Il Codice dell’Amministrazione Digitale
16 ottobre 2005
Nasce la costituzione del mondo digitale In concomitanza a questa prima uscita di I2000segnala (numero zero), abbiamo ritenuto opportuno parlare del “Codice di Amministrazione Digitale”, che rappresenta una vera e propria svolta, una rivoluzione nella storia dell’Amministrazione Pubblica che permette di avvicinare i cittadini attraverso l’uso della tecnologia, consentendo uno snellimento delle attività interne e una maggiore facilità di accesso ai servizi. Tutto ciò porta quindi ad una maggiore fiducia e ad un maggiore coinvolgimento del cittadino alle azioni dell’Amministrazione Pubblica. Il Codice rende obbligatoria l’innovazione nelle Pubbliche Amministrazioni: da una parte offrendo ai cittadini il diritto di interagire, sempre e verso qualsiasi amministrazione, attraverso Internet, posta elettronica, reti; dall’altra stabilendo che tutte le amministrazioni devono organizzarsi in modo da rendere sempre e comunque disponibili tutte le informazioni in modalità digitale.
Il Documento è stato redatto dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, in collaborazione con tutte le amministrazioni statali interessate e con il contributo di personalità del mondo dell’università, della ricerca, dell’imprenditoria,degli ordini professionali e delle associazioni di categoria. Il decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 “Codice Amministrazione Digitale”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2005 n. 112. Con questa pubblicazione prende avvio la rivoluzione prefigurata dal Codice. Dal prossimo gennaio, la Pubblica Amministrazione utilizzerà come principale strumento operativo l’Informatica, non solo nei rapporti interni ma anche con la collettività. Nasce perciò quello che viene definito “cittadino digitale” a cui il Codice riconosce nuovi diritti e nuove possibilità. Questo decreto introduce una complessa riforma ovvero una specie di “costituzione” del mondo digitale che tiene conto di diritti e doveri e che contemporaneamente fornisce i principi operativi con cui tali diritti e doveri si possono concretizzare. In sostanza il decreto ha ordinato e riunito norme già esistenti e ne ha fatte di nuove per nuovi servizi e nuove opportunità, ha creato il quadro legislativo necessario per dare validità giuridica alle innovazioni. Il Codice introduce quindi nuovi diritti per i cittadini e le imprese, definendo il quadro giuridico che ne garantisce l’effettivo godimento.
Questi diritti derivano dalla possibilità di gestione (accesso/invio) dei documenti in formato digitale, dalla possibilità di effettuare qualsiasi pagamento in forma digitale, dal diritto a ricevere qualsiasi comunicazione pubblica via mail, dalla possibilità di reperire on line tutti i moduli e i formulari validi ed aggiornati, dal diritto di partecipazione e dal grado di soddisfazione. Nella Pubblica Amministrazione questi diritti sono garantiti dalla disponibilità di una serie di strumenti a cui il Codice da piena validità giuridica. Alcuni di questi strumenti sono: la posta elettronica certificata, la firma digitale, i documenti informatici, i siti internet delle Pubbliche Amministrazioni, le carte elettroniche. Inoltre, nella Pubblica amministrazione digitale, le amministrazioni cooperano tra di loro e costituiscono una rete integrata a disposizione della collettività, di cui il Codice definisce principi e finalità. La Pubblica Amministrazione nel suo complesso sostiene spese considerevoli in nuove tecnologie, ma a tale sforzo spesso non si è accompagnato un incremento effettivo di efficienza e quindi un risparmio nei costi di funzionamento. Il Codice mette le condizioni per realizzare una Pubblica Amministrazione che sia più efficiente con minori costi.
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