Morto un CNIPA, se ne fa un altro
7 gennaio 2010
Dal 29 dicembre 2009 il CNIPA, vale a dire il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, non esiste più. O almeno ha cambiato faccia.
Su disposizione del decreto legislativo n.177 del 1° dicembre 2009, il CNIPA ha infatti assunto la nuova denominazione di DigitPA.
Ricordiamo che il CNIPA era stato istituto dal decreto legislativo n.196 del 30 giugno 2003 in sostituzione dell’AIPA (Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione), a sua volta istituita nel 1993.
Stando ai contenuti del decreto, DigitPA “continuerà a svolgere funzioni di natura progettuale, tecnica e operativa precedentemente assegnate al CNIPA, con la missione di contribuire alla creazione di valore per cittadini e imprese da parte della Pubblica Amministrazione attraverso la realizzazione dell’amministrazione digitale”.
A DigitPA saranno affidate funzioni di consulenza e proposizione; emanazione di regole e standard; valutazione, monitoraggio e coordinamento; realizzazione e gestione di interventi e progetti di innovazione.
L’Ente fornirà assistenza tecnica, anche nell’elaborazione di schemi di atti normativi, al Consiglio dei Ministri in materia di amministrazione digitale. Proporrà, ai fini della pianificazione triennale dell’ICT, iniziative finalizzate alla realizzazione di sistemi innovativi. Opererà come autorità di certificazione della firma digitale e sarà preposto alla tenuta di elenchi e registri.
Soprattutto, DigitPA dovrà proporre progetti in tema di amministrazione digitale e svolgere i compiti attribuiti dall’ordinamento in materia di reti telematiche delle pubbliche amministrazioni, di Sistema Pubblico di Connettività (SPC) e di Rete Internazionale della Pubblica Amministrazione (RIPA).
Tra gli obiettivi della costituzione di DigitPA vi è una riduzione dei costi di gestione del CNIPA (valutati in più di undici milioni di euro nel 2009). Questa riduzione avverrà soprattutto attraverso una razionalizzazione dell’ente e la riscossione di una percentuale sul valore dei contratti sottoposti a parere consultivo, percentuale che sarà totalmente a carico degli aggiudicatari.
Fonte: Computerworld
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