Politiche energetiche sostenibili del momento
31 luglio 2009
Negli ultimi anni la comunità scientifica e le organizzazioni ambientaliste hanno intensificato le campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli organi governativi riguardo il problema del surriscaldamento globale dovuto all’immissione nell’atmosfera di CO2 ed altre emissioni. Come sappiamo, uno dei risultati principali di queste attività sono gli accordi di Kyoto sottoscritti dalla vasta maggioranza dei Paesi e sfortunatamente non sottoscritti dagli USA*. Inoltre, Al Gore, l’ex vicepresidente USA è stato insignito del Premio Nobel per la Pace in riconoscimento delle sue attività ambientaliste.
L’immissione di CO2 nell’atmosfera è principalmente dovuto alle emissioni di residui di combustibili quali petrolio, carbone fossile e gas naturale. Nella mia opinione, in ordine di priorità, la riduzione del’uso di combustibili fossili, l’ottimizzazione dell’uso delle fonti energetiche, la riduzione dei consumi e l’adozione di energie alternative sono importanti passi verso la riduzione dell’effetto serra e di una politica energetica sostenibile. Il fatto che l’adozione di energie alternative occupi l’ultimo posto nella mia personale classifica di priorità non vuol dire che non sia importante investire in modo aggressivo per lo sviluppo di tecnologie economicamente sostenibili e migliorare le sorgenti di energia. Tuttavia, realisticamente e per i prossimi decenni, l’efficacia di conversione di combustibili fossili in energia elettrica e termica rimarrà ordini di grandezza superiore a quella delle fonti alternative. Ne consegue che energia solare, energia eolica, geotermica, etc. saranno complementari e di ausilio alle fonti più tradizionali.
Un significativo esempio di questa sinergia è il caso del consumo di picco di energia elettrica durante ondate di caldo estive. Normalmente – in queste circostanze – il picco dei consumi avviene tra le 2-4 del pomeriggio. Per far fronte a questa richiesta di picco, le aziende fornitrici devono mettere in moto piccoli impianti a gas che hanno una veloce risposta alla domanda, ma che hanno un costo molto maggiore per KWh. In questo caso, gli impianti solari residenziali ed industriali non solo possono far fronte alla domanda immediata, ma addirittura immettere più energia elettrica nel sistema di distribuzione abbattendo i costi esattamente durante il picco di consumo!
Nel breve termine il nostro pianeta e l’umanità potranno beneficiare di politiche energetiche che sono francamente impopolari tra alcune forze economiche quali l’industria energetica e – per gli USA in particolare – quella automobilistica. Governi locali, come quello della California, stanno già legiferando la imposizione della riduzione dei consumi delle automobili e le conseguenti emissioni. Assieme agli incentivi per energie alternative, il governo federale sta promuovendo investimenti per il miglioramento della griglia di distribuzione dell’energia elettrica e per l’installazione di ausili energetici efficienti nelle varie grandi infrastrutture quali uffici pubblici e insediamenti industriali. Queste misure immediate e la concomitante adozione di energie alternative quali pannelli solari per unità residenziali e parchi fotovoltaici aiuteranno l’umanità a contenere gli effetti del surriscaldamento globale della terra.
Spesso – ed in particolare tra le lobby economiche – vi è la percezione (ed a volte deliberata disinformazione) che le politiche energetiche alternative hanno un impatto negativo sulla crescita economica. Personalmente rigetto questa nozione, non tanto da una posizione ideologica, quanto da buon senso dal punto di vista economico. Purtroppo l’enfasi nella crescita economica è nell’aumento del GDP. Io contrappongo questa nozione con il fatto che una crescita più moderata del GDP può essere contrastata da un uso più efficiente delle risorse (costi) e conseguente aumento della produttività aggregata. Infine è importante notare che la tassazione degli agenti inquinanti, la tassazione delle benzine, etc. sono validi deterrenti per lo spreco energetico. Tuttavia noi cittadini dobbiamo essere più sensibili al modo in cui conserviamo energia non in risposta alla tassazione, quanto quale senso di responsabilità verso l’ambiente e le generazioni future.
* I cittadini USA sono il 5% della popolazione globale e consumano il 30% dell’energia totale
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Le lobby hanno investito miliardi nelle tecnologie ed infrastrutture energetiche del passato(Petrolio e Gas in testa) e non hanno voglia di cambiare. Dobbiamo solo aspettare che decidano di passare alle rinnovabili. Le tecnologie ci sono già, basta svilupparle..
Comment by pannelli fotovoltaici ed eolico — 2 febbraio 2010 @ 17:01