La ricetta delle 5 i – In un momento storico difficile, un piacevole antidoto per riassaporare il gusto del business.
31 luglio 2009
Solo pochi anni fa salutavamo il secolo che si chiudeva con qualche nostalgia giustamente accompagnata da una forte dose di entusiasmo per l’avvento di quegli eccezionali anni DUEMILA, sognati fin da quando eravamo piccoli come fantascienza su un orizzonte temporale lontano ed inimmaginabile qualche decennio prima. Abbiamo assistito a generazioni intere dei nostri nonni, bisnonni e per non allontanarsi troppo persino dei nostri fratelli maggiori che si erano riscattate nel mondo del lavoro, con la fatica e la convinzione che l’impegno profuso li avrebbe condotti, prima o poi, al raggiungimento di obiettivi sfidanti di crescita economica e sociale. Il boom economico del dopoguerra aveva favorito i più intraprendenti ed aveva lasciato innumerevoli speranze a tutti coloro che, pur non anelando all’ettaro cubico di dollari di zio Paperone, erano riusciti a “costruirsi una posizione” perlomeno stabile.
A voler tentare di descrivere il percorso da “manuale del successo” fino al secolo scorso, potremmo essere piuttosto attendibili nell’affermare che i canoni da seguire erano sempre gli stessi, adeguatamente proporzionati alla frazione di secolo in cui ci si colloca: avanzare negli studi, che fossero classici, generici o di specializzazione, applicarsi quanto più possibile per ottenere risultati migliori della media, aprirsi ad esperienze concrete di apprendimento sul campo, il tutto ben mixato con il concetto ormai tramontato di umiltà e costanza per ottenere una buona ricetta di base per il futuro!
L’Italia del lavoro fotografata oggi da Bankitalia è invece il quadro poco promettente di un paese immobile connotato da un’invadente precarietà in tutti i settori professionali. Con il passare degli anni la possibilità di muoversi sulla scala sociale si è drasticamente ridotta: nei nove anni tra il ‘95 e il 2004, infatti, la mobilità è stato un fenomeno che ha interessato meno di un quarto delle famiglie italiane, con circa l’11% che è precipitato in una classe inferiore. Il dato più significativo riguarda il 44% delle famiglie italiane che sono rimaste nel segmento più basso della società, senza mai distaccarsi, neanche per un anno o due, dalla classe più povera.
Così la sfida sociale non può assurgere più a primario obiettivo delle generazioni entranti nel mondo del lavoro, che si trovano smarrite alla ricerca di certezze, prima lavorative e conseguentemente personali. Mentre fino agli anni ’80-’90 le università producevano schiere di dottori, ingegneri, avvocati che ancor prima di conseguire il titolo di laurea avevano firmato un contratto con aziende prestigiose attente a reperire i potenziali manager negli atenei, oggi per un neolaureato è eccezionale già solo il fatto di poter trovare un posto da laureato e sempre più raro ed improbabile che il titolo richiesto sia proprio quello per cui si sono spesi anni sui libri. Il giovane studioso che arrotonda con il lavoro al call center, osservando al suo fianco il “nonpiùtantogiovaneplurilaureatotrentennedisoccupato”, preferisce sognare le carriere facili – tali appaiono nell’immaginario collettivo – di modella, cantante, show men e show women, con l’illusione che solo così aumenti la probabilità di emanciparsi ed accedere alle classi superiori.
Ma se è vero che la crisi porta progressi, come ci insegna una mente illuminata quale quella di Einstein, è allora necessario scoprire la nuova ricetta per il futuro professionale ed uscire da questa crisi riciclandosi su nuove professioni, adattando le proprie competenze alle esigenze emergenti dell’individuo, afferrando opportunità inconsuete e fuori dai binari tradizionali. I settori cui rivolgere lo sguardo sono molteplici e molte sono le mode importate dall’estero: dall’ecomanager, al personal shopper, al travel designer e perché no… il wedding & event planner. Il comune denominatore di questi mestieri consiste nel mettersi al servizio del cliente, quasi sempre motivato dalla mancanza di tempo sufficiente e dal desiderio di raggiungere il top dell’offerta disponibile sul mercato, offrendogli una vastità di servizi, comfort e lussuose coccole.
E proprio il segmento del lusso è, infatti, il target privilegiato di agenzie di servizi che assecondano, e anzi sempre più alimentano, i bisogni ed i desideri di schiere di consumatori. Non è certo facile suggerire le professioni del futuro su cui puntare a rischio zero e ritorno di investimento alto ma sull’esperienza diretta di Miss Wedding, agenzia nata nello scorso anno per l’organizzazione di matrimoni ed eventi privati, si vuole fornire la ricetta che per MW è risultata vincente.
In bocca al lupo e buon appetito!
LA RICETTA DELLE 5 i
Intuizione
Si dovrebbe provare a sgombrare la testa da schemi e condizionamenti esterni di qualsiasi tipo, lasciando libera la mente di immaginare nuove soluzioni, nuovi mondi, percorsi alternativi.
Iniziativa
Senza passare una vita intera a riflettere sulle nascenti intuizioni continuando a fantasticare sull’immortale chiosco in riva al mare, bisogna togliere l’ancora ed una volta per tutte passare all’azione sviluppando l’idea che appare più convincente.
Internet
Piacere mi chiamo “www…”
Dopo la rivoluzione tecnologica del secolo scorso e con il progressivo consolidarsi degli scambi commerciali on-line, non possiamo permetterci di immaginare un futuro professionale dissociato da Internet. Il nostro principale biglietto da visita è ormai quell’entità chiamata Sito: ogni attività nasce insieme ad un sito che la rappresenta, ogni rapporto commerciale passa attraverso l’immagine trasmessa dal proprio sito. Esplorare le infinite potenzialità del web è, oggi più che mai, diventato il fattore per il successo di un’iniziativa. Nella fase di start up di qualsiasi attività imprenditoriale dobbiamo annoverare l’investimento di risorse nel mondo web, che si tratti di pubblicità attraverso un sito, di un blog, del posizionamento nei portali, nei network… insomma tutto ciò che orbita intorno al prezioso www è diventato indispensabile per farsi conoscere in tempi rapidi e cogliere la giusta onda del mercato.
Internazionale
Nell’imperfetto mondo della globalizzazione dobbiamo sfruttare i vantaggi da questa offerti, aprendoci a possibilità di sviluppo e commercio in contesti tanto distanti territorialmente quanto vicini per esigenze ed ampliare la nostra quota di mercato a sviluppi internazionali.
Insistenza
Insistere, tener duro, incaponirsi, continuare a credere rappresentano il sale del nuovo modo di fare lavoro, impresa e business in un mercato sempre più concorrenziale ed in un mondo in cui il consumatore ha sviluppato un estremo scetticismo. Perciò per non perdere mai di vista il vostro obiettivo e la carica che vi ha spinto a vestire i panni dell’imprenditore, segnatevi su un notebook i vostri sogni, gli obiettivi, i desideri che vi motivano perché arriverà -ahimè- il giorno in cui tornerà utile rileggerli per superare il più che prevedibile sconforto!
E, last but not least, non vogliamo tenervi segreta la sesta i per rendere la ricetta infallibile. i come i2000 che nell’esperienza concreta di Miss Wedding rappresenta il valore aggiunto rispetto alla concorrenza, la sintesi perfetta tra esperienza pluriennale ed orientamento al futuro tradotta in tecnologia, immagine, comunicazione, innovazione e simpatia! Grazie!
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