La tv digitale terrestre e la comunicazione con i cittadini
11 gennaio 2006
Pregi e difetti di questo nuovo canale di comunicazione. Negli ultimi anni si è assistito ad un fiorire di nuove tecnologie che hanno e stanno inesorabilmente trasformando la nostra società. I personal computer e poi Internet, la telefonia mobile, la tecnologia digitale, la televisione via satellite e, negli ultimi tempi, il Voice over IP (Voip) sono gli esempi più eclatanti di questa repentina evoluzione. Tutte queste nuove tecnologie si sono affermate da sole perché, raggiunta la loro maturità, hanno trovato un naturale mercato, guadagnando più o meno velocemente, ma inesorabilmente, quote di mercato ed entrando a far parte della nostra vita. Anche la tv digitale terrestre è stata descritta come una tecnologia nuova e peraltro molto avanzata, e cvome tale è stata proposta ai cittadini e alle aziende. Senza entrare nella annosa polemica sull’opportunità o meno di finanziare con soldi pubblici questo passaggio da analogico a digitale, in questo breve articolo cercherò di rimanere sugli aspetti tecnologici evidenziando alcuni punti che spesso non sono sufficientemente spiegati. Nella conclusione poi si evidenzieranno i pregi (pochi) e i difetti (tanti) rispetto ad altri canali (internet e call center).
Novità tecnologica. La tv digitale terrestre non è una vera novità tecnologica. La vera rivoluzione è avvenuta nel passaggio dall’analogico al digitale che ha portato, come primo effetto alla produzione di DVD e alla tv satellitare. I DVD hanno di fatto sostituito le videocassette migliorando la qualità dei video ed aggiungendo una pur rudimentale interattività. La rottamazione dei videoregistratori con sostituzione di lettori DVD ne è stato il naturale adeguamento tecnologico. La tv satellitare ha portato nelle case dei telespettatori una centinaia di nuovi canali, in formato digitale con una elevata qualità visiva e sonora. Anche in questo caso, l’adeguamento tecnologico si è consumato con la sostituzione delle vecchie antenne con una parabolica. Detto ciò è più corretto considerare la tv digitale terrestre come un ulteriore adeguamento alla digitalizzazione piuttosto che una nuova tecnologia, alla pari della banda larga e della fibra, capace ormai di portare contenuti digitali ad alta velocità attraverso le linee telefoniche. La stessa legge sul decoder unico ha correttamente tenuto conto di ciò imponendo che i decoder devono essere capaci di ricevere tutti i “programmi radiotelevisivi digitali”, indipendentemente dal mezzo di trasmissione. Tale norma è stata ampiamente disattesa, con la conseguenza che, invece della auspicata convergenza dovuta all’uniformità di linguaggio (il digitale), si sta assistendo ad una divergenza, come se si trattasse di differenti tecnologie.
Diffusione digitale Un altro aspetto molto caro ai sostenitori della tv digitale terrestre è che tale adeguamento dovrebbe diffondere l’accesso ai servizi della “Società dell’informazione” ad una maggior quantità di cittadini. Il condizionale è d’obbligo in quanto la necessità di condividere le stesse frequenze con la tv analogica (almeno fino alla dismissione di quest’ultima) ha di fatto ridotto il numero di frequenze digitali con conseguente difficoltà di ricezione del segnale in molte parti del paese. Paradossalmente attualmente la tv digitale terrestre ha una copertura inferiore rispetto all’ADSL. A questo si aggiunga che, per poter comunicare interattivamente, i decoder necessitano di un collegamento telefonico. Immaginatevi quindi la casalinga italiana che, per problemi di adeguamento tecnologico, rifiuta l’utilizzo del PC e di internet in quanto troppo complicato. Al contrario invece, trova naturale usufruire degli stessi servizi via tv digitale terrestre e quindi accende la tv, invoca il contenuto interattivo, interagisce con esso mediante il telecomando ed infine collega il decoder al cavo telefonico ed effettua la connessione. Uno scenario tutto altro che convincente, rafforzato da recenti statistiche che dimostrato che solo il 4% dei possessori del decoder digitale terrestre ha usato almeno uno dei servizi (in verità ancora pochini) da esso erogati.
Internet. Se poi mettiamo a confronto la tv digitale terrestre con la modalità e la tipologia di servizi usufruibili via internet, la differenza di potenzialità appare più evidente. Tuttavia non si tratta solamente di tipologia di canale. Per chiarire questo punto, si consideri la posizione che assume il televisore nelle case delle persone. In genere viene collocata incastrato in mobili o sopra un porta tv davanti ad un comodo divano. Oppure attaccato ad una mensola, in cucina o infine in una posizione che lo rende visibile comodamente sdraiati a letto. Tutte posizioni che rendono difficoltosa una interattività spinta. A questo si aggiunga che l’attitudine del tipico spettatore televisivo è improntata principalmente sulla passività e la tipica “posizione da divano” non facilita l’interattività e il mantenimento di un alto livello di attenzione. Anche tecnologicamente, la risoluzione televisiva risulta in media di gran lunga inferiore rispetto ad un monitor di un PC il che ne rende difficoltosa la lettura del testo, spesso tremolante e troppo piccolo. Infine i telecomandi stessi hanno una capacità di interazione inferiore rispetto alle tastiere dei computer. Immaginatevi una qualsiasi applicazione web e l’interazione che gli utenti hanno con essa. Viene spesso richiesto di cliccare su appositi pulsanti, scorrere del testo mediante delle apposite barre di scorrimento e digitare del testo, tipo nome e cognome, indirizzo internet, Ora immaginate di trasportare questa applicazione su televisore e di interagire con il vostro telecomando: si presentano le stesse problematiche e limitazioni che abbiamo sul telefonino, con la necessità di utilizzare spesso le freccette per la navigazione e limitate funzionalità di scrittura.
Progetti per la PA Attualmente la tv digitale terrestre non presenta molti servizi interattivi. Ne abbiamo individuato due che rispondono all’idea iniziale di avvicinare il cittadino alle istituzione. Il servizio Rai Utile, realizzato dall’Agenzia delle Entrate, presenta su tv digitale terrestre praticamente gli stessi contenuti presenti nel sito web, privato dell’interattività. Presenta inoltre problemi di impaginazione e lettura testo (troppo piccolo o incluso in box che richiedono un frequente scroll). La cosa buffa è che chi desidera approfondire viene invitato ad utilizzare il sito web! Un servizio ambizioso è quello del Comune di Milano che su La7, consente di richiedere certificati. Per far ciò è necessario selezionare il canale dove il servizio viene trasmesso, attendere il caricamento dell’applicazione (abbastanza lenta per applicazioni interattive), digitare dal telecomando i propri dati anagrafici, il codice fiscale e l’indirizzo ed infine attivare la connessione telefonica con il centro servizi. In media richiede circa 15 minuti e la necessità di avere una presa telefonica vicino al decoder, mentre lo stesso servizio mediante un call center può essere richiesto in meno di 5 minuti, senza interrompere quello che si sta facendo.
Conclusione. Da quanto detto in questo articolo non si può che concludere che la tv digitale terrestre sia allo stato attuale quantomeno prematura e non porta quei vantaggi tecnologici auspicati. Con questo non si desidera seppellire la tv digitale terrestre: ben venga un differente modo di fruizione di contenuti digitali se e quando saranno i cittadini a richiederlo. Allora anche le aziende cominceranno a sviluppare contenuto interattivo rendendo ancora più appetibile la soluzione. A mio avviso l’interattività del decoder va canalizzata su altri servizi, quali la “pay per view”, servizi con limitata interattività, quali sondaggi, o ancora servizi quali il televoto specie se associato alla trasmissione che si sta vedendo. Per servizi tipo emissione di certificati dal comune esistono canali molto più efficienti e funzionali, quali internet e i call center. Anche dal punto di vista tecnologico, esistono centraline software che consentono di realizzare questi sistemi a basso costo e la cui efficacia e accettabilità può essere portata a livelli altissimi mediante l’utilizzo di software di riconoscimento vocale. Magari in futuro si potrà interfacciare il decoder con una tastiera bluetooth e quindi sarebbe tutto più facile, ma, come già detto in questo articolo, lasciamo che sia il tempo e il mercato a decidere se si tratta di un mezzo di fruizione appetibile per i telespettatori.
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