Nuovi domini web, 2 imprese su 3 li ignorano
10 giugno 2009
La maggior parte delle aziende non è a conoscenza della liberalizzazione dei domini internet, che permetterà presto di utilizzare il proprio nome nei siti web aziendali al posto delle classiche estensioni. L’indagine Future Laboratory
A partire dal prossimo anno i domini internet verranno liberalizzati. Dunque, anche le imprese potranno utilizzare estensioni diverse dalle classiche .com, .org, .it, o .net, per i propri siti web.
Un indirizzo internet che dopo il punto finisce con una qualsiasi parola. Qualcosa che ci piace, per esempio (.amoremio, .il miogatto, .lasagne e via di questo passo) e in qualsiasi lingua, anche in russo, arabo o in cinese.
Due aziende su tre, tuttavia, ignora l’opportunità di utilizzare il proprio nome al posto delle oltre 280 estensioni dei domini internet attualmente esistenti. Le poche imprese consapevoli di questo cambiamento trovano però l’idea piuttosto interessante, per la possibilità di guadagnarne in visibilità.
Questo quanto emerge da un’indagine condotta per Gandi.net da Future Laboratory tra 100 dirigenti dell’e-commerce; 50 di grandi società e 50 di imprese medie e piccole.
L’Icann (organizzazione per l’Assegnazione di Nomi e Numeri Internet) inizierà ad accogliere le richieste per l’assegnazione degli indirizzi web dei nuovi domini a partire dall’anno prossimo. L’Icann prevede un numero di richieste compreso tra le 300 e le 500 solo nel primo trimestre 2010. Grazie a questo cambiamento le aziende potranno sfruttare meglio il proprio brand, creando siti web di marca più specifici, oltre a contrastare l’utilizzo non autorizzato del nome dei marchi in maniera più efficace.
Inizialmente il prezzo sarà di circa 185.000 dollari, dunque alla portata solo delle organizzazioni più grandi. Le società più piccole potranno però utilizzare estensioni più specifiche come quelle basate sulla localizzazione geografica, come “.london” o “.paris”.
Fonte: PMI.it
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