Rapporto Annuale sull’E-Government
26 marzo 2004
L’utilizzo dei servizi di E-government nel mondo è cresciuto dell’11% negli ultimi 12 mesi, passando dal 28% al 31% di adulti che si sono collegati ai siti della Pubblica Amministrazione. Il dato evidenzia una contrazione rispetto all’incremento del 15% rilevato nell’anno precedente dalle ricerche condotte dal gruppo TNS.
Lo studio annuale, condotto in 32 paesi, mostra che il tasso di utilizzo dell’E-government ha rallentato nell’ultimo anno ed evidenzia che le strategie per incrementarne l’uso richiedono maggior tempo rispetto al previsto.
Lo studio evidenzia che i Paesi Scandinavi sono leader nell’uso dell’E-government, con più di sei adulti su dieci in Danimarca (63%) ed in Norvegia (62%). Per contro, alcuni Paesi dell’Europa Centrale hanno un livello di utilizzo molto più basso: appena 1% degli adulti in Bulgaria e solo 6% in Ungheria e Polonia. L’Italia raggiunge il 24% ottenendo un incremento rispetto al 2002 superiore alla media mondiale (2002: 20%).
In molti Paesi la crescita ha rallentato, in particolare in America (dal 43% di adulti nel 2002 a 44% nel 2003) ed in Germania (dal 24% al 26% nello stesso periodo). A Singapore il livello d’utilizzo è rimasto stabile al 53% ed in Turchia è addirittura diminuito (dal 13% nel 2002 al 9% nel 2003) lasciando intravedere l’indebolimento della domanda e della soddisfazione nei confronti dei servizi di E-government.
Tuttavia in altri paesi, dove l’uso dei servizi di E-government è già ben radicato, le prospettive sono migliori. Il maggior incremento d’uso si è riscontrato in Olanda (dal 41% nel 2002 al 52% nel 2003), in Danimarca (dal 53% al 63% considerando lo stesso periodo), in Finlandia (dal 49% al 58%) ed in Francia (dal 25% al 35%).
Uno degli obiettivi fondamentali per i governi di tutto il mondo è stato incoraggiare gli user a fornire dati personali oltre che effettuare transazioni on line. In realtà, interagire con la Pubblica Amministrazione è tuttora il motivo principale degli accessi. Circa un quarto degli utilizzatori di E-government (il 24% a livello mondiale; 17% in Italia) utilizza il servizio per “procurarsi informazioni” e meno di uno su dieci “fornisce dati personali” (9% a livello mondiale; 6% in Italia) o “effettua pagamenti on line” (8% a livello mondiale; 4% in Italia).
La percezione della sicurezza nell’effettuare operazioni on line resta il fattore chiave nel non essere propensi a fornire dati personali. Tuttavia lo studio evidenzia che la percezione di sicurezza è migliorata rispetto allo scorso anno: il 26%, rispetto al 24% del 2002, dichiara di “sentirsi sicuro” nel fornire informazioni personali on-line. Non sorprende quindi constatare che si sentono più sicuri coloro che risiedono nei paesi con il maggior tasso di utilizzo come la Danimarca (48%), Singapore (44 %) e la Norvegia (40%). Inoltre il maggior incremento della percezione di sicurezza on-line si riscontra tra gli user in Danimarca, Norvegia, Hong Kong ed Australia. Il livello meno elevato si rileva in paesi come Polonia (12%), in Repubblica Ceca (10%) ed in Bulgaria (2%). In Italia si sente sicuro il 19%.
Fonte TNS Abacus
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