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	<title>Blog i2000Segnala - Pillole di tecnologia by Informatica 2000</title>
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	<description>Le novità e le opportunità che la tecnologia mette a disposizione dei professionisti della Pubblica Amministrazione e delle PMI</description>
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		<title>Ispra, online il database nazionale dei &#8220;sinkhole&#8221;</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/03/ispra-online-il-database-nazionale-dei-sinkhole/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra) ha pubblicato online una mappa nazionale dei &#8220;sinkhole&#8220;, ovvero delle zone a rischio sprofondamento del terreno. I dati forniti sono filtrati per regione e comune
Il database è stato realizzato in seguito agli studi e alle ricerche, condotti dal Dipartimento Difesa del Suolo del Servizio Geologico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="null"><img class="alignleft" style="margin-right: 6px; border: 0px;" title="sprofondamento_del_terreno" src="http://www.pubblicaamministrazione.net/img/contenuti/002244.jpg" alt="immagine_sprofondamento_del_terreno" width="100" height="100" /></a>L&#8217;Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (<strong>Ispra</strong>) ha pubblicato online una mappa nazionale dei &#8220;<strong>sinkhole</strong>&#8220;, ovvero delle zone a rischio sprofondamento del terreno. I dati forniti sono filtrati per regione e comune</p>
<p>Il <a title="Database Sinkhole" href="http://sgi.apat.it/sinkhole/database.asp" target="_blank">database</a> è stato realizzato in seguito agli studi e alle ricerche, condotti dal Dipartimento Difesa del Suolo del Servizio Geologico d’Italia, sui fenomeni naturali di sprofondamento che hanno interessato tutto il territorio nazionale negli ultimi anni.</p>
<p>I lavori &#8211; si legge sul sito dell&#8217;Ispra &#8211; hanno previsto una approfondita ricerca bibliografica ed una prima raccolta di dati finalizzati al censimento dei fenomeni di sinkhole e <strong>sopralluoghi con rilevamenti</strong> in sito che hanno portato alla ricostruzione delle morfologie delle cavità nonché del contesto geologico-strutturale, geomorfologico ed idrogeologico al loro contorno.</p>
<p>In realtà, allo stato attuale delle conoscenze, la definizione dei meccanismi genetici che determinano il fenomeno dello sprofondamento del terreno, è <strong>ancora fonte di dibattiti</strong>. Anche in questo caso il Servizio Geologico ha dato il via ad una fase di studio che ne permetta una più corretta classificazione.</p>
<p>Il servizio online, nel frattempo, ha catalogato tutte le zone interessate dal fenomeno, associando ad ogni sito, la precisa localizzazione attraverso coordinate geografiche. Su <strong>804 casi</strong> di sinkhole, 181 sono nel <strong>Lazio</strong>, 99 in <strong>Campania</strong> e 78 in Abruzzo. Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Trentino e Friuli Venezia Giulia sono invece le regioni in cui non sono stati ancora riscontrati sprofondamenti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/2244/ispra-online-il-database-nazionale-dei-sinkhole.html">Pubblicaamministrazione.net </a></p>
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		<title>Brunetta si allea con Google e Microsoft</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha annunciato di aver sottoscritto importanti accordi con 2 big dell&#8217;informatica del calibro di Google e Microsoft.
Con Google il Ministro ha sottoscritto un Protocollo d&#8217;intesa finalizzato allo sviluppo di una serie di progetti di innovazione dei servizi online della PA. L&#8217;obiettivo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha annunciato di aver sottoscritto importanti accordi con 2 big dell&#8217;informatica del calibro di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> e Microsoft.</p>
<p>Con <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a></strong> il Ministro ha sottoscritto un Protocollo d&#8217;intesa finalizzato allo sviluppo di una serie di progetti di innovazione dei servizi online della PA. L&#8217;obiettivo è quello di fornire il know how di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> in materia di search e di utilizzo strategico delle nuove tecnologie digitali per aiutare la Pubblica Amministrazione a migliorare il proprio posizionamento nei motori di ricerca e permettere ai cittadini di reperire più facilmente informazioni attraverso i portali e i siti web della PA.</p>
<p><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> supporterà la Pubblica Amministrazione nell&#8217;analisi dell&#8217;attuale livello di gradimento e di fruibilità delle principali informazioni e dei servizi on line per il cittadino offerti dai portali della PA. A tal fine verrà sottoposta a verifica e valutazione la lista di servizi chiave, utilizzando strumenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> quali &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> Analytics&#8221; e &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> Statistiche di Ricerca&#8221;, con l&#8217;obiettivo finale di aumentare la soddisfazione degli utenti verso i servizi e le informazioni offerti online dalla PA. Oggi il web &#8211; più di qualunque altro mezzo &#8211; è infatti in grado di fornire dati e metriche relativi alla fruizione di servizi e contenuti e alla loro reperibilità online. Per il settore pubblico, questi dati sono di primaria importanza per poter innovare i propri servizi e migliorare l&#8217;accesso ai propri canali di comunicazione con il cittadino.</p>
<p>La collaborazione tra il Ministero di Brunetta e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> consentirà a quest&#8217;ultima di offrire un contributo importante per modernizzare la capacità della Pubblica Amministrazione di comunicare in rete e di ottimizzare la penetrazione dei suoi servizi web, rendendoli più agevoli da reperire da parte degli utenti. Ad esempio gli strumenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> permetteranno alla PA di capire quali sono i servizi più ricercati, i siti più popolari e quelli contenenti informazioni di pubblica utilità più facilmente reperibili attraverso il motore di ricerca. Queste informazioni verranno fornite nella massima trasparenza verso i cittadini, tramite la pubblicazione di queste reportistiche all&#8217;interno di portali come &#8220;Linea Amica&#8221;, &#8220;Portale del Cittadino&#8221; e &#8220;Innovazione Pa&#8221; e con l&#8217;intento di fornire modelli per altri siti della Pubblica Amministrazione locale e centrale.</p>
<p>Un altro aspetto del progetto prevede che <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> renda disponibili i tool gratuiti di &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> Maps&#8221; e &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> Custom Search Engine&#8221; e le relative API (interfacce per la realizzazione di applicazioni ad hoc basate sulle due tecnologie) supportando la PA nella realizzazione di progetti pilota di search e georeferenziazione, che permetteranno ai cittadini di reperire con maggiore facilità informazioni legate alla propria area territoriale. Infine, l&#8217;intesa prevede la possibilità di attivare collaborazioni con strutture universitarie e/o centri di ricerca per il supporto nella diffusione delle tecnologie innovative oggetto del Protocollo d&#8217;intesa.</p>
<p>Un altro importante protocollo d&#8217;intesa è stato sottoscritto da Brunetta anche con <strong>Microsoft</strong>.</p>
<p>L’accordo, della durata di un anno, renderà più efficaci le interazioni dei cittadini con la Pubblica Amministrazione, permettendo contemporaneamente una maggiore efficienza dei servizi gestiti online attraverso l’automazione e la digitalizzazione. Il comune obiettivo è quello di sviluppare azioni sinergiche per la promozione della società dell’informazione e lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore del web search, che possano incrementare la qualità e l’accessibilità dei servizi della PA. In questo modo i milioni di utenti che ogni giorno utilizzano il motore di ricerca “Bing” di Microsoft saranno facilitati nel reperire in modo immediato e semplice gli indirizzi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/internet/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Internet">Internet</a> dei siti ufficiali del Governo e delle altre istituzioni nazionali. Microsoft Italia si è inoltre resa disponibile a condividere con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, grazie alle esperienze e alle competenze maturate, i casi di successo a livello nazionale e internazionale in materia di ricerca dei servizi online, nei limiti e nel rispetto degli accordi di riservatezza ai quali tutte tali informazioni sono soggette.</p>
<p>Il protocollo d’intesa non comporterà alcun onere a carico del bilancio dello Stato e tutte le attività che verranno poste in essere nell’ambito dello stesso saranno realizzate a carico di Microsoft.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.municipia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?uid=UOMFS0Mn7lTAqAIQ&amp;page=magazine&amp;iss=19045&amp;dli=24171563&amp;srv=21&amp;art=39933" target="_blank">Municipia.it</a></p>
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		<title>OIX, la certificazione dell&#8217;identità online</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Open Identity eXchange è un progetto di collaborazione tra Google, PayPal, Verisign ed altri partner che metterà a disposizione della Pubblica Amministrazione Usa una piattaforma di certificazione dell'identità online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ridurre le <strong>procedure di login</strong>, certificare l&#8217;identità, garantire la <strong>sicurezza degli account</strong> e dar così forma ad una procedura univoca per l&#8217;accesso ai servizi senza la necessità di una moltitudine di moduli da compilare con nome e password», è questo l&#8217;<a title="OIX, l'identità è certificata" href="http://business.webnews.it/news/leggi/12527/oix-lidentita-e-certificata" target="_blank">obiettivo di OIX</a> (<strong>Open Identity Exchange</strong>), la nuova piattaforma di certificazione dell&#8217;identità online che sta nascendo grazie alla collaborazione tra <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a>, PayPal, Equifax, VeriSign, Verizon, CA, e Booz Allen Hamilton.</p>
<div id="bannercontent"><script type="text/javascript"></script><script src="http://adserver.html.it/a.aspx?ZoneID=312&amp;Task=Get&amp;IFR=False&amp;PageID=64036&amp;SiteID=1&amp;Random=1268042242890"></script></div>
<p>Il gruppo, che raccoglie anche i contributi di altri partner è organizzato come entità non-profit e si propone come referente per il Governo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/usa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con USA">Usa</a> che faccia incontrare le soluzioni delle imprese del settore con le <strong>necessità della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/pubblica-amministrazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Pubblica Amministrazione">Pubblica Amministrazione</a></strong> per le attività online.</p>
<p>In realtà esistono già alcuni meccanismi per risolvere il problema tecnico di utilizzare credenziali identificative su diversi siti web (<strong>OpenID</strong> su tutti), ma non sono ancora state fugate le perplessità circa il livello di sicurezza che questi sistemi garantirebbero.</p>
<p><a title="Open Identity eXchange" href="http://openidentityexchange.org/" target="_blank">OIX</a> invece incontra i requisiti stabiliti dall&#8217;<strong>Identity, Credential, and Access Management</strong> (ICAM) del <strong>Trust Framework Provider Adoption Process</strong> (TFPAP) dell&#8217;amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/usa/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con USA">USA</a>.</p>
<p>La piattaforma inoltre potrebbe essere estesa, in maniera molto semplice, alle altre <strong>PA digitali</strong>. Tale facilitazione è favorita dal fatto che il progetto non è affatto chiuso (si chiama appunto &#8220;Open&#8221;) o localizzato, ma anzi si gioverebbe della partecipazione di altri partner mondiali che volessero dare il proprio contributo.</p>
<p><strong>Microsoft</strong>, ad esempio, ha già espresso la non ostilità al board OIX, mettendo da parte la rivalità storica con <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> e prospettando un ingresso futuro nel progetto.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/2241/oix-la-certificazione-dellidentita-online.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Trenitalia: dopo 7 anni di attesa, Internet sul treno</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/trenitalia-dopo-7-anni-di-attesa-internet-sul-treno/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wireless]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l'annuncio nel 2003, in concomitanza con le ferrovie francesi, parte il progetto per adeguare il servizio ferroviario italiano al resto d'Europa, dove il "WiFi on train" è una realtà consolidata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro fine anno il servizio ad alta velocità di <strong>Trenitalia</strong> sarà predisposto per fornire connettività ad Internet durante il viaggio.</p>
<p>Per la realizzazione sarà necessario installare nuove <strong>antenne 3G lungo i binari</strong>, nelle zone dove il segnale è scarso. Si tratterà insomma di un adeguamento delle infrastrutture e di un <strong>upgrade tecnologico</strong> delle locomotive.</p>
<p>Trenitalia aveva già fatto una presentazione di tale sistema nel 2003, a Ginevra, promettendo Internet a <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/banda-larga/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Banda Larga">banda larga</a> sulla tratta Roma-Napoli degli Eurostar nel giro di un mese.</p>
<p>Dopo ben sette anni è arrivato l&#8217;accordo con <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telecom-italia/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telecom italia">Telecom Italia</a> che rende operativo l&#8217;investimento da 20 milioni di euro. Ad essere interessati dai lavori di adeguamento saranno sopratutto i 900 chilometri della <strong>tratta di alta velocità</strong> Torino-Salerno oltre che la flotta di ETR-500 ed ETR-600 attualmente in forza a Trenitalia.</p>
<p>Il servizio verrà fornito attraverso un <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/router/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Router">router</a> 3G</strong>, installato nelle locomotive, che tratterà tutti i viaggiatori in possesso di un terminale (pc portatile, palmare o altro) come &#8220;client&#8221;, suddividendo la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/banda-larga/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Banda Larga">banda larga</a> <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/mobile/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con mobile">mobile</a> tra tutti gli utilizzatori.</p>
<p>Passare attraverso il <strong>server del treno</strong> costerà all&#8217;utente in base al tempo di connessione o alla quantità di dati scaricati, ma si potrà optare per l&#8217;utilizzo di <strong>proprie internet key</strong> (la stabilità del collegamento sarà garantita proprio dall&#8217;<strong>aggiunta di antenne</strong> nelle gallerie e nelle zone rurali fuori copertura).</p>
<p>«Abbiamo valutato la soluzione di Telecom la più convincente e la più rapida da realizzare &#8211; ha commentato l&#8217;AD di Trenitalia <strong>Mauro Moretti</strong> &#8211; i nostri clienti potranno utilizzare in continuo terminali sia voce che dati».</p>
<p>L’operazione sarà avviata da Trenitalia e Telecom a partire da aprile, coinvolgendo <strong>entro l’estate</strong> il 30 per cento della flotta e si chiuderà entro la fine del 2010. Le infrastrutture realizzate saranno aperte anche agli altri operatori radiomobili che esprimeranno interesse a partecipare a questa iniziativa.</p>
<p>Ci sarà poi la possibilità di accedere ad un &#8220;<strong>portale di treno</strong>&#8221; con news dei principali giornali online, servizi di informazione, telegiornali, programmi televisivi, film on demand, musica e video, meteo, informazione sul traffico e giochi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/2222/trenitalia-dopo-7-anni-internet-sul-treno.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.i2000segnala.it%2F2010%2F02%2Ftrenitalia-dopo-7-anni-di-attesa-internet-sul-treno%2F&amp;linkname=Trenitalia%3A%20dopo%207%20anni%20di%20attesa%2C%20Internet%20sul%20treno">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>eSociety: Anziani alla riscossa: tra gli over 60 cresce l’uso di internet. eCommerce, news e VoIP i servizi più usati</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/esociety-anziani-alla-riscossa-tra-gli-over-60-cresce-l%e2%80%99uso-di-internet-e-commerce-news-e-voip-i-servizi-piu-usati/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono ormai tanti gli anziani che hanno scoperto l’utilità delle nuove tecnologie, soprattutto del computer. Secondo i dati Istat, in quattro anni, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la percentuale maggiore di incremento nell&#8217;utilizzo di computer rispetto al resto della popolazione, con una media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai tanti gli anziani che hanno scoperto l’utilità delle nuove tecnologie, soprattutto del computer. Secondo i dati <strong>Istat</strong>, in quattro anni, dal 2005 al 2009, proprio la fascia di età 60-74 anni e oltre ha infatti fatto registrare la percentuale maggiore di incremento nell&#8217;utilizzo di computer rispetto al resto della popolazione, con una media del +81% circa di utilizzatori.</p>
<p>Le cifre indicano un trend, hanno affermato i ricercatori, particolarmente significativo alla luce del costante invecchiamento della popolazione anche se, rispetto ai giovani, gli over-60 restano comunque la categoria che registra un accesso alle tecnologie più limitato.</p>
<p>Le statistiche Istat più recenti fotografano quindi una fascia di <strong>popolazione anziana sempre più tecnologica</strong>: l&#8217;uso del pc tra la popolazione di 60-64 anni è infatti passato dal 13,8% del 2005 al 25% nel 2009 e dal 5,5% al 9,9% per la fascia 65-74 anni. E nello stesso arco temporale l&#8217;uso di internet è &#8217;schizzato&#8217; dal 10,8% al 22,8% per i 60-64enni e dal 3,9% all&#8217;8,5% per i 65-74enni.</p>
<p>Fruire di servizi <strong>eCommerce</strong> o delle<strong> telefonate gratuite tramite il VoIP, o preferire la lettura di giornali online</strong>, che risulta più agevole anche per via dei caratteri più grandi, sono tra le motivazioni che spingono gli anziani a rivolgersi al web.</p>
<p><strong>Più precisamente:</strong> inviano e ricevono mail (78% tra 60-64enni; 75% tra 65-74enni; 69,5% tra over 75); cercano informazioni su merci e servizi (per le tre fasce d&#8217;età rispettivamente il 66%, il 62% e il 54%); consultano internet per apprendere (64,8%, 64,4%, 65,9%). Ma soprattutto leggono o scaricano giornali (51,2%, 47,9%, 50,8%), cercano informazioni sanitarie (47,5%, 42,1%, 44,5%) e telefonano via internet (13,1%, 16,4%) o effettuano video-chiamate (11%, 11,6%).</p>
<p>I più abili sono diventati <strong>eShopper</strong>, ordinano o comprano merci e servizi: il 22,2% dei 60-64enni e il 15,4% dei 65-74eni. E non c’è da meravigliarsi se gli acquisti riguardano soprattutto viaggi e vacanze (43,3% per i 60-64enni e 30,7% per i 65-74enni) e attrezzature elettroniche come macchine fotografiche e videocamere (18,7% e 17,5%).</p>
<p> La ricercatrice Istat , <strong>Miria Savioli</strong>, ha precisato che le ragioni sono varie: esigenze pratiche legate alla quotidianità, appunto, ma anche, il fatto che si avvicina all&#8217;età anziana una quota sempre maggiore di soggetti a più elevato grado di istruzione. E poi a pesare è anche la diffusione stessa delle nuove tecnologie nelle famiglie: il 79% delle famiglie italiane con almeno un minore possiede un pc e i nonni, il più delle volte, imparano con i nipoti.</p>
<p> Ma c’è anche chi decide di <strong>frequentare delle scuole</strong>: nel 2009 ha partecipato a corsi per l&#8217;uso del pc il 43,4% dei 60-64enni e il 32,7% dei 65-74enni (la percentuale maggiore, 47,2%, si registra invece nella fascia 20-24 anni) e sono numerosi i corsi avviati da Regioni e Comuni e rivolti proprio ai più anziani.</p>
<p>Le aziende sembrano aver già fiutato il nuovo e promettente business ed è cominciata la corsa per la messa a punto di sistemi e computer sempre più “a misura d&#8217;anziano”.</p>
<p><strong>Emblematico il caso di Lello</strong> e <strong>Margot</strong>, settantenni napoletani in pensione, che hanno ripreso in mano penna e quaderno e una volta a settimana, frequentano il loro corso di computer patrocinato dal Comune per gli over-60.</p>
<p>Fino allo scorso anno, per loro pc e internet erano parole dal significato oscuro. Oggi, dopo essersi fatti regalare un computer dai figli, scrivono mail, usano la rete e, soprattutto, più volte a settimana si collegano via Skype con la figlia che vive in Spagna.</p>
<p><em>“Ho deciso di imparare a usare pc e internet</em> – ha detto Margot &#8211; <em>perché prima, quando non sapevo neppure come si accendesse un pc, mi sentivo in qualche maniera un&#8217;esclusa e fuori dal mondo”. </em></p>
<p>E l&#8217;esempio, per Margot, è arrivato dalla Tv: <em>“Guardo un programma e per saperne di più mi dicono di collegarmi al sito www&#8230;., ma io non sapevo neppure cosa fosse un &#8216;www&#8217;. Ora posso relazionarmi molto meglio, posso saperne di più in modo autonomo e non sento che gli altri sono sempre un passo avanti a me”. </em></p>
<p> Poi, orgogliosa, ha aggiunto: “<em>Ora uso <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/google/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Google">Google</a> per cercare informazioni e uso le mail ogni giorno”. </em></p>
<p>Ma la spinta fondamentale ad avvicinarsi al mondo delle nuove tecnologie è stata un&#8217;altra: “<em>Mia figlia vive in Spagna. Abbiamo sentito che con Skype ci si sente e vede a costi ridottissimi. Ho voluto subito imparare. Ora ci colleghiamo più volte a settimana, e rispetto alle telefonate risparmiamo tantissimo. Per noi è stata una vera salvezza”. </em></p>
<p> Stessa motivazione anche per il marito Lello, che ha spiegato: “<em>Ho saputo del corso da un&#8217;inserzione pubblicitaria sul quotidiano Il Mattino. Era da tempo che volevo frequentarne uno, ma i costi sono considerevoli. Questo corso, patrocinato dal Comune, è invece gratuito ed è fatto benissimo. Abbiamo colto l&#8217;occasione al volo. Proseguiremo fino a giugno e a ottobre, quando riprenderà, sicuramente continuerò a frequentarlo per saperne e imparare ancora. Ho sempre avuto il &#8216;pallino&#8217; di fare ricerche su internet, sugli argomenti che più mi interessano, ed ora finalmente posso”. </em></p>
<p>E poi, c’è un ultimo fattore: “<em>internet</em> – hanno detto Lello e Margot &#8211; <em>è anche un modo per socializzare, così come questi corsi pensati ad hoc per i più anziani”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.key4biz.it/News/2010/02/22/e-Society/Istat_eCommerce_voip_anziani_informatica_internet.html">key4biz.it</a></p>
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		<title>Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale proposto dal Ministro Brunetta</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Codice amministrazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Enti]]></category>
		<category><![CDATA[Firma Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Posta Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Posta Elettronica Certificata]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), proposto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta. Questo decreto legislativo segna il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo <strong>Codice dell’Amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">Digitale</a> (CAD)</strong>, proposto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta. Questo decreto legislativo segna il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata) e <strong>fornisce una puntuale attuazione dei criteri di delega contenuti nell’articolo 33 della legge n. 69 del 2009</strong>.</p>
<p>Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), <strong>l’approvazione del nuovo CAD (il vecchio Codice è stato pubblicato cinque anni fa con decreto legislativo n. 82 del 2005)</strong> va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato nel maggio 2008.</p>
<p>Questa riforma, resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. <strong>L’obiettivo è</strong> quindi quello di evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.</p>
<p><strong>Le principali novità riguardano:</strong></p>
<ul>
<li>la <strong>riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni</strong> attraverso l’istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività ICT, la razionalizzazione organizzativa e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a> dei procedimenti, l’introduzione del protocollo informatico e del  fascicolo elettronico;</li>
<li>la <strong>semplificazione dei rapporti con i cittadini</strong> e con le imprese attraverso l’introduzione di forme di pagamenti informatici, lo scambio di dati tra imprese e PA, la diffusione e l’uso della PEC, l’accesso ai servizi in rete, l’utilizzo della firma <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>, la dematerializzazione dei documenti e l’arricchimento dei contenuti dei siti istituzionali in termini di trasparenza;</li>
<li>la <strong>sicurezza e lo scambio dei dati</strong> attraverso la predisposizione, in caso di eventi disastrosi, di piani di emergenza per garantire la continuità operativa nella fornitura di servizi e lo scambio di dati tra PA e cittadini.</li>
</ul>
<p>Il nuovo Codice dell’amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> rende possibile la modernizzazione della Pubblica Amministrazione con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. Tra questi:</p>
<ul>
<li><strong>riduzione dei tempi</strong> fino all’80% per le pratiche amministrative;</li>
<li><strong>riduzioni dei costi della giustizia</strong>: nei sei mesi di sperimentazione delle notifiche telematiche relative al processo civile presso il Tribunale di Milano sono state effettuate 100.000 notifiche telematiche per un risparmio di circa 1 milione di euro;</li>
<li><strong>riduzione di circa 1 milione di pagine l’anno</strong> per l’effetto dell’avvio della dematerializzazione, con l’obiettivo al 2012 di ridurre di 3 milioni le pagine;</li>
<li><strong>risparmio del 90% dei costi di carta</strong> e del relativo impatto ecologico (uso e smaltimento) per circa 6 milioni di euro l’anno (solo acquisto senza smaltimento);</li>
<li>utilizzo diffuso della <strong><a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica-certificata/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Posta Elettronica Certificata">Posta Elettronica Certificata</a> (PEC)</strong>, che produrrà un risparmio a regime di 200 milioni di euro per la riduzione delle raccomandate della Pubblica Amministrazione ai cittadini, senza contare la riduzione dei tempi e degli spazi di archiviazione.</li>
</ul>
<p>Una volta completato l’iter di approvazione, il decreto legislativo avvierà un processo che consentirà di avere <strong>entro i prossimi 3 anni</strong> (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) un’amministrazione nuova, <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> e sburocratizzata:</p>
<ul>
<li><em><strong>Entro 3 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/posta-elettronica-certificata/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Posta Elettronica Certificata">Posta elettronica certificata</a> (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo;</li>
<li><em><strong>Entro 4 mesi</strong></em> le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT;</li>
<li><em><strong>Entro 6 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali;</li>
<li><em><strong>Entro 12 mesi</strong></em> saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti;</li>
<li><em><strong>Entro 15 mesi</strong></em> le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività.</li>
</ul>
<h3>Per saperne di più</h3>
<ul>
<li><a title="file .pdf 408 Kb" href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/il_nuovo_cad.pdf">Il nuovo CAD</a></li>
<li><a title="file .jpg 112 Kb" href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/foto_cad.JPG">La foto della conferenza</a></li>
<li><a href="http://video.palazzochigi.it/brunetta20100219.asx">Il video della conferenza stampa</a></li>
</ul>
<p>Fonte: <em>Ministero per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione  </em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.i2000segnala.it%2F2010%2F02%2Fil-consiglio-dei-ministri-approva-il-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale-proposto-dal-ministro-brunetta%2F&amp;linkname=Il%20Consiglio%20dei%20Ministri%20approva%20il%20nuovo%20Codice%20dell%26%238217%3BAmministrazione%20Digitale%20proposto%20dal%20Ministro%20Brunetta">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
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		<title>La Telemedicina nelle Marche: interviste agli esperti nel mondo della Ricerca, della Sanità e della Formazione</title>
		<link>http://www.i2000segnala.it/2010/02/la-telemedicina-nelle-marche-interviste-agli-esperti-nel-mondo-della-ricerca-della-sanita-e-della-formazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Banda Larga]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel case history sulle politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel case history sulle <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/casehistory/1625/la-politica-europea-nella-telemedicina.html" target="_blank">politiche dell&#8217;Unione Europea per lo sviluppo della telemedicina</a>, si era essenzialmente analizzato lo scenario, le potenzialità e le criticità ancora presenti in tale settore. Tranne alcune Regioni (es. Veneto e Lombardia) che hanno costruito strutture dedicate e partecipano attivamente a progetti internazionali, negli altri contesti abbiamo molte buone prassi ma che fanno fatica a proseguire come sistema integrato. Peraltro, oltre all&#8217;innovazione che la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a> adduce l&#8217;argomento politicamente più forte è come sostenere il costo sociale della sanità su una popolazione sempre più anziana (aspettative di vita ormai vicino ai 90 anni) con scarso ricambio generazionale e forte utilizzo di giovani con contratti precari. Ecco allora che diventa strategico avere servizi medico-sociali diffusi nel territorio e strutture ospedaliere di qualità elevata in poli urbani, ricche di tecnologie e professionalità. La <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a> può senzaltro contribuire a questo modello di assistenza delocalizzata a patto che il sistema mobilità sia efficiente e utilizzi mezzi senza fare economie; la rapidità dell&#8217;intervento deve far parte del progetto integrato territorio-presidio sanitario di eccellenza.</p>
<p>Per illustrare le attività e i progetti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a> che si stanno sviluppando nella <strong>Regione Marche</strong> che peraltro attraverso il suo Presidente, on. le Gianfranco Spacca, si è candidata come polo nazionale per lo sviluppo della domotica, che può avvalersi anche dei servizi della medicina a distanza, abbiamo contattato tre esperti, in campi diversi (Ricerca, Sanità, Formazione). Il primo esperto è <strong>Aldo Franco Dragoni</strong>, professore di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">Informatica</a> all&#8217;Università Politecnica delle Marche, dove insegna &#8220;Fondamenti di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">Informatica</a>&#8221; e &#8220;Sistemi Operativi in tempo reale&#8221;. Come ricercatore è stato particolarmente attivo nel campo dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Negli ultimi anni si è dedicato particolarmente alle applicazioni di tecnologie informatiche in ambito sanitario. Ha pubblicato una novantina di articoli fra riviste specialistiche e atti di convegni internazionali.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa del futuro della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a>?</strong></p>
<p>Il futuro della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a> è in quella che a me piace oggi definire &#8220;NetMedicine&#8221;, cioè la consulenza medica erogata mediante la Rete delle Reti. Oggi non esiste applicazione di &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a>&#8221; fruita se non per via <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> attraverso i protocolli Internet HTTP-TCP-IP, oppure SMTP-TCP-IP, sotto la riservatezza garantita dal protocollo SSL. Per questo a me piace parlare piuttosto di Internet Medicina, perché il prefisso &#8220;tele&#8221; richiama concetti ormai insignificanti, come l&#8217;erogazione via etere mediante satelliti piuttosto che ponti radio. Viviamo ormai in un mondo iperconnesso e sia l&#8217;informazione point-to-point che quella trasmessa in broadcast viaggia quasi esclusivamente su Internet.</p>
<p><strong>Descriva un esempio pratico affinché possiamo ancorare il nuovo termine ad un avvenimento</strong></p>
<p>Le farò un esempio. In campo medico, il dato diagnostico <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> raccolto in Africa, nello Zambia e salvato in un &#8220;file&#8221; nel disco fisso di un PC &#8220;<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Client">client</a>&#8221;, viene opportunamente crittografato e poi &#8220;uploadato&#8221; sul PC &#8220;server&#8221; dello studio medico che si trova ad Ancona, dove viene esaminato mediante opportuni programmi &#8220;viewer&#8221; che girano sui PC <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/client/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Client">client</a> degli specialisti. Da questi partono poi i referti, allegati, per esempio, a messaggi di posta elettronica indirizzati ai richiedenti zambiani. Le tratte che il segnale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> percorre in entrambe le direzioni sono molteplici e di varia natura fisica. Per esempio, in partenza dall&#8217;ospedale zambiano potremmo avere un doppino telefonico, oppure un ponte radio verso la più vicina stazione della compagnia telefonica, oppure ancora addirittura un collegamento satellitare! Arrivato in Italia, il &#8220;file&#8221; potrebbe viaggiare sulla rete gestita dal GARR* ed essere instradato fino al server dello studio medico, dal quale potrebbe poi ripartire per essere trasmesso sullo smartphone dello specialista mediante la copertura UMTS. Il referto, prodotto direttamente sul server dello studio al quale il medico accede mediante il suo cellulare, potrebbe poi essere reinstradato su Internet fino all&#8217;ospedale zambiano seguendo pressappoco il percorso inverso di quello seguito all&#8217;andata dal dato diagnostico. Ciò che accumuna tutte le tratte è che esse trasportano lo stesso tipo di pacchetti di dati, secondo protocolli di comunicazioni che sono sempre gli stessi e valgono su tutto il pianeta! E, ovviamente, la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Comunicazione">comunicazione</a> bidirezionale appena descritta funziona anche fra paziente e medico che lavorano e risiedono nello stesso quartiere (con nessuna differenza e pochi passaggi in meno). Per questo oggi non abbiamo più scuse tecniche a che il referto di qualunque esame non venga recapitato direttamente sul PC del medico di famiglia o dello stesso assistito, se lo volesse; si capisce con quale risparmio collettivo di tempo, denaro, emissione di CO2, polveri sottili ed alberi abbattuti! Il vero punto cruciale dal punto di vista tecnico è la banda di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Comunicazione">comunicazione</a>, cioè la cosiddetta &#8220;banda larga&#8221;. Così come la robustezza di una catena è pari a quella del suo anello più debole, così qui la capacità trasmissiva del canale che s&#8217;instaura fra medico e paziente è quella della tratta più debole. Se la scatola telefonica fuori del padiglione dell&#8217;ospedale zambiano è arrugginita o l&#8217;antenna del ponte radio è stata ruotata dal vento forte della notte, allora il trasferimento del file fino allo studio medico anconetano potrebbe durare giorni o, più probabilmente,interrompersi ed il servizio potrebbe cadere.</p>
<p><strong>Ciò che dice ha grosse valenze sociali ed economiche e poi se non c&#8217;è un&#8217;attenta organizzazione e monitoraggio, e credo anche ruoli professionali, c&#8217;è il rischio che una banalità determini un danno (sulla salute la tempestività è un valore non trascurabile). Ma di ciò che ha illustrato ha qualche progetto in cantiere?</strong></p>
<p>I progetti specifici di cui mi chiede sono talmente tanti che ci vorrebbero molte interviste per parlarne. Accenno solo che i più interessanti derivano proprio dalle &#8220;contaminazioni&#8221; fra Internet e Medicina. Mi riferisco innanzitutto alla serissima questione dell&#8217;Interoperabilità fra i sistemi (che essendo interconnessi devono parlare gli stessi linguaggi e dare agli stessi termini gli stessi significati), ma anche a recenti fenomeni come il &#8220;social networking&#8221; (<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/facebook/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Facebook">Facebook</a>, Twitter etc.) che sbarca in campo medico. Il primo è un problema che va risolto mediante la definizione e l&#8217;uso di standards internazionali, il secondo è un fenomeno che va studiato.</p>
<p>Dalla ricerca e dalle tendenze anche del WEB 2.0 che il prof. Dragoni ci ha descritto andiamo al prof. <strong>Roberto Antonicelli</strong> direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC e del Centro di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">Telemedicina</a> dell&#8217;Istituto Scientifico INRCA Ancona. È, inoltre, professore a.c. presso la Scuola di Specializzazione di Cardiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p><strong>In ambito della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">Telemedicina</a>, la Telecardiologia è uno degli interventi più utilizzati e noti. Può illustrare quali sono i servizi erogati dal suo Istituto?</strong></p>
<p>Uno dei principali problemi risiede nell&#8217;enorme &#8220;gap&#8221; tra le promesse teoriche e le realizzazioni pratiche. In una situazione che in campo nazionale è ancora così povera di realizzazioni concrete, la Regione Marche si è distinta per alcune iniziative che a livello del territorio hanno avuto un notevole riscontro pratico. L&#8217;Istituto Scientifico INRCA di Ancona circa 10 anni fa ha dotato la sua U.O. di Cardiologia-UTIC di un Centro di Telecardiologia. Questa Struttura, funzionalmente collegata con l&#8217;UTIC, ha implementato innovativi modelli assistenziali ed in particolare ha attuato un progetto di Teleprotezione cardiologica di soggetti anziani ospiti di Case di Riposo e a tutt&#8217;oggi offre questo servizio anche a Farmacie, Medici di base e singoli <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/utenti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Utenti">utenti</a> che ne facciano richiesta. Ogni utente collegato dispone di un terminale ECG a 12 derivazioni che in pochi minuti consente, anche a personale non specializzato, di effettuare un ECG e trasmetterlo con una normale telefonata, sia in caso d&#8217;emergenza che in condizione d&#8217;elezione. Tenendo presente da un lato l&#8217;elevata morbilità cardiovascolare della popolazione anziana, dall&#8217;altro la frequente condizione di disabilità che è connaturata alla condizione anziana, s&#8217;intuisce facilmente quanto questo modello di tele-assistenza cardiologica possa essere utile agli anziani cardiopatici ospiti in queste strutture (spesso localizzate in zone disagiate e scarsamente collegate) ed i notevoli risparmi anche economici che questi innovativi modelli assistenziali possono generare nel sistema sanitario nazionale.</p>
<p><strong>Data la relativa semplicità d&#8217;uso e il potenziale minor costo, potrebbe anche dar origine, a chi ha strutture da riqualificare e in aree interne, a nuovi servizi per malattie croniche e anziani autosufficienti?</strong></p>
<p>Sono progetti possibili, la tecnologia c&#8217;è già, poi forse mancano le norme che disciplinano un nuovo modello di servizi fra il territorio e le strutture sanitarie classiche.</p>
<p><strong>Un altro servizio che state erogando?</strong></p>
<p>Vorrei descrivere un modello molto interessante, la cosiddetta &#8220;dimissione protetta&#8221;. Soggetti cardiopatici ricoverati presso l&#8217;U.O. di Cardiologia, vengono precocemente dimessi ed inseriti in un programma domiciliare di controllo cardiologico mediante trasmissione elettiva ed eventualmente d&#8217;emergenza del tracciato ECG con un colloquio con lo specialista ospedaliero. Questo modello ha dato interessantissimi risultati specie nella gestione a domicilio di soggetti anziani affetti da insufficienza cardiaca cronica e da aritmie cardiache. In particolare si è potuta dimostrare una significativa riduzione delle re-ospedalizzazioni con un netto miglioramento della qualità di vita dei soggetti così seguiti.</p>
<p><strong>Nel campo sanitario qual è l&#8217;evoluzione della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a>?</strong></p>
<p>Il principale sviluppo della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a> &#8220;tradizionale&#8221; è verso nuove metodiche di video-cumunicazione fino alla creazione di un vero e proprio nuovo Video-Call Centre che è in grado di garantire un elevato livello di servizio di assistenza sanitaria &#8220;remota&#8221;, avvalendosi dell&#8217;utilizzo di sofisticati strumenti di telemonitoraggio che associano alla videocomunicazione tra paziente e struttura medica, il telemonitoraggio e la trasmissione di dati clinici quali pressione arteriosa (BP), frequenza cardiaca, SpO2, temperatura, elettrocardiogramma (ECG), auscultazione a distanza, peso ed altro ancora. Il sistema prevede un centro di ascolto ed una postazione di monitoraggio dei dati clinici. La postazione lato paziente, oltre alle funzioni di video-<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/comunicazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Comunicazione">comunicazione</a> previste per l&#8217;home care sociale, è in grado di collegare gli apparati biomedicali necessari per lo svolgimento delle funzioni di tele-monitoraggio in tempo reale. Il sistema è stato progettato con l&#8217;obiettivo di migliorare la qualità della vita dei pazienti che necessitano di visite periodiche; grazie a tale sistema si possono evitare scomodi e ripetuti trasferimenti presso strutture sanitarie in quanto i pazienti possono essere visitati dal medico senza muoversi da casa o facendo riferimento alla struttura più vicina alla propria abitazione. Il paziente entra in contatto visivo interattivo con il medico e viene guidato dallo stesso durante una visita remota. Il paziente o chi lo assiste, seguendo le istruzioni del medico, provvede al rilevamento dei parametri vitali di interesse semplicemente posizionando i sensori medicali. Il medico, avvalendosi del collegamento visivo, è in grado di riscontrare lo stato di salute del paziente (colorito, stato d&#8217;animo, presenza di ferite od altro, ecc.) e di guidare lo stesso nel posizionare i sensori necessari per il rilevamento dei parametri vitali: bracciale per la pressione, sensore per la saturimetria, termometro, ecc.. I dati anagrafici del paziente ed i risultati delle analisi effettuate nel corso dei controlli periodici a distanza vengono memorizzati in un database al quale il medico può accedere in qualunque momento anche tramite un palmare che sia collegato ad Internet (Wi-Fi,GPRS,UMTS ). Abbiamo recentemente sperimentato un &#8220;braccialetto&#8221;, simile ad un orologio per monitorare eventuali cadute accidentali. Si chiama <strong>MoCaWatch (Mobile Care Watch)</strong>. In pratica è un dispositivo in grado di controllare in maniera automatica lo stato di salute di una persona, attraverso la rilevazione di parametri fisiologici (frequenza cardiaca, attività fisica, rilevatore di caduta, temperatura epidermica e ambientale, ecc.). Il sistema può inviare un allarme a richiesta con la pressione di un pulsante, oppure automaticamente in occasione di situazioni anomale (stato febbrile, caduta, frequenza cardiaca eccessiva, condizioni di forte stress, ecc.). L&#8217;allarme viene trasferito dal bracciale a un comune telefono cellulare dotato di interfaccia Bluetooth che invia la richiesta di aiuto attraverso un SMS o una chiamata vocale pre-registrata a un centro servizi in grado di gestire la situazione o a una lista predefinita di numeri di telefono (familiari e amici). La notifica di allarme contiene informazioni utili al trattamento del problema: il tipo di anomalia, i valori dei parametri fisiologici fuori dalla norma e la localizzazione geografica della persona, se disponibile. È semplice da usare; i sensori sono sul polso, è alimentato da una batteria ricaricabile, non altera le abitudini di chi lo indossa, sostituisce un orologio (pronuncia l&#8217;ora quando si preme un pulsante), è compatibile con la maggioranza di telefoni cellulari dotati di interfaccia Bluetooth e non richiede installazione di software sul cellulare. La Telecardiologia nelle Marche rappresenta ormai una consolidata realtà sia nel campo della ricerca che dell&#8217;assistenza, ponendosi come avanzato modello di gestione ospedaliera pubblica.</p>
<p>Dopo la ricerca tecnologica e la sperimentazione medica che mi sembra stiano facendo discreti risultati e, anche se lentamente, si stanno diffondendo nel territorio non poteva mancare un elemento centrale per consolidare la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/telemedicina/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Telemedicina">telemedicina</a>: la formazione. Il prof. <strong>Mauro Barchiesi</strong> è il nostro ultimo intervistato, docente a tempo indeterminato del MIUR, con un&#8217;esperienza quasi ventennale in ambito didattico-formativo che ha studiato e lavorato molto in Inghilterra collaborando con i colleghi d&#8217;oltremanica all&#8217;analisi e studio del servizio sanitario britannico denominato NHS e dello stesso sistema ospedaliero. Da quasi cinque anni è docente all&#8217;UNIVPM, Facoltà di Medicina e Chirurgia e si occupa di Medical Clinical English.</p>
<p><strong>L&#8217;UNIVPM ha vinto un progetto comunitario sul Programma &#8220;Leonardo Da Vinci&#8221; in ambito dell&#8217;elearning sanitario, di che si tratta?</strong></p>
<p>Sì, il progetto approvato dall&#8217;ISFOL di Roma (Istituto per Lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) si intitola &#8220;INTERNET USE IN LIFELONG LEARNING OF EUROPEAN NURSES AND ALLIED HEALTH PROFESSIONALS&#8221;, Partenariati Multilaterali 2009, con il contemporaneo coinvolgimento di altre tre Università, ovvero Liverpool, Granada e Thessaloniki. Il progetto, a cui ha collaborato anche il prof. Salvatore Amoroso, docente di Farmacologia, ha come finalità quello di migliorare la qualità dei modelli formativi per gli operatori delle professioni sanitarie a partire da un&#8217;approfondita analisi e studio delle piattaforme esistenti. Questo avverrà anche grazie alla cooperazione tra tutte le istituzioni accademiche coinvolte nel progetto con l&#8217;obiettivo principale dello studio delle applicazioni didattiche disponibili in forma interattiva e online e, il tutto, all&#8217;interno di una prospettiva europea comune per l&#8217;istruzione e la formazione degli infermieri e professionisti della salute. Verrà, inoltre, posta in essere una valutazione di come viene fornita l&#8217;assistenza sanitaria e la formazione degli operatori all&#8217;interno dei diversi stati membri europei partecipanti al progetto. Infine, si può già anticipare che, dopo un biennio di lavoro (fino a metà 2011), sarà elaborato un dettagliato report per sviluppare uno strumento didattico-formativo basato sull&#8217;ICT, possibilmente sito web o software dedicato, che possa interagire e supportare la cosiddetta formazione continua in medicina e infermieristica e che rimane l&#8217;obiettivo finale, a lungo termine, di tutti i partner coinvolti nel progetto.</p>
<p>Mi pare che anche le Marche con queste professionalità in questi settori possano avere una chanche per creare uno sviluppo globale dell&#8217;ICT e dei servizi indotti che esso apporta.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/casehistory/2212/p3/la-telemedicina-nelle-marche.html" target="_blank">www.pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>Il Balzo del Gambero del Codice dell’Amministrazione Digitale!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Codice amministrazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Firma Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione Tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo di modifica al CAD contiene norme pericolosissime per il futuro della digitalizzazione documentale e, se venisse approvato senza profonde rivisitazioni, si rischia la paralisi nei processi di conservazione sostitutiva.
Vogliamo veramente burocratizzare anche il documento informatico?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho avuto modo di leggere con attenzione lo <strong>Schema di Decreto Legislativo recante modifiche al Codice dell’Amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">Digitale</a> ai sensi dell’articolo 33 della Legge 18 Giugno 2009, n. 69</strong> in via di approvazione in Consiglio dei Ministri. In tempi strettissimi si sta procedendo verso una riforma del Codice che potrebbe avere un impatto fortemente negativo sia sui progetti già in atto di digitalizzazione documentale e sia su quelli in fieri. Alcuni principi contenuti nel testo che si intende approvare rischiano (in maniera consapevole, ma credo più che altro inconsapevole) di provocare una desolante paralisi di tutti i sistemi di conservazione sostitutiva di documenti, non soltanto amministrativi, ma anche contabili, fiscali, del lavoro e assicurativi.<br />
Proviamo, quindi, a fare ordine, così da capire cosa sta succedendo e magari sollecitare chi di dovere ad un ripensamento in extremis su alcuni pericolosissimi concetti che si vorrebbero inserire nel testo di modifica e ricondurre così sui giusti binari <strong>una riforma che doveva avere uno spirito di semplificazione e che, invece, così formulata rischia di spingere l’Italia verso una incredibile burocrazia documentale <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>.</strong></p>
<p>Prima di tutto è necessario ricordare che l’art. 33 della L. 69/2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009) prevedeva una delega al Governo per modificare solo alcuni e specifici aspetti del Codice dell’amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> e, in particolare, il testo dell’articolo precisava questo:</p>
<ol>
<li>Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all&#8217;articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, <strong>entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge</strong>, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell&#8217;amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
<ul>
<li>a) prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l&#8217;erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le pubbliche amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del codice;</li>
<li>b) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l&#8217;incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione;</li>
<li>c) individuare meccanismi volti a quantificare i mancati risparmi derivati dall&#8217;inottemperanza alle disposizioni del codice al fine di introdurre decurtazioni alle risorse finanziarie assegnate o da assegnare alle amministrazioni inadempienti;</li>
<li>d) prevedere l&#8217;affidamento temporaneo delle funzioni di cui all&#8217;articolo 17 del codice ad altre strutture in caso di mancata istituzione del centro di competenza;</li>
<li>e) <strong>modificare la normativa in materia di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Firma Digitale">firma digitale</a> al fine di semplificarne l&#8217;adozione e l&#8217;uso da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese, garantendo livelli di sicurezza non inferiori agli attuali;</strong></li>
<li>f) prevedere il censimento e la diffusione delle applicazioni informatiche realizzate o comunque utilizzate dalle pubbliche amministrazioni e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;</li>
<li>g) individuare modalità di verifica dell&#8217;attuazione dell&#8217;innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni centrali e delle ulteriori funzioni di cui all&#8217;articolo 16 del codice con l&#8217;introduzione di forme di monitoraggio che includano valutazioni sull&#8217;impatto tecnologico, nonché sulla congruenza e compatibilità delle soluzioni adottate, prevedendo l&#8217;affidamento al CNIPA delle relative attività istruttorie;</li>
<li>h) disporre l&#8217;implementazione del riuso dei programmi informatici di cui all&#8217;articolo 69 del codice, prevedendo a tal fine che i programmi sviluppati per le amministrazioni pubbliche presentino caratteri di modularità ed intersettorialità;</li>
<li>i) introdurre specifiche disposizioni volte a rendere la finanza di progetto strumento per l&#8217;accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l&#8217;utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali;</li>
<li>l) indicare modalità di predisposizione di progetti di investimento in materia di innovazione tecnologica e di imputazione della spesa dei medesimi che consentano la complessiva ed organica valutazione dei costi e delle economie che ne derivano;</li>
<li>m) <strong>prevedere l&#8217;obbligo dell&#8217;utilizzo delle procedure e delle <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/reti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Reti">reti</a> informatiche nelle comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni, di qualsiasi livello, tra loro, con i propri dipendenti e con i concessionari di pubblici servizi;</strong></li>
<li>n) prevedere la pubblicazione di indicatori di prestazioni nei siti delle pubbliche amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;</li>
<li>o) equiparare alle pubbliche amministrazioni le società interamente partecipate da <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/enti/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Enti">enti</a> pubblici o con prevalente capitale pubblico;</li>
<li>p) <strong>prevedere che tutte le pubbliche amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 eroghino i propri servizi, ove possibile, nelle forme informatiche e con le modalità telematiche, consolidando inoltre i procedimenti informatici già implementati, anche in collaborazione con soggetti privati;</strong></li>
<li>q) <strong>introdurre nel codice ulteriori disposizioni volte ad implementare la sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a> dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni</strong>, anche in relazione al Sistema pubblico di connettività.</li>
</ul>
</li>
<li>All&#8217;attuazione della delega di cui al presente articolo le amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.</li>
</ol>
<p>Dalla lettura del lungo testo contenuto nell’art. 33 si evince chiaramente che nella delega, da una parte si è voluto prevedere un apparato sanzionatorio e, quindi, delle forme di controllo e di incentivo sull’operato delle amministrazioni pubbliche impegnate lungo la strada della digitalizzazione; dall’altra parte, senza <span style="text-decoration: underline;">prevedere nella delega modifiche particolari nella specifica regolamentazione dei processi documentali elettronici e negli strumenti da utilizzare</span>, si è voluto incentivare l’utilizzo sicuro delle tecnologie informatiche nelle comunicazioni tra PA, tra PA e dipendenti e tra PA e cittadini/imprese. Anche le modifiche in materia di <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Firma Digitale">firma digitale</a> avrebbero dovuto essere funzionali a un miglioramento nella usability di tale strumento, non certo si voleva delegare il Governo a operare una delicatissima e complessa modifica nella regolamentazione degli effetti formali e probatori della <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Firma Digitale">firma digitale</a> e delle firme elettroniche!<br />
E, invece, il testo partorito in pochissimi mesi di lavoro (<em>c’erano 18 mesi a disposizione dall’entrata in vigore della legge, perché proprio con le controverse materie della Società del’Informazione continuiamo a regolamentare in fretta e furia e senza un minimo di attenzione?)</em> è un guazzabuglio di modifiche e novità nell’impianto sistematico del Codice, senza né un capo, né una coda e soprattutto senza che il Governo avesse la delega specifica dal Parlamento per poterlo fare!</p>
<p>Non si discutono le modifiche al CAD contenute nello Schema di Decreto in materia di sanzioni, controlli e né tantomeno le specifiche a attente normative in materia di sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a>. Qui ci siamo e il Governo sta seguendo correttamente i binari indicati nella delega. E su queste materie ci saranno buone novità contenute nel testo di modifica. Ma tali buone novità e l’onesta e corretta opera di semplificazione rischiano di essere vanificate, anzi totalmente invalidate da incredibili e dissennate modifiche all’intero assetto normativo del CAD in materia di documento informatico, firme elettroniche, processi di copia e conservazione digitali. E tutte queste modifiche – si ripete &#8211; sono totalmente fuori delega e, quindi, devono considerarsi contra legem! Quindi, non soltanto sono dannose, ma sono anche totalmente in antitesi con lo spirito e gli obiettivi dichiarati nella delega contenuta nell’art. 33 della L. 69/2009.<br />
Non si discutono le modifiche al CAD contenute nello Schema di Decreto in materia di sanzioni, controlli e né tantomeno le specifiche a attente normative in materia di sicurezza <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a>. Qui ci siamo e il Governo sta seguendo correttamente i binari indicati nella delega. E su queste materie ci saranno buone novità contenute nel testo di modifica. Ma tali buone novità e l’onesta e corretta opera di semplificazione rischiano di essere vanificate, anzi totalmente invalidate da incredibili e dissennate modifiche all’intero assetto normativo del CAD in materia di documento informatico, firme elettroniche, processi di copia e conservazione digitali. E tutte queste modifiche – si ripete &#8211; sono totalmente fuori delega e, quindi, devono considerarsi contra legem! Quindi, non soltanto sono dannose, ma sono anche totalmente in antitesi con lo spirito e gli obiettivi dichiarati nella delega contenuta nell’art. 33 della L. 69/2009.</p>
<p>Proviamo sinteticamente a spiegare cosa sta succedendo, con la accorata speranza che chi di dovere verifichi, intervenga e blocchi questa scellerata azione di vero e proprio boicottaggio al CAD.<br />
Già nei primissimi articoli del CAD si interviene e si introducono nuove definizioni, quali la <strong>copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a> di documento informatico </strong>(che è la copia di un documento informatico con contenuto identico, ma diversa sequenza di valori binari) e il<strong> duplicato informatico</strong> (che è il duplicato esatto del documento originale informatico, ma che – udite udite – avrà l’aggiunta di ulteriori valori necessari per distinguerlo dall’originale!). E già iniziano i paradossi: <strong>si cerca di far percorrere al documento informatico le strade tortuose del documento cartaceo</strong>. Esiste l’originale e la copia nel mondo cartaceo? Bene, allora li introduciamo pure nel mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>, dimenticando la storia del diritto dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a> e le stesse caratteristiche (e i relativi vantaggi) della digitalizzazione documentale che permettono di ottenere tanti originali informatici da mantenere su diversi supporti, ai fini di una corretta conservazione (e anche in adempimento alla normativa sulla protezione dei dati personali)!<br />
Finita qui? Magari! Siamo purtroppo solo all’inizio di una profonda opera di frettolosa rivisitazione di discipline e concetti sui quali, finalmente e a fatica, si era arrivati a un minimo di chiarezza.</p>
<p>Continuiamo, dunque. Con l’entrata in vigore del CAD, seguendo lo spirito della delega che lo aveva animato (Legge delega 29 luglio 2003, n. 229), il legislatore aveva cercato di mettere ordine tra i concetti di firma elettronica e <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Firma Digitale">firma digitale</a> e di provare in qualche modo a trovare una strada possibile di coordinamento con la direttiva comunitaria 1999/93/CE in materia di firme elettroniche (la quale ha uno spirito profondamente diverso rispetto alla nostra normativa, perseguendo principi e interessi dettati da una attenzione particolare al commercio elettronico tra privati, piuttosto che agli interessi della PA <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>). Pertanto, animato dalla volontà di semplificare, il legislatore di allora aveva pensato (in bene o in male) di fare uscire dal nostro ordinamento il concetto di “<strong>firma elettronica avanzata</strong>” e di limitare il concetto della firma elettronica essenzialmente a due tipologie di firma, regolamentandone i relativi effetti formali e probatori:</p>
<ul>
<li><strong>la firma elettronica</strong> (alla quale erano riconducibili quella cd. semplice e quella avanzata presenti nella normativa comunitaria)</li>
<li><strong>la firma elettronica qualificata</strong> (alla quale è riconducibile la <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/firma-digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Firma Digitale">firma digitale</a>).</li>
</ul>
<p>Ebbene, con una spericolata azione normativa (si ripete ancora una volta, totalmente fuori delega!) la firma elettronica avanzata che era in precedenza uscita dalla porta, viene oggi fatta rientrare dalla finestra! Alla faccia della semplificazione!!! Ora cittadini, imprese e Pa dovranno cimentarsi nel nuovo, difficile e creativo gioco <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> del “<strong>che firma è e che valore ha questa firma”?</strong> Infatti, oltre ad aver introdotto la firma elettronica avanzata, il testo che si dovrebbe approvare a giorni in Consiglio dei Ministri ha dovuto modificare gli articoli 20 e 21 del CAD, attribuendo ai documenti informatici con diversi tipi di firme differenti valori formali e probatori! W la semplificazione all’italiana!<br />
Ma sono le pesantissime modifiche agli <strong>articoli 22</strong> (rubricato adesso copie informatiche di documenti analogici) e 23 (rubricato copie analogiche di documenti informatici) che raggiungono l’inverosimile e rischiano di paralizzare qualsiasi processo di digitalizzazione documentale nelle Pa e nelle imprese. Non si può approfondire, ma di fatto si vuole far passare il concetto che, senza la figura del pubblico ufficiale che attesti l’autenticità della copia <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a> di documento analogico (originale unico o non unico che sia) <strong>la conformità di ogni archivio informatico sostitutivo potrà essere sempre disconosciuta!<br />
</strong><br />
Quindi, è vero che si sottolinea nel testo di riforma che le copie informatiche possono essere conservate al posto dei relativi originali analogici, ma chi si azzarderà più a sviluppare processi del genere, senza un notaio? E che fine ha fatto lo spirito di semplificazione? Perché non si introduce almeno<strong> il concetto di certificazione del processo di conservazione da parte del pubblico ufficiale?</strong> O si vogliono bloccare tutti i processi di conservazione sostitutiva già avviati con successo in Italia?</p>
<p>Nel nuovo <strong>art. 23-bis</strong> (rubricato documenti amministrativi informatici) il testo di modifica poi si diverte a tracciare la strada del particolare e innovativo <strong>documento analogico informatico</strong>; parliamo, <strong>cioè, del documento che si dimentica di essere informatico e segue la strada tipica degli originali e delle copie cartacee</strong>! Vogliamo avvantaggiarci del <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> oppure vogliamo fare finta che con la Società dell’Informazione non è cambiato nulla e dobbiamo fare i duplicati con timbro e affidarne l’autenticazione al burocrate di turno, dimenticandoci la funzione delle firme digitali e delle marche temporali e soprattutto trascurando il fatto che nel mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> la copia di un bit è esattamente identica al suo originale? <strong>E che senso ha sottolineare che il responsabile della conservazione deve preoccuparsi di conservare l’originale informatico?</strong> Vogliamo, forse, mettere in cassaforte un server e un formato documentale, dimenticandoci del rischio di brevissima obsolescenza tecnologica tipico del mondo <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a>?<br />
Stiamo giocando a fare a cazzotti con i principi fondamentali del diritto dell’<a href="http://www.i2000segnala.it/tag/informatica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Informatica">informatica</a>?</p>
<p>Non posso andare avanti e ci sarebbe tanto altro da dire. L’essenziale è che si intervenga al più presto e si rimeditino certi improvvisati concetti che non so bene a chi giovino (in verità, qualche sospetto l’abbiamo un po’ tutti!) e che rischiano realmente di far procedere questa riforma “a balzi” sì, ma all’indietro, come un gambero…e sono certo che non è questo lo spirito dell’importante riforma immaginata dai Ministri Brunetta e Calderoli, i quali faticosamente cercano, anche attraverso gli innovativi strumenti digitali, di spianare le strada amministrativa e liberarla da inutili orpelli e giri a vuoto.</p>
<p><strong>Ovviamente, come <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Associazione">Associazione</a> ANORC, dichiariamo la nostra massima disponibilità a dare una mano in questa difficile strada di cambiamento e a partecipare attivamente a tavoli di confronto che evitino di commettere errori irreparabili lungo le autostrade della digitalizzazione documentale</strong>.</p>
<p>&gt;&gt; <strong><a href="http://www.anorc.it/documenti/Testo.pdf">Clicca qui </a>per leggere il testo del decreto legislativo di modica del Codice dell’Amministrazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">Digitale</a></strong></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>A cura dell’avv. Andrea Lisi</strong> – Digital&amp;Law Department (</span><a href="www.studiolegalelisi.it"><span style="color: #000080;">www.studiolegalelisi.it</span></a><span style="color: #000080;">)<br />
Presidente <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/associazione/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Associazione">Associazione</a> Nazionale Operatori e Responsabili della Conservazione <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/digitale/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Digitale">digitale</a> dei documenti (</span><a href="www.anorc.it"><span style="color: #000080;">www.anorc.it</span></a><span style="color: #000080;">)</span></p>
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		<title>Facebook e PA: un connubio possibile?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enti]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche gli Enti Pubblici iniziano a confrontarsi con il Web  2.0, ma da un&#8217;analisi effettuata sulla presenza dei Comuni sui social  network emerge in taluni casi una mancata conoscenza dello strumento e un  conseguente cattivo o parziale utilizzo dello stesso che, quando non va a  discapito dell&#8217;immagine istituzionale, è perlomeno del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche gli Enti Pubblici iniziano a confrontarsi con il <strong>Web  2.0</strong>, ma da un&#8217;analisi effettuata sulla presenza dei Comuni sui social  network emerge in taluni casi una mancata conoscenza dello strumento e un  conseguente cattivo o parziale utilizzo dello stesso che, quando non va a  discapito dell&#8217;immagine istituzionale, è perlomeno del tutto inutile. Non  esistono regole auree da seguire, tanto più in quanto gli stessi <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a>  sono in continua evoluzione, ma dall&#8217;osservazione empirica del comportamento  degli Enti presenti su <strong>Facebook</strong> è possibile trarre alcune  considerazioni.</p>
<p><strong>1) La presenza sul <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> non può essere  improvvisata</strong></p>
<p>È necessario che la decisione di prendere parte a un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> sia  inserita nell&#8217;ambito di un piano di comunicazione ben strutturato. In questo  senso, un buon esempio è quello del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/castelnuovomagra?v=wall" target="_blank">Comune di  Castelnuovo Magra</a></span> che su Facebook ha deciso di esserci nell&#8217;ambito di un  piano di comunicazione articolato, che prevede l&#8217;utilizzo dei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a>  quali Facebook e Twitter per orientare il cittadino nelle diverse iniziative del  Comune e nelle informazioni di pubblica utilità. L&#8217;Ente ha deciso di utilizzare  i <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> per la loro gratuità e facilità d&#8217;uso, insieme a email ed sms  per mantenere un filo diretto col maggior numero possibile di cittadini. È  attraverso l&#8217;utilizzo congiunto e coordinato di mezzi di comunicazione  tradizionali e innovativi che si ottengono i risultati migliori. Occorre quindi  che la pagina di Facebook sia ben strutturata e aggiornata e che la cittadinanza  venga adeguatamente coinvolta nel progetto attraverso una promozione on e  offline.</p>
<p><strong>2) Bisogna determinare a priori contenuti e risorse</strong></p>
<p>Non si deve dimenticare che il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> è destinato alla creazione di  relazioni di lungo termine, capaci di promuovere l&#8217;attività istituzionale e di  fornire feedback alla stessa. Occorre perciò un&#8217;analisi preventiva dei contenuti  e delle motivazioni che spingono ad essere presenti, nell&#8217;ottica di un servizio  utile per il cittadino. È frequente il caso di Comuni che creano la  <strong>propria pagina</strong> semplicemente perché trasportati dall&#8217;entusiasmo  di essere presenti su Facebook, per poi abbandonarla poco dopo. Spesso non viene  neanche inserita l&#8217;immagine del profilo (che compare quindi con il punto  interrogativo) e non viene pubblicata alcuna informazione o notizia in bacheca.  Si può trovare anche il caso del Comune che, pur avendo molti fan (probabilmente  frutto di una buona promozione), presenta in bacheca solo 2 aggiornamenti: nel  primo si dice che &#8220;è uscito un po&#8217; di sole&#8221;, nel secondo che &#8220;fa freddo ed è  arrivato l&#8217;inverno&#8221;&#8230;</p>
<p>Altre volte si inizia facendo un buon lavoro (spesso in periodo  pre-elettorale), si raccolgono numerosi fan e all&#8217;improvviso si abbandona la  pagina, sulla quale i cittadini continuano a scrivere, senza più alcun  intervento istituzionale. Probabilmente l&#8217;Ente a questo punto non tiene neanche  più monitorata la pagina, che rimane così in balia di qualsivoglia intervento,  dalla critica e delusione dei fan a eventuali messaggi di spam. In questo modo,  oltre ad esporsi ai rischi citati, si perde l&#8217;occasione di portare avanti una  relazione di fiducia e partecipazione che si era già impostata. La presenza di  un Ente Pubblico su un <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> richiede quindi un lavoro attento e  costante da parte di risorse dedicate, che possono essere identificate  all&#8217;interno dell&#8217;Ente o acquisite in out-sourcing.</p>
<p><strong>3) È necessaria una conoscenza accurata degli strumenti offerti dal social  network</strong></p>
<p>Su Facebook è possibile interagire attraverso un profilo personale, un gruppo  o una pagina/profilo pubblico.</p>
<ul>
<li>Il profilo personale è indicato per le persone fisiche e consente di  accettare o rifiutare le richieste di amicizia provenienti da altri profili  presenti sul <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a>. Gli aggiornamenti inseriti dall&#8217;utente nella  propria pagina appaiono tra le news degli amici, salvo diverse impostazioni di  privacy scelte dall&#8217;utente stesso.</li>
<li>Il gruppo è lo strumento dedicato a chi intende condividere degli interessi  comuni. Si può divenirne membri con modalità differenti a seconda che  l&#8217;amministratore scelga di creare un gruppo chiuso (al quale possono iscriversi  solo persone invitate) o aperto (in questo caso chiunque può iscriversi). Gli  aggiornamenti del gruppo non compaiono tra le news dei membri, con i quali è  possibile comunicare solo inviando messaggi nella posta personale di Facebook,  quindi attraverso una modalità non sempre gradita in quanto più invasiva e  comunque consentita per un massimo di 5000 partecipanti.</li>
<li>La fan page è lo strumento più adeguato per le aziende e i profili pubblici,  quindi quello idoneo per un profilo istituzionale. Come la pagina personale, e a  differenza del gruppo, consente che gli aggiornamenti compaiano immediatamente  tra le news degli iscritti, che in questo caso vengono denominati fan. Inoltre,  a differenza della pagina personale per la quale è necessaria una richiesta di  amicizia, per divenire fan di una pagina pubblica è sufficiente l&#8217;iscrizione  alla stessa, senza il bisogno di alcuna accettazione.</li>
</ul>
<p>È quindi inappropriata la scelta dell&#8217;Ente che crea il proprio profilo come se  fosse una persona, impostando inoltre un livello di privacy tale da consentire  la visualizzazione di informazioni e aggiornamenti solo agli amici. Così come  non è corretta la scelta di creare un gruppo che, benché sia costantemente  aggiornato, non consente una comunicazione immediata con gli iscritti, che  difficilmente andranno a verificare costantemente se vi sono nuove informazioni.</p>
<p><strong>4) Inserire contenuti mirati al target</strong></p>
<p>Emerge un generale desiderio di informazione e di partecipazione alla vita  pubblica che si credeva in parte sopito; in realtà, se una volta il prender  parte ad una comunità comportava una presenza fisica, oggi è vi è un diverso  modo di interazione, caratterizzato dall&#8217;istantaneità e dall&#8217;aggiornamento  continuo. Nell&#8217;ottica del desiderio di appartenenza alla comunità territoriale,  è interessante notare come tra i fan si possano profilare delle categorie  definite:</p>
<ul>
<li>i residenti;</li>
<li>i residenti in zone limitrofe;</li>
<li>coloro che non vivono più sul posto ma mantengono un legame con il  territorio;</li>
<li>i turisti che ricercano informazioni per pianificare le proprie vacanze o  che desiderano rimanere in contatto costante con la località dove hanno passato  un piacevole soggiorno</li>
</ul>
<p>Facebook è quindi il luogo ideale per fornire informazioni su tutte le  iniziative che coinvolgono la vita comune, il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/turismo/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Turismo">turismo</a>, i rapporti con le  istituzioni: dalla sagra ai mercatini, dai concerti alle rappresentazioni  teatrali, dalle manifestazioni alle attività istituzionali, dai bandi alle  scadenze normative. Il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> è soprattutto strumento per veicolare le  attività culturali e di svago e per promuovere e confrontarsi su iniziative che  diano soddisfazione al bisogno di appartenenza alla comunità e facilitino il  rapporto con le istituzioni. Tante le iniziative possibili, dai concorsi  fotografici, letterari e così via, all&#8217;organizzazione del Carnevale, ai  movimenti di solidarietà. Tante le notizie di interesse pubblico, dalla rassegna  stampa comunale agli incentivi pubblici, dai lavori in corso alle campagne di  vaccinazione.</p>
<p>Il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> rappresenta una grande opportunità per coinvolgere nella  vita pubblica anche i giovani, presenti in gran numero su Facebook. Questa  fascia di età, inoltre, può far da tramite con i padri e con i nonni, per le  attività che li riguardano. Una buona iniziativa è quella del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/pages/Comune-di-Fiorano-Canavese/227458500633?v=wall" target="_blank">Comune di Fiorano Canavese</a></span> che promuove proprio su Facebook  gli incontri con i giovani tra i 15 e i 29 anni.</p>
<p><strong>5) Anche in Facebook c&#8217;è una <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/netiquette/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Netiquette">netiquette</a>, cioè un insieme di regole di  buona educazione</strong></p>
<p>È questo uno dei punti più delicati, che frequentemente viene trascurato dai  frequentatori dei <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a>, ma che una Pubblica Amministrazione, proprio  per il suo ruolo istituzionale, non può sottovalutare. Con Facebook la PA si fa  più vicina al cittadino e si riscontra anche nel linguaggio che in alcuni casi  può essere complice e frizzante, soprattutto quando si rivolge al target più  giovane. Tuttavia non si deve mai dimenticare il ruolo istituzionale e bisogna  quindi evitare di scadere nel colloquiale, nel banale e nel superfluo. Una  scelta oculata dei contenuti è importantissima per non affollare le news dei fan  con un numero eccessivo e sovrabbondante di comunicazioni che finirebbero per  essere ignorate e potrebbero anche spingere il cittadino, infastidito, a  cancellare la propria iscrizione alla pagina.</p>
<p>Il <a href="http://www.i2000segnala.it/tag/social-network/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Social Network">social network</a> non è uno strumento di comunicazione unidirezionale, ma  comporta un&#8217;interazione che per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta  un&#8217;opportunità di dialogo e confronto con il cittadino. È quindi necessaria la  costante presenza istituzionale che moderi i messaggi lasciati in bacheca e non  consenta, ad esempio, l&#8217;inserimento di messaggi pubblicitari non autorizzati. Un  esempio positivo, sia per la scelta dei contenuti sia per l&#8217;interazione tra  pubblico e privato, è la pagina del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.facebook.com/pages/Lodi-Italy/Comune-di-Lodi/49965188375" target="_blank">Comune di Lodi</a></span>, dove viene sempre data risposta alle istanze  dei cittadini. Mentre in molti altri casi si riscontra che domande e commenti  dei fan non trovino alcuna considerazione da parte istituzionale.</p>
<p><strong>Conclusione</strong>: Facebook rappresenta per le PA un ottimo strumento di  interazione con il cittadino, capace di dare nuova attuazione ai principi di  trasparenza, efficacia ed efficienza dell&#8217;azione amministrativa. Per raccogliere  la sfida occorre però un utilizzo non superficiale del mezzo, fondato su  un&#8217;accurata pianificazione strategica e su una gestione caratterizzata da  competenza e continuità.</p>
<p>Fonte:  <a href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/articoli/2184/p3/facebook-e-pa-un-connubio-possibile.html">Pubblicaamministrazione.net</a></p>
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		<title>E&#8217; il 2010: comincia l&#8217;era dell&#8217;ebook</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Moniaci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Ebook non si ferma più. É una crescita vertiginosa quella che sta facendo segnare in tutto il mondo il libro elettronico. Un successo che non ammette dubbi e che è sancito dai dati diffusi dall&#8217; International digital pubblishing forum, l&#8217;organo ufficiale statunitense per il monitoraggio del settore.
Nel terzo trimestre del 2009 il fatturato mondiale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ebook non si ferma più. É una crescita vertiginosa quella che sta facendo segnare in tutto il mondo il libro elettronico. Un successo che non ammette dubbi e che è sancito dai dati diffusi dall&#8217; International digital pubblishing forum, l&#8217;organo ufficiale statunitense per il monitoraggio del settore.</p>
<p>Nel terzo trimestre del 2009 il fatturato mondiale della vendita di Ebook ha raggiunto i <strong>46 milioni e mezzo di euro</strong>, contro i 14 milioni dello stesso periodo del 2008, con una <strong>crescita clamorosa del 228%</strong>. Anche in Italia il mercato di questa nuova tecnologia è in grande crescita, sebbene con le dovute proporzioni rispetto al mercato americano. Nei primi 9 mesi del 2009 le vendite di Ebook nel Belpaese sono cresciute del 61% rispetto al 2008 con un fatturato di un milione di euro.</p>
<p>Gli Ebook, dunque, cominciano a catturare l&#8217;attenzione di un numero sempre maggiore di persone. Per ora i “numeri” sembrano essere ancora esigui: negli Stati Uniti vale oggi l’1,5% delle vendite e in Italia, secondo le stime dell’Ufficio studi Aie, il segmento è in crescita, coprendo oggi lo 0,04% del mercato. Ma sono in molti a credere che il 2010 sarà l’anno della svolta.<strong> E negli Stati Uniti, già per questo Natale si prevede che il lettore per Ebook, l&#8217;Ereader, sarà uno dei regali più gettonati.</strong> Lo sviluppo di questa nuova tecnologia che può rivoluzionare il modo di leggere richiederà ancora molte risorse, investimenti e nuove competenze professionali ed editoriali, ma anche la diffusione della cultura di come si legge un Ebook. In questo, diversi incontri sul tema si sono tenuti in occasione della <strong>fiera “Più Libri Più Liberi” di Roma.</strong> Nel corso della tre giorni ben <strong>4500 curiosi hanno sperimentato gli e-Book</strong>, esposti in uno spazio loro dedicato, l&#8217;Ebook corner, in cui esperti del settore hanno spiegato e indottrinato il pubblico sul libro elettronico. “È un pubblico di curiosi davvero vario quello dell&#8217;Ebook corner – ha spiegato Cristina Mussinelli, consulente AIE per l&#8217;editoria digitale – Si va dalle giovani coppie alle mamme trascinate dai figli, dagli addetti ai lavori attirati dalla nuova tecnologia a cinquantenni attenti alle innovazioni”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.adginforma.it/E-il-2010-comincia-lera-dellebook.html">Agenda del Giornalista Informa</a></p>
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