni di Roma il portale &#8220;ArtWireless. La cultura viaggia senza fili&#8220;, un avveniristico progetto culturale che sarà visitabile all’indirizzo www.artwireless.it. L’aspirazione di ArtWireless è costituire una rete di musei e gallerie attraverso l’offerta di servizi online quali visite virtuali, audioguide, consultazione di cataloghi, vendita e prenotazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa è stato presentato al Palazzo delle Esposizioni di Roma il portale &#8220;<strong>ArtWireless. La cultura viaggia senza fili</strong>&#8220;, un avveniristico progetto culturale che sarà visitabile all’indirizzo <a href="www.artwireless.it">www.artwireless.it</a>.</p>
<p>L’aspirazione di ArtWireless è costituire una rete di musei e gallerie attraverso l’offerta di servizi online quali visite virtuali, audioguide, consultazione di cataloghi, vendita e prenotazione dei singoli biglietti, vendita e prenotazione di pacchetti culturali completi, informazioni via <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/sms/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with SMS">sms</a> e mms e materiale didattico. Il sito si avvarrà di una struttura informatica che comprende lo sviluppo di applicazioni multimediali utilizzando tecnologia QR code, piattaforme Iphone, Ipad e Microsoft Windows <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with mobile">Mobile</a>.</p>
<p>&#8220;Rendere visibile l’invisibile&#8221;, in questa affermazione di Paul Klee è racchiusa la vocazione di ArtWireless, portale online di informazione per l’arte, idea di cultura che viaggia senza fili utile al sistema museale pubblico e privato, agli studiosi, ai collezionisti, agli artisti, ai galleristi e a tutti gli amanti della cultura desiderosi di conoscere tutto ciò che accade nel mondo dell’arte. Si sta formando una nuova generazione di fruitori dei servizi dell’arte multimediale, la cosiddetta web next generation: le scuole e le università, sempre più dotate di aree tecnologiche e materiale didattico multimediale; i turisti, che utilizzano Internet per conoscere le offerte culturali presenti sul territorio; il sistema museale italiano, nell’ambito di un processo di esternalizzazione dei servizi per i visitatori. ArtWireless propone <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/blog/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with BLOG">blog</a>, forum, focus, interviste e servizi video su artisti, direttori di museo, galleristi, curatori e collezionisti, con l’attenzione sempre rivolta ai dibattiti più accesi del contemporaneo.</p>
<p>La redazione, diretta da Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e Rettore della Iulm, e coordinata da Alessandro Masi, storico dell’arte e Segretario Generale della Società Dante Alighieri, e Massimo Arcangeli, preside della Facoltà di Lingue Straniere all’Università di Cagliari, è composta da Flavio Alivernini, Chiara Barbato, Pierpaolo Conti, Sofia Gnoli, Emanuela Gregori, Alessia Ippoliti, Giacomo Levi, Amedeo Longobardi, Valeria Noli, Giusto Puri Purini, Tonino Sicoli, Valentina Spata e Maria Chiara Valacchi. Progetto e realizzazione informatica di Vincenzo Mecucci e Maria Maddalena Monti.</p>
<p>Al Comitato scientifico hanno aderito Pier Luigi Capucci, Edoardo Fleischner, David Hart, Carlo Infante, Sergio Pasanisi, Paolo Peluffo, Ludovico Solima ed Emilio Targia. Sostenitori del progetto sono invece la Società Dante Alighieri, la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, McCann Erickson, l’Associazione Mecenate 90, il Comune di Siena, il Museo d’arte dell’Otto e Novecento, Itwg Esperia e Novamusa.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.municipia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?art=41552&amp;page=magazine&amp;uid=UOMFS0Mn7lTAqAIQ&amp;srv=21&amp;iss=19565">Municipia.it</a></p>
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		<title>iPad: le migliori Apps per un uso aziendale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 06:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[LAN]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le oltre 3.000 applicazioni native per iPad, InformationWeek ha analizzato nel dettaglio 18 Apps in grado di trasformate il tablet Apple in un utile strumento di lavoro. Si parte con la gestione dei file archiviati all&#8217;interno dell&#8217;apparecchio, per passare poi alla lettura, modifica, stampa e condivisione dei documenti, fino alla gestione del flusso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le oltre 3.000 applicazioni native per iPad, <strong>InformationWeek</strong> ha analizzato nel dettaglio <strong>18 Apps in grado di trasformate il tablet Apple in un utile strumento di lavoro</strong>. Si parte con la gestione dei file archiviati all&#8217;interno dell&#8217;apparecchio, per passare poi alla lettura, modifica, stampa e condivisione dei documenti, fino alla gestione del flusso di lavoro.</p>
<p><!--@banner-->Nei <strong>primi 10 posti</strong> della speciale &#8220;<a href="http://www.informationweek.com/galleries/smb/mobile/showArticle.jhtml?articleID=224600024" target="_blank"><strong>Top 18</strong></a>&#8221; di InformationWeek, compare ad esempio <strong>Files To Go</strong> ($2.99), tramite il quale accedere ai file presenti all&#8217;interno dell&#8217;iPad, utilizzando il browser di un qualunque computer (Mac, Windows, o Linux) connesso allo stesso network WiFi.</p>
<p>Per quanto riguarda la consultazione dei documenti in formato PDF, <strong>GoodReader</strong> offre la non scontata possibilità di adattare al meglio la dimensione dei documenti allo schermo dell&#8217;iPad.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la gestione dei documenti Office, <strong>Pages, Numbers e Keynote</strong> fanno parte della suite iWork già preinstallata nel tablet e risultano compatibili con il formato Microsoft Office. In alternativa è possibile utilizzare <strong>Mariner Calc e Write</strong>. <strong>Bento for iPad</strong> risulta invece in grado di gestire i database di piccole e medie aziende.</p>
<p>Il tablet Apple non dispone nativamente di driver per la stampa dei documenti; <strong>Print n Share</strong> si presenta quindi come una ottima soluzione per ogni esigenza di stampa.</p>
<p>Se prendere note o appunti tramite tastiera virtuale non risulta sempre una scelta ottimale, si può ricorrere a software quali <strong>Fro, Say it &amp; Mail it Pro Recorder ($3.99) o QuickVoice2Text Email</strong>, in grado di convertire le parole dettate al microfono in testo e, volendo, inviarle sotto forma di email.</p>
<p>Al fine di ottimizzare al meglio il proprio lavoro, possono venire incontro Apps quali <strong>Time Master</strong>, in grado di tenere traccia delle ore di lavoro necessarie ad un determinato compito e <strong>OmniGraffle</strong>, attraverso il quale creare una rappresentazione grafica del proprio flusso di lavoro.</p>
<p>Infine, <strong>SugarSync o Box.net</strong> (entrambi gratuiti) offrono la possibilità di memorizzate e condividere i propri documenti all&#8217;interno del cloud aziendale, ottimizzando così la gestione dei file.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/software/news/7408/le-migliori-apps-per-lipad-in-azienda.html">PMI.it</a></p>
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		<title>Imprese e fondi Ue: online motore di ricerca</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 16:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Un motore di ricerca, messo a punto dalla Commissione europea, consentirà di analizzare i finanziamenti distribuiti alle imprese sul territorio UE. L’obiettivo è la trasparenza ed entro il 2011 on-line anche i Fes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>trasparenza</strong> è una priorità per le istituzioni, che proseguono nel percorso di pubblicazione e <strong>condivisione delle informazioni</strong> e delle decisioni prese: in questa ottica, la <strong>Commissione europea</strong> che ha realizzato un <strong><a href="http://ec.europa.eu/contracts_grants/beneficiaries_it.htm" target="_blank">motore di ricerca</a></strong> capace di restituire con pochi semplici click l&#8217;<strong>elenco dei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/finanziamenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Finanziamenti">finanziamenti</a></strong> ottenuti dalle aziende UE dal 2007 ad oggi.</p>
<p>Chiaramente, la <strong>ricerca</strong> potrà essere più granulare e fornire informazioni su una specifica azienda, associazione e istituzione pubblica o in base ad altri criteri definiti dall&#8217;utente.</p>
<p>Dalle informazioni reperibili tramite il motore di ricerca &#8211; che trattano il 20% del bilancio dell&#8217;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/unione-europea/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Unione Europea">Unione europea</a>, pari a <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/finanziamenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Finanziamenti">finanziamenti</a> per 48 miliardi di euro &#8211; si evince un <strong>bilancio negativo dell&#8217;Italia</strong> rispetto alle altre nazioni Ue.</p>
<p>Nello specifico, il Belpaese ha ottenuto dalla Ue un totale di quasi <strong>5 miliardi</strong> di euro per 15.700 operazioni, mentre ad esempio la <strong>Francia</strong> dal 2007 ha ottenuto 8,18 miliardi di euro per 10 mila operazioni.</p>
<p>Meno progetti, ma più soldi quindi. Stesso discorso anche per la <strong>Germania</strong>, che ottiene 7 miliardi per 10.700 progetti, per il Regno Unito, con 6,2 miliari e 8647 progetti e per la Spagna, che distribuisce 4,2 miliardi in soli 4681 progetti.</p>
<p>Unico paese, che come l&#8217;Italia registra una media per progetto piuttosto scarsa risulta il <strong>Belgio</strong>, che spalma i suoi 6 miliardi di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/finanziamenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Posts tagged with Finanziamenti">finanziamenti</a> in quasi 22 mila interventi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pmi.it/finanziamenti/news/7391/imprese-e-fondi-ue-online-motore-di-ricerca.html">PMI.it</a></p>
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