Privacy Un fiume in piena: Facciamo il punto sul decreto mille proroghe.
3 ottobre 2006
Il processo d’informatizzazione negli ultimi anni ha travolto le Amministrazioni Pubbliche con la potenza di un fiume in piena. La rivoluzione informatica, volta a razionalizzare e semplificare i processi, appare spesso ostica al dipendente statale ancorato alle certezze delle attività manuali rigidamente legate agli schemi burocratici di un tempo. D’altro canto tutte le rivoluzioni industriali alle quali la storia ha assistito, hanno mietuto vittime del progresso tecnologico, che proprio come un fiume in piena travolge tutto e tutti fino ad esaurire la sua corsa, senza dare il tempo di guardare indietro. Con altrettanta convinzione si può affermare che l’innovazione tecnologica, ci ha abituato con velocità impressionante ai suoi strumenti, cosicché PC e Internet diventano sempre più insostituibili com’è stato per i telefoni cellulari. La tutela della Privacy, costituisce uno degli effetti dell’innovazione tecnologica, per proteggere i dati personali occorre impossessarsi di nuovi alfabeti che il mondo tecnologico impone. Nel mondo globale di Internet si sono persi i confini territoriali e le Amministrazioni Pubbliche dovranno cavalcare il cambiamento per evitare l’isolamento, considerando da una parte il progresso tecnologico, attraverso il quale si svilupperà un diverso rapporto con il cittadino al centro di una rete unica di informazioni condivise (RUPA); dall’altra la necessità di mettere in moto una macchina pesante e farraginosa che dovrà adottare tutte le misure minime previste dal nuovo Codice sulla Privacy, per garantire la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati personali.
Si sta aprendo la strada ad una legislazione orientata al cittadino, soggetto di diritti più che di doveri, la Privacy, la tutela della riservatezza, la protezione del dato personale, pongono l’attenzione sulla centralità dell’individuo che diviene proprietario del suo bene, che controlla e difende, “Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano”, come cita testualmente l’art. 1. Il controllo dell’accesso telematico ai dati, nell’e-government, viene disciplinato dalle nuove disposizioni di legge in materia di protezione dei dati personali, di tutela del segreto e di divieto di divulgazione. La C.I.E. e la trasformazione della tessera elettorale cartacea verso quella elettronica, rappresentano uno strumento assolutamente innovativo nei rapporti tra P.A. e cittadini, ma necessita di precise garanzie a tutela del diritto alla riservatezza, che non deve considerarsi incompatibile con lo sviluppo delle nuove tecnologie. I servizi demografici e le interconnessioni tra Banche Dati costituiscono un tema centrale nel piano e-government, per la cooperazione fra le P.A. locali e centrale, il Comune diviene nel progetto, il punto d’interfaccia verso i cittadini. Il fine del Garante è quello della messa in sicurezza dei trattamenti più delicati (sensibili e giudiziari) e delle modalità che più mettono a rischio il trattamento delle informazioni, come ad esempio nelle interconnessioni.
La preoccupazione istituzionale dell’autorità Garante, per la protezione dei dati personali, si è focalizzata sulla necessità che i nuovi strumenti tecnologici, finalizzati ad una fluidificazione dei rapporti tra i cittadini e P.A., non configgano con il rispetto della persona e con le garanzie di riservatezza e sicurezza dei dati personali, così osservava Gaetano Risi nell’ambito del convegno “la sicurezza partecipata: coordinamento e cooperazione istituzionale” al Forum P.A. di Roma del 2005.
Malgrado l’impegno profuso dall’Autorità garante nel sensibilizzare la P.A., permangono dei contesti in cui le regole fissate in materia di protezione dei dati personali sono soltanto parzialmente attuate. Il Pubblico resta uno dei settori nei quali, per i motivi più disparati, persiste la difficoltà di dare completa attuazione ai principi di protezione dei dati personali, ma resta inteso che la loro attuazione non deve risolversi in un mero assolvimento degli adempimenti puramente formali. Forse è questo che ha indotto più volte il legislatore a prorogarne l’attuazione.
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