CNIPA: presentata la relazione annuale sull’informatizzazione della PA.

13 agosto 2007

Risultati buoni, ma c’è ancora tanto da fare Come ogni anno il Centro Nazionale per l’Informatica nella () ha realizzato la relazione sul processo di informatizzazione della PA. La
relazione 2006 è stata presentata a Roma lo scorso 4 luglio 2007 e da essa è emerso che, grazie all’intervento del digitale, è stata migliorata l’efficienza del grado di informatizzazione della PA italiana, ma che è ora necessario “mettere in sicurezza l’apparato informatico pubblico”, ovvero portare a termine tutti gli interventi necessari che vanno “dalla razionalizzazione delle infrastrutture di calcolo, alla gestione sicura e consapevole dei dati, alla qualificazione del personale preposto, alla gestione operativa delle applicazioni, alla continuità di servizio e alla sua qualità, alla stabilità dei finanziamenti per le infrastrutture comuni”.

Secondo quanto affermato dal presidente del , Livio Zoffoli, “l’informatizzazione della PA ha fatto passi da gigante. Secondo una recente rilevazione , l’Italia si colloca ben sopra la media europea in materia di disponibilità di servizi pubblici in rete, con una crescita di 9 punti in due anni, mentre l’offerta si presenta ancora disomogenea in termini di qualità e completezza”. Nel rapporti si legge che nel 2006 si è rilevato un aumento pari all’11%del numero dei servizi disponibili in rete, per un totale di 260 milioni di transazioni effettuate on line nel 2006 e che è stato introdotto l’utilizzo su vasta scala del cedolino elettronico, che garantisce grandi risparmi in termini di spesa. Parallelamente è cresciuto anche il ricorso alla posta elettronica, ma la maggiore novità del 2006 è stata la nascita della PEC (posta elettronica certificata). Nessuna modifica sostanziale è stata rilevata a livello di infrastrutture tecnologiche, ma si è verificata un cambiamento significativo nelle infrastrutture di rete, con 4 postazioni di lavoro su 5 che sono collegate in rete locale e 2 su 3 in rete geografica con connessioni in banda larga a Internet.

Zoffoli, tuttavia, ha sottolineato che “c’è ancora tanto da fare”, poiché è “necessario affiancare gli investimenti tecnologici con riforme organizzative, risorse esperte di comunicazione, capacità redazionali”. E’ arrivato il momento, secondo Zoffoli, di imprimere “una decisa svolta, ponendo le amministrazioni in condizione di non poter ulteriormente rimandare l’effettivo passaggio ai sistemi informatizzati, passaggio che non presenta più ostacoli normativi, organizzativi ed economici di particolare rilievo”. Tra gli interventi più importanti che il sottolinea compare la “dematerializzazione”, ossia la trasformazione dei processi di gestione cartacea dei documenti in un sistema completamente elettronico, a partire dall’attività di scambio tra le diverse PA: “I processi di gestione cartacea dei documenti – ha spiegato Zoffoli – sono caratterizzati da eccessiva onerosità, difficoltà di condivisione e archiviazione, mancanza di trasparenza, tempi di ricerca elevati, facilità di errori e smarrimenti” e tutto ciò si determina come uno spreco incalcolabile a livello di spesa e di ambiente. “Si stima – ha continuato il presidente del – che le amministrazioni centrali si scambino annualmente 100 milioni di documenti, di cui 20 milioni per raccomandata. Il solo costo diretto di spese postali è di oltre 160 milioni di euro, pressoché interamente risparmiabili. Ed è solo una piccola parte dell’intero vantaggio complessivo, che si esprime soprattutto nell’eliminazione di onerosi adempimenti, quali confezionamento, trasporto, spedizione”.

A partire da queste considerazioni, il ha sottolineato che i primi interventi da mettere in atto devono essere volti: al miglioramento dell’efficienza, da perseguire attraverso interventi integrati che agiscano simultaneamente sui processi, sulle tecnologie, sulla crescita delle risorse umane. all’intensificazione dell’attività divulgativa e formativa sull’applicazione del Codice dell’Amministrazione Digitale. alla gestione dello sviluppo in sicurezza, poiché lo sviluppo che ha  caratterizzato gli ultimi anni ha costruito molti sistemi, ma non ha messo in atto, se non in casi molto specifici, i necessari elementi di robustezza e stabilità. “Dobbiamo avere la fantasia di immaginare come sarà lo Stato di domani – ha concluso Zoffoli – impegnandoci a utilizzare nel modo migliore la competenze tecniche di cui si dispone, per operare nel giorno dopo giorno e per disegnare i vari scenari che potranno presentarsi, per effetto dei mutamenti in e nel
resto del mondo e per le ricadute sul nostro lavoro.

E’ possibile scaricare l’intera Relazione annuale del 2006 sul sito del all’indirizzo internet http://www.cnipa.gov.it

Fonte: www.consulentelavoro.com

Redazione

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